22/3
2005

Lunedì nella Città Galleggiante

Un giorno PierBulus sarà un regista teatrale di successo ed io, suo amico da sempre, potrò scriverne la biografia non autorizzata rivelando alcuni dei momenti più turpi della sua vita, o almeno ricattarlo un po’ con la minaccia di farlo. Nel frattempo, vi offro un capitolo in anteprima: il racconto della sua festa di laurea.

Ambientazione: la Città Galleggiante.
Epoca: ieri.
Personaggi: tutti.

patibolo Per aggirare lo sciopero dei treni che tiene il Triste Borgo Natio isolato dal resto del mondo, verso mezzogiorno di ieri una combriccola di loschi figuri si riunisce in Piazza Bao e da lì si avvia in direzione Vincenza; dal capoluogo, infatti, parte l’unico e solo treno che ci renda possibile raggiungere la Città Galleggiante, sede della discussione e dell’annunciata festa. Arrivati nei pressi della stazione ferroviaria, tuttavia, ci troviamo a dover affrontare un piccolo inconveniente: dove lasciare incustodita e sola la povera automobilina che generosamente ci ha accompagnato sin qui? All’unanimità viene optato per un parcheggio incustodito e gratuito, senza lasciarci spaventare dal caratteristico cartello rotondo a sfondo blu barrato di rosso e dalla curiosa scritta "moto" sull’asfalto. Ce la ridiamo, noi! Che stiamo andando alla festa di laurea di PierBulus*. All’unico sportello aperto della biglietteria la fila è immensa, perché la gente chiede informazioni sui treni soppressi e sugli orari invece di chiamare lo stramaledetto numero verde. Eh, ma si sa che spesso una bella conversazione faccia a faccia risolve molte più cose, sai mai se convinci il bigliettaio a guidare lui il treno... tortura1Fatto sta che arrivare allo sportello per noi è impossibile, così come alle biglietterie automatiche; prendiamo dei biglietti a fascia chilometrica e buonanotte, anche se il treno sarebbe stato un intercity. Il capotreno vista la situazione si mostra clemente, risparmiandoci supplementi e multe varie. Siamo sprezzanti della legge, noi che stiamo andando alla festa di laurea di PierBulus!

tortura2Ad attenderci alla stazione troviamo Reggae e Cashté, con i quali ci avviamo verso la dimora dove siamo destinati ad alloggiare. Siamo già una bella comitiva, io, PornoRambo e Gent. Sig.Ra., Nello, Vlad, Fu, il fratello di Fu, Pado, ’Rmanzo, gli amici di ’Rmanzo (che cito collettivamente perché sono bambini e non hanno diritto ad una citazione singola, a parte Don Cicciù che mi è simpatico). Appoggiamo i bagagli e ci dirigiamo verso il noto locale Capo Horn; alla gita si aggiungono naturalmente Gimmi e AMG, locatari dell’appartamento e coinquilini di Bulus, accompagnati dalle rispettive dame. tortura3La Città Galleggiante comincia a dare segni di scricchiolamento al nostro passaggio. A questo punto ci sarebbe la scena di me, Porno e Stefania che ci perdiamo per le calli mentre gli altri proseguono spediti, ma non è poi così importante (né realistico: siamo in mille incamminati verso lo stesso posto, come potremmo perderci? Eppure...)

tortura4Al Capo Horn, bevuto a stomaco vuoto lo spritz del buongiorno, ci ricordiamo di questa faccenda della laurea di Bulus e ci dirigiamo finalmente verso la sede di discussione della tesi. Trattandosi del T.A.R.S. e quindi di una cosa un po’ alla buona, le tesi vengono discusse all’interno di un cantiere edile e la commissione è composta dal relatore, due muratori ed un imbianchino. In questo luogo ameno veniamo raggiunti da molti altri amici di PierBulus, vicini di casa, amanti tradite, debitori e figli illegittimi; tortura5il nostro si presenta con più tifosi dell’hellas verona di fronte alla schiera degli esaminatori e questi, intimoriti, decidono di liquidarlo in fretta con un centoddieciellode e buona lì, dopo una discussione che pare una chiacchierata al bar tra amici. Risolta questa formalità, possiamo trascinare fuori il malcapitato e sfogare su di lui anni ed anni di rancore, cancellando una riga alla volta dal nostro libro nero le voci che lo riguardano.

festa1Il neolaureato viene prima di tutto fatto spogliare e sottoposto a pubblico dileggio; si procede poi a fargli infilare un’elegante calzamaglia ed una maglietta con scritte offensive. Lo si impacchetta per bene con del nastro adesivo, curandosi di bloccargli la circolazione in diverse parti del corpo tra cui quelle atte alla riproduzione. Gli si infila un’altra calzamaglia in testa, con vari oggetti umoristicamente appesi. Gli si fa indossare dei guanti di gomma ripieni di salsa rosa. Lo si unge con ketchup e senape. Lo si prende a calci e a manate sulla schiena. Gli si fa leggere l’umiliante papiro di laurea con tutto il complesso rituale del caso. Quando sembra che il peggio sia passato, lo si fa baciare da Nello. Il tutto di fronte allo sguardo compassionevole della madre, da lui invocata nei momenti peggiori. Questo succede quando si laurea un personaggio di un certo rilievo.

festa2Dopo avergli fatto tutto il male promesso, rimettiamo in sesto il Bulus e ci trasferiamo verso un locale dal nome troppo difficile da ricordare per mangiare qualche crostino e bere qualche bicchiere. Dal nulla compare anche la Principessa Bandolina, che non veniva avvistata da moltissimo tempo a causa dei suoi numerosi impegni mondani e dei suoi mille fidanzati immaginari, mentre alcuni invitati ci lasciano per tornare a casa prima del calar della notte. Come sempre, questa è la situazione in cui si vaga da un tavolo all’altro chiacchierando con tutti, si beve un bicchiere di vino rosso, si esce per una sigaretta, si beve un bicchiere di spritz cynar, si razzola tutto il commestibile vegetariano, si beve un bicchiere di vino bianco...**
festa3Tra i tavoli comincia a gironzolare il cane di Ghost in the Shell 2, o almeno così mi pare; Nello inizia a cantare in francese, procurando strazio alle nostre anime tormentate; Cashté con ingenuità lampante mette nelle mani di PierBulus il proprio cellulare la cui rubrica contiene il numero di telefono di tutte le persone più importanti della Terra, non sapendo che sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrebbe visto. Succedono cose.
In preda ad un inspiegabile attacco di altruismo, ad un certo punto della serata io ed alcuni cavalieri (e pure un paio di dame) ci allontaniamo dal fulcro della festa per occuparci di una povera Biancaneve vittima di un colpo di freddo***, ed a spese del suo principe azzurro ci facciamo anche un giretto in taxi per la Città Galleggiante accompagnandola a casa. Messa in salvo Biancaneve ed un po’ più sobri a causa del tempo trascorso e della gita in barca, ci mettiamo a cercare il resto dei festeggianti.

festa4 Sulla strada incrociamo PierBulus, del quale tutti si erano ormai dimenticati; sembra piuttosto ubriaco e si avvia barcollante verso casa sorretto da due prestanti fanciulle. Alziamo le spalle e proseguiamo. Ciò che resta dell’armata brancaleone si aggira per Campo Santa Margherita; le coppiette infrattate, i bambini che si stringono sotto un sacco a pelo per ripararsi dalla frescura notturna, altri misteriosamente scomparsi. Dopo aver mangiato e bevuto un’ultima cosa cominciamo a preoccuparci di dove e come dormiremo, essendo fisicamente impossibile starci tutti nell’appartamento di Bulus. Gimmi prende in mano la situazione e comincia a distribuire gli ospiti tra le varie case dei dintorni, mentre tutti noi lo lasciamo fare ammirandolo per le sue capacità organizzative strabilianti nonostante sonno e stanchezza****. Al termine di questa lunga giornata torniamo a casa, accompagnati per le calli dalle canzoni e dalla meravigliosa voce di Camille; siamo rimasti solo in quattordici, e con l’ingegno che ci caratterizza riusciamo a ricavare in ogni angolo dell’appartamento una nicchia per dormire (anzi, secondo me ce ne stavano anche altri due o tre, ma poi dove trovavamo la scusa per allontanare Nello?).laureato Questa mattina alle sei, dolce risveglio sul divano assediato da diciassettenni che russavano alacremente tutt’intorno a me, come tanti innocenti e puzzolenti angioletti ubriachi. PierBulus si sveglia grugnendo, lancia la bestemmia del mattino e si mette a chiedere soldi in prestito: a dimostrazione che una laurea non serve a niente, come si sapeva già.



* Questo comportamento è da considerarsi incivile, ma sul serio non c’erano posti liberi e noi rischiavamo di perdere il treno. Inoltre, non ci hanno dato la multa quindi lo rifarò alla prossima occasione.

** Contrariamente a quanto si dice in giro, i miscugli di alcolici non fanno male. Com’è noto il vino fa sangue, e bisogna occuparsi pertanto sia dei globuli rossi che dei globuli bianchi. Lo spritz cynar serve per le piastrine o altre componenti del sangue che non conosco.

*** I veneti non stanno mai male per aver bevuto troppo, al massimo durante l’atto del bere possono prendere dei colpi di freddo.

**** Ci ha liberati di Nello.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




20/3
2005

I grandi concerti di KarmaChimico: il Requiem di Mozart

Come ben sapranno i lettori più attenti, io sto alla musica come larussa sta alla simpatia, ovvero non ci capisco una ramazza nonostante i coraggiosi sforzi quotidiani intrapresi per colmare questa lacuna. Tuttavia, quando l’amico Pornorambo mi ha proposto di andare a sentire il Requiem di Mozart interpretato dal vivo nella città di Vincenza, mi sono sentito in dovere di accettare per diversi motivi: in primo luogo pensavo si trattasse di una proposta a sfondo sessualo (invece è venuta anche la sua Gent. Sig.Ra a fare da terza incomoda), poi ci avrebbe dovuto suonare un nostro amico che ha venticinque anni di età e trentadue di conservatorio alle spalle, infine perché come ho già avuto occasione di spiegare io e Porno siamo inteletuali di un certo rilievo e dobbiamo quindi presenziare a tutti gli eventi culturali proposti nel borgo natio e dintorni. Sapete, sono quelle due o tre serate all’anno a cui non si può proprio mancare.
Fieri di tutte queste valide argomentazioni, Venerdì sera sfanculiamo il Cinecoso Alternativo (tm) di Nello e raggiungiamo Vincenza, nominata capoluogo della provincia per l’aver dato il nome al famoso baccalà alla vincenzina. Arrivati alla chiesa dove si sarebbe di lì a mezz’ora tenuto il concerto, veniamo a sapere che il nostro amico organista aveva sdegnosamente abbandonato l’orchestra di fronte alla prospettiva di suonare il requiem sulla pianola del mulino bianco (lui, che ha suonato in tutti i migliori teatri del borgo natio!). Ed ecco che anche il secondo motivo per assistere al concerto viene a mancare, ma rimane forte la spinta inteletuale.
Entriamo in questa chiesa del tredicesimo secolo così grande e bella che viene spontaneo chiedersi quanto paghi dio di ICI e scopriamo che il malefico clero non si era degnato di predisporre abbastanza sedie per tutti gli inteletuali convenuti, oltretutto riservando i posti migliori ai crassi notabili cittadini. Dopo intensi minuti di riflessione Porno se ne esce con una delle sue idee geniali ed andiamo a saccheggiare i confessionali, recuperando posti a sedere sia per noi che per una ragazzina di nostra conoscenza nella quale c’eravamo per caso imbattuti. Così comodamente sistemati avvisiamo l’orchestra che siamo pronti a cominciare. A quanto mi ha in seguito riferito Pornorambo, il concerto è stato introdotto dal discorso di un prete il quale avrebbe anche sparato alcune pregevoli cazzate; non posso purtroppo confermarvelo perché automaticamente il mio cervello smette di registrare quando un agente vaticano apre bocca.
Contrariamente alle mie aspettative, il concerto non era presenziato dal sig. Mozart, a quanto pare per ragioni di salute; è stato lo stesso molto gradevole, con questa orchestra che suonava (senza organo), delle persone che cantavano e questa musica molto toccante che ti porta inevitabilmente a guardarti dentro ed al culmine dell’introspezione commentare "ah però". Persino ballabile, in qualche punto. Non ho capito se sia in tourné o meno, ma se vi capita andate a sentirlo; senza troppe aspettative, chiaramente, i Folka sono un’altra cosa.




18/3
2005

Non vorrei mancare di rispetto…

...ma secondo me quando i bambini fanno "Oh" stanno solo tramando qualcosa.




18/3
2005

Il Cavalier Non/notizia

La primavera ci rende sonnolenti ed è sempre più difficile seguire il filo del frenetico susseguirsi di eventi in politica interna. Per venire incontro alle vostre esigenze di cittadini informabili, KarmaChimico vi offre in anteprima assoluta il piano delle prossime smentite del cav. Banana:

- Smentire che la maggioranza di governo stia attraversando un periodo di difficoltà
("Queste sono illazioni della stampa bolscevica.");

- Smentire che calderoli abbia mai dato le dimissioni
("Ma se non sa neanche scrivere il proprio nome, figuriamoci una lettera di dimissioni, via!");

- Smentire che la lega abbia mai fatto parte della maggioranza di governo
("Ma scherziamo? Fin dal ribaltone del ’94 ho sempre detto che non avrei più stretto accordi con la lega. Cosa vi inventate, adesso?");

- Smentire di aver smentito che la lega abbia mai fatto parte della maggioranza di governo
("Qui qualcuno ha le traveggole, cribbio. Ma si può poi sapere cos’è questa lega?");

- Smentire di aver detto che le elezioni regionali abbiano un peso politico
("Ma dai, lo sappiamo tutti che sono una cosa locale, così, tanto per fare.");

- Smentire di aver mai promesso che nel 2006 ci saranno altre elezioni politiche
("Resto al governo io, cosa dovrei riferire al parlamento? Che non cambia nulla? Ma è una non-notizia!");

- Smentire che l’italia abbia mai avuto una costituzione valida
("E’ chiaramente stata scritta sotto la minaccia delle armi sovietiche e con l’avvallo della magistratura");

- Smentire che l’italia sia mai stata una repubblica
("Quella cosiddetta repubblica è stata solo una fase transitoria, un oscuro periodo di regime comunista come si può evincere fin dal nome, che per fortuna ora può dirsi luminosamente conclusa grazie a me");

- Smentire che l’italia abbia mai avuto la forma di uno stivale
("Considerando che la calabria l’ho appena regalata al mio amico Jorgi Bush, non capisco dove ci vediate uno stivale");

- Smentire che la terra giri attorno al sole, quand’è così evidente che è il sole a girare attorno a lui
("Ma queste sono cose che si studiano a scuola!").


Altolà, moralisti! Vi viene il dubbio che il Lestofante Capo abbia mentito, mentirà in futuro e con ogni probabilità stia mentendo anche in questo momento? Sbagliate. Fate più attenzione a quando parla: tiene sempre le dita incrociate dietro la schiena, per cui il suo comportamento è eticamente ineccepibile.

E anche se non c’entra nulla, le dite incrociate oggi le teniamo pure noi, però per solidarietà con un’amica che si laurea. Anche ieri si è laureato un amico e noi si è incrociati le dita. Lunedì si laurea Bulus e noi si va a prenderlo in giro, umiliarlo pubblicamente e bere a sue spese: non tutti se la cavano con un’incrociata di dita.




17/3
2005

Essere uomo oggi


E.: Stai bene con la barba.
#: Davvero? Sei la prima donna che me lo dice. Di solito gli uomini mi dicono che sto bene e le donne mi dicono che sto male, la cosa iniziava a preoccuparmi.
E.: Ma no, sembri più... come dire...
#: Aaarrghh.
E.: ...più maturo. Voglio dire, tu sembri sempre maturo, e... ehm... lo sei, ma...
#: ...aaaAAAARRRRGGGHHHH...
E.: ...cioè, non voglio dire che tu sia vecchio, ma...
#: ...AAAAAAAAARRRRRGGGGGGGGHHHHHHHH...
E.: ...più, come dire...
#: ...ho capito, ho capito, non occorre che infierisci.
E.: ...no, ma quello che volevo dire è che sembri...
#: Fermiamoci qui, ti prego. Non ho bisogno del colpo di grazia.



Devo confessarlo: pur essendo teoricamente eterosessuale fino a prova contraria, per me l’universo femminile contemporaneo rimane un mistero*. Non mi capacito di come il mio collaudato sguardo languido e deprimente si riveli inefficace, eppure giurerei che fino al ’97 funzionava. Accidenti come cambia in fretta il mondo quando sei distratto. Va beh, mi farò monaco trappista, niente di male; però siccome sono una persona estremamente sportiva, vi rivelerò quello che non dovreste mai sapere ovvero le tecniche di approccio dei miei amici, così le pulzelle sapranno da quali atteggiamenti stare in guardia e non sarò più l’unico ad andare in bianco**.
Questa volta però non inserirò nomi e foto per una serie di validi motivi, quali (ad esempio) il fatto che alcuni dei miei amici sono fidanzati e le loro morose potrebbero passare di qui e scoprire di essersi fatte conquistare*** da tecniche già collaudate con altre quarantasei donne prima di loro, e magari qualcuno potrebbe anche offendersi e farmi molto male.


Personaggio misterioso A: Individua una donna, le si avvicina e comincia a parlare. Se lei sembra disponibile ad ascoltare, continua a parlare e parlare e parlare dicendo peraltro cose molto divertenti ed interessanti e sfoderando il proprio indiscusso fascino. In realtà, nel suo discorso sono disseminati messaggi subliminali che agiscono sull’inconscio e rallentano l’afflusso di sangue al cervello, cosicché ad un certo punto l’ascoltatrice si sente mancare e scambia questo cedimento fisico per attrazione sessuale. Nel caso non funzioni, il Personaggio misterioso A tenta di far leva sulla commozione mediante l’approccio "sguardo da cocker". Se non funziona neanche questo, cambia bersaglio.

Personaggio misterioso B: Individua una donna, le si avvicina e comincia a parlare. A differenza del Personaggio misterioso A, i suoi discorsi non sono in genere né divertenti né interessanti, ma un susseguirsi di frasi sconnesse apparentemente senza senso ma ordinate secondo precisi criteri cabalistici. In genere le donne cadono stremate ai suoi piedi disposte a tutto pur di farlo star zitto; alcune si innamorano, ed è a questo punto che il Personaggio misterioso B dichiara la propria totale indisponibilità a concupirle e scotendo la testa sdegnato (per essere stato interrotto mentre parlava) le abbandona con il cuore spezzato.

Personaggio misterioso C: Individua una donna ed attacca discorso con una scusa qualsiasi. Il racconto delle vacanze, l’ultimo film che ha visto, il libro che sta leggendo. Poi con nonchalance le chiede "Tipo, hai qualcosa in contrario se adesso ti bacio?" Appena lei apre la bocca per rispondere lui ci infila dentro la lingua (semplice ed efficace al di là delle aspettative).

Personaggio misterioso D: Individua l’elemento più debole del branco ed attacca. Si tratta generalmente di una donna con evidenti problemi affettivi, lo sguardo triste, l’aspetto emaciato ed una certa tendenza all’alcolismo. Il Personaggio misterioso D si avvicina e sfarfugnandosi il colletto della camicia attacca bottone; una volta lanciata l’esca, si allontana per bere qualcosa senza perderla d’occhio ed aspetta che la preda chieda informazioni su di lui a qualche amica, ricevendone in cambio mirabili descrizioni di prestazioni sessuali al limite dell’incredibile (voci che lui stesso ha disseminato ad arte e sulle quali campa di rendita da anni). Poi, con aria disinvolta, torna dalla donna oggetto di desiderio e la convince a chiudersi in bagno con lui. Di solito ne esce truccato di tutto punto e sessualmente soddisfatto.

Personaggio misterioso E: Individua dieci donne, fa a tutte apprezzamenti grotteschi ad alta voce (es.: "Ti scoperei anche morta su un tavolo di obitorio"****) e si accanisce su quella che non fugge.

Direi che cinque possono bastare per farvi un’idea. Studiate attentamente questi comportamenti e sappiateli riconoscere fin dalle prime avvisaglie, così da essere pronte a rifilare il due picche al momento opportuno. Non abbiate scrupoli: in ogni caso si tratta di individui senza cuore che si vogliono solo approfittare di voi. Siete avvisate.


P.S.: No, dai, a dire il vero sono tutti bravi ragazzi coccolosi e romantici, sensibili ed affettuosi. Che se dico che sono individui senza cuore poi vi innamorate.



* Sì, dovrebbero esserci circa altri tre miliardi di maschi nelle mie condizioni, ma questo non incide minimamente sulla gravità del problema.

** La mia mente luciferina ha sposato la teoria "Se non riesci a migliorare la tua situazione, cerca almeno di peggiorare quella degli altri."

*** A soli fini retorici, escludiamo per il momento la possibilità che la donna goda di libero arbitrio. Sappiamo tutti benissimo che in realtà sono loro a prendere e scartare i maschietti come meglio desiderano.

*** Sic.




16/3
2005

Se era letteratura mica lo facevo gratis

Magari su internet c’è pure qualcuno che fa letteratura, per carità. Magari c’è qualcuno che scrive divinamente e se pubblicasse il libro me lo comprerei pure. Anzi c’è, l’ho visto. Magari stai pensando che stia parlando del tuo blog, eh?
Statisticamente improbabile.

La maggior parte dei blog è interessante solo per chi li scrive. La stragrande maggioranza. Alcuni secondo me non sono tanto interessanti neanche per chi li scrive, lo fanno solo perché gli piace il rumore della tastiera e non possono stare a masturbarsi tutto il santo giorno. L’unico aspetto positivo del fatto che tanta gente scriva il proprio diario in formato elettronico é tutta la cellulosa risparmiata; ma neanche, perché fatta eccezione per gli adolescenti brufolosi non è che questa gente scriverebbe, altrimenti. Non è vero che scrivono così per scrivere, scrivono per farsi leggere, non avevano mai scritto una parola in vita loro prima di scoprire la grande opportunità di seminare messaggini "Bel blog! Che ne pensi del mio?" in giro. E ci sono pure un sacco di template che su firefox si vedono male. E certi tizi hanno una concezione così assurda degli accostamenti di colore che diresti siano caduti nel pentolone di LSD da piccoli mentre il druido era distratto. E insomma come sempre c’è una moda e tutti ci si mettono e prima o poi alcuni si stuferanno ed inventeranno qualcosa di nuovo mentre altri si stuferanno e seguiranno quegli altri che hanno inventato qualcosa di nuovo e lo renderanno altrettanto logoro.
E poi se proprio volete la verità nuda e cruda a me il termine "blog" mi ha sempre fatto schifo.
Ed io neanche ci volevo venire qui.
Io volevo solo imparare l’XML, ecco.
E non ce l’ho neanche fatta.

Per cui
meglio tardi che mai
ufficialmente vi annuncio che

[rullo di tamburi]

stremato dall’impossibilità di fare letteratura in rete e non volendovi far perdere altro tempo con le mie cazzate, sono fermamente deciso a...

ehi
aspetta un attimo
è appena uscito in libreria un altro di quei libri della serie "Gisù scopava" che spiega come i templari travestendosi da catari alla corte dell’imperatore siano riusciti a ricongiungersi con i rosacroce della tribù perduta di israele e guidati dal figlio di maria maddalena ora governino segretamente il mondo all’ombra del sephiroth

affascinante
hanno davvero tagliato degli alberi per questa cosa
e la gente lo compra ed è felice
e allora improvvisamente il mio senso di colpa va a puttane e mi dico quando ho voglia di battere tasti batto tasti almeno non vi chiedo nulla in cambio e se oggi o domani o tra un anno mi sarò stancato di battere tasti la smetterò.

Che poi vi insegno a preparare il martini nel sacro graal, quando mi ricordo. Promesso.




8/3
2005

Essere donna oggi (2)

Del resto è ormai noto ai più che siamo nel 2005 e le donne sono stufe del maschio dolce e sensibile che le coccola, si ricorda degli anniversari e si sforza (invano) di capirle. L’hanno provato e non è poi questo granché, ora preferiscono l’uomo vero che non ha sentimenti o eventualmente non li dimostra, si comporta in maniera spietata nei loro confronti e si vanta al bar delle proprie perfomance sessuali (fonte: probabilmente un sondaggio di Panorama).
Trovare questo maschio ideale non è così semplice come sembra. Per vostra fortuna, ho per le mani un campionario interessante da proporvi:

Jimmi Jimmi: noto anche come GmGasTer, ha i peli anche sulla schiena come piace alla donna contemporanea ed è divenuto oggetto di culto per i gay newyorkesi, senza che nessuno (tantomeno loro) riesca a spiegarselo.




PierBulus Bulus: si proclama l’ultimo dei romantici ma non fatevi trarre in inganno, fa le scurreggette in pubblico e per le sue doti sessuali viene chiamato anche "Otto Marzo" perché è la festa delle donne. Per le sue restanti caratteristiche fisiche è invece meglio noto come "Sei Marcio".




Nello Nello: Perché no? Se avete meno di diciotto anni e volete provare il fascino dell’esotico ancora avvolto nella confezione originale...




Pornorambo PornoRambo: Spiacente, ma questo è già impegnato (scusa Porno se ti ho rovinato la piazza). Però inserisco comunque la sua foto migliore così potete dolcemente accarezzarvi guardandola.




Ed io no? No, io continuo ad essere l’uomo dolce e sensibile che vi coccola ricordandosi degli anniversari e quando siete distratte vi mette incinta la sorella e scappa ai caraibi con l’argenteria di famiglia, quindi non vado bene. Inoltre il bloggo è mio e mi ci sputtano già abbastanza.
Ad ogni modo se riuscite a contattarmi prima che i suddetti mi spezzino le dita, vi fornirò volentieri numero di telefono, indirizzo e foto a figura intera, in cambio di un modico compenso che servirà a coprire le spese mediche.




8/3
2005

Essere donna oggi (1)

Dato che tutte le donne che leggono questo bloggo sono intelligentissime prima ancora che bellissime, senz’altro si saranno già rese conto di come l’odierna "Festa della Donna", fortemente sostenuta dalla lobby plutocratica dei floromassoni, non sia altro che una di quelle feste imposte dall’establishment capitalista per dividere il paese facendo sentire esclusi ed emarginati i maschietti, così come si sentono esclusi ed emarginati i single a san valentino, i disoccupati il primo maggio, le belle donne il giorno della befana e tutti gli esseri viventi il due novembre. Non ho la presunzione di dovervelo ricordare io. Invito però tutte quelle che non se n’erano ancora accorte (mica per colpa loro, ma in quanto accecate da un sistema di comunicazioni globale che tende a speculare sui nostri bisogni affettivi) a consapevolizzare attentamente il problema. Questo non significa che ve la dobbiate prendere con i vostri ingenui fidanzati se vi fanno auguri, coccole e regali: dopo tutto agiscono in buona fede e vogliono solo dimostrarsi gentili, inoltre sono tendenzialmente uomini ed in quanto tali dotati di una capacità di discernimento limitata. Soprattutto, una volta messili al corrente di come questo giorno non sia altro che un espediente strumentale a mantenere l’attuale iniquo status quo di genere, non sbattete loro in faccia il rametto di mimosa simbolo dell’ingiustizia che vi hanno appena donato: costa come l’eroina e se il vostro ometto non vi volesse bene avrebbe potuto spendere gli stessi soldi per passare il weekend ad acapulco con la modella di copertina de Il Venerdì.
Anzi, fiere di questa consapevolezza sbattetevene alquanto e godetevi la festa, gli auguri, le coccole ed i regali, che domani saranno passati santo e miracolo.

P.S.: Auguri e baci.

(continua)




7/3
2005

Gli eroi del ghiaccio

Essendo circondati da ingombranti montagne, ieri abbiamo infine deciso di andare ad onorare la troppa neve caduta con un paio d’ore di sano e maturo divertimento, protagonisti io, Neno detto anche il Nuovo Testamento e la dolce E. già mia amata ed ora buona amica nonostante la spiacevole abitudine di allevare gatti stupidi, sovrappeso ed insonni.
Discese arditeed anche un po storditeAnatomia di un eroe dei ghiacciFronteRetroTemo sia un artistaLa divinità abbandonata al proprio destino



Dapprima io e l’evangelista ci siamo lanciati in discese ardite seduti su sacchetti di plastica, ma constantando come il nostro fondoschiena abbia perso l’elasticità dei vent’anni abbiamo preferito dedicarci ad attività più consone alla nostra venerabile età. Ovvero, lui costruire una maestosa pupazza di neve , io ed E. a tirargli le palle di neve. A lavoro concluso devo ammettere che l’opera era assolutamente pregevole, curata fin nei minimi dettagli, come potete constatare dalle foto... da cui un dubbio ingombrante: che il ragazzo abbia altre doti oltre a quella di spaccarmi i maroni cercando di convertirmi?




7/3
2005

Di case stregate vicino ai torrenti

Allora il mondo era più piccolo ed aveva confini molto più precisi. Verso il basso - la pianura, la città - eravamo limitati dalle due strade di ingresso al paese, discese troppo rischiose all’andata, salite troppo ripide al ritorno per affrontarle con le nostre biciclette e le nostre gambe corte. Non che ci fosse la tentazione, che altro era mai la città se non parenti noiosi da visitare ed estenuanti negozi di scarpe? Un susseguirsi di strade e case viste dal finestrino posteriore di un auto, asfalto e cemento, un luogo sconosciuto e lontano quanto l’america ma assai meno affascinante, dato che non passava mai sulle nostre televisioni in bianco e nero. Neppure verso l’alto ci si poteva spingere a piacimento, al massimo fino alle contrade più vicine, stando attenti al bosco. Entro quei ristretti confini rimanevano le strade, i cortili, i prati e gli orti dietro casa, dove ogni adulto ci poteva tenere d’occhio, ammonire come a scuola; quell’odiosa rete di vecchi spioni e mamme impiccione era il più efficace sistema di protezione della specie che la tradizione rurale avesse messo a punto in migliaia di anni. Naturalmente, era imperfetta. C’era sempre un muretto da saltare per sottrarsi agli sguardi indiscreti, o almeno così ci si illudeva.
Il rifugio più sicuro, in quel ritaglio di mondo, era la nostra casa abbandonata. Ci entravamo da una finestra sul retro che chissà come eravamo riusciti ad aprire, ed era il nascondiglio perfetto. Con esuberanza provincialista l’avevamo ribattezzata "Spectrum" o qualcosa del genere, ben sapendo che ogni vecchia casa abbandonata deve essere stregata ed ospitare dei fantasmi, per quanto questi fossero evidentemente così imbarazzati dalle nostre scorribande da non volersi manifestare in alcun modo. Ricordo l’odore del legno ammuffito, uno strato di polvere spesso due dita ed una botola che portava in soffitta, chissà dove abbiamo trovato la scala per raggiungerla, e noi ci sedevamo lì a raccontarci storie seduti su cuscini recuperati da vecchi divani alla discarica, illuminati dalle candele rubate in chiesa, fieri come cospiratori in quella tana segreta, in quel centro sociale prepuberale. Fumavamo tralci secchi e sottili che si chiamavano visoni, o quando ci andava di lusso qualche sigaretta fregata ai nostri vecchi. Se riuscivamo a mettere insieme abbastanza soldi, arraffandoli senza scrupoli o guadagnandoceli tra lavoretti e mance, ce ne andavamo a prendere un pacchetto dal tabaccaio, stando sempre ingenuamente attenti a specificare che non erano per noi. Dalla casa, in un attimo raggiungevamo il torrente che sega in due il paese come una vecchia cicatrice e lo risalivamo fin dove era possibile saltando di sasso in sasso, stando attenti a non infilare un piede nell’acqua schiumosa o tra le siringhe che spuntavano qua e là dal terreno. Sulle sponde facevamo le guerre con i bastoni, fino a quando qualche adulto attirato dalle grida ci scopriva e si metteva in mezzo intimandoci un armistizio. Eravamo ancora tutti così piccoli e magri e ossuti che si poteva fare a botte tranquillamente, qualcuna ne davi e qualcuna ne prendevi, senza quelle ingiuste differenze di peso e muscolatura che negli anni successivi avrebbero drasticamente determinato l’esito degli scontri. Erano tempi più democratici, si poteva risolvere qualsiasi questione ricorrendo a pugni, calci, morsi ed unghiate con possibilità di successo pressoché uguali.
Oltre che per fumare, nella nostra casa segreta ci andavamo a pianificare il sabotaggio dei capanni di caccia nei dintorni, poi realizzato strappando le frasche che li nascondevano ed appendendo ai rami intorno cartelli colorati per spaventare e mettere in salvo gli uccelli. Animati dal più nobile spirito ambientalista, su quei cartelli ci scrivevamo pure slogan altisonanti ed insulti all’indirizzo dei cacciatori; almeno, lo abbiamo fatto finché i cacciatori medesimi ci hanno colto sul fatto e spedito a casa a calci in culo. La democrazia, in effetti, valeva solo tra di noi, contro gli adulti non c’era nulla che potessimo fare e sembrava che ogni nostro passatempo desse loro in qualche modo fastidio. Progettavamo rivoluzioni.
Alla fine hanno scoperto la nostra base, naturalmente, e ci hanno scacciato anche da lì. Facevamo troppo rumore, o qualcuno ha notato il movimento attorno a quella finestra. Magari avevano sempre saputo che andavamo lì e ci hanno fatto sloggiare prima che la voce arrivasse al proprietario (perché pare impossibile, ma anche le case abbandonate hanno un proprietario da qualche parte) o temendo che le assi del pavimento cedessero sotto i nostri piedi. Il genere di paure da cui i bambini sono immuni.
Qualche anno dopo hanno ristrutturato la casa, ora sicuramente ci abiterà qualcuno. Mi chiedo che faccia abbia fatto il primo che ha infilato la testa oltre la botola della soffitta, scoprendo i cuscini marciti e le candele ed i fumetti disegnati sulla parete e la rabbia ed i desideri e tutti quegli altri fantasmi che aleggiavano in mezzo alla polvere.