17/10
2006

Offresi ricompensa

S’appassiscono le foglie, s’accorciano le giornate, scende la temperatura e come da regolamento puntualmente il mio corpo impazzisce, s’insonnia e s’ammala. E pensare che come un bravo castorino mi stavo giusto preparando la tana per l’inverno, accatastando ordinatamente ventiseivirgolasei quintali di legna di faggio per la stufa, riverniciando gli infissi e facendo tutte queste cose a cui ci dedichiamo noi bambini grandi all’approssimarsi della brutta stagione, oltre a bere vino e mangiare castagne arrostite e soppressa e formaggio pinciòn.

[Il karma colpisce ancora: possibile che di tutti i sei miliardi (e rotti) di abitanti del pianeta Terra, l’unico a darmi spontaneamente e gratuitamente una mano per sistemare la legna, senza neanche averlo mai visto in faccia prima, in una situazione in cui ero piuttosto nei guai e con urgente bisogno di aiuto, sia stato un veronese? Qui qualcuno vuole farmi sentire in colpa.]

Offresi ricompensa

Invece, con ancora un quattro o cinque quintali di ciocchi in giardino, mi ritrovo improvvisamente ammalato. Non proprio ammalato da stare a casa dal bunker, ma comunque troppo ammalato per lavorare, se mi capite. Emigrare al sud evidentemente non mi ha messo al riparo dai malanni di stagione o, forse, tre chilometri a sud non è una distanza sufficiente per notare miglioramenti. Fatto sta che ho tutto l’apparato respiratorio in fiamme, la testa pesante, le ossa rotte e gradirei davvero molto se qualcuno mi portasse a casa magari una bella tazza di vin brulé caldo e qualche altra caldarrosta, che le mie le ho finite (e del formaggio pinciòn, se volete essere davvero gentili). Non pretendo che accatastiate la legna al posto mio, sia chiaro, ma devo ammettere che ne sarei davvero commosso. Per quanto le mie limitate forze mi consentano, intratterrò i soccorritori con deliziose disquisizioni sulla situazione politica nazionale ed internazionale, il caso Saviano, l’emergenza rifiuti, la messa in latino e tutti gli argomenti più trendy del momento. Mi sono visto persino Report.

Nel caso non possiate recarvi da me fisicamente, accetto anche lettere di conforto, dediche alla radio, consigli della nonna contro l’influenza e scansioni di fette di formaggio pinciòn nella casella e-mail.

Nel frattempo, soccombo e aspetto Primavera.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




9/10
2006

Russia, Cecenia, giornalista

In questi giorni è possibile captare, nel brusio mediatico generale che ci circonda, tre concetti in apparente connessione tra loro: Russia, Cecenia, giornalista.
Credo che la maggior parte degli italiani abbia solo un vago sentore che ci sia ancora una guerra in corso in Cecenia (chi la combatte, come, perché). Credo che siano gli stessi che hanno almeno un’idea di quale sia attualmente la situazione politica in Russia. Credo che ancora meno italiani si ricordino di che cosa sia un giornalista.

Anna Poliqualcosa.
Uccisa.

Presto questi concetti, questo nome italianizzato e questo cognome su cui la lingua incespica torneranno ad essere assorbiti dal brusio e ne emergeranno altri, più o meno importanti, un Iraq, una strage, uno scandalo. Siamo tutti troppo indaffarati nei nostri epici impegni quotidiani, troppo presi dalle nostre minute tragedie personali per prestare realmente attenzione a queste parole che ogni tanto si stagliano con maggiore chiarezza sull’oceano dell’informazione centralizzata. In fondo, il (tele/radio) giornale è solo un’altra forma di intrattenimento, un modo per distrarci cinque minuti, magari con un’espressione molto seria in viso, dai problemi veramenti seri della nostra vita: il figlio da accompagnare a scuola, la revisione dell’auto, i piatti da lavare, il raffreddore.

Ecco, prima che la Russia, la Cecenia, la giornalista spariscano di nuovo dalla nostra vita, vengano coperte dal brusio, affoghino in fondo al secchiaio, prima che di Anna Politkovskaja non si parli di nuovo più, cerchiamo almeno di prestarvi un po’ di attenzione, di salvare qualcosa. A che scopo, non vi saprei dire. Magari come esempio, come chiave di lettura, magari anche solo per ricordarsene la prossima volta che qualcuno si vanterà di essere amico di Putin, di sostenere la democrazia, di combattere il terrorismo. Magari anche solo perché certe persone non andrebbero dimenticate.




5/10
2006

Finanziaria for dummies/2


Noodles, cos’hai fatto in tutti questi anni?
Ho cercato di capire la finanziaria.


Mi rendo conto: parlare di rottamazione della caldaia, assegni familiari e aliquote irpef su questo bloggo, letto al 90% da studenti universitari fuoricorso che non hanno mai pagato di tasca propria neanche un pacchetto di ciuingam, è come pretendere di tenere un simposio sul sadomaso ad un convegno di comunione e liberazione.
(Tranne per il fatto che il pubblico di cielle farebbe solo finta di non capire).

Ma un giorno anche voi come me crescerete diventerete maturi, dovrete pagare affitti, tasse sui rifiuti, bollette e vi spunteranno le prime rughe, vi cadranno i capelli e vi dimenticherete le cose. Per esempio, di andare a pagare le bollette. E questo vi farà spuntare nuove rughe e vi farà cadere altri capelli, in una spirale di vecchiaia che si arresterà solo quando...

beh, mai.

Ma che vi frega? Tanto capita a tutti.
In ogni caso, in un periodo imprecisato tra la prima fila in comune per il cambio di residenza ed il primo acquisto di pillole contro l’impotenza, vi verrà la curiosità di capire cosa sia questa finanziaria di cui tutti parlano. Ed io sono qui per questo.

Allora, riprendiamo con:

8) Cuneo fiscale: se ne parla da sei mesi, è tra i punti principali del programma dell’Unione (che sono i signori al governo ora, se ve ne foste dimenticati) e pare che finalmente verrà diminuito. Resta da chiarire solo una cosa: che minghia è il cuneo fiscale?
Si tratta della differenza tra il costo del lavoro (quanto paga il bunker) e quanto percepito dal lavoratore dipendente (quanto piglio io); in pratica, la somma delle tasse pagate dall’azienda e di quelle pagate dal lavoratore sullo stipendio di quest’ultimo. Tagliare il cuneo fiscale significa quindi per i lavoratori dipendenti e per le aziende una diminuzione delle tasse. Olè! Pare buono.

9) Tfr: E’ un casino. Da anni è in ballo una riforma che intanto, mah, vediamo, non si sa bene... Nel frattempo, i soldi destinati al tfr dei lavoratori che non hanno ancora scelto un fondo pensione, attualmente trattenuti dalle imprese, saranno al 65% destinati all’INPS. Le imprese non gradiscono, ma siamo imprenditori, noi? No. E allora che ci importa?

10) Bollo auto: Chi rottama una vecchia auto euro 0 o euro 1 e si compra una nuova auto euro 4 o euro 5, non pagherà il bollo per 2 o 3 anni. Chi ha già un’auto euro 4 o euro 5 non viene particolarmente premiato, ma almeno pagherà il prossimo anno lo stesso bollo che ha pagato quest’anno. Ma attenziùn! Tutti gli altri bolli aumenteranno, quindi se avete un’euro 3, un’euro 2, un’euro 1 o un’euro 0 preparatevi a pagare di più. (Siete preparati? Bene. Io mica tanto.)
Ve lo rispiego: più la vostra auto inquina, più pagherete di bollo. Inoltre, se per disgrazia vostra e di tutta l’umanità dotata di buon gusto siete possessori di un SUV, preparatevi a pagare un superbollo addizionale. Direte: ma chi ha i soldi per comprarsi il SUV ha i soldi anche per pagare il bollo. Infatti io proporrei per i possessori di SUV il taglio del naso, ma questa è una finanziaria, mica un corso di rieducazione vietcong. Accontentiamoci.
E se sia voi che la vostra auto siete ad euro 0? Niente da fare, inquinare diventa un lusso riservato a chi se lo può permettere: andate a lavorare. A piedi.

11) Finanziamento alla ricerca: pochino, quasi niente. Anche stavolta.

12) Imposte locali: vengono tagliati i finanziamenti agli enti locali, quindi gli enti locali potranno aumentare le addizionali Irpef, introdurre tasse di scopo, aumentare le spese catastali eccetera eccetera. Cioé, si taglia al centro per aumentare in periferia, ci giravano le palle quando lo faceva il Lestofante Capo e non possiamo esserne contenti ora. Si parla molto anche di quella famigerata "tassa di soggiorno" che i comuni potranno imporre ai turisti, fino ad un massimo di 5 euro a notte. Vedremo se qualche comune sarà così masochista da provarci, comunque ad occhio e croce mi sembra un gran bel furto.

13) Aiutini alla FIAT: vengono stanziati fondi per favorire la mobilità lunga verso la pensione, che tradotto in italiano significa, più o meno, pensione anticipata. Per chi? Per i lavoratori delle grandi imprese. 6.000 lavoratori in tutta Italia. E vabbé, ma tutti gli altri? E soprattutto, quando esce la nuova cinquecento?

14) Aumenti di stipendio ai dipendenti pubblici: lo sapete cosa si dice in giro dei dipendenti pubblici, vero?
Beh, me ne fotto. Sono lavoratori ed hanno diritto di essere pagati il giusto. Il miglioramento della burocrazia, la riduzione degli sprechi e dell’inefficienza degli enti pubblici sono senz’altro obbiettivi sani e santi, ma non li si raggiunge negando gli aumenti ed i rinnovi contrattuali. Si tratta di cose distinte e credetemi: nessuno lavora meglio prendendo meno soldi.

15) Polizza anti-calamità: i possessori di case dovranno obbligatoriamente fare un’assicurazione contro le calamità. Mi sembra un buon sistema per trasferire i soldi dai possessori di case ai possessori di agenzie assicurative.

16) Sarà vietata la vendita di alcolici ai minorenni: ottima iniziativa. Potrò rifarmi dei mancati guadagni dovuti all’aumento dell’aliquota Irpef rivendendo alcolici a prezzo maggiorato davanti al liceo. Finalmente essermi guardato cinque volte "C’era una volta in America" darà i suoi frutti.

17) Taglio del 30% degli stipendi del governo: una misura demagogica e populistica, che però non fa per niente schifo.


Conclusioni: tanto per cominciare, questa finanziaria deve ancora essere approvata dal parlamento, perciò cambieranno sicuramente mille cose e tutte in peggio (oggi sono ottimista, sì) e forse persino cadrà il governo e tornerà al potere il Lestofante il quale sicuramente farà una finanziaria millemila volte peggiore di questa. Perché, diciamoci la verità, per quanto schifo possa farci questa finanziaria sicuramente il centrodestra avrebbe fatto di peggio. Da dove attingo tanta sicurezza?
E’ semplice.
Talmente semplice che non ve lo spiego neanche.

Ad ogni modo, per tornare al quesito iniziale, questa finanziaria ruba ai ricchi per dare ai poveri?
No. Ruba ai ricchi ed ai poveri per dare al lavoratore dipendente con uno stipendio medio-basso, una moglie e due figli a carico, che ha intenzione di cambiare la vecchia alfetta con un’auto euro 5 (non SUV) per accompagnare il figlio in palestra mentre porta a rottamare il frigorifero e la caldaia.
Questo signore si chiama Antonio Ghinetti, ha 43 anni ed abita a Bardolino, in provincia di Verona. Il figlio che va in palestra è Paolo, quello più piccolino invece è Francesco, mentre la moglie a carico si chiama Antonia Lovizzo ed è un’immigrata calabrese di seconda generazione. L’alfetta, a cui peraltro Antonio è piuttosto affezionato, si chiama "Luisetta" ed ha la testa del carburatore bruciata, butta fuori un gran fumo nero e si può escludere che passi la revisione. Hanno anche un cane chiamato Grisù, ma non è detraibile. Francesco vorrebbe un gatto.

Tutti gli altri italiani, chi più chi meno, si vedranno aumentare le tasse. I ricchi se le vedranno aumentare di più, i poveri di meno, il ceto medio di così e così. Si dice, "ma allora uno è incentivato ad evadere". Già, peccato che a potersi permettere un ragionamento del genere sia soltanto chi ha sempre evaso e non ha mai preso in considerazione l’idea di pagare tutte le sue fottute tasse. Vi confiderò un segreto: anche i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, se potessero evaderebbero un pochettino. Ma siccome non possono ed anzi devono pagare di più proprio per sopperire all’evasione fiscale, potete stare sicuri che non provano un minimo di solidarietà per quei parassiti che invece lo fanno regolarmente, e se potessero vederli tutti spennati farebbero i salti di gioia alti così.
Non è che io pagherò le tasse con un sorriso, ma insomma, quando mai? E poi mica ho scelta. Questo è il premio per aver avuto per cinque anni al governo una manica di incapaci e farabutti o, in alcuni casi, di farabutti incapaci. Si poteva fare di meglio? Sì, certo. E peggio? Pure.

E quindi?

Quindi, nel dubbio, continuiamo ad insultare il governo, che non ci siamo mai trovati male e non vedo perché dovremmo smettere ora.




4/10
2006

Finanziaria for dummies/1

Sono tre giorni che cerco di capire questa nuova finanziaria.
Non so perché, ogni anno ci provo ed ogni anno non ci capisco niente, però mi sono detto
"Questi sono i buoni, chissà che non abbiano fatto una finanziaria che capisco anch’io."
ed ero anche fortemente influenzato da tutte quelle dichiarazioni iniziali del governo secondo cui questa finanziaria "colpiva i ricchi per dare ai poveri" e le dichiarazioni dell’opposizione che confermavano indignate che sì, questa manovra finanziaria avrebbe colpito i ricchi per dare ai poveri.
Cioé, sticazzi. Colpire i ricchi per dare ai poveri. Anche se una vocina piccina picciò mi sussurrava nell’orecchio
("A’ Robin Hood... ma vaffanculo!")
l’idea mi sembrava a dir poco entusiasmante.

E non capivo perché tutti sentissero puzza di bruciato, ma del resto non capisco neanche perché io sia l’unico della mia età a scrivere ancora la letterina a Babbo Natale tutti gli anni.
E ad imbucarla, con indirizzo "Babbo Natale, Polo Nord".
E a metterci il francobollo.

E sempre più gente incazzata, in giro. Che fin che si tratta di Berlusbellolì o Fini è un buon segno, se si tratta di luca corbezzoli di montezuma è abbastanza un buon segno, ma se comincia a trattarsi anche di qualche testa fina, perlomeno il dubbio mi viene. Quindi, ho investigato. Sto tuttora investigando, a dire il vero, ma siccome sembra che la faccenda andrà per le lunghe vi anticipo alcune delle mie conclusioni, giusto per non farvi morire di vecchiaia con ancora quel senso di aspettativa in bocca.

[Disclaimer 1: io di fisco non ne capisco nulla. Il fisco per me è quel tipo in frac con i denti a punta che requisisce una parte del mio stipendio prima ancora che io ci metta le mani sopra. Se governa la sinistra lo fa per fini nobili, altrimenti è per finanziare la guerra ed il lifting di berlusconi. Credo.]

1) Aliquote Irpef: diventano cinque, prima erano quattro. Questa è l’unica cosa sicura. Facendo un po’ di conti, mi pare che molti paghino di più e pochi paghino di meno, anche se il governo dice il contrario. In particolare, chi ha un reddito lordo annuo tra i 15.000 ed i 26.000 euro all’anno pare passi dal 23% al 27% di Irpef. Questo non è mica gentile: si parla, tredicesima compresa, di 1.100/2.100 euro al mese lordi, mica di capitani d’impresa, infatti sono grosso modo un contribuente su quattro. Se ho capito male qualcosa, aiutatemi: a me questa faccenda delle aliquote sembra una fregatura.

2) Sospiro: Se siete arrivati al punto 2, complimenti. Adesso andiamo avanti.

3) Detrazioni per coniugi e figli a carico: In tutti gli esempi fatti dai giornali, pare che i lavoratori con redditi bassi ci guadagnino, purché abbiano moglie e figli a carico. In effetti, aumentano le detrazioni e gli assegni familiari, specialmente per chi ha due figli o più, e questi contributi compensano gli aumenti di aliquota. Bene!
Pare quindi confermato che in Italia l’unità di misura sociale minima è la famiglia (purché regolarmente denunciata). E chi non ha figli? E le coppie di fatto? Fregati anche stavolta.

4) Detrazioni per i ggiovani: Pare che si potranno detrarre le spese di iscrizione dei figli alla palestra. Mandateli tutti a fare tai chi!
Comunque è buono (sempre per chi ha figli, però! Eccheccazzo.)

5) Sanità: Vengono tagliati i fondi, per cui ci sarà da pagare nel caso si vada al pronto soccorso senza reale urgenza. Già mi immagino le vecchie a litigare con l’infermiera dell’accettazione per stabilire se si tratti o meno di reale urgenza. E poi ci sono 10 euro di ticket a ricetta, ma cosa si intende? Solo le ricette per le visite o anche per i medicinali? Spiegatemi.

6) Affitti: Ai proprietari verrà fatta pagare un’imposta del 20% su quanto guadagnato dalle locazioni (è un aumento o una diminuzione? Adesso quanto pagano? Pagano? Pagheranno mai? E se invece facessimo un bell’esproprio proletario?)
Agli universitari fuori sede viene offerta la possibilità di detrarre fino al 19% dell’affitto, sperando che allettati da questo risparmio cerchino un appartamento in regola invece che andare in nero come tutti. Quindi, per essere vantaggioso un appartamento in nero dovrà costare di affitto il 19% in meno di uno in regola. Se ne deduce che gli studenti di economia avranno affitti regolari, gli altri continueranno come al solito perché stare lì a calcolare la percentuale è troppo uno sbattimento.
(Comunque, l’idea è buona, a parte il fatto che gli studenti universitari lavorano in nero, quindi non possono comunque detrarre l’affitto.)

7) Energia e inquinamento: Sconti e sgravi fiscali per chi sostituisce il vecchio frigo o la vecchia caldaia con uno/a meno inquinante, per chi installa pannelli ad energia solare o fa altre opere di riqualificazione edilizia finalizzata al risparmio energetico. Questa l’ho messa per concludere con una nota positiva, perché mi pare una buona cosa.

[Continua...]

(Nella prossima puntata: riuscirà la gioia per il superbollo sui SUV a compensare l’amarezza per l’aumento del bollo su tutte le altre auto?)




30/9
2006

Ventinove anni. Sempre meglio che trenta.

Sono cresciuto ai tempi del grunge, dell’aids e dell’ecstasy. Quindi, non sono un ragazzino.
Tuttavia.

Non ho mai fatto il bungee jumping.
Non ho mai fabbricato una bomba con le istruzioni trovate su internet.
Non ho mai provato l’eroina.
Non ho mai cambiato il pannolino ad un bambino.
Non sono mai stato in un altro continente.
Non mi sono mai fatto un tatuaggio.
Non sono mai riuscito a vedere dall’inizio alla fine Underground.
O Pulp Fiction.
O I cento passi.
Non ho mai letto niente di Dostoevskij.
Non ho mai guidato un bulldozer.
Non ho mai fumato una Silk Cut.
Non sono mai stato a Londra.
Non sono mai stato ad un concerto di David Bowie.
Non sono mai passato al GPL.
Non ho mai usato il bluetooth.
Non sono mai stato sposato.
Non sono mai stato in prigione.
Non ho mai capito la differenza.
Non ho mai mangiato il sushi.
Non ho mai imparato il serbocroato.
Non ho mai appiccicato un ciuingam al ponte di Brooklyn.
Non ho mai costruito una casa.

Quindi, sono ancora molto, molto giovane.




27/9
2006

Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente

Magari, da un punto di vista giurisprudenziale, può anche essere vero con l’indulto non si può scarcercare qualcuno condannato da un altro stato. Magari, a guardare il capello, può anche essere vero che l’estradizione era stata concessa a patto che venisse esclusa da sconti di pena di qualsiasi tipo. Magari, forse. Ammettiamolo. Ma chi se ne frega?
Dico, a parte lo stupido governo americano e i cidiellini di casa nostra, che comunque prima di parlare di legalità dovrebbero almeno cercare nel dizionario cosa significhi, chi se ne frega se hanno finalmente trovato un escamotage?

Dopo diciotto anni di carcere e cinque anni di arresti domiciliari, Silvia Baraldini è tornata una donna libera. Era ben ora.




22/9
2006

Parlato veloce veloce con voce stridula

Solo due parole per dirvi che sto lavorando troppissimo e non ho mai tempo di aggiornare il bloggo, avessi più tempo vi racconterei di come sabato scorso sia andato a trovare la mia nipotinzia a casa di mi’ frate e vedendo quant’è ordinata mammamia la casa di mi’ frate a me e ad Amormio sia venuto il magone pensando allo sfracello del nostro nidodamor dove viviamo assiepati nel caos prebigbangico ed ormai il problema delle epidemie si è risolto da solo grazie al virus della peste che ha dichiarato guerra al virus del colera e si combattono tutto il giorno senza più mettere a repentaglio la nostra esistenza e di conseguenza domenica, giornata piovosa assai, siamo andati all’ikea di padua ad incontrarci con migliaia e migliaia di nostri amici sconosciuti ed a pigliare un paio di mobili dove riporre più ordinatamente i cadaveri delle nostre battaglie quotidiane, e vi racconterei pure del mio arrancare smadonnando per l’ikea come un carrettiere ottomano che pretende le scuse dal papa alla ricerca di un mobile sottolavabo e di tutte le mie divertenti disavventure lì dentro e di come abbia passato il resto della settimana a montare questi mobili con perizia d’altri tempi ma soprattutto vi narrerei di come mercoledì abbia accompagnato Amormio alla Città Irredenta per fare un esame e qui mi dilungherei un bel po’ sull’interessante storia di Kurt Tucholsky e la repubblica di Weimar per poi magari buttare lì una battuta sul fatto che in quella città continuano a non trovarsi parcheggi e un’altra battuta sul fatto che Amormiosi sia pigliata trenta mentre PornoRimba si ostina a radersi il giorno dell’esame venendo inevitabilmente segato e per cosa crede che Nello abbia la barba così lunga e avesse voti così buoni eddai sarai capaci di fare due conti, no*? e infine descriverei il pretaccio a cui ho dato un passaggio fino all’ospedale perché aveva mille anni per gamba e l’artrosi ed ha cominciato a recitare avemmarie e salvereggine a tradimento con voce radiofonica e l’occhio pazzo ed al termine della corsa ci ha lasciato come gentile omaggio non richiesto

ebbene sì

un santino di PapaRazzo!!!
E a questo punto mentre voi stareste pensando ahahah, io mai e poi mai avrei dato un passaggio ad un pretaccio seppure ottantenne e claudicante, vi farei cortesemente notare quanto siate cialtroni e che comunque io i passaggi non riesco a negarli a nessuno, vi ricorderei di quella volta che ho dato un passaggio ad un ubriaco che ha tentato di farmisi e voleva che lo accompagnassi a casa, sì, ma casa mia per darmi un colpo, e che insomma io i passaggi lì do a tutti perché come dico sempre, uno sconosciuto non è altro che un serial killer che aspetta di essere conosciuto.




* lunghezza:barba=altezza:voto dell’esame. Eccheccazzo.


P.S.: Se avete letto tutto d’un fiato, ora potete respirare.
Oggi non avevo voglia di usare tante virgole, che poi dicono che le sfrutto.




15/9
2006

Morta la Fallaci. I musulmani pretendono scuse dal papa.

Curioso come ormai, apparentemente, gli unici a seguire gli sproloqui del papa fingendo di capirne qualcosa siano giuliano ferrara ed i musulmani. Il primo, paladone della cultura cristiana nel mondo, è strenuo difensore ed interprete del verbo papale; un bello sforzo, perché il pastore tedesco mica parla in maniera comprensibile come il suo predecessore. Mica è un consumato showman come il polacco, questo, ma un intellettuale di vecchia scuola: una via di mezzo tra Agostino e von Frankenstein. Aveva visto giusto chi, alla sua elezione, temeva che le masse cattoliche si sarebbero sentite distaccate dal teologo tedesco; lui cerca di rimediare facendo il simpatico, accarezzando i bambini, sforzando qualche sorrisino, ma non fa che peggiorare le cose. Quand’è serio, sembra sempre un rottweiler. Quando sorride, sembra un rottweiler con un wurstel nel culo. Freddino. Astruso. Concettuale. Non è facile spiegarlo alle masse cattoliche, le quali come sempre se ne sbattono bellamente di filosofia e ragione e non si interessano affatto ai suoi contorsionismi teologici, accontendandosi volentieri di uno schietto Dagli all’arabo! I cattolici non li ascoltano e non li capiscono, i discorsi del papa, e dubito che si mettano a leggerne le interpretazioni paracule pubblicate dai giornali; quando il pastore tedesco parla, i cattolici aspettano di sentire le reazioni del mondo arabo e se queste risultano abbastanza indignate, allora il discorso gli è piaciuto.
I musulmani, al contrario, non ne possono più fare a meno: spulciano le minute di Ratzinga più puntigliosamente del corano, si consultano tra loro, interpretano, pretendono scuse. Questo secondo i nostri tg, sia chiaro. Alla fine, comunque, sono sempre incazzati, ed in questi giorni più incazzati che mai. Si spera che la tensione si allenti, ora che almeno è morta Oriana Fallaci, stroncata da un kebab avvelenato.




14/9
2006

10 buoni motivi per smettere di fumare

Nel caso vi fosse passato inosservato o viveste troppo lontani dal Triste Borgo Natio per subirne le bizzarrie meteorologiche, le ultime settimane ci hanno regalato ancora qualche scampolo d’estate: sole puzzolente, caldo al lago ed io intenso. O meglio: sole e caldo intensi, io puzzolente. E poi, io al lago.

Motivo nr. 10: Miglioramento dell’aspetto personale: denti più bianchi, pelle più fresca ed alito più gradevole.
Sè. E poi? Cresco di dieci centimetri? Mi viene l’occhio azzurro? Il bicipite mi si scolpisce? Mr. Pippero aumenta di statura e spessore? Stendo schiere di fotomodelle con lo sguardo? Maddai. Che poi con la pelle fresca mi becco il raffreddore.


L’idea di andare al lago è venuta a me ed Amoremio sabato mattina, dopo aver constatato che non c’era nessun motivo valido per trascorrere il fine settimana a casa. Armi, bagagli e via. Ci siamo sistemati su un piccolo campeggio, in piazzola panoramica così che da dentro la tenda ci si potesse gustare un buono scorcio del lago di Gardaland. Abbiamo fatto il bagno e preso il sole e mangiato l’insalata di pasta e quel genere di cose che si fanno in vacanza, ma soprattutto abbiamo scoperto che il muesli con le nocciole della coop é la sostanza più vicina all’eroina che si trovi legalmente in commercio. Provatelo. La coop mi passa una percentuale.

Motivo nr. 9: Miglioramento della respirazione e riscoperta di sapori e profumi.
Infatti. Ora ho riscoperto odori e sapori che prima ignoravo. L’inceneritore vicino al bunker. I miei colleghi. Il mio dentifricio. Il cibo della mensa. Fanno tutti schifo.


L’unico motivo di disappunto di questo uikend al lago è stato rappresentato dalla tipica compagnia di butei in vacanza. Per butei, si intende naturalmente ragazzotti veronesi giovani, ubriachi e rumorosi. Ed idioti, nel caso l’espressione "veronesi" vi fosse nuova. I veronesi sono stati inventati in un laboratorio scientifico del Nebraska, incrociando i veneti con i lombardi; come si può immaginare, non è che il risultato sia stato eclatante. Sono portato inoltre a credere che ad un certo punto qualcuno debba avere rovesciato una fialetta di sperma di scimmia sull’esperimento, ma le scimmie negano con vigore che questo sia mai avvenuto. Alla fine hanno mollato il risultato su Verona ed hanno ottenuto i veronesi. Comunque, mi spiace se qualche scimmia si sente offesa. O qualche veronese. Naturalmente se sei veronese e leggi questo post, puoi considerarti automaticamente promosso a... uhm... "non veronese". O credere che io stia scherzando, se ti fa sentire meglio.

Motivo nr. 8: Minore rischio di tumori, di infarto, di malattie respiratorie; meno tosse, meno influenze e raffreddori.
Parliamoci chiaro: Marlon Brando fumava e si è beccato un cancro. Woityla non fumava e si è beccato un cancro. A parità di risultato, da che parte dovrei preferire stare?


Questo manipolo di veronesi, per l’appunto, erano appostati su una piazzola sotto la nostra. All’inizio, se ne stavano lì tranquilli a scaccolarsi i pidocchi tra loro come fanno tutti i veronesi in vacanza, disturbandomi solo con il loro sgradevole accento veronese. Dopo si sono messi a cucinare sul barbecue, e andava ancora tutto bene anche se non ho capito come mai siano stati intenti a cucinare per quattro ore e ne abbiano ricavato solo quattro zucchine e due wurstel, ma sono veronesi e non bisogna porsi domande. Il problema è sorto quando, dopo cena, hanno assecondato la loro veronesità ubriacandosi, ascoltando musica a volume piuttosto alto e facendo chiasso fino alle tre del mattino.

Motivo nr. 7: Miglioramento delle prestazioni e resistenza nelle attività fisiche e sportive.
Embé? Non mi passa neanche per la testa, di fare attività fisiche o sportive. Io sto messo come Danny Zucko all’inizio di Grease, quando è ancora un figo.


Questo, nonostante io sia andato con cortese fermezza a porgere le mie rimostranze. Probabilmente il fatto che loro fossero in quattro e di corporatura medio-tosta mentre io ero solo e di corporatura esile ha influito sulla loro decisione di non sospendere immediatamente la confusione in atto.
Allora io ho fatto a tutti e quattro la mossa del cuore che esplode dopo 5 passi, che ho imparato guardando Kill Bill con il fermo immagine.

Motivo nr. 6: Aumento dell’autostima e dell’altrui considerazione.
Cazzate. La gente mi stima perché fumo Barclay. E anch’io.


Loro mi hanno massacrato di botte spostandosi di soli tre passi nella mia direzione.
Questo conferma che Quentin Tarantino è un ciarlatano, come sostengo da anni.

Motivo nr. 5: Considerevole risparmio economico.
Sì, ma saranno un po’ cazzi miei come spendo i soldi che rubo in chiesa.


Comunque, a parte questo unico motivo di disappunto, è stato un bel fine settimana e sono tornato abbronzato come un’aragosta. Ovviamente il fatto di fare così tante vacanze in giro mi fa sembrare ancora più squallido il Triste Borgo Natio, per cui procedono i piani per l’evasione; sto iniziando a scavare un tunnel tra la tajara e...
Beh, intanto io scavo, da qualche parte sbucherò fuori.
Poi mi metto la terra in tasca e la spargo in cortile durante l’ora d’aria.

Motivo nr. 4: Scomparsa di sintomatologie varie (tosse, mal di testa, nervosismo, ...)
A me il nervosismo ed il mal di testa vengono quando provo a smettere, e magicamente spariscono quando ricomincio. Come la mettiamo, ora, cervellone?


Non che il lago di Gardaland sia il posto in cui ambirei più di tutti vivere, sia chiaro. Troppo pieno di fighetti con il macchinone, troppe villettine tutte uguali, troppi cafoni. Troppo veneto, insomma. E troppo vicino a Verona, se è per quello. Per quanto il panorama sia nettamente migliore di quello del Borgo, si capisce.

Motivo nr. 3: La pelle non si imbruttisce, non perde di lucentezza e non aumentano le rughe.
Un capolavoro di retorica. Se smettessi di fumare, non aumenterebbero le rughe. Logico. Se smettessi di andare in auto, non mi crescerebbero le branchie.


Nel frattempo, il prode Nello è ripartito per la Bosgnolandia. Si è scoperto che tra le varie cose importanti che sicuramente fa da quelle parti, sta insegnando l’italiano ai serbo-bosniaci, o bosnio-serbi, o insomma ai tizi che abitano da quelle parti. Riconosceremo un suo studente la prima volta che un bosniaco ci guarderà con aria seria, aggrotterà il sopracciglio e ci farà notare che abbiamo sbagliato il trapassato remoto del verbo cuocere.
Per festeggiare la propria partenza Nello ha bevuto due té freddi, quindi posso dare ufficialmente una buona notizia: pare che Nello non sia più l’ubriacone che tutti evitavano.
Si può tornare ad evitarlo per gli altri motivi che ben sappiamo.

Motivo nr. 2: Evitare di morire dopo lunga e dolorosa malattia.
Questo mi inquieta, perché l’unica spiegazione è che se un ex fumatore si ammala di una qualche malattia mortale dal decorso lungo e doloroso, arriva qualcuno del ministero della salute a tirargli un colpo in testa.


Oggi, terminato il sole, è la tipica giornata autunnale freddina che trascorrerei volentieri seduto accanto al caminetto, a bere un té caldo accarezzando i miei setter e rileggendo il Signore degli Anelli. O per essere più cheap, seduto accanto al termosifone a bere cocacola calda accarezzando il gatto e rileggendo Harry Potter. Tanto non c’ho i setter, e stare seduto accanto al caminetto senza un buon setter da accarezzare è un’esperienza deludente. E poi non ho neanche il caminetto.

Motivo nr. 1: Spariscono i cattivi odori (dall’alito, dai vestiti, dagli ambienti).
Fumo da quando avevo otto anni. In quasi tutti i miei ricordi, belli o brutti, c’è una sigaretta accesa da qualche parte. Quelli che tu chiami cattivi odori, sono i miei ricordi.


Venendo al bunker, stamattina, ho ascoltato come al solito la mia maestra di vita: la Signora che Legge l’Oroscopo di Radio2. Come riesca a ridurre gli insondabili misteri della vita e della morte in brevi sentenze zen di sei parole, è per me fonte di quotidiano stupore e rinnovata ammirazione. Oggi, per esempio, mi consigliava: Non agire d’impulso ma rifletti sulle tue scelte. Ieri: Non discutere inutilmente, ma pazienta. Il giorno prima: Cerca di stare vicino a chi ti vuole bene. Il giorno prima ancora: Non perdere di vista i tuoi obbiettivi. Il giorno prima ancora: Un sorriso è l’arma migliore.
Sto aspettando da mesi che mi dica: OK, hai portato abbastanza pazienza. Falli fuori tutti, Forrest Gump.




7/9
2006

A parte qualche trascurabile black-out

Era Sabato sera, Nello mi aveva invitato ad una festa nel suo covo segreto ed io lo raggiunsi con un’ora di ritardo. Fino a qui, ricordo tutto bene. Ricordo che Nello sedeva da solo nel suo covo segreto ascoltando i gemelli bosniaci di Mondomarcio, senza neanche un apribottiglie per stapparsi una birra. Ricordo di essere entrato e di essermi versato un bicchierino di grappa bosgnaccara, in sua compagnia. Ricordo che subito dopo arrivò PierBulus ancora in pigiama dalla pennichella pomeridiana, Walter "Jeppett" ed un paio di amiche di Nello. Fino a qui, ricordo tutto bene.
Bulus mi propose di andare a bere un caffé al bar di fronte, terminai il secondo bicchierino di grappa bosgnaccara e lo accompagnai, chiacchierammo brevemente di talune cose senza importanza, tornammo nel covo segreto di Nello. Degli altri che sarebbero dovuti arrivare, ancora nessuna traccia. I PornoRambi al mar. Quell’altra che eh ma a lei il sabato sera viene sempre la depressione (scusa? Come dici?) Gli altri, per l’appunto, dispersi. Fino a qui, ricordo tutto bene, e mi viene quasi da pensare che forse mi ricordo tutto.
Bulus si versò un bicchierino di grappa bosgnaccara ed altrettanto fecero Jeppet e le tipe e forse pure Nello, ma non ne sono sicuro perché quella sera fu particolarmente morigerato, quasi un tributo al Nello che era stato. Io feci loro compagnia. Una o due volte. Poi loro non ne vollero più sapere e quel che restava della bottiglia venne affidato direttamente alla responsabilità mia e di PierBulus. E’ anche possibile che Nello avesse altri progetti per quella bottiglia, ora che mi sovviene, ma è brutto dire che ormai quei progetti sono volati su nel vasto paradiso dei Progetti Non Realizzati a giocare con il Ponte sullo Stretto, la Pace nel Mondo ed il mio Tatuaggio sulla Chiappa. Ad un certo punto, fecero capolino nel covo segreto di Nello una compagnia di baldi giovani tra i quali Mirta e quell’altra sua amica dicui PierBulus non ricordava il nome, e fecero cose tipo parlare, salutare, sulle quali la mia memoria si fa un po’ annebbiata. Bulus mi sfidò a bere un bicchierino di grappa bosgnaccara in un solo sorso. Dopodiché

[PierBulus, sembrava che tu stessi salutando le mie tette, più che me!
E’ perché sono arrivate dieci minuti prima.]

sparito e allora decidemmo di andare allo Schiosco. Appena usciti, o ancora sulla soglia, incontrammo questa ragazza con gli occhi assolutamente più rossi che si siano mai visti fuori da Buffy la quale decise per motivi poco chiari di unirsi a noi. Ma bisogna dire, che per qualsiasi cosa fatta quella sera i motivi cominciano ad apparirmi poco chiari. Ricordo di aver tirato più di un sorso di grappa bosgnaccara direttamente dalla bottiglia, sulla strada tra il covo

[E insomma, Lusky, quanto tempo! Cosa fai nella vita?
Più o meno il solito.
Ma come il solito! Non ci vediamo da dieci anni! Non hai nulla da raccontarmi?
Casa, auto, lavoro, tasse e disgrazie. A parte questo, tutto bene.
Ah. Bene.]

appoggiato al bancone, che io neanche mi ero accorto che si fosse allontanato. Il Conte, in compenso non c’era. Mi vedevo sbucare attorno un sacco di gente, ci scambiavo una parola, sbattevo le ciglia un attimo e puf!, erano andati. Spuntarono dalla folla Betty J e l’Allegra Arianna, cercai di spiegare alla prima la mia teoria sullo sdoppiamento dimensionale, riconobbi tra i tanti il volto del mio vecchio amico Kimo

[E insomma, Kimo, quanto tempo! Cosa fai nella vita?
Più o meno il solito.
Ma come il solito! Non ci vediamo da dieci anni! Non hai nulla da raccontarmi?
Tutto bene. A parte casa, auto, lavoro, tasse e disgrazie.
Chi la fa l’aspetti.
Eh?]

poi so di aver parlato forse con
l’Allegra Arianna
e poi
uhm
Ughetto, varie persone
ancora con Betty J
e andai con PierBulus a pisciare da qualche parte, e dev’essere stato più o meno quello il momento in cui la bottiglia finì
e poi
Nello che ogni tanto passava a vedere se eravamo ancora in piedi, e stranamente sì
e

[Cioé renditi conto che per quanto per te sia importante, e per lui possa essere importante, nell’economia generale dell’universo un bacio non conta davvero un cazzo.]

ancora con quegli occhi insanamente rossi. Verso le due, come da copione, lo schiosco chiuse i battenti e noi restammo lì a chiacchierare nella piacevole notte estiva, per quanto non sono affatto sicuro che i miei discorsi fossero completamente intelliggibili. Qualcuno suonava alla chitarra Messico e Nuvole, questo lo ricordo bene, perché mi vergognai per

[Magna! Magna! Bevi aqua! Magna! Varda che quea roba lì la te brusa el servelo! Bevi aqua! Magna qualcosa! Magna!]

infine ci salutammo, PierBulus traballante per la sua strada, io traballante per la mia.
E tutti vissero felici e contenti, nessuno (che io sappia) si sentì male e insomma fu un sabato sera tranquillo come tanti, almeno per la parte che riesco a ricordare.

Solo non capisco perché questo tipo di Marano continui a chiamarmi, chiedendomi di vendergli l’Allegra Arianna per cinque euro "come da accordi presi". Ce n’è di pazzi in circolazione.