6/2
2009

Va là ciccio, che sei un bluff

E’ successa una cosa strana, oggi, che ha scandalizzato molti. Non il fatto che il governo abbia emanato d’urgenza un decreto per impedire l’attuazione di una sentenza, emanata secondo le leggi vigenti dello Stato, certo questo è abbastanza strano e molto preoccupante, ma non è la cosa più strana. E neanche il fatto che il governo si sia messo a legiferare ad personam, anche se questo sarebbe stranissimo in altri paesi. E neppure che si sia piegato per l’ennesima volta alle ingerenze vaticane, anzi, questo è ormai tristemente normale. La cosa più strana che è successa oggi è che, con la scusa di voler interferire in una vicenda umana assai dolorosa, il Lestofante Capo abbia finalmente reso esplicito quello che pensa della carica di cui lo hanno investito: lui è il governo, lui fa le leggi, e se le leggi non gli piacciono lui le disfa, e vuole più potere per fare o disfare le leggi a suo piacimento, e se la Costituzione glielo impedisce, lui cambia la Costituzione. Lo Stato l’è lù, cribbio. E la cosa che ha sconvolto molti, secondo me, non è tanto la possibilità che metta in atto le sue minacce, che accantoni i panni di Principe della Menzogna ed indossi quelli del dittatore a tutti gli effetti, che mandi i carrarmati a presidiare le strade e chiuda internet e metta in atto fino in fondo il suo programma di governo, ma il fatto che per la prima volta da quando abbiamo il dispiacere di conoscerlo il Grande Affabulatore abbia lasciato intendere, finalmente, qualcosa di simile alla verità. Mi domando cosa ci dietro.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.