24/2
2005

La guerra che non hanno finito

Che il ministro (puah) fini abbia iniziato a leggere i libri di storia è già un segnale positivo, ma lo stesso se penso al Kosovo non mi sento affatto fiducioso. Anche perché gli americani sembrano pensarla diversamente: Frank Carlucci, ex segretario della difesa, ex uomo della CIA ed ora presidente emerito del gruppo Carlyle (uno dei principali fornitori dell’esercito americano, per capirci), amico di Donny Rumsfeld, ritiene che l’unica soluzione per evitare una nuova guerra nei balcani sia "la piena indipendenza del Kosovo, e [che] l’unica questione da risolvere [sia] come arrivarci."
Basterebbe il fatto che improvvisamente tutti si ricordino che esiste il Kosovo, a farci sudare freddo.


P.S.: Per leggere l’articolo di Carlucci ("The War We Haven’t Finished", sul New York Times dell’altro ieri) occorre registrarsi al sito, però è gratis. Se invece non vi fidate di dare i vostri dati agli yanquis speditemi una mail che vi faccio un copia e incolla.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




24/2
2005

Oppio di stato, neanche tanto buono

Causa pigrizia, sulla trasmissione in diretta RAI dei funerali del fondatore di cielle Giussani mi limito a sottoscrivere quanto osservato ieri da Cadavrexquis. Da parte mia aggiungerò solo che mi ha schifato come quasi tutte le forze politiche si siano sbrodolate in elogi del defunto, e che la sera del suo trapasso con commossa partecipazione mi sono voluto rivedere Life of Brian dei Monty Python, per associazione di idee.




23/2
2005

L’imbarazzo della scelta

Oltre a tutte le sfighe che già abbiamo, a quanto pare pure qui in venetolandia dovremo presto affrontare la sfida delle elezioni regionali. Di suo, non sarebbe un problema. Siamo già andati a votare diverse altre volte, anche se sempre con pessimi risultati, ma non abbiamo mai avuto particolare paura; questa volta, invece, sembra davvero un’impresa superiore alle mie forze.
In primo luogo, i candidati sono tutti miliardari. Questo per principio mi schifa: non possono aspettare a diventare ricchi dopo essere stati eletti?
In secondo luogo, sono quello che sono. Da una parte, l’attuale governatore galan: l’uomo che mentre il veneto andava a puttane, lui pure. Per il centrosinistra, un certo carraro re dei cinturini per gli orologi (e già qui...), ultracattolico e baciapile, diessino d’accatto. Outsider, un tale panto che imitando berlusconi nello stile ed il vecchio bossi nel programma raccoglie i fuoriusciti dalla lega ed altri alienati.
Come dire, provo un certo imbarazzo a dover scegliere una di queste tre persone. Che ne dite, vale la pena di alzarsi dal divano solo per andare a buttare una scheda bianca nel cestino?




23/2
2005

Già dal titolo si capisce che sarà un best seller

Sentendone per sbaglio la voce roca alla radio, domenica, l’avevo capito che il polacco ne fuma trenta al giorno. Ma pensavo sigarette, chessò, sigari donati dal voltagabbana cubano. A quanto pare, peccavo di ingenuità.




22/2
2005

A.V.A.: Associazione Vecchi Atarassici

Ci sono ancora cose che ispirano curiosità, a noi vecchi ormai atarassici e distaccati dalla follia del mondo. Non proprio curiosità curiosità, direi piuttosto
ah. curioso.
e nulla più, altrimenti non saremmo atarassici ma solo annoiati. Non che la distinzione ci interessi (altrimenti ancora una volta non saremmo atarassici).
Curioso, quindi, come i cumuli di neve che si staccano improvvisamente dai rami del grosso pino fuori dalla finestra mi facciano desiderare che sotto ci passi un calderoli qualsiasi. Curioso, perché non c’è alcun collegamento tra il fenomeno fisico e quell’altro fenomeno. Curioso come pensare a calderoli mi faccia salire alle labbra l’esclamazione "via questi papi polacchi che portano via il lavoro ai papi italiani". Curioso come io non sia tra quelli in fremente attesa del nuovo libro del malconcio polacco.
ah.
Curioso come io senta odore di mare quando esco a fumare una sigaretta. Curioso come mi renda poi conto che è solo effetto del sale gettato a secchiate sulla neve. Curioso, come io riesca puntualmente a dimenticare di mettere fuori la monnezza, pagare le bollette, fare la spesa. Curioso come io riesca a ricordare nel dettaglio cose, persone, che non vedo da troppo tempo ed a provare improvvise dolorose fitte di nostalgia. Curioso quanto schifo facciano le marlborolait rispetto alle barclay. Curioso anche svegliarsi chiedendosi se i resistenti iracheni somiglino più ai partigiani o ai repubblichini, con buona pace di chi invece non se lo chiede.
Oh, beh. Una volta stupitomi per questi eventi, poi sono capace di passare ore sul divano a fissare il soffitto della mia cucina chiedendomi se valga la pena alzarsi per lavare i piatti, oppure sia meglio fumare un’altra sigaretta. In genere, vince la sigaretta.
Curioso infine come riemerga dal nero abisso della mia memoria questo ricordo che credevo sepolto per sempre:

[Scena: tre gentiluomini di altri tempi passeggiano amabilmente sotto i portici di una non troppo nota cittadina del nordest sulla cui piazza si gioca a scacchi negli anni pari. Uno sembra il cugino povero di binladen, un altro mi viene troppo da ridere a descriverlo, il terzo è il vostro amabile maître à penser.]

[Dando per scontato che il vostro amabile maître à penser sia io, altrimenti che scuse avete per essere arrivati a leggere fin qui?]

T.D.R.A.D.: Ma chi è questa tipa?
C.P.D.B.: E’ una che ad A.M.A.P. piace molto.
A.M.A.P.: Veramente, questo lo dici tu. Cristo, ha... 16, 17 anni.
T.D.R.A.D.: Beh, dieci anni meno di te, non è male.
A.M.A.P.: Undici.
T.D.R.A.D.: Cazzo. Ma allora tu ne hai... Non è possibile, dai... ventotto... non può essere... eppure... Cazzo, sei fottuto. Ti pensi, C.P.D.B.? E’ un vecchio. E ddio, noi abbiamo solo tre anni di meno. Anche noi siamo quasi fottuti, certo non proprio come lui, ma ci saremo presto. Tremendo. Cazzo. Che tristezza.

[A.M.A.P. sorride con distaccata serenità e memorizza questo dialogo per farlo incidere sulla lapide di T.D.R.A.P. entro la fine del mese.]

A ben pensarci, tutto ciò è avvenuto sabato scorso. Sapete, noi vecchi...




21/2
2005

Sono uscito di casa e ci tengo a farlo sapere

Venerdì sera, fiducioso mi reco all’inaugurazione della stagione 2005 del Cinecoso Alternativo (tm). All’evento partecipa un numero spropositato di persone (ma si attendono i dati della questura). Ciononostante mi viene il dubbio che qualcosa non abbia funzionato nella collaudata macchina organizzativa di Nello, dato che ci sono solo quattro (4) pulzelle, di cui almeno una sicuramente maggiorenne. In effetti, a giudicare dalla composizione del pubblico ci si sarebbe ben potuto aspettare la proiezione di una finale di coppa o di un filmino di moana. Invece no, come annunciato ci siamo sollazzati con...

Battle Royale

(boato del pubblico)

Questo filmone, giustamente divenuto oggetto di culto in tutto il mondo, parla di...
insomma...
in pratica... c’è una classe di studenti giapponesi che viene rapita e posta su un’isola da cui non può fuggire, a ciascuno studente viene data un’arma e l’ordine di ammazzarsi a vicenda, e così fanno.
Chiaramente questo stringato riassunto non permette di apprezzare tutta l’intricata vicenda, i risvolti umani e morali, le sfaccettature psicologiche e tutti gli altri appassionanti aspetti dell’opera che ci hanno tenuto in piedi a discutere animatamente fino alle cinque del mattino. E’ pur vero che dopo cinque minuti tutti parlavano d’altro tranne Nello e Pierbulus.

Non paghi di esserci dati alla cultura per tutta la serata e gran parte della notte, Sabato viene proposto di recarci a visitare una mostra di arte contemporanea dalle parti di Bassano del Grappa (detta anche l’Atene dei poveri). Gonfio di entusiasmo vado a prendere l’amico Pierbulus, che stordito dal film alle tre e mezzo del pomeriggio stava ancora sotto le coperte, mezzo vestito e mezzo in pigiama com’è nel suo elegante caratteristico stile. Nel mentre che ci facciamo un caffè veniamo raggiunti anche dal prode Nello, a sua volta smanioso di essere illuminato dall’Arte.
Sorge un problema.
Il destino beffardo vuole che il cane di Bulus si fosse il giorno prima rotolato su non meglio precisate evacuazioni corporali altrui e sia stato di conseguenza portato al canelavaggio, dove attende fiducioso di essere recuperato. La nostra sete di conoscenza viene così tradita, il tempo che perdiamo per andare a prendere questo maledetto botolo coprofilo ci rende impossibile raggiungere l’amena cittadina prima della chiusura della mostra. Ci disperiamo un pochettino e decidiamo di ripiegare sulla ridente Marostica, così chiamata per via delle famose ciliegie. Passeggiamo per la suggestiva piazza discutendo di storia locale come gentiluomini di altri tempi, esortati da Pier intraprendiamo coraggiosi la salita verso le romantiche mura, dopo cinque minuti veniamo fermati dallo stesso PierBulus che piagnucolando ci supplica di tornare giù perché è stanco... supplica alla quale io e Nello generosamente ci pieghiamo, sapendo che il bambino è cagionevole di salute. Ci fermiamo quindi a bere qualcosa e torniamo verso il triste borgo natio, compiendo un lungo giro panoramico per la provincia, dato che lo stesso Bulus si era lamentato di conoscere così poco delle terre che circondano il borgo*. Io ancora una volta lo accontento (sabato è stato meglio di natale, per l’amico Bulus) scarrozzandoli attraverso la pianura, la collina, contrade sconosciute, un paio di volte sopra un misterioso ponte e direi pure qualche montagna... ehm, tutto questo fino a quando sono riuscito a ritrovare la strada di casa.
Ieri, esausto da tanta attività psicofisica, ho passato la giornata ad irradiare di energia negativa il computer domestico per formattarlo uccidendo tutte le creature maligne che vi si erano insediate. Sono uscito solo a prendere le sigarette ed una tazza di cioccolato caldo alla cannella (e se pensate che uscire di casa sotto la neve per prendere una tazza di cioccolato caldo con cannella sia un chiaro indicatore di omosessualità latente, il problema è vostro, non mio**), ad eccezione del solito pasto domenicale scroccato in giro.


* Questa è la versione che passerà alla storia, che non si dica in giro che mi sono perso mentre ero alla guida.
** Anche perché io volevo il cioccolato caldo all’arancia, ma era finito.




21/2
2005

Capirei fossimo ai caraibi

Nevica da ieri sera e tutto è coperto da un manto bianco e soffice come la pelliccia di un coniglietto; non fosse che, naturalmente, se le strade fossero state davvero coperte di coniglietti il traffico di stamattina sarebbe risultato comunque più scorrevole. Ci deve essere qualcosa nella neve che manda nel panico i miei concittadini, una sorta di terrore atavico per tutto ciò che si muove con lentezza ed innocenza in queste brughiere dai ritmi frenetici.
La neve rallenta.
La neve ferma.
La neve mi blocca in colonna al semaforo per mezz’ora senza ragione apparente, visto che l’asfalto era nelle stesse condizioni di tutti gli altri giorni. Qualcuno deve aver passato la voce che l’acceleratore è strumento del diavolo, perché tutti snocciolano il rosario appeso al retrovisore guardandosi attorno stupiti come lunardi e lasciando placidamente che sia la forza di coriolis a trasportare l’auto alla fabbrica.
Io, con la serenità d’animo che mi contraddistingue in simili frangenti, accendo sigarette con lo sguardo e ne approfitto per inventare curiosi ed innovativi epiteti da attribuire al pantheon veneto, compreso nei seguenti testi sacri: Vecchio Testamento, Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli, Epistole, Apocalisse, Appendice A "Divinità celtiche recentemente riscoperte" ed Appendice B "Altre Divinità inventate per l’occasione".
Mia unica compagnia l’autoradio, dalla quale vengo a sapere che in Portogallo il Partido Socialista ottiene la maggioranza assoluta alle elezioni promettendo finalmente mutande per tutti, mentre il papa annuncia di non voler proprio smettere di fumare.
Arrivo infine al luogo di quotidiano sfruttamento salariato che avevo già quasi finito la mia corposa collezione di imprecazioni; la madre di Yggrdrasil se l’è cavata per un pelo. E siamo solo all’inizio della settimana.

[Sempre per la serie: vi rendo partecipi della desolazione in cui vivo]




17/2
2005

Dispaccio segreto

La primavera si annuncia con la ripresa delle attività da parte del Cinecoso Alternativo (tm). Anche quest’anno in una sede segreta del triste borgo natio una persona segreta che risponde al misterioso nome in codice N.e.l.l.o. ci allieterà con la proiezione di film altrimenti impossibili da vedere (o impossibili da guardare, in alcuni casi). Il programma è ancora segreto, perché non sono ancora riuscito ad avere tra le mani il volantino segreto che egli sta segretamente diffondendo, ma non fa molta differenza perché è facile immaginare che come l’anno scorso l’organizzatore sia pronto a cambiare programma non appena qualche diciassettenne gli chiederà sbavante la proiezione di Evangelion.

Non è ancora segreto il titolo del film che inaugurerà la rassegna domani sera: Battle Royale di Kinji Fukasaku, che potrebbe essere un film proibito in tutto il mondo per un qualsiasi motivo che non ci è dato sapere. E per dimostrare che il crimine paga, quest’anno sembra ci sia pure un nuovo proiettore a disposizione per aumentare il fascino del proibito ed attirare sempre più ingenue diciassettenni nelle fauci dell’insaziabile N.e.l.l.o..

Accorrete numerosi (da qualche parte).




17/2
2005

Appello al popolo italiano

Mi ero appena seduto per mangiare, quando lei ha lanciato il proprio appello dalla televisione, disperata. Subito qualcuno cambia canale, faccio in tempo a cogliere appena qualche frase. Perché?
C’è quella tipa che piange. Appunto. Beh, anche in Italia ci sono bambini che soffrono. Ma in italia non li bombardano ancora. Meglio ammazzarli finché sono piccoli. Ma che dici? Guarda che io, io sarei un razzista radicale. Ah, beh, allora va bene. E perché i giornalisti americani non li rapiscono? Loro se ne stanno nei bunker, al sicuro, non se le vanno a cercare. Appunto. Guardala, chissà quanti chilometri di cazzo le hanno già dato.
Il popolo italiano, per voce di qualche esemplare tipico.




16/2
2005

Grey air

Non piove, non nevica, non tira vento, fa un freddo bastardo. A causa degli infausti eventi atmosferici e di altri irrisori dettagli (tipo, da queste parti ci sono tre fabbriche virgola cinque per ogni abitante), piccoli fiocchi di inquinamento si cristallizzano nell’aria gelida assumendo la forma del simpatico teschietto con le tibie incrociate ed il ghigno larussano. Per uscire a prendere una boccata d’aria in zona industriale bisogna essere professionisti o mentecatti, oppure avere acquistato uno degli appositi kit messi recentemente in commercio, costituiti da:
filtri delle sigarette da infilare nelle narici (per ovvi motivi, quelli delle barclay non vanno bene);
arbre magique al pino silvestre da ciucciare come un ghiacciolo mentre si passeggia;
un lungo tubo di gomma flessibile che arriva fino agli incontaminati pascoli del tirolo.

L’assessore all’ambiente del triste borgo natio, noto anche come Scazzolandia (il borgo, non l’assessore), consiglia di fumare almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno, infanti e vegliardi inclusi: così si riduce la capacità degli alveoli polmonari di trattenere le polveri sottili e ci si allunga la vita di trenta minuti a boccata. Nel frattempo si preparano anche qui a fermare le auto, alternare le targhe, bloccare la circolazione... ma con lo smog che c’è volete pure che ce ne andiamo in giro a piedi? Così da farmi respirare per bene ’ste schifezze? Per favore, già ho la tosse.

Per fortuna oggi entra in vigore il Protocollo di Kyoto, come viene enfaticamente ricordato da ogni mezzo di informazione a disposizione con grande dispendio di retorica ambientalista. Per chi non ne fosse ancora a conoscenza, questo accordo prevede che ancora una volta l’italia faccia la figura che merita, ostinandosi a sottoscrivere accordi che poi non proverà neppure a mantenere (si veda dalla voce "Triplice Alleanza" dell’enciclopedia in poi). Non vedo l’ora che gli illustri rappresentanti della nostra classe politica si affannino a dimostrarci come questo Protocollo sia non solo irrispettabile, ma probabilmente nocivo per l’ambiente, come già affermano gli americani.

Speriamo cambi presto il tempo, e porti tutte le schifezze da qualche altra parte.