7/3
2008

Un paese creativo

Ormai da qualche anno, in italia, la periodica disgrazia delle elezioni è accompagnata dalla periodica disgrazia dei manifesti elettorali ritoccati col fotosciòp. Come sempre, come per tutte le disgrazie di questo paese, l’origine della malefatta va ricercata in Berlusconi: ve lo ricordate quel patetico "Meno tasse per tutti" subito trasformato in "Meno tasse per Totti" e compagnia bella? Faceva ridere. Una cosa che a quanto pare sfugge a molta gente, però, o almeno ai redattori di Repubblica, è che difficilmente la stessa trovata può continuare ad essere divertente per dieci anni di seguito (a meno che non abbia alle spalle gli sceneggiatori di Scrubs o dei Simpsons). Diventa meno divertente già nel momento in cui smette di essere un fenomeno di satira underground e viene cannibalizzato dai media tradizionali, quale per l’appunto il sito di Repubblica, con impennate nella quantità (siamo già intorno ai 300 fotoritocchi) a discapito ovviamente della qualità sia nelle idee che nella realizzazione. Insomma, qualcosa di carino si trova ancora, ma il giochetto nun fa più ridere. Soprattutto se confrontiamo i manifesti taroccati con gli autentici contrassegni elettorali depositati al Ministero dell’Interno e che compariranno sulle schede elettorali. Senza dilungarmi per una volta nell’analisi grafica dei simboli, che vanno dallo sketch tracciato sulla carta del formaggio ai più biechi fotomontaggi, basta una rapida scorsa dei nomi per ritrovare il buonumore perduto, e soprattutto una serena fiducia nel sistema democratico.
"Lista del grillo parlante"? "Sacro romano impero liberale cattolico"? C’è una lista chiamata "Io non voto" ed una lista "100%" (de che?), c’è una lista "Il loto" ed un partito degli "Impotenti esistenziali".
"Non remare contro".
"Casinò Centro Italia".
"T.F.R. libero".
"Movimento nazionale delfino".
"Movimento giovani poeti d’azione".
Giovani poeti d’azione.
Giovani poeti d’azione. Sarei curioso di leggere il programma.
C’è persino l’Udeur.

Poi dicono, il bipartitismo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.