7/2
2011

Ridere ancora

Mi sono giunte lamentele perché ultimamente aggiorno di rado il bloggo. Va beh, mi è giunta UNA lamentela, da parte di un amico incontrato sabato in discarica, e non era PornoRambo, nonostante sabato in discarica abbia incontrato anche lui, perché qui al Triste Borgo Natio il sabato per incontrare degli amici bisogna andare in discarica, nelle città importanti magari c’è un café storico o un locale alla moda o al limite una biblioteca, una piazzetta, un palazzo governativo da assaltare, qui al Borgo invece si va in discarica per incontrare i vecchi amici o fare nuove conoscenze, magari tra i tossici in rehab che fanno la sorveglianza.

(a proposito, so di non essere nella posizione più adatta per dirlo, ma bel lavoro di merda. Valeva la pena bucarsi e divertirsi come pazzi per poi finire a dare indicazioni ai vecchi su qual è il container giusto dove destinare il sacchetto del rusco? Siete il miglior spot contro la droga in circolazione, piuttosto che fare questa grama fine continuo a schiantarmi di cabernet a vita)

Comunque, non è che non sto aggiornando perché non ho niente da scrivere. Abbiamo organizzato nel Borgo una giornata interamente dedicata a taiji, qi gong e amenità assortite, è venuta un sacco di gente ed io personalmente ne sono stato molto contento, mi pare anche tutti gli altri. Ho visto diversi bei film cinesi e quattro stagioni di Mad Men. Rischio di perdere il lavoro qui nel bunker, perché pare che Hello Kitty non ci conceda la licenza per la nuova linea di mine antiuomo. Ho passato il fine settimana a scavare nella monnezza (che poi ho portato in discarica) e sto già pensando alla stagione roulottistica primaverile. Sono in ballo grandi ed entusiasmanti progetti per l’AssoTaiji di cui sono socio. Il prossimo fine settimana io ed Amormio facciamo un salto a Stoccolma, così, giusto per vedere se il freddo vero è sempre qui, in fondo al mio cuore di sbarbo, o se anche un meno quindici sulla pelle è abbastanza convincente. Ho una nuova nipote da andare a visitare. Sto studiando cose molto interessanti, un quarto d’ora al giorno tra le 6.50 e le 7.05. Mi muovo in continuazione, dentro e fuori. Cose da scrivere ce ne sono, ce ne sono state, ce ne saranno sempre e sempre bisognerà scriverle. Talvolta restano a bollire sotto la superficie, ogni tanto esplodono come vulcani islandesi e disturbano con la loro pesante nube di metaforica ingerenza le fragili rotte delle compagnie aeree capitaliste, qualsiasi cosa questo significhi.

Solo che, ecco, il tempo è tiranno e non vuole lasciare la carica altrimenti il Paese rischia di sprofondare nel caos, ed io mi sto forse un po’ disinnamorando del mezzo, ormai conteso pure lui tra l’invadenza delle multinazionali ed il cinismo sterile dei self-made intellectuals. Ma non mi preoccupo, dopo la pioggia viene il tempo bello e questa primavera - chissà - potrebbe essere la migliore di sempre, se solo smettessimo di aspettare che le rivoluzioni in casa ce le portino gli altri.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.