7/11
2012

Vedrai che ti passa

Le elezioni americane sono un grande spettacolo, non c’è che dire. Un grande, costoso spettacolo, ma che da l’impressione che il pubblico sia enormemente coinvolto, che gli elettori partecipino attivamente e possano dare il proprio attivo contributo non solo con il voto, ma anche con azioni dirette e concrete durante la campagna elettorale. Qui da noi, magari una volta, ma adesso sarebbe proprio impensabile. Faccio due esempi banali.
La raccolta fondi: sia Obama che Romney hanno scelto di rinunciare ai contributi statali per poter finanziare la propria campagna elettorale razzolando senza limiti dai contribuenti privati. Avrebbero potuto riempire l’Africa di ospedali o radere al suolo la Siria con tutti quei soldi, ma pare che prima sia sempre più importante essere eletti. Obama, in particolare, ha (dato l’impressione di aver) raccolto fondi soprattutto attraverso micro-donazioni di comuni cittadini, contributi di 5 dollari o giù di lì versati spontaneamente o sollecitati tramite e-mail. Ve l’immaginate, in Italia, che vi arrivi un’e-mail dal PD (figuriamoci dagli altri) con la richiesta di 5 euro per contribuire alla campagna elettorale? Ne spendereste dieci in benzina per dar fuoco alla cabina elettorale più vicina.
Altro esempio, gli attivisti: gente, spesso giovane, che si sbatte dalla mattina alla sera per promuovere il proprio candidato facendo volantinaggio, telefonate, visite porta a porta... Provate ad immaginarvelo, un ragazzo vestito benino, con la riga da una parte, in buona fede, gli occhi luminosi di speranza ed entusiasmo, che vi suona il campanello e vi dice "Buongiorno, sono del PD." Figuriamoci degli altri. Cosa gli rispondete? Io ci ho pensato e mi è venuta una gran commozione, l’unica risposta che potrei dare sarebbe "Coraggio, entra, bevi qualcosa."

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.