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27/8
2010

Sul ponte sventola

Secondo il governatore Zazà, chi non espone la bandiera del veneto dovrebbe cambiare casa. Lui parla di luoghi pubblici quindi pare che per il momento a casa mia io possa restarci, ma d’altra parte non ci capisce come faccia uno a cambiare casa se la sua casa era un luogo pubblico. Intendo: a chi è rivolto questo appello? Non ai sindaci, che non abitano in municipio, né ai presidi o ai direttori delle asl o ai commissari di polizia o dei caramba, perché nessuno di questi abita nei luoghi dove dovrebbe essere esposta la bandiera e quindi il riferimento al cambiare casa non avrebbe nessun senso. Evidentemente il Governadur si rivolge ai senzatetto e agli zingari, gli unici che effettivamente vivono in luoghi pubblici e quindi dovrebbero esporre la bandiera, pena l’obbligo di cambiare casa. Forse anche ai militari in caserma. Barboni, zingari e soldati sono dunque avvisati: espongano lestamente il gonfalone di San Marco, o si trasferiscano lontano da Ground Zaia, terra orgogliosa e fiera.

(questa regola non vale per tutti gli americani di stanza al Dal Molin, i quali per evidenti motivi di supremazia militare non sono tenuti ad esporre la bandiera veneta pur occupando uno spazio pubblico, e ciononostante non vengono invitati dalle autorità a tornarsene a casa.)

(e sono pure extracomunitari)

(extracontinentali addirittura)


Che a me poi la bandiera veneta piace pure, esteticamente. Tutta gialla e rossa e con le frange ed il leone, è una bandiera gagliarda, si vede che ci arriva più o meno inalterata dal medioevo come tutti i valori a cui la lega è affezionata e non è un’icona posticcia disegnata a tavolino da qualche burocrate tardorisorgimentale. Ma a casa non ce l’ho, quindi farei fatica ad esporla. Un giorno sono anche andato in negozio per comprarla, perché non si sa mai quando ti può arrivare Zazà a cena e che figura vuoi farci, ma alla fine ho rinunciato perché il commesso africano assunto in nero si rifiutava di farmi lo scontrino asserendo che la mia insistenza nel rispettare la legge tradiva "identità, storia, cultura, tradizione e tutti i valori della nostra Regione", stizzito me ne sono andato lasciandolo lì a picchiare uno zingaro con uno stoccafisso ed i soldi per la bandiera li ho investiti tutti in crinto.



P.S.: Secondo una ricerca dell’università di Venezia, la prima raffigurazione del leone di san marco sulla bandiera veneziana risale al 1261 e quell’animale sarebbe stato adottato perché in quel periodo i veneziani erano in affari con il sultano d’egitto Baybars, campione dell’Islam, che usava uno stemma simile. In precedenza il santo protettore della città veniva rappresentato in figura umana. I veneziani avrebbero quindi cambiato la propria bandiera, già vecchia di quattro secoli, sostanzialmente per ingraziarsi un grosso cliente. E questo sì, questo esprime molto dell’identità, della cultura, dei valori e soprattutto dell’attaccamento alla tradizione del cosiddetto popolo veneto.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.