18/1
2008

Vengano i turisti tra le macerie

Pare che questo sia il periodo dell’anno in cui i tedeschi cominciano a progettare le vacanze estive (e vabbé, sono pur sempre tedeschi...) e gli operatori del settore turistico, noti anche come albergatori, hanno il comprensibile sospetto che l’emergenza rifiuti in Campania possa tenere questi schizzinosi teutonici lontani dalle nostre spiagge e città d’arte, ed i soldi di questi schizzinosi teutonici lontano dalle loro tasche.
Come intende correre ai ripari la Confturismo Veneto?
Pare* che stia progettando una campagna pubblicitaria sui maggiori quotidiani tedeschi, il cui messaggio più o meno esplicito dovrebbe essere: "Noi non siamo come Napoli".
Mentre il suo vice Zaia sostiene che il Veneto dovrebbe chiedere i danni alla Campania, il governatore Galan, quello che per ragioni tecniche e politiche ha rifiutato di aiutare a smaltire i rifiuti campani, sostiene invece che la campagna pubblicitaria va bene purché sia "informativa e non sia scioccamente denigratoria". Lodevole intenzione, ma con questa gente la vedo dura.

Camorra, cumuli di monnezza, magliette con la cintura di sicurezza disegnata, colera, gente che va in giro in motorino senza casco, casalinghe basse e ciccione coi baffi.

Noi non siamo come Napoli, quant’è vero.

Infatti Napoli è una città che, oltre ad essere bella di suo, produce anche letteratura, cinema, musica, idee, cultura, è una città aperta e viva ed in quanto tale conosciuta in tutto il mondo, non un museo all’aria aperta. Il Veneto sarebbe anche un bel posto, ma negli ultimi cinquant’anni il più elevato prodotto culturale delle sue città-fabbrica è stato lo slogan "Governo luamaro". E lo sapete per cosa i veneti sono famosi in tutto il mondo?

No?

Appunto.

Noi non siamo come Napoli.





* Il dubbio è d’obbligo, essendo i veneti costantemente sottoposti ad un’efficace campagna denigratoria che mira a farli passare in massima parte per idioti bigotti e razzisti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.