si t" />

5/2
2008

Specialità: metafore alla griglia

Alla fine, Marini ha fallito, il governo istituzionale non si farà, si torna a votare entro Aprile. Ricomincia la campagna elettorale.
Non vi eravate accorti che fosse finita?
Sarete stati distratti, forse eravate in bagno, comunque ora ricomincia.
Il Lestofante Capo e i suoi sgherri ricominceranno a promettere fantasiose mirabilie, il partito cosiddetto democratico e la sinistra continueranno a rinfacciarsi gli errori degli ultimi due anni trovando ancora una volta, tra mille distinguo e calcoli macchiavellici, una parvenza d’unità solo in funzione antiberlusconiana, e noi nel mezzo a decidere chi è meno rivoltante.
Finché c’è il Lestofante in circolazione, poi, è anche semplice: il meno rivoltante è qualsiasi altra cosa, però dai. E’ come essere invitati ad un ristorante in cui metà del menu lo abbiamo già assaggiato ieri e non era buono, l’altra metà l’avevamo mangiato la settimana scorsa e siamo restati per giorni a contorcerci sul water, ed i pochi piatti nuovi suonano invitanti come lo stufato di cavallette. Insomma,

"Tu cosa prendi?"
"Mah, le lasagne alla mortadella con i funghi di ceppaloni mi sono rimaste sullo stomaco, mi sa che stavolta opto per lo stracotto alla milanese con scarafaggetti di fiuggi e scarafaggioni alla romana."
"Ma l’altra volta non ti aveva devastato l’intestino?"
"Sì, ma continua ad avere un aspetto invitante, forse hanno cambiato la ricetta..."
"Ne dubito. Io sarei tentato da questo nuovo stufato di cavallette alla genovese, vedo che lo prendono tutti..."
"Ho sentito dire che ha più o meno lo stesso sapore dello stracotto. E se provassimo gli gnocchi arcobaleno?"
"Mi sa che li fanno con gli avanzi del giorno prima."
"Qualcosa bisognerà pur mangiare."
"Il cuoco dice che è buono tutto."
"Sè, chiedilo a lui. Dicono sia un noto sadico."
"E se andassimo a casa mia a farci due spaghi?"
"Mannò, che palle, restiamo qui, almeno c’è il riscaldamento. Guarda che bell’aspetto hanno quelle zampe di maiale alla vaticana, che ne dici?"

Ecco, il cuoco è un sadico, i camerieri hanno il dito nella minestra e noi invece di pretendere almeno piatti migliori e di spaccare bicchieri per terra fino ad ottenerli, continuiamo a stare seduti composti e trangugiare schifezze che ci faranno stare male, ingannati dal fine design del menu e dall’eleganza delle portate. Al limite, se proprio non ce la facciamo più, digiuniamo solennemente per protesta. Pensare che eravamo una nazione di grandi cuochi, prima che mettessero sulla porta della cucina quel gigantesco cartello "Non disturbare". E noi, da bravi clienti, non disturbiamo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.