25/3
2009

Qualcuno mi svegli prima di arrivare a Teheran

Quand’ero giovane, c’era il servizio militare obbligatorio per tutti i maschi apparentemente sani di corpo e di mente. Un divertimento incredibile, se la tua idea di servizio pubblico è imparare a fare la branda e ad uccidere le persone, ma molti di quei maschi sani di mente cercavano tuttavia di evitarlo in ogni modo. Alcuni, tra questi, facevano l’obiezione di coscienza: dichiaravano ufficialmente che le armi gli schifavano e la guerra era una cosa brutta e loro solo a vedere un po’ di sangue se la facevano sotto ed erano refrattari ad eseguire gli ordini e per loro erano tutti amici, anche i nemici, e comunque se i nemici li avessero catturati avrebbero rivelato tutto quello che sapevano ed anche buona parte di quello che non sapevano ed erano pertanto inadatti ad essere impiegati come materiale bellico. Questa era l’obiezione di coscienza, per come la conoscevamo noi ragazzi degli anni ’90, ma non è che ti alzavi la mattina dell’adunata, ti dichiaravi obiettore e tornavi a dormire, ou nou, era una cosa seria, dovevi produrre la tua bella quantità di carte da bollo, c’erano delle condizioni ben precise (basta una denuncia per rissa e l’obiezione di coscienza te l’attaccavi) e soprattutto accettavi la contropartita: mai e poi mai avresti avuto l’opportunità di essere assunto nell’esercito, nelle forze di polizia o in qualunque altro posto di lavoro dove fosse necessario voler sparare a qualcuno, mai e poi mai avresti potuto richiedere un porto d’armi, mai e poi mai, insomma, avresti potuto fare qualcosa di incompatibile con quell’aureola candida che ti eri messo in testa. Mai e poi mai - anche se poi dev’essere uscita qualche legge che rende possibile revocare l’obiezione, ma ai tempi mica si sapeva. Insomma, si evitava il militare, si faceva comunque un’attività di servizio civile per lo stesso tempo o anche più, e si accettava l’impegno di comportarsi per tutto il resto della vita in modo almeno formalmente coerente con questa scelta.

Non è che uno potesse fare obiezione di coscienza ed arruolarsi ugualmente, fare le marce e sparare col fucile e poi al momento in andare a fare le esercitazioni col carrarmato o tirare le bombe a mano tirarsi indietro e fare il tifo. Proprio non si poteva. Fidatevi, mi ero informato.

Allora qualcuno mi spieghi come cazzo mai un medico può rifiutarsi di praticare aborti o prescrivere la pillola del giorno dopo e pretendere di fare il medico lo stesso, o praticare nel proprio studio privato quello che si è rifiutato di fare nell’ospedale pubblico da cui riceve lo stipendio. La sua obiezione di coscienza che valore ha, cosa comporta, a chi l’ha dichiarata ufficialmente, cosa gli costa? Perché a me che ero uno stronzetto diciottenne avete chiesto di firmare carte che mi avrebbero impegnato per tutta la vita e a lui è concesso esercitare a sua discrezione un diritto che non lo vincola in nessun modo? Me lo chiedo perché magari c’è un ottimo motivo ed io non ci sono ancora arrivato ed anche perché, chessò, se uno può fare obiezione di coscienza quando e come gli comoda magari un giorno si sveglia e decide che la sua coscienza gli vieta di somministrare antidolorifici ai moribondi, o di eseguire interventi d’urgenza la domenica, o di effettuare il pap test ad una paziente con la vagina depilata perché indice di deplorevole condotta morale. Esagero, eh, come sempre. A parte che l’ultima pare sia vera.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.