13/6
2012

Tanto va la gatta al lago

Sabato. Io & l’amico Navigator siamo in attesa di registrarsi alla cassa di un campeggio nei pressi di un lago che, per rispetto della sua privacy, chiameremo Lago di Gardaland. Mentre chiacchieriamo del più e del meno percepisco vagamente che la cassiera teutonica sta discutendo con delle signore di una certa età in un qualche idioma dimenticato da dio e dagli uomini, una conversazione lunga e faticosa che si conclude con le signore che finalmente si allontanano mestamente lasciandoci il posto.

Cassiera teutonica: E’ inkretibile, kueste fenkono in ferie in Italia e non sanno una parola ti italiano, neanke inklese, niente!
Navigator: Beh, ma lei sembra saperlo bene, il tedesco.
Cassiera teutonica: Ma loro non sono tetesche, sono russe! E parlano solo russo! E sono del Trentatre! Ma kome si fa, diko io!
Navigator: Mio padre e mia madre al posto loro sarebbero nella stessa situazione, parlano solo dialetto veneto.
Cassiera teutonica: E kome se la cavano?
Navigator: In genere evitano di andare in Russia.

Navigator è appena arrivato in compagnia della cara Clodia, io ed Amormio siamo accampati da Giovedì sera con la nostra roulottinzia che, per rispetto della sua privacy, chiameremo Generale Quee. Abbiamo comprato il Generale Quee diversi anni fa, pagandolo molto poco a dei vecchi che se ne volevano liberare per prendersi il camper. Gli italiani non amano le roulotte, perché la roulotte fa molto zingaro e gli italiani non amano essere confusi con gli zingari, preferiscono indebitarsi fino alla fine dei loro giorni e comprarsi un camper che non li ripagherà mai, assolutamente mai della spesa fatta. Io in genere non faccio questo tipo di conti perché non sono molto portato per l’economia domestica, ma uno in gamba che conosco ha calcolato che dato il costo medio di un camper, stiamo parlando di svariate decine di migliaia di euro per un modello appena decente, e il costo medio di bollo, assicurazione e benza, uno potrebbe tranquillamente andare in ferie in alberghi di lusso per tutta la vita e sarebbe comunque conveniente rispetto al camper. A meno che non sia uno zingaro, ovviamente, in quel caso conviene il camper, ma chi compra il camper ci tiene molto a far sapere di non essere uno zingaro anche se ormai persino gli zingari in Italia si sono presi il camper al posto della roulotte. Non so se questi calcoli siano giusti, però per esempio in Germania o in Olanda girano molte più roulotte che camper, e visto l’andamento dello spread mi viene da pensare che siano molto più affidabili degli italiani quanto a capacità di investimento. In ogni caso, dicevamo.

Venerdì, in quella ridente località balneare in cui ci trovavamo, ha piovuto pressoché tutto il giorno. Sabato, giorno in cui era prevista pioggia, ha soleggiato e ci hanno raggiunto Navigator e la Clodia. Navigator non ama molto andare in ferie perché lui appartiene al Veneto che Produce e quando non lavora in fabbrica deve lavorare a casa e quando ha finito i lavori a casa (mai) deve coltivare l’orto e quando anche l’orto dovesse essere a posto deve andare ad aiutare gli amici (io) a fare i lavori di casa loro e se anche questi dovessero essere finiti va a caccia di bracconieri nei boschi o compie piccoli lavori di manutenzione stradale così tanto per fare. Sabato è venuto a trovarci sul Lago di Gardaland perché in realtà doveva andare a Verona a comprare un telescopio. Navigator ama le stelle, ricambiato. Una volta ha fatto un corso di astronomia e pur avendo passato tutte le lezioni a dormire in ultima fila è diventato in virtù di questo corso il nostro astronomo di riferimento. Da molti anni egli sognava di possedere un telescopio degno di questo nome e finalmente ne aveva trovato uno in vendita per poche centinaia di spicci. Ovviamente il problema fondamentale è che Navigator si chiama Navigator perché riesce a sbagliare strada anche andando dal bagno alla cucina, per cui nel momento in cui è partito alle nove e venti di sera per Verona promettendo di tornare per le undici noi sapevamo che avremmo potuto anche non rivederlo mai più.
Invece è tornato, all’una e mezza di notte, corrompendo il custode notturno del campeggio perché lo facesse rientrare. Ha addotto a propria giustificazione il fatto che il telescopio era molto complicato ed il venditore ha voluto spiegargliene nel dettaglio il funzionamento. Poi hanno dovuto smontarlo e riporre ogni pezzo con cura nella propria custodia. Poi ha ammesso di essersi anche perso una volta. Infine ha accennato sottovoce di essersi perso quattro volte. Però è tornato con un telescopio lungo un metro e mezzo con tutti i motorini e i contrappesi e i controcazzi, e sappiamo che da oggi sarà un uomo felice.

Domenica, dopo una mattinata dedicata esclusivamente a mangiare prelibatezze vegetariane, io & Navigator siamo di nuovo alla cassa del campeggio per pagare.

Cassiera teutonica: Pene, fediamo un po’... a lei che si è fermato tue notti è meglio fare la ricevuta...
Navigator: Eh, ma qui in Italia queste cose non si fanno, signora! Non siamo abituati alle ricevute!
Cassiera teutonica: Ma infatti a lei non la faccio, la faccio solo a lui.

Navigator non ha né la roulotte né il camper, lui e Clodia dormono sul retrò del Doblò della fabbrica per farci sentire dei vecchi imborghesiti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.