5/2
2009

Confessions of a Terra Nostra addict

Nella sola puntata di ieri Matteo, preso da una crisi di gelosia e stupidità, minaccia di morte Giuliana e questa lo pianta definitivamente per la 14sima volta, Massimiliano e Rosana litigano, Bruno in un impeto di passione bacia Florinda, Cesìo raggiunge il cugino Josè Anseo alla fazenda e lo convince a tornarsene a casa con lui, entra Gumercindo e Josè Anseo infine non si trattiene dal rivelargli di essere suo figlio, concepito nell’amaca con la schiava Nanà, ma proprio in quel mentre a San Paolo la suocera di Francesco Maiano in un impeto di solidarietà femminile va dalla moglie di Gumercindo e le racconta questa faccenda del figlio della schiava nell’amaca, provocandole una grande angoscia, e per concludere Giuliana prende il piccolo Mario e lo va a riportare a Rosana, invitandola a riprendersi anche Matteo, solo che a quel punto ovviamente nessuno vuole avere niente a che fare con lo stupido italiano. E poi venitemi a dire che Lost è pieno di colpi di scena.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




4/2
2009

MoralitÓ, citofonare Silvio

Probabilmente lo zio di BerlusconiOggi Berlusconi, trovandosi per caso a parlare in uno dei suoi telegiornali, ha gradito sottolineare come le recenti vicende giudiziarie a carico di PD e l’Italia dei Valori dimostrino che non ci sia nessuna superiorità morale della sinistra, anzi, che non c’è mai stata, anzi, che quelli non sanno neanche dove stia di casa, la moralità.
A prescindere dal fatto che trovo molto generoso da parte del nostro kaiser definire "sinistra" il PD e l’Idv, le sue osservazioni potrebbero sembrare un po’ approssimative. E’ vero, anche nel Partito Democratico ci sono ladri e furfanti vari, è quello che succede quando da un lato si cooptano i superstiti della DC e dei socialisti, che quelli non sanno stare con le mani nelle (loro) tasche, dall’altro si rottamano ideologia ed etica a favore di un pragmatismo che ha preso la forma di compromessi sempre più meschini, non solo a livello amministrativo. Non mi risulta, però, che gli inquisiti del PD si siano fatti leggi ad hoc per evitare i processi, quindi almeno nel loro caso potranno essere i giudici a valutarne la condotta ed eventualmente persino a somministrare condanne, nel futuro assai remoto in cui quei processi finiranno; inoltre, tutti i reati di cui vengono accusati gli esponenti dell’opposizione, messi insieme, non arrivano neanche a scalfire il poderoso curriculum del nostro premier e dei suoi scherani. Discorso a parte merita l’Italia dei Valori, che c’ha tanti difetti e nun me piace, ma ha al suo attivo una quantità di capi d’imputazione veramente ridicola, pari più o meno a quella che un Previti accumula in una notte di sonnambulismo. Per non parlare dei famigerati "rubli macchiati di sangue" sui quali sarebbero campati per anni gli ex-comunisti, tirati in ballo da un tizio le cui fortune personali hanno origini quantomeno, umpf, poco trasparenti.
Insomma, sul piano giudiziario si tratta ancora di una sfida tra il Brasile del crimine e la squadretta della parrocchia, che c’ha tante buone (cattive) intenzioni ma manca di talento, esperienza, coraggio. Eppure, questa faccenda della "falsa superiorità morale" è da sempre uno dei cavalli di battaglia preferiti del nostro lider minimo, come dimostrano le passate accuse contro Prodi e compagnia bella, poi rivelatisi infondate, e le varie commissioni manovrate ad arte e poi smascherate come pietose farse. Berluscoccio ci gode nel portare tutti al minimo comune denominatore, nel livellare tutto verso il basso, perché lo fa sembrare una persona migliore, perché le malefatte degli altri ridimensionano le sue, e soprattutto perché seminare l’impressione che " sono tutti uguali, rubano tutti alla stessa maniera" non fa che aumentare quel distacco dalla politica e quel senso di insicurezza che tanto giovano alla destra. Dal disprezzo per i politici al rifiuto della politica intesa come partecipazione alla vita sociale e civile il passo è breve: se tutti sono ladri, io non voglio averne niente a che fare, ci vuole qualcuno che li metta in riga, ci vuole il piglio deciso, l’uomo che sa ottenere quello che vuole. Se tutti sono ladri, meglio che rubi uno solo, il più bravo.
D’altra parte, quel vecchio barboso di Durkheim suscitò una certa indignazione, ai suoi tempi, quando sostenne che la moralità non è altro che la media dei comportamenti di una società in un determinato periodo. Il Lestofante Capo l’avrà capito, che la scorciatoia per ottenere la parità morale è abbassare la percezione di quella "moralità media", e mi pare stia ottenendo un certo successo.




3/2
2009

Tre secondi prima della bomba

Un giorno ci sveglieremo e sarà primavera, e non ci importerà più niente dell’automobile dalle linee sinuose, del computer luccicante e della colossale tivvù, premeremo molti tasti off ed usciremo di casa senza caricare il telefono e senza scaricare l’ultimo episodio, sarà caldo e ci sarà il sole e non penseremo agli aggettivi con cui descrivere il caldo ed il sole sul blog del giorno dopo e non scatteremo neanche una foto e non accenderemo l’ipod e non ci verrà in mente neanche una citazione da piazzare al momento giusto e nessuna battuta ironica sul caldo e sul sole e non ci sentiremo naive e non penseremo a come si scrive naive, respireremo l’aria e ci lasceremo alle spalle decenni di nevrosi e non ci interesserà più nulla, davvero, della crisi e del lavoro e del mutuo e dei figli e dei padri e dei compleanni che si accumulano e degli assassini e delle vittime e dei simboli e dei politici e degli attori e dei cantanti e non cureremo il nostro personal brand e respirando ricorderemo che il nostro diritto a prendere ciò che vogliamo non si applica alle persone ed il nostro diritto alla felicità non si applica alla benzina e ci verrà da sorridere per quanto sarà ovvio e non saremo né consumatori né elettori né lavoratori né fedeli né seguaci né alternativi né lettori e distingueremo ciò che ci piace da ciò che non ci piace e non faremo niente, assolutamente niente di produttivo ma respireremo, respireremo a pieni polmoni e sarà primavera.




2/2
2009

Al cinema con KarmaChimico: Valzer con Bashir

Valzer con BashirSabato sera, contravvenendo ai miei propositi di restarmene chiuso in casa fino allo sbocciare della primavera, sono andato assieme all’amico Nello nell’unico cinema decente rimasto in città, a guardare quel gran bel pezzo di figliolo di Valzer con Bashir. Dato che voi probabilmente abitate in posti decenti, non sarebbe neanche necessario che vi racconti la trama, che l’avete già visto due settimane fa, ma dato che io non mi attengo al necessario, che godo del superfluo, ve la sgnacco lo stesso di seguito.
C’è ’sto regista israeliano, Ari Folman, che improvvisamente si rende conto di non ricordare niente della guerra in Libano a cui aveva partecipato da waglione vent’anni prima ed in particolare niente di niente del massacro dei campi di Sabra e Shatila, e allora, avendo molto tempo libero ed una quantità non indifferente di pilla, decide di andare a scassare le balle a tutti i suoi amici e commilitoni per ricostruire la vicenda e far riemergere il rimosso personale e collettivo di quei giorni. Dai frammenti di ricordo che riesce a mettere insieme, par di capire che dev’essere stata una guerra di merda, e tutti si sentono in colpa, e giù ad ingollare madeleine ognuna più avvelenata della precedente, tanto che alla fine ci si rimane quasi male a scoprire che il protagonista non è andato di persona a sgozzare le vecchie e i bambini.
Il problema principale di questo film è che lo spacciano per documentario. Beh, come documentario fa schifino, non spiega niente, non contestualizza, cela o lascia sottintese molte delle responsabilità in modo che ciascuno possa vederci quello che gli pare, ed è pure un tantino autoassolutorio nel finale. Da un punto di vista documentaristico o informativo, Valzer con Bashir è così vago che poteva essere ambientato su Marte. Se questo film doveva avere un senso, del tipo "guardate che bravi gli israeliani che fanno i conti col proprio passato", allora è un film inutile ed ipocrita. Tra l’altro, ha scosso così tanto le coscienze israeliane che hanno subito voluto farne un remake dal vivo, a Gaza.
Se invece tralascio queste supposte finalità pedagogiche e penso al film in quanto tale, cioé dal suo punto di vista artistico, se vogliamo, o estetico, secondo me è un gran bel pezzo di film, che cede sul finale. Sbruffoneggio: un Apocalypse Now israeliano, fatte le dovute proporzioni. Una storia contemporaneamente personale e corale, con un animazione ed un uso della musica spesso ai livelli del migliore cinema d’animazione giapponese, uno stile introspettivo, a volte onirico, che nel bene e nel male non osa mai troppo e riesce ad evitare le trappole del "film pissicologico". La riflessione sulla memoria ed il viaggio alla ricerca di un’impossibile riconciliazione o espiazione individuale non sono banali e non possono essere neanche risolutivi, per cui alla fine anche il finale inconcludente ci può stare; che il ricordo non sia onesto, in fondo, era stato detto fin dal principio: la nostra coscienza non riesce a spingersi troppo in là, nei territori dolorosi della memoria. Un film, insomma, che se doveva convincermi non mi ha convinto, ma mi è piaciuto tantissimo almeno fino a un quarto d’ora dalla fine, e sarebbe potuto essere un capolavoro se si fosse risparmiato giusto qualche furbata.




29/1
2009

Battisti, note a margine

Preferisco astenermi dal dispensare il mio autorevole parere sul caso Battisti, sulla sua innocenza o colpevolezza, su cosa si debba cercare di fare di lui. Non ne so poi molto, il caso è complesso ed un sacco di gente che sembra informatissima sull’argomento ha già detto e scritto tutto ed il contrario di tutto.
Più che altro, mi sembra interessante osservare la reazione pubblica sulla vicenda. Da un lato ci si atteggia ad un certo sdegnatismo di maniera, "come si permettono questi brasiliani di intromettersi nei nostri affari nazionali, non potrebbero limitarsi a giocare a calcio, sculettare in bikini e fare quello che fanno di solito?", dall’altro prevale un generale chissenefrega. Da quando questa faccenda è tornata ai cosiddetti onori della cronaca, su Battisti ed il balletto di scambi diplomatici con il Brasile è fiorito un ammontare di battute quali non se ne sentivano dalla morte di Lady Diana, più che dibattiti giuridici o riflessioni storiche. D’altra parte, se chiedo in giro chi sia Battisti, più che un generico "terrorista" non mi sento rispondere, è un assassino, dicono, un latitante, quelli che ne sanno qualcosa di più dicono che ha scritto dei libri noir (che nessuno ha letto) ed è amico di una scrittrice francese. Se si sente parlare tanto di lui, è perché ne hanno fatto un divo da rotocalco, perché ne hanno fatto uno scandalo, ma nessuno lo conosce abbastanza bene da poterlo odiare sinceramente, non fa parte né della nostra vita né della nostra memoria. Ma lo sapete quanto tempo è passato dagli anni Settanta? Ve lo dico io, quasi trenta anni. Un sacco di gente, me compreso, quando Battisti ha compiuto gli omicidi per cui è stato condannato non mangiava ancora cibi solidi. Gli anni di piombo, la quantità catastrofica di lutti che hanno causato a questo paese ed il destino dei suoi sciagurati protagonisti anima solo i discorsi dei politici, e solo quando periodicamente fa comodo minacciarne la possibilità di un ritorno o, come in questo caso, offre loro l’occasione di sparare fanfaronate per impressionare il pubblico: richiamare l’amabasciatore, scrivere lettere, battere i pugni sul tavolo... ed infine propongono di annullare una partita di calcio, perché quello sì che tocca il cuore della gente. Però! Ho un’idea migliore, perché non se la giocano a calcio l’estradizione di Battisti? Chi vince, se lo piglia. Non è neanche una questione di appartenenza, se non forse per qualche ex gauchista che si attacca nostalgicamente alla giovinezza perduta. L’idea di Proletari Armati oggi fa più ridere che piangere. Per molti il conto con quegli anni è già chiuso, i vincitori esaltati, gli sconfitti sepolti. Per altri, purtroppo, e per me, ci sono troppi morti e troppe stragi nella storia di questo paese che in troppi hanno scelto di dimenticare, per poter fingere che ci interessi poi tanto del futuro domicilio di un Cesare Battisti.




28/1
2009

E ha i baffi

Ieri sera mi chiama una tizia e mi chiede se avevo voglia di rispondere ad alcune domande per un sondaggio, come no, le rispondo, dopo aver accertato che non lavori per la CIA, o per mediaset/governitaliano, o per l’opus dei, e allora questa comincia a farmi domande sulle prossime venture elezioni amministrative, se so chi sono i candidati, se provo attrazione fisica per uno di loro, chi mi piacerebbe avere come sindaco, chi ho votato alle ultime amministrative, alle politiche, alle provinciali, la prima volta che sono andato a votare, e quand’è stato, e cos’ho provato, che titolo di studio ho, quanti anni sono stato fuoricorso, se ho i baffi, cosa ne penso della salute di stiv jobs e cos’avevo mangiato per cena, per concludere una decina di minuti ed un centinaio di domande dopo che non solo ero stato l’unico del Triste Borgo Natio ad accettare di rispondere, che siamo strunzi, ma anche che ero stato l’unico da lei intervistato ad arrivare fino all’ultima domanda, e l’ultima domanda era "Con quale frequenza si reca a messa o alle funzioni religiose del suo rito?".

Giusto per dire, se da un sondaggio di prossima pubblicazione risulta che il 100% degli italiani non va in chiesa "Mai, assolutamente mai" sapete chi ringraziare.




27/1
2009

I monumenti servono a dimenticare

Memoria. I ricordi possono essere buoni o cattivi, schematizzando brutalmente. I ricordi buoni sono buoni, vanno bene per una sessione individuale o collettiva di nostalgia o per una sessione individuale o collettiva di masturbazione, se sei dentro quel genere di cose. I cattivi ricordi vanno bene per struggersi, per indugiare in pensieri vittimistici o ancora per una sessione individuale o collettiva di masturbazione, ma in questo caso è quasi sicuramente un problema psichiatrico. Inoltre, i ricordi cattivi potrebbero insegnarti ad evitare di ricadere nella stessa situazione che ha generato il cattivo ricordo, se fossi capace di imparare qualcosa dalla tua esperienza. Per esempio, se dopo aver mangiato un kebab preso alle tre del mattino dal kebabbaro all’angolo sei stato così male da ricordatelo, potresti voler evitare di mangiare kebab a quell’ora, o di comprarli in quel posto, o persino di mangiare un altro fottuto kebab in tutta la tua maledetta vita. Oppure, se hai perseguitato, ghettizzato e cercato di sterminare un popolo basandoti su dei pregiudizi etnici o religiosi ammantati di razionalismi sociali (es.: rubano, sono sporchi, sono un corpo estraneo alla società) potresti voler evitare di perseguitare, ghettizzare o cercare di sterminare nuovamente quello o altri gruppi sociali sulla base dei medesimi pregiudizi. Se tu fossi un animale razionale, per dire. Dato che invece sei solo una stupida scimmia senza pelo che passa gran parte della sua vita da sveglio a compiacersi del proprio appartenere ad una maggioranza - etnica, economica, sociale, religiosa o sessuale - puoi continuare tranquillamente a dare di gomito ai tuoi simili e ripetere gli stessi errori come se non ci fosse né passato né futuro, sperando incoscientemente che questo specifico kebab, anche se preso alla stessa ora nello stesso posto, non ti faccia male, o che questa dittatura sia migliore delle precedenti o questo stermino, anche se sembra proprio uguale a quell’altro, sia davvero giustificato. Magari, se il senso di colpa ti dovesse schiacciare le cervicali o se qualche sinapsi casualmente evolutasi ti dovesse ogni tanto suggerire che qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare, puoi sempre organizzare un giorno periodico di contrizione e dedicarlo alla memoria dei tuoi sbagli, passati presenti e futuri, dei quali ormai non serbi più alcun ricordo.




26/1
2009

La vita quotidiana ai tempi del croccante di mandorle

Nonostante io sia piuttosto entusiasta del nuovo soggetto politico promosso da Nichi Vendola, devo ammettere che l’avventura comincia con qualche passo falso. Per esempio:
il nome: "Rifondazione per la sinistra". Davvero abbiamo un vocabolario così limitato da dover riciclare il termine "rifondazione"? Voglio dire, cosa sarebbe questa, la rifondazione di rifondazione? O un maldestro tentativo di scippare voti ai compagni? Dai sù, si può fare di meglio, un po’ di fantasia (al potere).
il simbolo: o la mancanza di simbolo. R.P. (stellina) S. sembra il logo di una radio privata (Radio Pecora Sarda, forse). Capisco che in questo modo si risolva l’annoso dibattito falcemartello sì/no, restano pur sempre un sacco di graziosi animaletti comunisti non sufficientemente sfruttati nell’iconografia partitica. Per esempio, la pecora sarda.
il discorso: compagno Vendola, la sintesi non è il tuo forte. Va bene che è un momento storico, la nascita di un nuovo partito in Italia e tutto il resto, ma se il tuo discorso viene una pagina più lunga di quello di Obama all’insediamento alla Casa Bianca forse c’è qualcosa da rivedere.
Ad ogni modo, siamo tutti con te. Io e le mie personalità multiple, almeno. Andiamo avanti, il viaggio è appena (ri)cominciato.

Niente c’entra con niente c’entra con niente. Quest’inverno dei nostri stenti sta durando più del previsto e mi sta affossando l’umore. Per fortuna esistono le sigarette in cantina e continuano ad arrivare arance di contrabbando dalla Sicilia, così grandi e così gustose che le sparute imitazioni dei supermercati settentrionali inacidiscono per l’invidia. E comunque sulla questione meridionale/settentrionale sottoscrivo in pieno quanto dice il compagno Vendola: l’è na ciavada.

Molti italiani, per motivi che mi sfuggono, ancora nel 2009 esprimono un certo livore pregiudiziale nei confronti dei francesi. Dicono che sono dei mangiarane, che hanno la puzza sotto il naso, che si infilano le baguette sotto le ascelle ed altre banalità originate probabilmente dal fatto che i francesi hanno spesso bastonato l’italia a calcio e ci hanno occasionalmente invaso militarmente. A parte il fatto che l’accusa di mangiare rane è ridicola, perché nessun popolo civilizzato farebbe una cosa del genere, io desidero invece esprimere la mia solidarietà ai francesi per l’ospitalità da loro accordata a quella cantante diversamente intelligente nota ai più come Carlà Brunì. Certo, in questo caso la colpa ricade principalmente sul loro malefico presidente che se l’è sposata, e di conseguenza su quelli che se lo sono votato, ma mi ha lo stesso impressionato sapere che il giorno di capodanno è andato in onda in Francia uno speciale su di lei lungo 80 minuti. Mi sembra una punizione sproporzionata, e d’alta parte qui in Italia mica ci siamo sciroppati un’ora e mezza di speciale sulla Carfagna.

(La Bruni, da quando vive all’Eliseo, ha scoperto che il Potere non è una specie di Grande Fratello che vuole controllare tutti e reprimere tutto, nooo, è una cosa molto bella che serve ad aiutare la gente, purtroppo molti non lo capiscono, e tra questi - presumo - anche gli stronzi delle banlieu che il suo marituzzo aveva così a cuore. State attente, gentili lettrici, questo è l’effetto che fa un’infiltrazione di botox nel cervello.)

Per dirla in altri termini, per anni si è fatto un gran parlare della questione meridionale, mentre i contributi elargiti a cazzo finivano nelle tasche di qualche farabutto ed il nord si arricchiva. Ora i politici/amministratori settentrionali fanno fronte comune e trasversale sollevando il problema del nord così a lungo trascurato dallo Stato, intercettano i contributi altrimenti destinati al meridione e si arricchiscono ulteriormente. La cosiddetta tecnica del chiagnere e fottere.

Nell’avvicinarsi del Giorno della Memoria, gli israeliani si rammaricano del recente aumento delle espressioni di antisemitismo in seguito all’invasione di Gaza. Me ne rammarico anch’io, personalmente ritengo assolutamente idiota disegnare svastiche o prendersela con i negozi gestiti da ebrei o con gli ebrei tout court a causa di quello che è successo a Gaza. Ogni scusa è buona per puntare il dito contro Israele. Certo che il governo israeliano, da parte sua, se avesse voluto evitare interferenze con il Giorno della Memoria avrebbe potuto lasciar vivere quel migliaio di palestinesi qualche settimana in più. Tanto il fosforo mica scadeva.




23/1
2009

Una faccia giÓ vista

L’omino di sporco in cantina
Tempo, olio ed entropia su acciaio verniciato.

In cantina vive l’omino di sporco. E a giudicare dall’espressione non se la passa neanche male.
:)


Disclaimer: Questa foto aderisce al movimento del Bruttinismo. D’altra parte non è che voi siate fotomodelli, in generale.




22/1
2009

La rivoluzione ad energia solare

Forse avrete avuto sentore del fatto che gli americani hanno eletto un nuovo presidente, tale Obama. L’altra sera stavo ascoltando alla televisione il suo giuramento, peraltro doppiato in diretta da un cane balbuziente, ma più o meno a metà mi hanno informato che era arrivato un convoglio segreto carico di arance biologiche e carciofi siciliani e dovevo andare a ritirare la mia parte di bottino, per cui me lo sono dovuto andare poi a cercare su Internette. E’ la prima volta che leggo un discorso di un presidente, americano o meno. Bello. Per vostra comodità, dato che sarebbero una cinquina di pagine, l’ho riassunto di seguito. I più pigri possono andare direttamente alla postilla.

Barackevara"Compagne e compagni americani, non sono qui per lodare Bush, casomai per seppellirlo. Spesso il giorno del giuramento presidenziale piove, spero vi siate portati un ombrello. Casomai ne ho qui alcuni da prestarvi. D’altra parte sarete consapevoli del fatto che è un periodaccio. Guerra, Povertà, Disoccupazione, Carestia, e quell’altro cavaliere dell’apocalisse di cui ora non mi ricordo il nome. Comprensibilmente, alcuni di voi si staranno cagando in mano. Però è anche vero che Bush ve lo siete votati, eh. Due volte. Non c’è da stupirsi se piove! Ma oggi speriamo che faccia bello. Qualcuno ha guardato il meteo? Vabbè, non sono qui per parlare del tempo, quindi andiamo avanti.

Siamo l’america, siamo pur sempre l’america, cazzo! Presente l’america? L’a-me-ri-ca. Ce la siamo sempre cavata, ce la caveremo anche stavolta. A patto che vi dimentichiate tutte quelle stronzate viste su MTV e vi ricordiate che l’avvenire non è del chihuahua di Paris Hilton, è del popolo lavoratore! Mentre voi sgobbavate come muli in silenzio, i vostri capi si arricchivano sulle vostre spalle, sniffavano la coca dal seno di fotomodelle moralmente discutibili e si montavano i cerchioni d’oro sui SUV! Ed ora che vi hanno mandato in rovina, piagnucolano e chiedono l’aiuto dello Stato! E così hanno fatto con i vostri padri, e con i vostri nonni, partiti da posti sfigatissimi sui gommoni per venire qui. Sono stati sfruttati, poi illusi di nuovo, poi costretti ad ammazzarsi di fatica nei campi, infine mandati a farsi sparare in giro per il mondo. Ma erano dei lavoratori, si sono dati da fare ed hanno resistito nei loro ideali perché sognavano una società di uomini liberi e uguali.

La rivoluzione che loro non sono riusciti a compiere, la compieremo noi oggi! La forza del proletariato è rimasta inalterata, è ora di rompere gli indugi, rialzare il pugno al cielo, toglierci di dosso la polvere e rimetterci all’opera. Lo stato dell’economia richiede un’azione, forte e rapida, e noi agiremo – non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le fondamenta di un nuovo sistema economico. Costruiremo un mondo migliore. E lo faremo con energie rinnovabili.

Alcuni pensano che io sia solo un cazzaro, ma io vi dico che il proletariato unido jamas serà vencido, o una cosa del genere.
Le forze controrivoluzionarie non hanno ancora capito di avere i giorni contati. Hanno governato questo paese per decenni e lo hanno trasformato in una latrina invivibile. La Storia li chiamerà e li giudicherà, e laddove la Storia non arriverà li giudicheremo noi – il popolo. La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. E’ chiaramente una forza del male. Ma finché non avremo preso il controllo dei media, dovremo far finta di volerci convivere, nonostante siano sotto gli occhi di tutti la sua degenerazione e la condizione di sfruttamento dell’uomo sull’uomo che questo sistema economico continua a perpetrare.

Nel frattempo, ripristineremo i diritti civili, quelli con cui Bush si è pulito il sedere negli ultimi otto anni. Non possiamo continuare a bombardare in giro a cazzo chiunque ci contraddica. Tra l’altro, non è educazione. Purtroppo bisognerà mettere una pezza a tutti i danni fatti dal mio predecessore, e speriamo che qualcuno ci dia una mano perché io vi giuro che non so da che parte cominciare. Eppoi c’è la minaccia atomica, il riscaldamento globale... è un tale casino, raga, non so chi me l’abbia fatto fare. Ma è anche vero che noi siamo pieni di risorse. Quanto ai terroristi, toglieremo loro ogni argomentazione contro di noi dimostrando che non il censo, né l’origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma le capacità personali di ogni cittadino determineranno la sua posizione nella società americana. Ed ai compagni musulmani, non daremo loro scuse per continuare ad incolparci di tutto quello che gli succede di male. Ahmed, non è che se tua moglie ti lascia e tua figlia è ‘na zoccola ed il cammello si rompe una zampa è colpa mia! Fattene una ragione! Però conosco degli ottimi avvocati divorzisti, e posso darti una mano. Se prima mi fai vedere cosa c’è nella tua. Ai poveri, agli sfruttati, noi offriamo la nostra solidarietà di lavoratori e tutto il sostegno necessario per affrancarsi dalla schiavitù borghese, e faremo pressioni sulle democrazie borghesi perché sollevino il loro tallone dalle vostre schiene.

Mi informano in questo momento che un sacco di americani oggi hanno preferito andare a fare una passeggiata o a sciare. Buon per loro, l’esercizio fisico è importante!

Così come è importante che continuiamo tutti ad avere fiducia e ad essere determinati nel raggiungimento dei nostri valori, solidali con gli stranieri e con i compagni. Certo, il socialismo non è mai stato sperimentato prima d’ora in questo paese, ma i valori su cui si fonda sono antichi. Alcuni storceranno il naso ma è il nostro dovere rivoluzionario e credetemi, è bellerrimo volerlo assolvere. Non sarà facile, ma le difficoltà rafforzano il carattere, come mi diceva sempre mio padre. A proposito, ma ci credereste che mio padre una volta lo chiamavano negro, mentre ora io sono il presidente degli Stati Uniti? Se solo avesse potuto immaginarlo, il nonno di McCain se lo sarebbe raccolto da solo, il fottuto cotone!

Già che siamo in vena di ricordi, faceva un freddo cane quell’anno a Stalingrado, più freddo di quanto gli Stormy Six potessero mai immaginare. Soffiava il vento e urlava la bufera, tutto sembrava perduto, alcuni iniziavano a dubitare della vittoria ma poi il compagno Stalin prese la parola e disse:

“Nell’esercito sovietico ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.”

E ne fece fucilare un paio a caso tra quelli che si lamentavano, giusto per dare maggior efficacia al proprio incoraggiamento.

Compagni. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno, finché non giungerà infine la Rossa Primavera. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull’orizzonte e gli ideali socialisti a guidarci, abbiamo portato avanti i grandi doni della libertà e dell’uguaglianza e li abbiamo consegnati intatti alle generazioni future.
"

ATTENZIU’! POSTILLA!
Uhmf. Il riassunto è venuto comunque un bel po’ lungo. Questi presidentacci, sempre così prolissi. Per non togliere tempo a voi e visitatori a youporn, di seguito un riassunto del riassunto:

"Compagne e compagni americani, Bush merda.
Siamo in un bel casino, ma fiduciosi che l’avvenire è del popolo lavoratore. Il capitalismo ci ha illuso e sfruttato come ha fatto con i nostri padri prima di noi, è ora di darci un taglio: faremo la rivoluzione, e la faremo ad energia solare. Il capitalismo e le forze conservatrici hanno ridotto questo paese a schifìo, ma ora ripristineremo i diritti civili e promuoveremo un nuovo assetto economico e politico a livello mondiale, per rendere questo mondo un posto migliore per noi e per i nostri figli. Non sarà facile, ma se fosse stato facile lo avremmo fatto prima, no? Allora smettiamola di frignare, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro, ne varrà la pena. Para el socialismo, hasta la victoria, siempre!
"