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2010

Sempre in modalitÓ random

Lo so lo so losò che a nessuno interessa quando scrivo di musica, ma d’altra parte devo pur cominciare ad allenarmi per quando sarà vietato parlare di Berlusconi su internet.
Stamattina ho ascoltato distrattamente ben cinque dischi: Dream get together dei Citay, Gorilla manor dei Local Natives, There is love in you dei Four Tet, Realism dei Magnetic Fields e Sono all’osso dei Pan del diavolo. Mi hanno annoiato tutti (un po’ meno gli ultimi due). Che fastidio. Forse sono io che non sono dell’umore giusto. Darò loro una seconda possibilità, ma li vedo già destinati alla deipodizzazione entro sera.

(Non che il 2010 non ci stia già dando altre soddisfazioni musicali, comunque).

Nel frattempo, in Italia stanno diventando spietatamente consuete le cose più orribili. Sarà anche per questo che non sono dell’umore giusto.

Sabato mattina sono andato per boschi cercando di sfuggire ad un fastidioso mal di testa. La strada era coperta di ghiaccio, il ghiaccio era coperto di neve fresca, camminare era difficoltoso. Scivolare, semplicissimo. Io ed Amormio seguivamo la traccia lasciata da un fuoristrada, fino a dove il fuoristrada aveva deciso di invertire la marcia e tornarsene a casa. Non c’era nessuno, nessun suono se non quello della neve che sfrondava a terra. Un vaghissimo profumo di fiori invisibili nell’aria, misterioso e sublime.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.