Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi"
G. Mameli, 1848.


C’è da dire, con tutte le disgrazie che" />

15/5
2008

Vermi molto cordiali e simpatici, però.

"Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
"
G. Mameli, 1848.


C’è da dire, con tutte le disgrazie che succedono, con tutte le cose brutte che ci sono nel mondo, gli affanni, le tristezze, le sciagure e le calamità naturali, con tuta la sofferenza di cui si compone l’umana esistenza e la vita in Italia in particolare, provo un certo conforto nell’ascoltare i discorsi pacati e razionali di Berlusconi, nel constatare come (per una volta) abbia deciso di non abusare del proprio potere, di evitare il muro contro muro e di cercare un consenso più ampio per dare al paese quella stabilità di cui c’è tanto bisogno. Si è ben meritato gli applausi di Veltroni e gli elogi di Fassino, e dimostra forse (un margine di dubbio è d’obbligo, è presto per esserne sicuri) di essere cresciuto come uomo politico e come leader.
Se solo non fosse uno psicopatico mafioso con manie di onnipotenza e malcelate simpatie fasciste!
Del resto, chi è senza peccato scagli la prima pietra, come lui stesso ebbe a dire in una precedente occasione.

La Terza Repubblica comincia quindi all’insegna della concordia e dell’amore fraterno, superando quelle sterili divergenze di opinioni che hanno caratterizzato gli ultimi improduttivi anni della nostra storia patria. Soltanto quel corvaccio di Di Pietro si ostina a voler fare opposizione in parlamento, arrivando addirittura a paragonare le aperture nel nostro Lider alla zampa tesa dal lupo all’agnello. Ma quale lupo, ma quale agnello! Quell’uomo deve avere un cuore di pietra ed un animo insensibile (o anche, sospetto, degli antenati Rom o comunisti) per scorgere una minaccia nello scambio di effusioni tra Berlusconi e Veltroni, quei teneri micetti, quegli avvoltoi implumi. E come lui quei menagramo di Travaglio, Grillo e Santoro, i tre moschettieri della cosiddetta informazione, i quali si è ben capito che non aspettano altro che essere messi sotto silenzio per potersene vantare al bar con gli amici (ammesso che ne abbiamo, di amici, con il caratteraccio che si ritrovano). Io mi sento invece avvolto da un gradevole tepore, che sale dai piedi ed arriva fino al collo, di cui mi infastidisce solo il bizzarro odore di latrina ed il quasi impercettibile brulicare di vermi.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.