7/12
2004

Misticismi

Pianeta Fango, 21esimo secolo della cosiddetta era cristiana.

Squadroni di martiri si scagliano contro i bastioni dei crociati nella penisola arabica. Il presidente dell’unica superpotenza militare del mondo è deciso a schierare altre truppe per sconfiggere l’Armata delle Tenebre che non si vuole arrendere.

Il contagio dell’idiozia mistica si diffonde a macchia d’olio, i contendenti hanno pigiato il fast rewind e ci hanno trascinato nel loro medioevo. Vaglielo a spiegare che chiunque vinca non ti vorrai inginocchiare davanti alle loro allucinazioni.

Sembrano continuare ad accumularsi, nel frattempo, gli esempi della nostra civiltà superiore:
"Uno dei terroristi è morto per le ferite riportate dopo la cattura." bisbigliavano i radiogiornali stamattina dopo l’attentato di Gedda, in attesa dei quotidiani non ho ancora trovato riscontri su altre fonti.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




6/12
2004

Radiogiornale fiacco

Appuntamento davanti al cinema per vedere un film impegnato, una volta tanto. Scopriamo che il film impegnato é iniziato mezz’ora prima del nostro arrivo, disguidi che possono tranquillamente succedere quando c’è di mezzo la nostra impareggiabile organizzazione; in attesa dello spettacolo successivo ammazziamo il tempo con sigarette divertenti, spritz e patatine messicane al mais tocciate nella salsa piccante.

Già me li immagino, a due a due come sbirri o missionari, che si dipartono da uffici ikea con le bandiere stirate appese alle pareti, tutti uguali gli uffici, tutti uguali i merce/nari, si diramano per le strade come una marea dal sorriso vincente e la voce melliflua, porgono pieghevoli patinati, stringono mani, affabulatori ed alieni come il loro mandante, scartati alle selezioni del grande fratello, incantatori di serpenti vestiti da agenti assicurativi, si aggiustano i capelli davanti alle porte, suonano campanelli con il dito fresco di manicure ed entrano in casa, piazzisti dai denti candidi e la spilletta luccicante al petto, orwell e stalin non sarebbero riusciti ad inventare di meglio, l’unico dettaglio che ignoriamo di questo esercito è il nome, il marchio di fabbrica, sicuramente già depositato. E mi vedranno e non capiranno, mi parleranno e non ascolterò, parlerò loro e non mi ascolteranno, se ne andranno e non li saluterò, e dopo dieci minuti arriveranno quegli altri che dovrebbero essere i loro avversari e mi vedranno, ma non capiranno.

Cena a casa mia, organizzata in fretta e furia al termine di una giornata grigia. Per fortuna trovo sempre un angelo che mi aiuta, è il vantaggio di essere peccatori (per via della pecorella smarrita che vale più delle altre mille che si inchiappettano nel recinto, sapete). Qualche amico, poche pretese, non ci ubriachiamo neppure ma la serata scorre piacevole e rilassante dall’aperitivo al dolce. Lei mi guarda seducente, appoggiata alla parete bianca.

Intanto abbiamo mandato un vecchio in cina affinché fosse chiaro a tutti che il problema del comunismo non erano i diritti umani, ma il diritto di impiantare fabbriche e sfruttare la forza lavoro con il benestare del governo locale. Sorride, l’inutile presidente, parla di cultura e civiltà e si commuove blaterando di semi piantati come il suo collega in vaticano. Non prova vergogna, promette che si impegnerà per togliere l’embargo sulla vendita di armi al colossale paese/mercato, ci sono aziende italiane e tedesche che scalpitano per esportare questa ed altre merci, ci sono danari in ballo, ci sono favori da chiedere in cambio, c’è la colazione che mi risale lo stomaco.

Concerto domenicale di musica barocca appena fuori porta, l’amico è bravo al clavicembalo ed i suoi colleghi non sono da meno, ma presto la bile che si mescola all’erba da fumare mi rende taciturno. Le suggestive inquietudini di brazil non mi trattengono dal vagare oltre, compiangere i fantasmi venduti su ebay, staccarmi dalla costa turca e galleggiare dolcemente per il mediterraneo con il passaporto tra i denti.

Si accendono le ipnotiche luminarie e si cuociono caldarroste profumate, ci si scalda in questo inverno afoso con il vin brulé venduto agli angoli delle strade. Se qualcuno ha ancora il cervello acceso lo spenga, è tornata la stagione dell’allucinazione sociale e del consumo compulsivo, trionfa l’imperativo del regalo utile. Non ho ancora scritto la mia letterina, voglio una spiaggia ed un paio d’ali per raggiungerla.




3/12
2004

Hasta siempre, vicepresidente

posterBisogna ammetterlo, è una grande delusione. Perché io, in Follini, ci credevo davvero: ero convinto potesse essere l’uomo serio ed indipendente che avrebbe tenuto a freno la pericolosa megalomania del Lestofante Capo, il coraggioso idealista che avrebbe arginato l’idrofobia sbavante della lega e le sbandate nostalgiche di aenne... Invece anche lui si è lasciato ungere, ha rinunciato a lottare per la sua gente in cambio di una squallida poltrona ministeriale.
Non aveva avuto paura in passato a schierarsi solo contro tutti, ad alzare la propria voce sopra il brusio dei cortigiani. Non si era lasciato intimidire dai titoloni di Libero, dai paragoni arditi degli alleati o dai paterni ammonimenti del Truce, proseguendo senza cedimenti nella sua lotta in nome della democrazia e dei diritti degli oppressi. Improvvisamente, forse stremato, ha ceduto le armi ed è tornato ad allinearsi tra i fedeli al governo: noi perdiamo così l’unico interprete sincero del nostro sentire e della nostra passione.

Che ne sarà dei miei sogni adolescenziali? Chi incarnerà adesso il ruolo dell’eroe senza macchia che già fu suo? A chi credere, ora che Follini non è più nel numero dei paladini del popolo?
Addio, Comandante. Anche se ti sei arreso al nemico, ti ricorderò per sempre come l’ultimo dei Grandi del passato, un po’ Che Guevara, un po’ Harry Potter, un po’ Super Pippo.

(Che poi a dirla tutta io non avrei MAI potuto immaginare che un politico di provenienza democristiana potesse venir meno alla propria coerenza in cambio di una poltrona. Sono letteralmente sconvolto.)




2/12
2004

Mari del Sud

letargo

In attesa di potermi trasferire nei mari del sud di persona, per il momento mi sono almeno accaparrato un dominio a neanche 500 km dalle Samoa. Così, per prendersi avanti. Nel caso anche a voi la crisi economica, la finanziaria e la riforma dell’ingiustizia creassero vuoti di memoria e difficoltà a scrivere indirizzi troppo lunghi, vi informo che da oggi potrete perdere tempo anche con il più semplice www.karmachimico.tk.

[grazie a Gokachu, io mica lo sapevo]




1/12
2004

Era politico

Ringrazio sentitamente il signor bondi per l’interessamento, ma per fortuna posso ancora disporre liberamente dei miei giorni di lavoro e della mia busta paga. Ringrazio calderoli che definisce lo sciopero "patetico e fuori del tempo": lui così brillante e moderno ne saprà certo qualcosa. Ringrazio bocchino di an che intende presentare un emendamento per escludere gli scioperanti dai tagli alle tasse, dando esempio della solita dimestichezza del suo partito nel trattare la democrazia. Ringrazio il sottosegretario al welfare sacconi che su radiouno affermava che in nessun caso si sarebbe seduto al tavolo con la cgil perché non intende discutere con i comunisti. Ringrazio tutto il governo e la maggioranza per il disprezzo dimostrati.

Non avremo mai bisogno di cercare scuse, per protestare contro di voi.




29/11
2004

Paese Itaglia

Non ci si può distrarre un attimo, in questo paese dei balocchi. Troppo concentrato sulla mia attività invernale preferita (stare in casa a poltrire) ed intento a preparare il bradipo per il letargo, mi rendo conto solo stamattina di come l’intervento di alcuni personaggi riesca inevitabilmente a trasformare anche le disgrazie in farsa.
Nel caso anche voi vi foste dedicati alla cura dei vostri animali domestici, vi faccio un breve riassunto esplicativo: la lega (e già qui ci sarebbe da ridere) ha istituito una taglia di venticinquemila euro sui responsabili di questo scempio; il ministro castelli, che sta al ministero della giustizia come il pecorino sul gelato al limone, ha da parte sua appoggiato calorosamente l’iniziativa senza mostrare alcun segno di inquietudine (e meno male, perché ogni volta che il ministro dichiara di sentirsi inquieto entro una settimana scoppia una bomba da qualche parte nel paese...); non contento del nervosismo che si stava diffondendo tra i cittadini, ieri il ministro dell’interno pisanu ha rincarato la dose affermando di essere disposto ad impiegare contro il crimine persino gli strumenti della legge e della democrazia.
Panico nella maggioranza, sgomento tra le fila dell’opposizione, fino alla secca smentita con cui il capo del governo ha rasserenato gli animi di tutti.




26/11
2004

Analisi logica

Ragioniamoci con freddezza ed opportunismo, come ci insegnano loro. Per un tizio nella mia condizione sociale, famigliare ed economica (tendente allo zero sotto tutti e tre gli aspetti, verrebbe da dire) questa manovra finanziaria presenta dei vantaggi?
No.

Mi vogliono aumentare il prezzo delle sigarette per permettere al mio capo di pippare più cocaina assieme agli amici piduisti sul tavolino di cristallo del salotto buono di ville in cui si danno tutte le sere party sofisticati pieni di ragazze seminude e ninfomani che non parlano italiano e profumano di peccato. Dico, se io fossi il mio capo ci andrei.
Ma siccome non sono il mio capo, presto non avrò più neanche i soldi per le cartine (figuriamoci per il fumo), quando mi presenterò alle feste a casa di amici tutti mi eviteranno per non farsi scroccare un tiro per cui io deluso da tale ingiustizia non avrò più lo smalto necessario a sedurre le diciassetteni alcolizzate che peraltro fingeranno di non conoscermi e quando il giorno dopo andrò a trovare i miei genitori questi fingeranno di non essere in casa per paura che chieda loro un prestito.

Allora tanto vale che mi incazzi subito.
Posto che già stavo incazzato prima.

Il Lestofante continua a sognare due aliquote: una per sé ed una per gli altri. Metà del paese continua a sognare che arrivino gli alieni per riportarlo a casa, ma l’astronave precipiti durante il decollo. E’ riuscito a trovare in settimana sei miliardi e mezzo di euro, la cosa scandalosa è che non ha neppure offerto da bere: perché se io trovo dieci euro offro almeno da bere agli amici, ne trovassi sei miliardi e mezzo magari li porterei pure in pizzeria. Lui niente. Notevole. Immagino che per trovarli abbia rivoltato i cuscini del divano, sono sempre lì che vanno a finire gli spiccioli.
Non è che io coltivi dei dubbi su dove abbia recuperato i soldi, eh. Probabilmente ha soltanto venduto il Molise.




25/11
2004

E tu, quanto americano sei?

Secondo questo test, scopro di essere americano al 36%.
Beh, non facciamone un dramma. Tutti possono essere americani al 36%, anche senza volerlo. Non è questa gran soddisfazione, ma sempre meglio di quel 99% dei partecipanti al test che ha ottenuto un punteggio più alto del mio.




25/11
2004

Terremoto nella notte

Stavo già scandalosamente dormendo, quando il letto inizia a tremare con forza fino a strapparmi dal piacevole sogno nel quale ero perso. Suppongo avrei dovuto aver paura come consigliava il radiogiornale del mattino, ma date le languide circostanze oniriche confesso che il mio primo pensiero è stato piuttosto:

diomìo, io questa me la sposo!

Ovviamente, non sono neppure sceso dal letto a controllare cosa stesse succedendo: avevo come il presentimento che il pavimento fosse troppo freddo per appoggiarci il piede.




24/11
2004

Appunti per un’interpretazione cosmologica delle mele caramellate

Il segreto per rendere deliziose le mele caramellate, mi dicono, è di mostrarsi generosi nell’accarezzarle con il burro e nel cospargerle di zucchero di canna. Il segreto per rimanere serenamente immobile mentre l’arcano numero dieci dei tarocchi continua a girarmi vorticosamente sotto i piedi, devo ancora scoprirlo. Basta un attimo di distrazione e perdo l’equilibrio, vengo trascinato a terra, le ossa mi si spezzano tra i raggi, la schiena ed il viso vengono frustati dalle cinghie e ancora una volta mi trovo a sanguinare, mentre il mozzo ruota indifferente su se stesso, rigorosamente in senso orario. La mia vita è un costante succedersi di attimi di distrazione. Prima o poi, dopo che il cerchione di ferro si è già scavato un solco profondo tra le mie ferite, riesco ad allungare una mano e mi afferro, il giro prosegue e mi ritrovo proiettato in alto, i polmoni si riempiono di aria fresca mentre sangue e fango si asciugano disegnandomi arabeschi sul corpo scorticato. Cicatrici vecchie e nuove si incrociano e si confondono, la pelle diventa levigata e rosa come quella di un neonato.
Interrogarsi su quali siano le forze che mi fanno inciampare e rialzare potrebbe essere un buon modo per passare il tempo, ma come sempre lo rimando alla prossima volta che rotolerò giù ed avrò la bocca piena di terra e sassi. Finché ci riesco, preferisco restarmene qui sopra a far asciugare i ricordi e cercare l’equilibrio del giocoliere, chissà che non lo trovi addentando mele caramellate.
Quale sia il segreto, davvero non lo so, ma tra tutte le cose che ci sono al mondo non sarebbe male se consistesse proprio nella morbidezza del burro e nella dolcezza dello zucchero di canna.