27/9
2006

Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente

Magari, da un punto di vista giurisprudenziale, può anche essere vero con l’indulto non si può scarcercare qualcuno condannato da un altro stato. Magari, a guardare il capello, può anche essere vero che l’estradizione era stata concessa a patto che venisse esclusa da sconti di pena di qualsiasi tipo. Magari, forse. Ammettiamolo. Ma chi se ne frega?
Dico, a parte lo stupido governo americano e i cidiellini di casa nostra, che comunque prima di parlare di legalità dovrebbero almeno cercare nel dizionario cosa significhi, chi se ne frega se hanno finalmente trovato un escamotage?

Dopo diciotto anni di carcere e cinque anni di arresti domiciliari, Silvia Baraldini è tornata una donna libera. Era ben ora.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




22/9
2006

Parlato veloce veloce con voce stridula

Solo due parole per dirvi che sto lavorando troppissimo e non ho mai tempo di aggiornare il bloggo, avessi più tempo vi racconterei di come sabato scorso sia andato a trovare la mia nipotinzia a casa di mi’ frate e vedendo quant’è ordinata mammamia la casa di mi’ frate a me e ad Amormio sia venuto il magone pensando allo sfracello del nostro nidodamor dove viviamo assiepati nel caos prebigbangico ed ormai il problema delle epidemie si è risolto da solo grazie al virus della peste che ha dichiarato guerra al virus del colera e si combattono tutto il giorno senza più mettere a repentaglio la nostra esistenza e di conseguenza domenica, giornata piovosa assai, siamo andati all’ikea di padua ad incontrarci con migliaia e migliaia di nostri amici sconosciuti ed a pigliare un paio di mobili dove riporre più ordinatamente i cadaveri delle nostre battaglie quotidiane, e vi racconterei pure del mio arrancare smadonnando per l’ikea come un carrettiere ottomano che pretende le scuse dal papa alla ricerca di un mobile sottolavabo e di tutte le mie divertenti disavventure lì dentro e di come abbia passato il resto della settimana a montare questi mobili con perizia d’altri tempi ma soprattutto vi narrerei di come mercoledì abbia accompagnato Amormio alla Città Irredenta per fare un esame e qui mi dilungherei un bel po’ sull’interessante storia di Kurt Tucholsky e la repubblica di Weimar per poi magari buttare lì una battuta sul fatto che in quella città continuano a non trovarsi parcheggi e un’altra battuta sul fatto che Amormiosi sia pigliata trenta mentre PornoRimba si ostina a radersi il giorno dell’esame venendo inevitabilmente segato e per cosa crede che Nello abbia la barba così lunga e avesse voti così buoni eddai sarai capaci di fare due conti, no*? e infine descriverei il pretaccio a cui ho dato un passaggio fino all’ospedale perché aveva mille anni per gamba e l’artrosi ed ha cominciato a recitare avemmarie e salvereggine a tradimento con voce radiofonica e l’occhio pazzo ed al termine della corsa ci ha lasciato come gentile omaggio non richiesto

ebbene sì

un santino di PapaRazzo!!!
E a questo punto mentre voi stareste pensando ahahah, io mai e poi mai avrei dato un passaggio ad un pretaccio seppure ottantenne e claudicante, vi farei cortesemente notare quanto siate cialtroni e che comunque io i passaggi non riesco a negarli a nessuno, vi ricorderei di quella volta che ho dato un passaggio ad un ubriaco che ha tentato di farmisi e voleva che lo accompagnassi a casa, sì, ma casa mia per darmi un colpo, e che insomma io i passaggi lì do a tutti perché come dico sempre, uno sconosciuto non è altro che un serial killer che aspetta di essere conosciuto.




* lunghezza:barba=altezza:voto dell’esame. Eccheccazzo.


P.S.: Se avete letto tutto d’un fiato, ora potete respirare.
Oggi non avevo voglia di usare tante virgole, che poi dicono che le sfrutto.




15/9
2006

Morta la Fallaci. I musulmani pretendono scuse dal papa.

Curioso come ormai, apparentemente, gli unici a seguire gli sproloqui del papa fingendo di capirne qualcosa siano giuliano ferrara ed i musulmani. Il primo, paladone della cultura cristiana nel mondo, è strenuo difensore ed interprete del verbo papale; un bello sforzo, perché il pastore tedesco mica parla in maniera comprensibile come il suo predecessore. Mica è un consumato showman come il polacco, questo, ma un intellettuale di vecchia scuola: una via di mezzo tra Agostino e von Frankenstein. Aveva visto giusto chi, alla sua elezione, temeva che le masse cattoliche si sarebbero sentite distaccate dal teologo tedesco; lui cerca di rimediare facendo il simpatico, accarezzando i bambini, sforzando qualche sorrisino, ma non fa che peggiorare le cose. Quand’è serio, sembra sempre un rottweiler. Quando sorride, sembra un rottweiler con un wurstel nel culo. Freddino. Astruso. Concettuale. Non è facile spiegarlo alle masse cattoliche, le quali come sempre se ne sbattono bellamente di filosofia e ragione e non si interessano affatto ai suoi contorsionismi teologici, accontendandosi volentieri di uno schietto Dagli all’arabo! I cattolici non li ascoltano e non li capiscono, i discorsi del papa, e dubito che si mettano a leggerne le interpretazioni paracule pubblicate dai giornali; quando il pastore tedesco parla, i cattolici aspettano di sentire le reazioni del mondo arabo e se queste risultano abbastanza indignate, allora il discorso gli è piaciuto.
I musulmani, al contrario, non ne possono più fare a meno: spulciano le minute di Ratzinga più puntigliosamente del corano, si consultano tra loro, interpretano, pretendono scuse. Questo secondo i nostri tg, sia chiaro. Alla fine, comunque, sono sempre incazzati, ed in questi giorni più incazzati che mai. Si spera che la tensione si allenti, ora che almeno è morta Oriana Fallaci, stroncata da un kebab avvelenato.




14/9
2006

10 buoni motivi per smettere di fumare

Nel caso vi fosse passato inosservato o viveste troppo lontani dal Triste Borgo Natio per subirne le bizzarrie meteorologiche, le ultime settimane ci hanno regalato ancora qualche scampolo d’estate: sole puzzolente, caldo al lago ed io intenso. O meglio: sole e caldo intensi, io puzzolente. E poi, io al lago.

Motivo nr. 10: Miglioramento dell’aspetto personale: denti più bianchi, pelle più fresca ed alito più gradevole.
Sè. E poi? Cresco di dieci centimetri? Mi viene l’occhio azzurro? Il bicipite mi si scolpisce? Mr. Pippero aumenta di statura e spessore? Stendo schiere di fotomodelle con lo sguardo? Maddai. Che poi con la pelle fresca mi becco il raffreddore.


L’idea di andare al lago è venuta a me ed Amoremio sabato mattina, dopo aver constatato che non c’era nessun motivo valido per trascorrere il fine settimana a casa. Armi, bagagli e via. Ci siamo sistemati su un piccolo campeggio, in piazzola panoramica così che da dentro la tenda ci si potesse gustare un buono scorcio del lago di Gardaland. Abbiamo fatto il bagno e preso il sole e mangiato l’insalata di pasta e quel genere di cose che si fanno in vacanza, ma soprattutto abbiamo scoperto che il muesli con le nocciole della coop é la sostanza più vicina all’eroina che si trovi legalmente in commercio. Provatelo. La coop mi passa una percentuale.

Motivo nr. 9: Miglioramento della respirazione e riscoperta di sapori e profumi.
Infatti. Ora ho riscoperto odori e sapori che prima ignoravo. L’inceneritore vicino al bunker. I miei colleghi. Il mio dentifricio. Il cibo della mensa. Fanno tutti schifo.


L’unico motivo di disappunto di questo uikend al lago è stato rappresentato dalla tipica compagnia di butei in vacanza. Per butei, si intende naturalmente ragazzotti veronesi giovani, ubriachi e rumorosi. Ed idioti, nel caso l’espressione "veronesi" vi fosse nuova. I veronesi sono stati inventati in un laboratorio scientifico del Nebraska, incrociando i veneti con i lombardi; come si può immaginare, non è che il risultato sia stato eclatante. Sono portato inoltre a credere che ad un certo punto qualcuno debba avere rovesciato una fialetta di sperma di scimmia sull’esperimento, ma le scimmie negano con vigore che questo sia mai avvenuto. Alla fine hanno mollato il risultato su Verona ed hanno ottenuto i veronesi. Comunque, mi spiace se qualche scimmia si sente offesa. O qualche veronese. Naturalmente se sei veronese e leggi questo post, puoi considerarti automaticamente promosso a... uhm... "non veronese". O credere che io stia scherzando, se ti fa sentire meglio.

Motivo nr. 8: Minore rischio di tumori, di infarto, di malattie respiratorie; meno tosse, meno influenze e raffreddori.
Parliamoci chiaro: Marlon Brando fumava e si è beccato un cancro. Woityla non fumava e si è beccato un cancro. A parità di risultato, da che parte dovrei preferire stare?


Questo manipolo di veronesi, per l’appunto, erano appostati su una piazzola sotto la nostra. All’inizio, se ne stavano lì tranquilli a scaccolarsi i pidocchi tra loro come fanno tutti i veronesi in vacanza, disturbandomi solo con il loro sgradevole accento veronese. Dopo si sono messi a cucinare sul barbecue, e andava ancora tutto bene anche se non ho capito come mai siano stati intenti a cucinare per quattro ore e ne abbiano ricavato solo quattro zucchine e due wurstel, ma sono veronesi e non bisogna porsi domande. Il problema è sorto quando, dopo cena, hanno assecondato la loro veronesità ubriacandosi, ascoltando musica a volume piuttosto alto e facendo chiasso fino alle tre del mattino.

Motivo nr. 7: Miglioramento delle prestazioni e resistenza nelle attività fisiche e sportive.
Embé? Non mi passa neanche per la testa, di fare attività fisiche o sportive. Io sto messo come Danny Zucko all’inizio di Grease, quando è ancora un figo.


Questo, nonostante io sia andato con cortese fermezza a porgere le mie rimostranze. Probabilmente il fatto che loro fossero in quattro e di corporatura medio-tosta mentre io ero solo e di corporatura esile ha influito sulla loro decisione di non sospendere immediatamente la confusione in atto.
Allora io ho fatto a tutti e quattro la mossa del cuore che esplode dopo 5 passi, che ho imparato guardando Kill Bill con il fermo immagine.

Motivo nr. 6: Aumento dell’autostima e dell’altrui considerazione.
Cazzate. La gente mi stima perché fumo Barclay. E anch’io.


Loro mi hanno massacrato di botte spostandosi di soli tre passi nella mia direzione.
Questo conferma che Quentin Tarantino è un ciarlatano, come sostengo da anni.

Motivo nr. 5: Considerevole risparmio economico.
Sì, ma saranno un po’ cazzi miei come spendo i soldi che rubo in chiesa.


Comunque, a parte questo unico motivo di disappunto, è stato un bel fine settimana e sono tornato abbronzato come un’aragosta. Ovviamente il fatto di fare così tante vacanze in giro mi fa sembrare ancora più squallido il Triste Borgo Natio, per cui procedono i piani per l’evasione; sto iniziando a scavare un tunnel tra la tajara e...
Beh, intanto io scavo, da qualche parte sbucherò fuori.
Poi mi metto la terra in tasca e la spargo in cortile durante l’ora d’aria.

Motivo nr. 4: Scomparsa di sintomatologie varie (tosse, mal di testa, nervosismo, ...)
A me il nervosismo ed il mal di testa vengono quando provo a smettere, e magicamente spariscono quando ricomincio. Come la mettiamo, ora, cervellone?


Non che il lago di Gardaland sia il posto in cui ambirei più di tutti vivere, sia chiaro. Troppo pieno di fighetti con il macchinone, troppe villettine tutte uguali, troppi cafoni. Troppo veneto, insomma. E troppo vicino a Verona, se è per quello. Per quanto il panorama sia nettamente migliore di quello del Borgo, si capisce.

Motivo nr. 3: La pelle non si imbruttisce, non perde di lucentezza e non aumentano le rughe.
Un capolavoro di retorica. Se smettessi di fumare, non aumenterebbero le rughe. Logico. Se smettessi di andare in auto, non mi crescerebbero le branchie.


Nel frattempo, il prode Nello è ripartito per la Bosgnolandia. Si è scoperto che tra le varie cose importanti che sicuramente fa da quelle parti, sta insegnando l’italiano ai serbo-bosniaci, o bosnio-serbi, o insomma ai tizi che abitano da quelle parti. Riconosceremo un suo studente la prima volta che un bosniaco ci guarderà con aria seria, aggrotterà il sopracciglio e ci farà notare che abbiamo sbagliato il trapassato remoto del verbo cuocere.
Per festeggiare la propria partenza Nello ha bevuto due té freddi, quindi posso dare ufficialmente una buona notizia: pare che Nello non sia più l’ubriacone che tutti evitavano.
Si può tornare ad evitarlo per gli altri motivi che ben sappiamo.

Motivo nr. 2: Evitare di morire dopo lunga e dolorosa malattia.
Questo mi inquieta, perché l’unica spiegazione è che se un ex fumatore si ammala di una qualche malattia mortale dal decorso lungo e doloroso, arriva qualcuno del ministero della salute a tirargli un colpo in testa.


Oggi, terminato il sole, è la tipica giornata autunnale freddina che trascorrerei volentieri seduto accanto al caminetto, a bere un té caldo accarezzando i miei setter e rileggendo il Signore degli Anelli. O per essere più cheap, seduto accanto al termosifone a bere cocacola calda accarezzando il gatto e rileggendo Harry Potter. Tanto non c’ho i setter, e stare seduto accanto al caminetto senza un buon setter da accarezzare è un’esperienza deludente. E poi non ho neanche il caminetto.

Motivo nr. 1: Spariscono i cattivi odori (dall’alito, dai vestiti, dagli ambienti).
Fumo da quando avevo otto anni. In quasi tutti i miei ricordi, belli o brutti, c’è una sigaretta accesa da qualche parte. Quelli che tu chiami cattivi odori, sono i miei ricordi.


Venendo al bunker, stamattina, ho ascoltato come al solito la mia maestra di vita: la Signora che Legge l’Oroscopo di Radio2. Come riesca a ridurre gli insondabili misteri della vita e della morte in brevi sentenze zen di sei parole, è per me fonte di quotidiano stupore e rinnovata ammirazione. Oggi, per esempio, mi consigliava: Non agire d’impulso ma rifletti sulle tue scelte. Ieri: Non discutere inutilmente, ma pazienta. Il giorno prima: Cerca di stare vicino a chi ti vuole bene. Il giorno prima ancora: Non perdere di vista i tuoi obbiettivi. Il giorno prima ancora: Un sorriso è l’arma migliore.
Sto aspettando da mesi che mi dica: OK, hai portato abbastanza pazienza. Falli fuori tutti, Forrest Gump.




7/9
2006

A parte qualche trascurabile black-out

Era Sabato sera, Nello mi aveva invitato ad una festa nel suo covo segreto ed io lo raggiunsi con un’ora di ritardo. Fino a qui, ricordo tutto bene. Ricordo che Nello sedeva da solo nel suo covo segreto ascoltando i gemelli bosniaci di Mondomarcio, senza neanche un apribottiglie per stapparsi una birra. Ricordo di essere entrato e di essermi versato un bicchierino di grappa bosgnaccara, in sua compagnia. Ricordo che subito dopo arrivò PierBulus ancora in pigiama dalla pennichella pomeridiana, Walter "Jeppett" ed un paio di amiche di Nello. Fino a qui, ricordo tutto bene.
Bulus mi propose di andare a bere un caffé al bar di fronte, terminai il secondo bicchierino di grappa bosgnaccara e lo accompagnai, chiacchierammo brevemente di talune cose senza importanza, tornammo nel covo segreto di Nello. Degli altri che sarebbero dovuti arrivare, ancora nessuna traccia. I PornoRambi al mar. Quell’altra che eh ma a lei il sabato sera viene sempre la depressione (scusa? Come dici?) Gli altri, per l’appunto, dispersi. Fino a qui, ricordo tutto bene, e mi viene quasi da pensare che forse mi ricordo tutto.
Bulus si versò un bicchierino di grappa bosgnaccara ed altrettanto fecero Jeppet e le tipe e forse pure Nello, ma non ne sono sicuro perché quella sera fu particolarmente morigerato, quasi un tributo al Nello che era stato. Io feci loro compagnia. Una o due volte. Poi loro non ne vollero più sapere e quel che restava della bottiglia venne affidato direttamente alla responsabilità mia e di PierBulus. E’ anche possibile che Nello avesse altri progetti per quella bottiglia, ora che mi sovviene, ma è brutto dire che ormai quei progetti sono volati su nel vasto paradiso dei Progetti Non Realizzati a giocare con il Ponte sullo Stretto, la Pace nel Mondo ed il mio Tatuaggio sulla Chiappa. Ad un certo punto, fecero capolino nel covo segreto di Nello una compagnia di baldi giovani tra i quali Mirta e quell’altra sua amica dicui PierBulus non ricordava il nome, e fecero cose tipo parlare, salutare, sulle quali la mia memoria si fa un po’ annebbiata. Bulus mi sfidò a bere un bicchierino di grappa bosgnaccara in un solo sorso. Dopodiché

[PierBulus, sembrava che tu stessi salutando le mie tette, più che me!
E’ perché sono arrivate dieci minuti prima.]

sparito e allora decidemmo di andare allo Schiosco. Appena usciti, o ancora sulla soglia, incontrammo questa ragazza con gli occhi assolutamente più rossi che si siano mai visti fuori da Buffy la quale decise per motivi poco chiari di unirsi a noi. Ma bisogna dire, che per qualsiasi cosa fatta quella sera i motivi cominciano ad apparirmi poco chiari. Ricordo di aver tirato più di un sorso di grappa bosgnaccara direttamente dalla bottiglia, sulla strada tra il covo

[E insomma, Lusky, quanto tempo! Cosa fai nella vita?
Più o meno il solito.
Ma come il solito! Non ci vediamo da dieci anni! Non hai nulla da raccontarmi?
Casa, auto, lavoro, tasse e disgrazie. A parte questo, tutto bene.
Ah. Bene.]

appoggiato al bancone, che io neanche mi ero accorto che si fosse allontanato. Il Conte, in compenso non c’era. Mi vedevo sbucare attorno un sacco di gente, ci scambiavo una parola, sbattevo le ciglia un attimo e puf!, erano andati. Spuntarono dalla folla Betty J e l’Allegra Arianna, cercai di spiegare alla prima la mia teoria sullo sdoppiamento dimensionale, riconobbi tra i tanti il volto del mio vecchio amico Kimo

[E insomma, Kimo, quanto tempo! Cosa fai nella vita?
Più o meno il solito.
Ma come il solito! Non ci vediamo da dieci anni! Non hai nulla da raccontarmi?
Tutto bene. A parte casa, auto, lavoro, tasse e disgrazie.
Chi la fa l’aspetti.
Eh?]

poi so di aver parlato forse con
l’Allegra Arianna
e poi
uhm
Ughetto, varie persone
ancora con Betty J
e andai con PierBulus a pisciare da qualche parte, e dev’essere stato più o meno quello il momento in cui la bottiglia finì
e poi
Nello che ogni tanto passava a vedere se eravamo ancora in piedi, e stranamente sì
e

[Cioé renditi conto che per quanto per te sia importante, e per lui possa essere importante, nell’economia generale dell’universo un bacio non conta davvero un cazzo.]

ancora con quegli occhi insanamente rossi. Verso le due, come da copione, lo schiosco chiuse i battenti e noi restammo lì a chiacchierare nella piacevole notte estiva, per quanto non sono affatto sicuro che i miei discorsi fossero completamente intelliggibili. Qualcuno suonava alla chitarra Messico e Nuvole, questo lo ricordo bene, perché mi vergognai per

[Magna! Magna! Bevi aqua! Magna! Varda che quea roba lì la te brusa el servelo! Bevi aqua! Magna qualcosa! Magna!]

infine ci salutammo, PierBulus traballante per la sua strada, io traballante per la mia.
E tutti vissero felici e contenti, nessuno (che io sappia) si sentì male e insomma fu un sabato sera tranquillo come tanti, almeno per la parte che riesco a ricordare.

Solo non capisco perché questo tipo di Marano continui a chiamarmi, chiedendomi di vendergli l’Allegra Arianna per cinque euro "come da accordi presi". Ce n’è di pazzi in circolazione.




1/9
2006

Rosso come il sangue il pomodoro

L’estate non è ancora terminata, ed anche se pochi (immagino) sono ancora spaparanzati sotto l’ombrellone, mi permetto di consigliarvi in extremis una buona lettura estiva. Un raccontino dell’orrore, per esempio, che si sa che l’estate è meglio prenderla con disimpegno.

Et voilà:
Io schiavo in Puglia, di Fabrizio Gatti, già noto almeno per quell’altra storia avvincente ambientata nel campo di concentramento di Lampedusa. Se Gatti venisse a farsi un giro da queste parti, probabilmente troverebbe lo spunto per completare la trilogia; per il momento, se avete lo stomaco peloso e la coscienza di kryptonite, gustatevi questo viaggio da brividi tra gli assolati campi del meridione, in compagnia di padroni lascivi, caporali violenti, stranieri silenziosi, misteriose sparizioni e tanto succo di pomodoro.

Roba da Stephen King, ma purtroppo non è fiction.




30/8
2006

Rendez-vous à Paris

Mentre noi qui si perde tempo in cazzate, Enki Bilal ha pubblicato (en France, s’entende) un nuovo album della sua tetralogia del mostro.

E io manco sapevo che fosse una tetralogia.

E scommetto che Nello dirà che lo sapeva già da Maggio, che Bilal lo ha incontrato in Bosnia e ci ha bevuto il caffé assieme e gli ha confessato che reputa "Immortal" una fetecchia.




29/8
2006

Casa dolce casa

oggi sono incattivito. E non solo perché mi fa male la spalla, perché il mondo va a rotoli, perché mi sono trovato ventisei mail nella cassetta di posta del bunker e tanto lavoro che non so quando finirò, perché devo leggermi un mese di vari blog arretrati e perché dopo cinque giorni di sole e mare mi è toccato tornare nel posto più merdoso dell’universo ad eccezione di Adria, ma anche... no, solo per questo, in effetti. Sono incattivito perché tutto fa schifo e c’ho il pessimismo cosmico e vorrei andare a fare il pescatore in Istria. Anche se l’Istria è un incrocio tra il veneto, la slovenia e la croazia, quindi lontanissimo dal paradiso terrestre, ma sempre meglio di questo buco di culo solforoso dove vivo. E per fortuna che è una bella giornata, ché se pioveva sarei in giro a far saltare i treni. Con lo sguardo.

[Flashback]
Andare in vacanza in Istria significa andare in vacanza nell’unico posto al mondo (che io sappia e mi interessi sapere) dove la lingua straniera più parlata è l’italiano. Questo vuol dire che non ho avuto occasione né di tenere in esercizio il mio tisico inglese, né di rispolverare quelle dieci parole di serbocroato che ricordo dal mio precedente viaggio in Balcanolandia, a parte hvala, molim, pivo e ronhill. Questo vuol dire anche che il posto è pieno di italiani, soprattutto odiosi veneti e lombardi e furlani, ma anche taluni meridionali; tutti sapete come si comportano gli italiani all’estero, ad eccezione ovviamente di chi vi sta parlando (sempre, chiunque vi parli, stigmatizzerà il comportamento degli italiani all’estero). Gli italiani all’estero sono cafoni, si sentono padroni del mondo, trattano gli indigeni come sottosviluppati da civilizzare, fanno un sacco di casino, parcheggiano male e quando sono sazi di cevapcici pretendono la pizza e si lagnano che non è buona come alla Bellanapoli sotto casa. Gli italiani bisognerebbe ucciderli alla frontiera. I veneti bisognerebbe ucciderli alla frontiera dopo sei ore di torture feroci.
Ad eccezione ovviamente di chi vi sta parlando.

Qui ci sta il paragrafo obbligatorio in cui vi dico che il mare è limpidissimo, che non c’è la sabbia ma gli scogli e le pietruzze che ti tagliano il piede, che si mangia molto bene e non si spende molto. Mettetecelo voi.

Aggiungo quello che non si dice mai abbastanza spesso quando si parla della croazia: la bandiera a scacchi dopo la cinquantaduesima volta che la vedi nella stessa mattina fa venire il voltastomaco, ma è meglio non farlo sapere ai croati che sono cancheri e si impermalosiscono. Io, me ne sono ben guardato. Ho preferito rilassarmi sguazzando nel mare di cui sopra (quello descritto nel paragrafo scritto da voi), prendendo il sole, mangiando i calamari con la nutella che sono la novità dell’estate istriana 2006 e insomma facendo tante cose belle insieme ad Amoremio.

Ed ora
[Fine Flashback]
mi ritrovo di nuovo qui lontanissimo dal mare, dagli scogli, dai materassini, dalle sardine appena pescate, dalle kune e dalle gostionica a fare i conti con il bunker che mi permette di pagarmi pranzo e cena e con il Triste Borgo Natio e la sua gente stanca. Si capisce che sono incattivito. Qui i calamari hanno la consistenza del ciungam e i cevapcici sembrano stronzi di cane e per andare in motoretta ci vuole il casco.

[Altro Flashback]
Giusto per non deludere Amoremio, vi informo che in un posto chiamato Orsera c’è un cartello che indica la zona industriale. Se volgete lo sguardo nella direzione indicata dal cartello, vedrete un capannone grande come il desktop del mio pc.
[Fine Altro Flashback]

E a prescindere dalle varie condizioni socioeconomiche e geopolitiche (tipo il fatto che la Croazia è un paese governato da chiesa cattolica e fascisti, come qui da noi fino ad aprila) un popolo che chiama i croissant croasan ci è culturalmente superiore.




23/8
2006

Cartoline dal mondo della simpatia

Siete stati in vacanza? O peggio ancora siete tra i fortunati/invidiati che vivono in riva al mare? Bene.
Avete preso il sole? Bene. O siete stati tra quelli che avevano prenotato a Jesolo con sei mesi di anticipo e si sono beccati dieci giorni di pioggia rinchiusi in un albergo? Ancora meglio. Come... eravate in campeggio, stretti in una tenda gocciolante* con il maglioncino addosso mentre fuori diluviava? E siete tornati a casa prima? E ci avete rimesso pure i soldi della prenotazione?

Meglissimo.

Io, dopo tre settimane passate rinchiuso nel triste borgo natio ad imbiancare pareti e preparare un ottimo succo di susine ed un decisamente meno ottimo succo di mele (anche i cliché della bucolicità sono sempre gli stessi) mi accingo finalmente a partire. Tornerò tra soli cinque giorni pronto per rimettermi ai remi, ma nel frattempo aspirerò forte il profumo del mare e scaccerò tutte le tossine, e se la fortuna vorrà che trovi il sole sulle mie spiagge e sulla mia pelle non mancherò di dedicarvi un pensierino.

Dalla risata satanica conseguente saranno esclusi solo gli amici che sono andati ad Amsterdam a fumarsi i canotti, perché tanto lì il tempo non conta**.


* Perché non la sapete montare.
** E comunque, Amsterdam è acerba.




16/8
2006

Prendo possesso del sacro luogo...

... per farvi vedere questo video. Sorry, è in inglese. Ma Lusky approverà lo sstesso. E’ semplicemente geniale, finale compreso

Lo trovate qui