2/11
2009

Scherza coi fanti e coi poeti santi

Sabato, mentre accatastavo virilmente quintalate di legna da ardere assieme a Pornorambo, stavo giusto pensando che sarebbe stato il caso di leggere qualche poesia di Alda Merini prima che morisse. Ops. Troppo tardi.
Mi dispiace molto che sia morta, perché mi sembra che fosse una donna molto intelligente, fiera ed orgogliosa, mentre mi era abbastanza indifferente che fosse viva. A differenza di tutti quelli che mentono oggi su internet, non ho mai letto una sua poesia. In generale, non è che io legga molta poesia, pur provando la massima stima ed ammirazione per chi al giorno d’oggi ancora ha il coraggio di scrivere poesia. Il fatto è che sono cresciuto in periferia, una periferia molto ignorante di una regione molto ignorante, e dalle mie parti chi leggeva poesie era considerato gay e si guadagnava un giro gratuito di calci in culo, ma senza la giostra ed il fazzoletto da prendere al volo. Tranne chi leggeva Marinetti, che era considerato semplicemente coglione e forse pericoloso, e veniva lasciato stare ed emarginato. Essere picchiati a quei tempi era una forma di socializzazione piuttosto comune, peraltro, e c’erano bambini molto soli che fingevano di leggere poesie che non capivano solo per essere picchiati da qualcuno e stare al centro dell’attenzione una mezz’oretta, più tutto il tempo della degenza. Io a casa per dire ho tre libri di poesie, uno di Bodlér perché negli anni Novanta se volevi scroccare un tiro di spezia dovevi dichiarare un amore sconfinato per Bodlér e saper snocciolare lì per lì almeno un paio di sue poesie e cantare a cappella tutto il repertorio dei Doors, uno di Dylan Thomas più o meno per gli stessi motivi, anche se a me Dylan Thomas in realtà è sempre piaciuto pur non avendoci mai capito un’aringa, ma come si fa a non amare le poesie di uno con una foto così bella in copertina? Ed infine un libro di poesie di Neruda, bellissimo. L’ho aperto una volta, ma è davvero un bellissimo volume. Mi sarà pure capitato altre due o tre volte in vita mia di leggere una poesia e di rimanerne colpito, affascinato, ma poi dovevo correre al computer a sparare agli alieni o strangolare cuccioli di panda a mani nude per sentirmi di nuovo uomo, a tal punto arriva l’inquietudine dei giovani maschi eterosessuali posti di fronte ad un testo poetico. Con queste premesse capite che ho l’animo troppo gretto ed insensibile per poter anche solo avvicinarmi a meno di cinque metri da un libro di poesie di Alda Merini, o almeno questo è quello che ha scritto il giudice nella sentenza del processo "Baby panda", però l’ho sentita parlare in un servizio post-mortem del telegiornale e mi è dispiaciuto che fosse morta, perché aveva due occhi e parlava e ragionava come una che sarebbe meglio se fosse viva, e forse farei meglio a leggere qualcosa che ha scritto, perché penso che persone come lei abbiano qualcosa di interessante da dire, solo sarebbe meglio che lo dicessero in prosa.


[Comunque la legna è venuta su benone, ed a distanza di 48 ore è ancora in piedi. Quanto siamo fichi io & Pornorambo.]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.