26/9
2005

Appunti, schegge, frammenti

"Passa al lato oscuro con me, tanto è una galassia di merda."
[imp. Palpatine]

L’amico PornoRambo che ci ospita nella sua casetta al mare, l’acqua dal colore sorprendentemente marrone e dal sapore di fogna e di scarico industriale, la spiaggia deserta, la sabbia calda, gli esercizi taoisti, il divieto di utilizzare Fonoriproduttori, l’eccitante tour notturno ad Adria, i tortellini mattonella, il tizio che cerca invano di far alzare un aquilone, le mezze barclay fumate sulla spiaggia.

Io che leggo Hagakure, che leggo la lettera di Truffaut a Godard, che leggo le statistiche istat sulle cause di morte in italia e mi chiedo come mai in veneto sia così probabile morire di tumore, che mi chiedo come mai il veneto sia la penultima regione italiana per numero di fumatori e tuttavia sia tra le prime quattro per probabilità di morire di tumore alla trachea, ai bronchi, ai polmoni, che mi chiedo perché mai allora quando si parla di tumore ai polmoni si tende a parlare quasi esclusivamente del fumo e non si dà il giusto peso anche ad altre possibili cause tipo, chessò, l’aria che puzza quando l’inceneritore è sopravento oppure tipo, chessò, quella selva notturna di ciminiere che fa molto blade runner oppure tipo, chessò, il tubo di scappamento dell’auto che guido. Occhennessò io, che intanto mi gratto.

Io che mi domando se sono l’unico a domandarsi ’ste cazzate, mentre sfoglio un giornale traboccante di tragedie nazionali quali: ministri e governatori che litigano, attoruncoli arrestati per droga, pornopresentatori smascherati in tivvù, motociclisti che entrano nella storia, modelle che tirano di coca. Io che penso che magari non è solo il triste borgo natio a ristagnare, magari è proprio il paese intero, allora forse sarebbe meglio fuggire su un’isola e lasciare che il continente sprofondi nella propria melma.

Il paese intero. La palestina. Israele. Il libano. L’iraq. I giochi islamici femminili a teheran, ai quali partecipa persino un’atleta statunitense. La polonia che disdegna le elezioni, come osserva alla radio uno scoraggiato remondino. La cina che adotta ancora nuove tecnologie per censurare e vietare le pubblicazioni online che vadano contro il governo e l’interesse pubblico, le multinazionali dei paesi occidentali e democratici che vendono alla cina queste tecnologie, io che credevo che non sarebbe mai stato possibile imbavagliare internet ed ora comincio ad avere dei dubbi, Reporter sans frontières che pubblica un manuale per blogger e cyber-dissidenti che ho stampato e cercherò di infilare tra un Hagakure ed un Truffaut prima che le tecnologie sperimentate in cina vengano applicate anche qui, così, per sicurezza.

Adele che ha la bell’idea di aprire gli occhi sul mondo proprio in questi giorni, che ancora non sa quanto dovrà portar pazienza e respirar veleno, che c’è già gente in giro che le vuole bene e molto è contenta ed un po’ si dispiace che di tutti i pianeti dell’universo proprio qui dovesse capitarle di nascere.

Io che sono un po’ scazzato ed un po’ mi vien da ridere.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




22/9
2005

Respect da Boss!

Non è passata una settimana dall’uscita nelle sale di "Viva Zapatero!" della Guzzanti, in cui si denunciano la censura e la scarsa libertà di informazione in RAI, ed ecco che da parte dei diretti interessati arrivano le prime risposte.

"Il Cavaliere ha infatti attaccato la puntata di sabato di "Blob" di Enrico Ghezzi, colpevole di aver mandato in onda uno spezzone nel quale viene preso in giro Umberto Bossi per la sua malattia.
"È ricominciata la campagna elettorale. Su Raitre, sul Blob dell’altra sera hanno mandato in onda tutti i pezzi peggiori, ma tutti i giorni c’è qualcosa, tra cui uno veramente indecente su Umberto Bossi - ha affermato il premier - mi riferisco ad un pezzo su quel che è capitato al leader della Lega, è una cosa che mi ha fatto veramente rivoltare lo stomaco perché questi signori della sinistra cambiano nomi e atteggiamenti ma sono sempre gli stessi. Come normale azione hanno quella di ribaltare la realtà delegittimando e ridicolizzando i loro avversari".
Ma Berlusconi si sbaglia due volte. Tanto per cominciare lo spezzone in questione è stato mandato in onda dalla trasmissione la "Superstoria" e non da Blob (come ha sottolineato Viale Mazzini con una nota). Ma l’errore più clamoroso è l’accusa di aver preso in giro Bossi per la sua malattia. Superstoria ha infatti trasmesso la replica dell’imitazione del leader della Lega eseguita nel 2001 per "L’ottavo nano" da Corrado Guzzanti. Vale a dire circa due anni prima del grave malore che ha messo ko il numero uno del Carroccio." (fonte: CentoMovimenti.com)

Che bisogni aver rispetto della malattia altrui è generalmente una buona norma, anche se risulta più difficile nei confronti di chi ha minacciato di "raddrizzare la schiena" ad un magistrato poliomelitico. In questo caso tuttavia il problema non si pone proprio, dato che lo sketch con Bossi in versione Hannibal the Cannibal riguardava le farneticazioni del lider padagno in stato di buone condizioni di salute fisica e di normali condizioni di salute mentale (che mi parrebbere fuori luogo definire "buone"). Si trattava, quindi, di un errore da parte del Lestofante Capo. Ha male interpretato il pezzo ed ha mal pensato di strumentalizzarlo, cadendo in una banale svista. E’ finita qui? Magari. Il presidente del CDA della Rai, il diessino Petruccioli, ha sentito comunque il bisogno di esprimere rammarico e scuse a Bossi. Non che Bossi debba essere "escluso dai possibili bersagli della satira a causa delle vicende che hanno coinvolto la sua salute", ma "una identica parola [...] riferita ad una persona in una circostanza o in una condizione diverse rispetto ad altre, può cambiare significato e può violare o trascurare sensibilità e rispetto umano che è sempre bene tenere in giusto conto. E’ quanto mi sembra sia accaduto nel caso citato." (fonte: Canisciolti.info)

Pur di non indispettire il padrone Petruccioli si scusa anche di quello che non è mai successo e mette le mani avanti per impedire che quello che non è successo possa succedere in futuro. Anche se nessuno dice che non si può sputtanare Bossi, per carità: basta prenderlo in giro con sensibilità e rispetto umano. Come no, ci sforzeremo di dimostrare la stessa sensibilità e lo stesso rispetto umano che il senatore ed i suoi dementi scherani dimostrano da sempre nei confronti di meridionali, extracomunitari, zingari, omosessuali, avversari politici, magistrati ed in genere chi dissente dal bossipensiero.

Ma chi ha parlato di Sabina Guzzanti, del suo "documentario" e delle relative accuse, allora?
Non lo ha fatto Berlusconi con la propria dichiarazione e neppure Petruccioli con le proprie scuse e precisazioni. Non hanno parlato di censura o autocensura, non hanno parlato di limitazioni alla libertà di satira, non hanno parlato di piaggeria e di sottomissione della RAI al potere politico. Non hanno parlato affatto di tutto questo, in realtà: ce l’hanno solo fatto intravedere ancora una volta. Non sarebbe, invece, proprio il caso che ne parlino?


P.S.: proprio mentre scrivo e pubblico questo post, il Lestofante si accinge a salire al Quirinale in seguito alle dimissione del ministrello Siniscalco. Che sia la volta buona che ci leviamo dalle palle lui, il bossi (respect!) e tutta la ciurma? Incrociamo le dita.




20/9
2005

XX VIImbre

Il 20 Settembre 1870, di cui oggi ricorre l’anniversario, rappresenta una data cruciale per la storia italiana. Quel giorno, infatti, lo stato pontificio cessava di esistere in quanto attraverso la famosa breccia di Porta Pia l’italia intera veniva definitivamente conquistata dalla chiesa cattolica.




20/9
2005

Scendere dal marciapiede

Il fatto che a milano abbiano chiuso una scuola privata, definita di volta in volta "araba", "egiziana" o "islamica" tout court, dovrebbe di norma interessarmi ben poco. E’ pure ben difficile che io avverta lo stimolo di difendere la scuola privata, molto più spesso succede il contrario. In questo caso mi tocca fare una parziale eccezione.

Che succede? C’era questa scuola a milano frequentata da circa 500 bambini, soprattutto figli di immigrati egiziani, dove l’insegnamento sembrava seguire più i programmi scolastici egiziani che quelli italiani; probabilmente per questo la scuola, aperta da sei anni, non era riconosciuta dalla legge italiana ed è stata chiusa ai primi di settembre. Ho scritto "probabilmente" perché all’inizio, non si sa bene perché, si diceva che la scuola era stata chiusa per mancato rispetto delle necessarie condizioni igieniche e sanitarie e non si parlava molto del programma, mentre adesso le motivazioni della chiusura sembrano cambiate.
In realtà pare che l’inadempienza all’obbligo scolastico, derivata dal mancato riconoscimento della scuola, avesse già provocato denunce da parte del comune di milano negli ultimi due anni. Così come le precarie condizioni dell’edificio. Evidentemente i gestori di questa scuola confidavano nel fatto che in italia leggi e denunce tendono a cadere nel vuoto e che per le scuole private c’è sempre un occhio di riguardo, dimostrando in questo modo di essersi fin troppo integrati nella nostra culturicchia. Stranamente, questa volta è andata male e ad incasinare il tutto la chiusura della scuola è avvenuta solo una settimana prima della data di riapertura della Scuola.
Ora, parte di questi bambini è stata mandata comunque nelle scuole pubbliche: la soluzione più pratica e ragionevole. Un’altra parte - si parla di trenta bambini su cinquecento - segue le lezioni dell’insegnante arabo sul marciapiede, in segno di protesta. Altri, pare, sono stati lasciati a casa del tutto.

E’ normale che in questo caso si sollevi un po’ di polverone, sono in ballo le parole d’ordine più in voga della stagione: scuola, islam, integrazione, cultura, legge, tolleranza. Normale quindi che la lega denunci la creazione di scuole islamiche private difendendosi preventivamente da accuse di lassismo e debolezza culturale, che affermi con orgoglio che "La scuola italiana non deve prendere lezioni dal Corano" ed allo stesso tempo definisca la presenza di stranieri nella scuola pubblica italiana un’"invasione straniera" parlando di situazione "critica" che rischia di "sfuggire di mano".
Normale che Libero si senta libero di dedurre che "cinquecento ragazzi di fede islamica (e soprattutto i relativi genitori, nonni, zii e parenti vari) [...] se ne infischiano del dialogo, dell’inserimento, delle nostre leggi."
Normale che, d’altra parte, i genitori dei bambini difendano il proprio diritto a mandare i figli in una scuola che ritengono più adatta alla loro formazione, sia per ragioni culturali, sia in prospettiva di un ritorno nel paese di origine.

Non è semplice prendere una posizione, ammesso di volerlo fare. Nessuno si pone il problema di mettere in discussione programmi e metodi di insegnamento delle altre scuole private, che in quanto regolari e parificate dovrebbero essere compatibili con il sistema scolastico pubblico al quale sempre più succhiano impunemente risorse. D’altra parte, quelle sono scuole soprattutto cattoliche e destinate ai figli delle elite: esistono per preparare la nuova generazione di ricchi e potenti ad ereditare il peso della ricchezza e del potere. Questo caso è diverso, da una parte c’è il bisogno di una minoranza di sentirsi tutelata, dall’altra il bisogno che questa comunità non si ghettizzi chiudendosi in se stessa. Il fatto è che entrambi questi bisogni dovrebbero essere soddisfatti dalla scuola pubblica senza che si ponga affatto la necessità di cercare soluzioni private, ma la legge italiana tutela al momento soltanto le minoranze linguistiche storiche e non quelle di recente formazione, nonostante la Costituzione ci impegni a tutelare le minoranze linguistiche senza altro specificare (art. 6).

Personalmente non mi stupisce che dei genitori stranieri, specie se di fede islamica, decidano di evitare ai propri figli la frequentazione di una scuola pubblica che va sempre peggiorando, nella quale si dovrebbero confrontare ogni giorno con i frutti di una cultura che va marcendo e spesso - lungi dal tutelarli - si rivela loro ostile. Non mi stupisce ma non per questo mi trova d’accordo, perché ritengo sia nella mescolanza e nel confronto che le diverse culture possono provare a conoscersi e migliorarsi a vicenda e perché credo che imparare bene la lingua e la cultura di questa società sia utile particolarmente a chi ne vive, in ogni senso, ai margini; mica per integrarsi, ma per imparare a comprendere i potenti ed il loro linguaggio, a riconoscerne soprusi e bugie ed a difendersi di conseguenza. L’isolamento, al contrario, anche quando è solidamente motivato favorisce incomprensione ed ignoranza, preparando la strada a quella sottomissione economica, politica e culturale che fa tanto comodo ai leghisti ed agli altri paleonazisti par loro: "perché", come diceva quel pretaccio di Lorenzo Milani, "è solo la lingua che fa uguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui."




19/9
2005

Abbasso l’autunno e la pioggia in genere

Questa lunga estate calda volge ormai al termine, l’autunno è alle porte e cominciano le prime pioggie, mentre le temperature iniziano dolcemente a scendere. E’ tempo di riporre nell’armadio i teli da mare, logori per l’uso, buttare nel bidone della plastica tutti quei barattoli vuoti di crema solare e guardare con un pizzico di malinconia l’abbronzatura che sfuma lentamente.

Questo, per dire, potrebbe succedere in questa stagione se avessimo l’accortezza di vivere in un luogo dotato di una climatizzazione più efficiente. Avendo sconsideratamente scelto al momento del concepimento il modello habitat base senza optional di alcun tipo, il sottoscritto si trova invece a dover subire le bizzarre ingiurie climatiche del triste borgo natio. Come ogni anno, infatti, termina in questi giorni il lungo autunno iniziato a Maggio e comincia il noioso inverno; si ripone quindi il maglioncino di cotone e si prepara quello di lana, si accatasta la legna per il focolare, si mettono da parte le ghiande per il maiale e si preparano le catene da neve. I più previdenti già le montano sui pneumatici, che qui da noi le cicale hanno vita dura.

Altri si preparano in modo meno traumatico. Io, per esempio, ho passato un fine settimana mediterraneo nonostante le sgradite visite di pioggia e freddo, ho mangiato deliziosamente (buone mezze penne con la melanzana e la ricotta!) e mi sono riposato molto. Sto progettando di dedicarmi ad una Attività Sportiva [boato di stupore tra il pubblico]. Sto progettando Altre Cose di cui vi parlerò a loro tempo. Sto progettando di Bere una Birretta, che a dire il vero non è neanche vero ma ci stava bene. Infine si progetta di ricominciare tutta una serie di attività tipicamente invernali come il cineforum o il misterioso Cinecoso Alternativo, ormai completamente monopolizzato - si mormora - dalla creatura N.e.l.l.o..

Viva Zapatero!Soprattutto, perché non di soli progetti si vivacchia, sono andato in buona compagnia a vedere Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti in un cinema strapieno - ovviamente molto distante dal borgo. Il documentario della Guzz, appena appena uscito, parla della libertà d’informazione in italia, del diritto di satira e di come un certo signor berluschino stia interferendo con l’una e con l’altro. "Viva Zapatero!" non è certo perfetto, magari non è neanche inattaccabile, però è molto interessante, appassionante e ben realizzato. Difficile uscire dal cinema senza essere tristi o incazzati. Ha pure una bella locandina. Non che io adesso venga qui a dirvi cosa andare o non andare a vedere al cinema, eh. Però, se avete letto fino a qui siete probabilmente persone molto intelligenti oppure agenti della digos; nel primo caso potete di certo intuire da soli quale sia il mio consiglio, nel secondo non ricorrerò certoANDATE A VEDERLO a mezzucci quali, ANDATE A VEDERLO per dire, ANDATE A VEDERLOsubdoli messaggi subliminali o ANDATE A VEDERLOaltri ingeniosi frutti ANDATE A VEDERLOdella tecnologia contemporanea.




15/9
2005

Una questione di sentimento

[Prologo: dal diario giovanile del Prof. J.S. Maloroso, n.e.]
Entrando nella stanza, vengo subito colpito dal pungente odore di fichi d’india e crinolina. Zia Katrina è seduta sul bordo del letto, accarezzando distrattamente la gatta che le sta acciambellata in grembo. Mi avvicino con cautela, timoroso dei suoi improvvisi scoppi d’ira, fermandomi proprio di fronte a lei.
"Parlami dei sentimenti." ordina zia Katrina.
Tiro un sospiro di sollievo, sono preparatissimo sull’argomento.
"Dunque, i sentimenti sono:" esordisco "Superbia, Accidia, Lussuria, Gola..."
SCIAF!

"Ahia!"
"Quelli sono i peccati capitali, imbecille!" mi redarguisce la zia. "I sentimenti! I sentimenti, per dio!"
Deglutisco.
"Scusa, mi confondo sempre..."
Ci penso su cinque minuti, tentenno, provo a difendermi:
"Ma zia... lo sai che parlare di sentimenti mi fa venire l’orticaria."
"Me ne fotto della tua orticaria! Scrivici un post."
Cerco di rilassarmi. Sta senz’altro scherzando, avevo giusto in mente un post molto interessante sulla nuova generazione di rasoi da barba con motore euro4 che riducono l’emissione di polveri sottili nell’atmosfera del bagno.
"Dai, zia... lo sai che non scrivo mica su commissione..."
SCIAF!

"Sei un razionale di merda! Tu ed il tuo blog di intellettuali segaioli! Scrivi un post sui sentimenti, ti ho detto!"
Esito, cerco con lo sguardo una via di fuga. Non ne trovo, la gatta è scivolata alle mie spalle e mi sbarra l’accesso alle scale. Sono in trappola.
"Ma zia, io non posso scrivere di sentimenti!" tento di protestare "Ho assunto il ruolo del cinico uomo-macchina postmoderno, dell’impiegato/terminale postfordista, mi giocherei la faccia..."
SCIAF!

"Vedrai che fine farà la tua faccia, se non mi ascolti. Vuoi o no che ti restituisca gli appunti segreti dell’esperimento? Allora fa’ come ti dico. SEN-TI-MEN-TI. E non farmelo ripetere più."
Mi arrendo, accarezzandomi la guancia dolorante. Chino la testa limitandomi a borbottare:
"Va bene, zia. Solo un’ultima cosa..."
Il suo sguardo mi trafigge.
"Dimmi."
"Cos’è questo odore di crinolina? E soprattutto, che cazzo è la crinolina?"
[Fine Prologo]



Data la difficoltà dell’argomento, cerco aiuto e conforto nel dizionario. "Sen|ti|mén|to: 1 stato emotivo relativamente stabile derivato da un moto interiore di marca positiva o negativa, che si può o meno manifestare esteriormente: suscitare, ispirare un s. paterno, materno, essere spinti da un s. di pietà, provare un s. di gioia, nutrire sentimenti di odio, i miei sentimenti verso di lei non cambieranno mai | sensazione intermedia tra lo psichico e il fisico nata in seguito a un stimolo sensoriale o a un’elaborazione mentale: provo un s. di nausea per il degrado di questa città, provo un s. di disgusto per la sporcizia di questo quartiere"

Stato emotivo relativamente stabile derivato da... [ZZZ... ma chi l’ha scritta ’sta definizione, Nello?]
Che poi non è mica vero, i miei sentimenti non sono quasi mai stabili. Perché - ebbene sì - anch’io provo dei sentimenti, e pure spesso. Per la prima e possibilmente ultima volta vi parlerò dei sentimenti che provo. La felicità, per esempio. So di essere tremendamente demodé, ma qualche volta mi capita di essere felice anche senza nessun motivo al mondo, di sentirmi improvvisamente leggero e pieno di gioia e voler bene al mondo, di provare una sorta di connessione emotiva con tutti gli esseri viventi, con l’ossigeno che mi entra nei polmoni e pure con i sassi, l’acqua... tutto tranne calderoli e il papa, per essere sinceri. Poi mi passa, tranquilli, però mi capita e sono i momenti migliori, magari capitassero più spesso, magari durassero più a lungo.
Poi c’è l’odio, e quasi sempre il s. di nausea per il degrado di questa città e poco meno per il resto del paese. Non si tratta di nausea intellettuale o razionale: è una sensazione di raccapriccio che mi s’impianta nello stomaco e non se ne vuole più andare, come il contatto con un corpo in decomposizione. Ci sono tristezza e malinconia che vengono anche troppo frequentemente a farmi soffrire per un migliaio di motivi diversi, una donna che non mi ama, la giovinezza che si consuma, le ferie che finiscono, l’inter. Ovviamente alcune cose mi fanno soffrire di più, altre meno. Per una donna che non mi ama posso smettere di mangiare, dormire, parlare, torcermi sul divano per notti intere, sentirmi come se mi avessero strappato di dosso una libbra di carne viva e desiderare di morire. Per l’inter, posso al massimo tirar giù una bestemmia in croato.
Poi c’è la fiducia, che quasi sempre non ha molto di razionale e quindi io metterei tra i sentimenti. Perché quando mi trovo di fronte una persona capisco quasi subito al volo, d’istinto, se mi posso fidare o non fidare di lei; qualche volta si indovina e qualche volta no, bisogna scegliere se correre il rischio. Io sono uno che non si fida quasi mai e quasi di nessuno, ad esempio: posso accordare con spensieratezza amicizia a chiunque, ma prima di lasciarmi andare ed af/fidarmi, con/fidarmi devo essere sicuro che quel qualcuno non mi spezzerà la colonna vertebrale mentre sono distratto.
Emotivamente sicuro, mica razionalmente. Mica ragionevolmente.
Già, perché il mondo è pieno di gente che spezza le colonne vertebrali altrui. Non per cattiveria - non credo che la maggior parte delle persone sia malvagia - ma per distrazione, egoismo, mancanza di sensibilità, coglioneria. Diciamo che mi tengo a distanza di braccio, senza esagerare. Poi se me la sento abbraccio, e qualche volta mi capita persino di prendere in braccio. Per dire.
Poi c’è la gelosia, che è un altro sentimento sgradevole. Alcuni pensano che abbia a che fare con la fiducia ma io, che come i miei intimi sanno ho vinto il premio Millennium Jealousy indetto dal comune di Palermo, mi permetto di dissentire. La gelosia è un sentimento che viene a romperti le palle anche quando ti fidi ciecamente di una persona; ti salta addosso alle spalle proprio mentre sei lì tranquillo che pensi
"Massiii, figurati se mi dà dei problemi sapere che lei è andata a prendersi un gelato con il suo ex! Ahahah, ma se non fa altro che ripetermi quanto lui sia un cretino, e poi se avesse qualcosa da nascondere mica mi avrebbe detto che ci usciva, e poi non mi farebbe mai una cosa del genere, no? Figurati! Sono tran-quil-lis-si-mo."
Ed un attimo dopo stai sudando come un’aragosta in pentola. E l’auto di propria spontanea volontà ti porta a passare davanti alla gelateria. E scoppia un casino che non finisce più.
E tutto questo mentre la tua fiducia non è mai venuta meno neppure per un secondo, però...
Bella vaccata la gelosia. Dev’essere così difficile da gestire perché ha pesantemente a che fare con l’amore, che è un’altro sentimento bomba. Quando mi accorgo di non essere più innamorato mi viene da pensare "bwahahah com’è possibile che io abbia combinato un affare del genere?! E’ pazzesco. Davvero ho detto così? Cosa? Davvero ho fatto così? Da non credere. Proprio io? Behbehbeh, MAI PIU’ soffrirò a questo modo per una donna, mai più perderò il lume della ragione fino a questo punto. Questa volta ho imparato."
Fesso che sono. Come se l’amour avesse qualcosa a che fare con la ragione. Sissì, certo, si può magari evitare di andare ad infilarsi in qualche situazione potenzialmente a rischio di innamoramento, se ce se ne accorge in tempo. Io non me ne accorgo mai, e quando me ne accorgo scelgo sempre di provare. Sarò incosciente? Sarà che preferisco lo schianto all’atterraggio? Sarà che non ho ancora imparato?
Sarà che quando sono innamorato tutti gli altri sentimenti sono amplificati e mi pare di vivere mille volte di più, anche se questo comporta inevitabilmente soffrire mille volte di più. Per l’amore di una donna posso smettere di mangiare, dormire, parlare, torcermi sul divano per notti intere, sentirmi come se mi avessero strappato di dosso una libbra di carne viva e desiderare di morire. Effettivamente, mi stupisce che non sia vietato per legge. Ma la prossima volta senz’altro imparerò!

Poi di sentimenti ce ne sono moltissimi altri, a descriverli tutti qui non si finisce più e già mi pare di aver sforato parecchio. Ma come trattenersi dal parlare di paura, passione, abbandono, invidia, accidia, avarizia, gola...
SCIAF!

(Scusate, si stava appoggiando una zanza)

OK, fermiamoci qui, almeno per oggi. Passiamo alle domande.
A cosa servono tutti questi sentimenti?
Che cazzo ne so io. A farci incazzare, a farci muovere verso qualcosa, a farci sopravvivere, a farci venir voglia di alzarsi dal letto la mattina. Che ne so. A farci male, a far sì che ne valga la pena.
E perché se provo tutti questi sentimenti ed altri ancora faccio sempre il cinico bastardo che evita di parlarne, ed anche a scriverne trasudo ironia ed imbarazzo? Per due motivi, curiosi lettori. Il primo è che sono timido. Il secondo è che, come sosteneva quel bravo nonnino dell’imperatore Palpatine, viviamo in una galassia di merda.

"Perché il freddo, quello vero, sa essere qui, in fondo al mio cuore di sbarbo."


[Sia chiaro che questo post non abilita nessuno a farsi i cazzi miei, giusto per intenderci]


*************

[AGGIORNAMENTO DEL GIORNO DOPO: Apparentemente con questo post ho sollevato perplessità in alcuni dei miei 4 gatti alla lettura, anche se quasi nessuno ha osato interpellarmi direttamente. Sciolgo i vostri dubbi collettivi: non sto morendo, non sono impazzito, non sono in depressione, mi è solo venuto il ghiribizzo di scrivere un post diverso dal solito in una forma un po’ diversa dal solito. Vi preoccupate per così poco? Come siete pallosi, figliuoli. ;-) E valà che "non abilita nessuno a farsi i cazzi miei" va inteso in senso molto specifico, mica "Dovete far finta che questo post non sia mai stato scritto" né tantomeno "Vietato Commentare". Son mica così orso, io. Detto questo, anzi, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del tema proposto.]

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[Epilogo]
Mi avvicino al letto con cautela. Zia Katrina segue con lo sguardo il mio avvicinarmi, sorridendo maliziosamente.
"Zia... ho fatto come mi hai chiesto..." sussurro.
"Ho visto." mi risponde "Risultato scadente come sempre. Non sei capace di scrivere di queste cose senza infilarci troppe cazzate? Evidentemente no."
"Ma zia, mi sono sforzato tanto. Temo che i miei amichetti si burlino di me."
Lei distoglie lo sguardo, disgustata. Il silenzio si fa sempre più gelido, fino a quando oso chiedere:
"Zia Katrina... e gli appunti dell’esperimento?"
Il suo dolcissimo sorriso si allarga.
"Li ho messi sotto la sabbietta della gatta. Li troverai ancora là, forse."
I miei occhi si riempiono di lacrime.
"Ma zia, sei crudele!"
"Sei un incapace, J.S., mi vergogno di avere un nipote così. Vattene dal mio cospetto."
[Fine Epilogo]




13/9
2005

Pacs in terra hominibus (et donninibus) bonae voluntatis

Che dura la vita, a fare il candidato premier dell’Ulivo! Basta che Prodi (dimentico sempre che bisogna far finta che ci siano le primarie, scusate) accenni ad una proposta di Pacs* da inserire nel programma elettorale perché si scateni un casino peggio che al mercato di Valli del Pasubio la domenica mattina. La proposta di Prodi, peraltro, non è che un piccolo, piccolissimo passo verso il riconoscimento legale delle coppie di fatto. Mentre in Francia è prevista la possibilità che il partner goda, ad esempio, della pensione di reversibilità e riceva un’equa eredità, mentre in Danimarca, Olanda, Belgio, Spagna ed altri paesi europei vengono garantiti diritti pari quasi a quelli delle coppie sposate, qui da noi al massimo si potrebbero prendere decisioni in caso di malattia del compagno/a (che non è poco, ovviamente) e subentrare nel contratto di affitto. Giusto per evitare di trovarsi proprio col culo per terra, insomma.

Secondo Prodi, cattolico e laico, questo è il modo migliore per "preoccuparsi dei diritti di tutti i cittadini e della necessità di disciplinare i problemi giuridici e civili anche di coloro che scelgono di vivere insieme stabilmente in forme diverse dal matrimonio"**. Secondo Fassino, è una "posizione ragionevole"***. L’Arcigay plaude alla proposta così come gran parte del centrosinistro, ad eccezione del solito Mastella che pianta i piedini, si fa il segno della croce e va a confessarsi temendo di contribuire alla fondazione di una nuova Gomorra****. Dall’altra parte della barricata politica, Fini ammette che è giusto "rimuovere eventuali discriminazioni che negano i diritti individuali e personali dei cittadini che danno vita ad una unione di fatto", ma Follini paragona il Prof. Mortadella a Zapatero (come se fosse un insulto... magari, ci fosse una qualche similitudine!), Casini rivendica la libertà di coscienza dei cattolici nel dire No (bello di mamma, il 13 Giugno hai detto "No" al referendum o sei stato a casa a giocare a briscola col parroco?) mentre Calderoli, l’uomo che ridà un senso alle teorie lombrosiane, cede per l’ennesima volta al delirio: "Chi propone di riconoscere le coppie di fatto disconosce e attacca la famiglia, il matrimonio tra uomo e donna, che ne è il fondamento, e soprattutto attacca la natura. Le coppie di fatto sono un atto contro natura e rappresentano il primo passo verso la dissoluzione di una società fondata sui valori. Non pensavo veramente che, per un pugno di voti dell’altra sponda, si potesse cadere così in basso"*****.

Non tace neppure (e quando mai) il Vaticano, accusando Prodi di voler lacerare la famiglia per raccattare voti******; meno male che sono chierichetti bene educati e non specificano come i voti siano dell’altra sponda e quindi già di per sé peccaminosi, a differenza del dentista padano. Prodi, temerario come sempre, fa un mezzo passo indietro sottolineando come fossero proposte già vecchie, alla Aznar, niente a che vedere con Zapatero, i matrimoni gay o altri capricci da culattone. Bravo Prodino, mai sia che questi ti scomunichino davvero - come titola oggi quel fogliaccio di Libero.

A sentire questi sembrerebbe trattarsi, ancora una volta, della già logora ma mai risolta questione delle unioni omosessuali. Non solo, signori miei, non solo. Si tratta anche del mio diritto di stare con una persona e decidere assieme a lei che non me ne frega un cazzo di formare una famiglia benedetta agli occhi di una chiesa o di uno stato e ciononostante garantirci qualche diritto reciproco, anche nel malaugurato caso uno dei due dovesse tirare l’ala senza preavviso. Non è al sindaco o al prete o alla società che dobbiamo rendere conto della nostra vita privata o del nostro impegno a stare insieme per tutto il tempo che lo desideriamo, non è della loro autorizzazione che abbiamo bisogno e se vivessimo in un mondo libero da burocrazia, cagacazzi e discriminazioni si potrebbe benissimo fare a meno di qualsiasi patto scritto e basterebbe guardarci negli occhi e scambiarci parole dolci. Purtroppo, al momento non è così. Posso passare tutta la vita assieme ad una persona, ma se la nostra relazione non viene riconosciuta come un diritto mi troverò di giorno in giorno costretto a lottare contro i tentacoli di una società fondata su istituzioni vecchie di millenni. Istituzioni umane, peraltro, dato che non mi risulta che animali, piante o minerali si sposino come piace credere a Calderoli.

Si tratta di allargare il diritto e lo spazio della libertà individuale, in modo che chi ne abbia bisogno e lo desideri possa usufruirne. Non si tolgono diritti a nessuno. Non si impone niente a nessuno. Non si commette nessun delitto contro la famiglia tradizionale, che rimane inattaccata lì dove se ne sta a marcire con i suoi bei padri stupratori, madri assassine e figli depressi. Eppure come sempre c’è chi vede nell’estensione del diritto una minaccia e curiosamente si tratta sempre delle stesse facce: il clero, i baciapile di ogni risma ed i beceri populisti. Di qualsiasi spinta progressista si parli, qualsiasi modernizzazione sociale si progetti, loro sono sempre lì a dar fuori di senno, a puntare il dito ed a minacciare sputando saliva*******. In questo caso l’Osservatore Romano si appella addirittura alla Costituzione italiana, sintomo evidente di schizofrenia politica. Evidentemente a questa gente la società attuale sembra già fin troppo libera, l’unico diritto che non pare loro di troppo è quello di rompere le palle a me che voglio vivere e pensare in modo diverso da loro.

A me, personalmente, la proposta di Prodi sembra così limitata da apparire quasi una presa in giro, ma tant’è che qui in italia i passi avanti si fanno sempre con la gamba tremante ed a quanto pare non ci sono alternative migliori; accontentiamoci di quel che passa il convento, fino al duemilaundici quando il candidato premier, si spera, sarà qualcuno meno ributtante (ed una mia utopistica proposta ce l’avrei già, ma mi dicono debba ancora finire di rimettere a nuovo l’Apulia).

Che poi io sarei per abolire ogni forma di matrimonio, ma riconosco di essere in una posizione minoritaria.


* Patto di solidarietà civile, per voi che non avete studiato il latino.
** http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/politica/prodir/pacsin/pacsin.html
*** http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/versoelezioni/fasscoppie/fasscoppie.html
**** Perché così come abbiamo sempre saputo come si divertissero a Sodoma, ora sappiamo pure che a Gomorra vivevano more uxorio godendo di primitivi Pacs (fonte: "I Papiri del Mar Morto secondo me", J.S. Maloro, Infeltrinelli)
***** http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/prodipacs/finipac/finipac.html
****** http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/prodipacs/prodipacs/prodipacs.html
******* OK, questo è di nuovo chiaramente Calderoli.




12/9
2005

New Orleans, solo per i miei occhi

Nu Orlins. Non so se ne avete mai sentito parlare. C’è stata in ferie mia zia Katrina da quelle parti, di recente, ma il mio invaghimento virtuale per quella città è cominciato molto prima.
Molto, molto, molto prima, borbottò il vecchio zio Lusky, cominciando a raccontare.

[Sbadigli autorizzati. Questo è il punto in cui vi consiglio di cliccare da un’altra parte, per esempio qui o qui.]

easy lsdC’era questo film lisergico in cui due tizi attraversavano l’america in moto per fare delle cose, tipo spostare droga dalla costa occidentale a quella orientale, ma insomma il vero scopo era di andare a New Orleans per prendere parte al Mardi Gras il Mardi Gras, mio dio, che bellezza dev’essere far parte almeno una volta di quella folla impazzita a mescolare i riti dionisiaci del carnevale con il calore ed il colore dell’africa e l’aria greve delle paludi e la pazzia di tutto il mondo invisibile e finivano abbracciati alle lapidi del cimitero danzando tra le spirali colorate degli acidi ed era così magnificamente anni Settanta che pure se ogni tanto si tirava uno sbadiglio non li si poteva non amare, questi due cavalieri psichedelici e capelloni.

Poi c’era questo libro che a me è piaciuto assai e non ci penso neanche a giustificarmi qualunque sia il suo valore letterario, che essere adolescente negli anni ’90 con tutto quel casino non è stato per nulla facile, gentile pubblico da cui hanno tratto alcuni sequel scadenti e dei film che spaziano dal così-così all’orripilante, il quale narrava di un vampiro malinconico che vagava per i secoli e le strade di Nu Orlins assieme al suo affascinante amante e ad un’enfant maudite seducendo noi vittime mortali e piangendo la propria immortale maledizione.

AcquaIn un’estate ormai così logorata dal tempo trascorso che non saprei neanche indicarla con precisione nel calendario, ma sicuramente si era ancora nei rugginosi ’90s, mi sono pure guardato tutti gli episodi di questo improbabile telefilm di serie B, da cui si evinceva che a Nu Orlins si era tutti cugini e mostrava un pulotto simpaticamente corrotto e colluso con tutti i poteri occulti della città - mafia, hoodoo, contrabbandieri. All’hoodoo ed al vudù in generale, poi, io riservo un sorriso fin dai tempi di Monkey Island o del meno ironico Gabriel Knight o dell’indimenticato Count Zero.

RazzaEd ancora altri film, tutti i libri di Truman Capote e la Banda di Idioti di Kennedy Toole, le suggestioni musicali, il fascino di una città calda tra i cui vapori paludosi si mescolano i Caraibi, la Francia, gli spettri dei nativi e del continente nero, la morbosità decadente e l’eleganza barocca di un luogo a parte, di un connubio tra diversi meridioni e claro che non sto parlando della Nu Orlins reale che non ho mai visto, ma della Nu Orlins mediata che mi sono dipinto nella testa a colori vivaci.

ClasseQuesta mia Nu Orlins non è mai stata sommersa, a differenza di quell’altra che secondo alcuni non andrebbe neppure ricostruita perché povera, nera, con scuole di livello "inaccettabile" e polizia inaffidabile, case vecchie e servizi scadenti o della quale andrebbero salvate soltanto le zone turistiche, quel dieci percento che attira visitatori e procura guadagno. Tanto, dicono, gli sfollati avranno troppa paura per tornare. Tanto, dicono, nessuna compagnia sarà così temeraria da voler assicurare nuove case a Nu Orlins. Tanto, dicono, l’economia era in crisi già da prima. Tanto, ripetono, era un città nera, povera, inaffidabile e scadente.

Magari un giorno vedremo lunghe file di casette a schiera verniciate di bianco dove fino al mese scorso sorgevano le troppo vecchie case coloniali, vedremo i vecchi abitanti sconfitti ed esuli, vedremo i frustrati nuyorkesi colonizzare le paludi rimesse a nuovo, asettiche e pulite, con simpatici alligatori Disney geneticamente modificati e vegetariani
in cerca di un clima più caldo dove sfuggire allo stress metropolitano, vedremo la città ricostruita grazie alle sponsorizzazioni di Bill Gates, ai contratti con McDonald’s, al capodanno di Paris Hilton. Nu Nu Orlins. Nu Orlins 2.0. Next Orlins.

Chissenefrega, concluse borbottando lo zio Lusky. Tanto la Nu Orlins che conosco io probabilmente non l’avrei mai potuta visitare, perché la Nu Orlins che ho visto io non è mai esistita. Quindi esisterà per sempre, la Nu Orlins che amo io.




8/9
2005

Spargete il verbo, come sugo di pomodoro*

Com’è ben noto, per molto tempo ho professato il mio ateismo ritenendolo il risultato di un personale processo di critica alla religione come sovrastruttura allucinatoria e come strumento di controllo sociale. Per quanto mi consideri una persona di vedute abbastanza ampie (a dire il vero, come sapete, sono convinto di essere un fottutissimo guru ad un passo dall’illuminazione) non credevo che avrei fatto passi indietro su questo argomento. Pensavo non avrei mai avuto bisogno di nessuna stupida religione, io.

Pensavo.
Finché non sono stato toccato dalla fede, ovviamente. Immagino sia un fatto imprevedibile e pertanto non mi sento in dovere di giustificare le mie affermazioni precedenti, la mia sconsiderata e superba testardaggine. Semplicemente, mi sbagliavo; se mi è concesso di rimediare, lo farò impegnando tanta energia nel portare la mia testimonianza quanta prima ne ho sprecata nel convincermi (e, quel che è peggio, nel tentare di convincere gli altri) dell’inesistenza di dio.

Invece dio esiste.

Mostro di Spaghetti VolanteIl suo nome è Mostro di Spaghetti Volante , ha creato le montagne, gli alberi, gli omini e quant’altro, ha guidato i propri adepti grazie ad un dogma morbido ed alla promessa di un vulcano di birra in paradiso ed ora pretende giustamente di essere riconosciuto alla pari delle altre religioni. Qualcuno solleverà l’obiezione che la religione Pastafariana esiste soltanto dallo scorso Giugno, che è solo un’invenzione goliardica di un ragazzo americano in segno di protesta contro la decisione insegnare il Creazionismo nelle scuole del Kansas, che è la solita stupidaggine nata su internet. Che peso hanno queste critiche, di fronte alla forza della Fede?
Il culto del Mostro di Spaghetti Volante può contare sulle medesime prove scientifiche offerte dalle religioni più antiche e diffuse, è almeno altrettanto sensato, ha profeti e praticanti almeno altrettanto credibili. Inoltre possiede alcuni pregevoli bonus: una presentazione grafica migliore, un clero meno esoso ed una spiegazione convincente dell’aumento della temperatura terrestre.

Per non parlare del vulcano di birra in paradiso.

Prove evidenti della creazione del mondo da parte del MSV Per quanto alcuni aspetti della religione Pastafariana mi lascino ancora dei dubbi**, sento che l’incontro con il Mostro di Spaghetti Volante mi ha in qualche modo cambiato la vita e sono pronto a gettare la mia anima tra le Sue innumerevoli braccia molliccie.


* OK, questa frase l’ho rubata ad un fratello Pastafariano che si fa chiamare SpaghettoVolante.

** Come ad esempio le polpette negli spaghetti, ma d’altra parte sono un neofita vissuto nel peccato per moltissimo tempo.




7/9
2005

La storia sono loro?

Cos’ha combinato l’imam di torino Bouiriqi Bouchta per essere prelevato da casa nel corso della notte, accompagnato a Malpensa ed imbarcato su un aereo per il marocco, suo paese d’origine?
Pare che dopo l’undici settembre duemilauno abbia espresso solidarietà a Bin Laden, anche se - per ovvi motivi - questo non è dimostrabile e lui stesso abbia negato il fatto. Pare che abbia accentrato su di sé molto potere all’interno della comunità islamica di torino. Pare che alcuni musulmani lo considerino un integralista, altri un moderato. Pare abbia raccolto fondi per la cecenia ed ospitato in casa un miliziano bosniaco, ai tempi. Di certo è stato promotore di diverse campagne a favore di quelli che egli considera diritti per la comunità islamica in italia, come il diritto delle donne a tenere il velo sulle fototessere dei documenti. Di certo ha manifestato per la liberazione dei tre mercenari italiani rapiti per primi in Irak. Di certo si è espresso contro l’espulsione dell’imam di Carmagnola, pur non condividendone le idee. Di certo si è impegnato per l’apertura di nuove moschee e centri culturali islamici nella città in cui viveva.

Non sembrano essergli contestate attività terroristiche, o di reclutamento di terroristi. Il reato di cui è accusato, tutto da dimostrare, è "l’incitamento all’odio ed alla guerra santa" e per questo è stato espulso dall’italia dove viveva dal 1986.

Incitamento all’odio ed alla guerra santa.
Un reato d’opinione molto generico; per meglio comprendere la sua gravità andrebbe specificato in "incitamento dei musulmani all’odio verso i non musulmani ed alla guerra santa dei primi contro i secondi". Il contrario, l’incitamento ad odiare e combattere i musulmani, non è infatti considerato per nulla reato e neppure vergognoso bensì azione meritevole di lode. Appoggiare le guerre di bush è bene. Trattare il musulmano X da terrorista a priori è bene. Promuovere l’intolleranza con la pretesa di difendere usi e dei costumi ritenuti maggioritari nel paese è bene. Andare a prendere di notte e caricare su un aerero un tizio che non ha fatto niente e che si sospetta abbia detto qualcosa è un atto di civiltà e democrazia. La nostra civiltà, la nostra democrazia.

La lega, che tenenva Bouchta sotto mira da qualche anno, oggi esulta. "Alla fine la storia dà ragione alla Lega - dice il ministro delle Riforme Roberto Calderoli - Finalmente abbiamo aperto gli occhi e, dopo leggi che si erano dimostrate soltanto delle grida manzoniane, si è arrivati a fatti concreti e a rispedire chi predica odio a farlo nel deserto tra i cammelli".

La storia che dà ragione a Calderoli. Che storia squallida e temibile.