1/12
2003

 

Sono sempre stato scettico nei confronti di paranoie, teorie del complotto e grida al regime; del resto, il Movimento Autoreferenziale Digitale e' per statuto equidistante dai governi di democrazia borghese, considerandoli in se' ormai parimenti antidemocratici e prendendone in esame solo gli atti concreti. Ma ora si prospetta all'orizzonte una svolta.

Compagn*, dopo aver preso atto:

- dei recenti episodi di censura in RAI;
- del sostanziale silenzio che circonda la ricostituzione di un partito fascista ad opera della Mussolini;
- delle odiose denunce da parte del clero veneziano nei confronti di alcune nostre simpatizzanti ubriache;
- del giro di vite contro il consumo di stupefacenti light nel nostro gia' troppo triste borgo natio;
- del ritardo sistematico nella ricostruzione della sede del Movimento a Villa Gelida;

il Movimento Autoreferenziale Digitale riconosce la situazione di crisi attuale della societa' italiana ed in particolare scledense, denuncia il ricompattarsi delle forze conservatrici tutte su posizioni fasciobastarde ed invita gli appartenenti ad assumere lo stato di preallerta rivoluzionaria, autorizzando con questo la lettura, previa rottura del sigillo in ceralacca, delle istruzioni del caso contenute nei plichi 26A ("Come sostituire Maria Juana con la piu' legale salvia") e 666bis ("Come privare le suore della propria identita' e costringerle a lavorare come muratrici in nero - 'in nero' e' un doppio senso").

Tutto questo in attesa di ulteriori sviluppi che la salvia ci impedira' di riconoscere.

P.S.: Con sommo orgoglio pubblico la recensione di "C'era una volta in messico" scritta questa volta da Celarent.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.