16/9
2010

Siamo ancora la minoranza

Se in questi giorni sul bloggo si respira un’aria un po’ rarefatta, non è perché io mi sia ritirato in qualche vetta solitaria a meditare sullo scempio della società contemporanea vestito di pelle di cammello e nutrendomi solo di erbacce e locuste, per quanto messa così l’idea appaia allettante. Il fatto è che Amormio ha deciso di aprire una propria scuola di tai chi, io ed altri tre scapestrati le stiamo dando una mano ad organizzare il tutto, e così passo le giornate a registrare statuti, iscrivere a federazioni, progettare volantini e complottare per il rovesciamento del sistema capitalista (questo nel tempo libero). Oltre naturalmente al mio solito quotidiano lavoro alla catena di montaggio di panda impagliati che mi permette di portare il pane in tavola.

Ciò non significa che io non trovi ogni tanto un minuto per dedicare un pensiero alla situazione politica del mio Stato preferito, per quanto a dire il vero l’Indonesia francese tenda ad essere un posto molto tranquillo nella stagione in cui non fanno test atomici. In Italia, invece, dopo un’estate di grandi polemiche, scissioni, minacce, scandali, estorsioni ed esaltazioni della prostituzione fisica ed intellettuale, cioé dopo un’estate assolutamente normale, permane la cortina fumogena tesa a celare la drammatica realtà della situazione attuale, ovvero:

- la merda sta ancora al potere.

Ve l’ho riassunta per punti così è ancora più chiara.
In fondo, però, devo ammettere che la faccenda non mi dispiace più di tanto. E’ giusto che i milioni di italiani che hanno votato per il Lestofante Capo ed i suoi loschi schinieri assaporino fino in fondo lo sterco in cui hanno scelto di farci sprofondare, che lo degustino a grandi cucchiaiate, che lo poccino nel caffè. Altri tre anni di ’sto schifo?, vi chiedete orripilati voi, pochi cittadini onesti o più probabilmente paraculi. Ma se ora arrivasse un Bersani qualsiasi a far quadrare i conti, a cercare di mettere una pezza ai danni fatti nella sanità, nella scuola, nel mondo del lavoro, nella società civile in genere, se arrivasse un piddino qualsiasi ad arrabbattarsi nel limite delle proprie facoltà mentali per spalar via questo letame che ci arriva alla gola, gli italiani che credono alla lega o al pdl o ai mafiosuncoli vari non capirebbero. Probabilmente non capiranno neanche tra un anno, tra tre, tra dieci, sono disinformati e rincitrulliti a dovere, ma almeno che si godano l’osceno spettacolo che hanno contribuito ad allestire, finché a su di stringere la cinghia capiranno che qualcuno si sta facendo beffe di loro. A tutti gli altri basti l’amaro pensiero che comunque sostituire oggi la carogna di arcore con un bieco socialdemocratico porrebbe solo un freno allo scempio ma non riuscirebbe a riparare al danno fatto, a risollevarci da questa vergogna. Per quello servirebbe almeno Vendola.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.