9/6
2011

Quatto Sì

Io al referendum, domenica, vado a votare. Lo so che ci sono buone ragioni per non farlo, tentando di fare vincere i "No" o più pragmaticamente di non far raggiungere il quorum. Lo so che i quesiti hanno poco a che fare con le loro semplificazioni sparate sui pochi manifesti elettorali. Lo so che non faranno cadere il governo. Lo so che a volte la gestione privata ha portato dei benefici, lo so che il nucleare è più pulito ed efficiente di altre fonti energetiche, lo so che Margherita Hack, lo so che Facebook, non darmi del cretino pensando che io vada a votare solo perché mi scassano le palle su facebook da due mesi cento volte al giorno, lo so che non tutti i giudici son buoni, figurati se non lo so, lo so, lo so che dire "eh ma in Italia non saremmo in grado di gestire una centrale nucleare" significa in pratica darsi dei coglioni da soli, lo so che sono strumentalizzazioni e vittimismi, lo so che eventi come Chernobyl ora sarebbero improbabilissimi, lo so che tsunami come quello giapponese ne capitano uno ogni tot goziliardi di anni, lo so che i pannelli solari pure quelli inquinano, lo so che gli sprechi pubblici, il clientelismo ed il nepotismo nelle municipalizzate, lo so che alla fine comunque qualunque sia il risultato dei referendum loro potrebbero fregarsene con un cavillo, un pastrocchio, un decreto, lo so che il referendum ormai ha perso di valore e la democrazia diretta deresponsabilizza l’individuo, lo so che non si va a votare per questioni di principio...

Aspé, questa non la so. Forse si va a votare anche per questioni di principio, non sono sicuro. Per dire che la soluzione contro la cattiva gestione del pubblico non è necessariamente privatizzare, che certi beni vanno gestiti politicamente, che una fonte di energia può essere efficiente fin che ti pare ma che se comporta dei rischi dalle conseguenze terrificanti ed irrimediabili non la possiamo accettare lo stesso, paz, dovremo inventarci qualcos’altro, non so, l’energia dal sole o dal vento o dalle maree o chennesò, consumare meno, ma non me la sento di accendere un mutuo per un milione di anni da pagarsi in scorie perché rischio di non avere la corrente per l’aria condizionata, non ne capisco quanto Zichichi o la Hack ma io non me la sento di correre il rischio infinitesimale di far morire migliaia di persone in caso di incidente e questo non perché siamo italiani e non sappiamo far le cose difficili, abbiamo fatto una città sull’acqua e l’affresco dell’ultima cena e le vacanze di pasquetta ed un sacco di altre cose difficili, ma perché non puoi accendere il climatizzatore d’estate pensando o meglio non pensando che tanto i bidoni radioattivi li manderemo in Somalia e che comunque prima o dopo si deve morire tutti, e infine per dire che beh, prima di tutto la legge è uguale per tutti, almeno in linea di principio, certo, perché poi si sa che non è uguale per niente, ma se cominciamo anche a sancire per legge che la legge non è uguale allora siamo veramente alla fine, e casomai bisognerebbe fare in modo che la legge sia più uguale piuttosto che meno uguale, e insomma forse alla fine vi sembrerà stupido ma io ho un sacco di dubbi sui referendum di domenica ma ciononostante andrò a votare e sulle schede piazzerò quattro belle croci sul "Sì", perché le opzioni "Sì però ho dei dubbi", "No però cercate di non specularci", "No ma non approfittatevene" non sono consentite, solo "Sì" o "No" o "Me ne sto a casa e me ne sbatto", e allora bisogna per forza semplificare e prendere una posizione che magari non si condivide al 100%, ma vogliamo stare a parlarne tutto il giorno? Ho una bidonata di uranio nel portabagagli e se non vai a votare vengo a scaricartela in giardino.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.