20/5
2013

Sono un fenomeno paranormale

Io tendenzialmente sono una persona razionale, molto razionale. Sono ateo, non credo nelle scie chimiche, dubito di Babbo Natale e sono estremamente scettico nei confronti del sovrannaturale, del sottonaturale e spesso anche del medionaturale. Mi concedo qualche posizione possibilista nei confronti della medicina tradizionale, dello sciamanesimo e del vudù, perché sono anche una persona di ampie vedute o almeno mi piace che lo crediate. Ho avuto un’esperienza mistica, ma è stato tanto tempo fa ed è ormai caduta in prescrizione. Per il resto, sono un materialista storico così storico che al confronto Karl Marx pare Paulo Coelho, perciò quello che sto per raccontare è solo una curiosa coincidenza, nun me bruciate sul rogo che ho la pelle sensibile.

Due o tre case in là della mia angusta magione abita una coppia di anziani canadesi, che periodicamente hanno l’abitudine di migrare in Canada per qualche mese ad incontrare i nipoti, o chessò io. Sono un uomo moderno per cui se devo comunicare lo faccio con gli sconosciuti su Internet, mica con i vicini di casa. Ogni tanto scambio qualche parola con la vecchia canadese, perché fa o crede di fare anche lei Taiji ed è piuttosto simpatica, con il suo buffo accento canadese. Un certo bel giorno, un paio d’anni fa, sono partiti per andare in Canada e non sono più tornati. E fin qui, la vita è una zingara e va, francamente non ho tempo di monitorare gli spostamenti di tutti i miei vicini e credo sarebbe anche illegale farlo. Non ho più pensato a loro, non ne ho più parlato con nessuno, mai.

Pochi giorni fa, però, passando come ogni giorni davanti la casa dei canadesi, posando l’occhio sull’auto parcheggiata nel cortiletto da due anni e sull’erba ormai alta, mi sono chiesto che fine avessero fatto e perché non tornassero. Ci possono essere mille motivi per cui un vecchio sparisce dalla circolazione, tra cui la morte e 999 eventi improbabili. Ci ho pensato così, trenta secondi camminando verso casa. Quello stesso giorno, ad Amormio chissà perché è saltato in mente di chiedermi che fine potesse aver fatto secondo me la coppia di anziani canadesi, che erano partiti per il Canada per stare via tre mesi e non si vedevano da due anni. Che coincidenza, dico. Lo stesso giorno in cui ci avevo pensato io, non ne avevamo mai parlato prima. Qualcuno parlerebbe di telepatia.

Oggi torno a casa per pranzo, passo come ogni giorno davanti la casa degli anziani canadesi con il cortiletto infestato da erbacce e la vecchia opel in cattivo arnese, ed ecco che i canadesi sono tornati, vivi e in salute tutti e due, stanno strappando le erbacce e provando a far ripartire l’auto. Sono stato contento di vederli quanto mai prima, anche se so che ora la vecchia capiterà a casa nostra negli orari più fastidiosi (qualunque) a chiedere ad Amormio consigli per il Taiji. Mi era mancato, il loro buffo accento canadese.

Ora, questa bizzarra coincidenza tra me che penso a loro, Amormio che pensa a loro e loro che tornano dal Canada può essere spiegata agevolmente in tre modi:
1. loro hanno sentito telepaticamente che noi li pensavamo e sono tornati
2. noi abbiamo sentito telepaticamente che loro stavamo per tornare e li abbiamo pensati (eventualmente attingendo all’inconscio collettivo)
3. qualche amico o parente, sapendo che stavano per tornare, è andato a sistemare la casa dove abitano ed ha apportato una qualche piccola modifica al paesaggio della loro abitazione (spostato un vaso, cambiato uno zerbino) difficile da notare ma che sia io che Amormio abbiamo in modo inconsapevole registrato sensorialmente come un cambiamento, il che ha richiamato alla mente di entrambi la lunga assenza degli abitanti della casa.

A scanso di equivoci, dato che è un attimo finire arruolati tra quelli che credono nei rettiliani, specifico che in due anni di assenza la possibilità che i canadesi tornassero a casa in modo del tutto casuale entro una settimana dal giorno in cui pensavamo a loro erano pari a circa l’1%, una percentuale piuttosto bassa ma certamente non tale da gridare al miracolo o indire una conferenza stampa coi cardinali e tutto.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.