15/1
2016

The man who sang the world

Avrei voluto dire anch’io la mia sulla morte di David Bowie, perché quando muore uno famoso pare che se non condividi qualche parola di cordoglio sei un ignorante o non gli volevi bene. Io sarò anche un ignorante ma ci volevo bene, al David Bowie. Solo che non so cosa scrivere, di musica alla fin fine non ne capisco poi tanto e ripetere come tutti che era un genio perché ha fatto delle cose geniali mi sembra un po’ insulso. Potrei citare qualche canzone, ma in fin dei conti ne conosco a malapena un paio di dozzine sulle centinaia che lui ha cantato, mica come tutti i veri fan che su facebook hanno citato bellissimi versi ad esempio da Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, o Heroes, o Space Oddity, oppure ancora Heroes. Io in fondo non me ne intendo tanto neanche di David Bowie, mi sa, so solo che di lui conserverò nel cuore ad imperitura memoria:

- la faccia
- i capelli
- il re dei goblin
- le canzoni (una decina)
- il proposito di chiamare il cane "Devid Bau" se mai ne avrò uno


Ora vado perché è morto pure il tipo che interpretava Renato Zero in Harry Potter e devo elaborare il lutto.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.