16/11
2009

Siamo un villaggio di irriducibili galli

Io ogni volta che sento in edicola qualcuno che chiede Libero o Il Giornale drizzo le orecchie e mi metto a spiare quel qualcuno, cerco di capire così, a occhio, che razza di persona sia, da come si veste, da come si pettina, da come parla, ma non mi basta mai. A volte sembrano persone normali. Allora mi verrebbe voglia di seguirlo fino a casa, vedere dove vive, che lavoro fa, sentirlo parlare, sfogliare i suoi libri e controllargli il frigo. Così, per curiosità antropologica, per fargli il profiling. Ma rinuncio, perché so che se provassi a seguirlo finirebbe che gli tiro un gran calcio in culo sulla porta dell’edicola.

Una volta, tanto tempo fa, la sinistra era quella che contestava le leggi ed i giudici e la destra quella che li difendeva, perché le leggi erano scritte dai potenti per preservare l’iniquità sociale ed i giudici erano strumenti per il mantenimento dello status quo. I poveracci finivano sprangati e/o in galera mentre i ricchi la passavano liscia. Oggi la sinistra è quella che difende le leggi ed i giudici e la destra quella che li disprezza, nonostante le leggi siano sempre scritte dai potenti ed i giudici rimangano strumenti per il mantenimento dello status quo, i poveracci continuino a finire sprangati e/o in galera ed i ricchi a sfangarla. La sinistra di oggi vuole quello che una volta voleva la destra perché la destra di oggi vuole cose che una volta sarebbero sembrate abominevoli e scandalose sia alla destra che alla sinistra. Quello che non mi è chiaro è chi sia rimasto oggi a volere le cose che una volta voleva la sinistra.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.