4/8
2005

Mi amate e mi odiate per il mio meraviglioso senso dell’umorismo

Volevo solo dirvi che da domani sono in ferie.

Quindi non vi preoccupate se per qualche settimana non aggiorno il bloggo*.







* che è, e rimane, chiuso.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




20/7
2005

Beograd

Stanotte ho sognato Beograd. Entravo in un grande edificio, pieno di gente, forse una stazione. Marmo povero, vetro opaco. Mi sono reso conto di non ricordare più una parola di serbo, non che ne ricordi molte, neppure da sveglio. Mi sono reso conto di non avere con me né la carta d’identità, che avevo bruciato, né il passaporto, e chissà com’ero arrivato lì, come me ne sarei andato. Ho incontrato due amici, sorriso scrollando le spalle, proposto di andare a bere una birra.




11/7
2005

Volete fare gli inteletuali intellettuali, sì?

Chiuso e rimane chiuso, eh. Non è che adesso riprendo a scriverci. Però, come diceva sempre mio zio Vito, ci sono proposte che non si possono rifiutare, ed io non voglio teste di bradipo ad infradiciarmi il cuscino.

Libri della mia biblioteca
[Sbadiglio]
Nella miglior tradizione da spogliatoio maschile, tiriamo fuori il righello e misuriamo. La mia libreria misura in lunghezza 1,10 m; i libri-libri occupano uno scaffale, su due file: 2 metri e venti. Poi ce ne sono un po’ sparsi sopra gli altri, distesi, che non c’è più posto in piedi. Poi ce ne sono un po’ su un altro scaffale, un po’ sulla mensola a fianco del letto, un paio che girano per la cucina. Poi ci sono quelli che ho lasciato a casa dei miei, più o meno altrettanti.
Poi ci sono i fumetti, che mi piacerebbe dire che occupano altrettanto spazio ma in realtà credo siano più o meno il doppio: qualche centinaio di numeri di bonelli assortiti (anche questi a casa dei miei), uno scatolone ed uno scaffale (su due file) di giapponanza varia, ratman, paz, spiegelmann, tamburini e liberatore, miller, doonesbury, manara, pratt. Sì, lo so cosa state pensando: mi manca bilal, che ho letto a scrocco. Rimedierò.
Il criterio con cui sono disposti rispecchia il rigoroso ordine zen della mia vita. Narrativa vampiresca adolescenziale di bassa lega accanto a Turgenev, "Il corano della cucina vegetariana" abbracciato a palahniuk, un numero di alita vicino a qualcosa di schopenhauer (mai letto, l’ho preso solo per fare colpo sulle tipe) (mai funzionato). Insomma, casuale: prendo un libro, lo sfoglio, lo lascio vagare per casa per due o tre mesi e poi lo infilo a caso dove c’è spazio. Di solito, tra gli album di foto, le cartine geografiche, le pile esaurite e jeremy rifkin.

L’ultimo libro che ho comprato
Qualcosa di erri de luca, copertina blu scuro, parola "luna" nel titolo, anno 2005. Non l’ho preso per me, era per qualcun altro che però si è sbagliato a darmi i dati e siccome non ho avuto tempo di tornare in libreria a cambiarlo, ora si è addormentato sul sedile posteriore della mia auto e lì resterà fino a data da destinarsi. Se qualcuno lo vuole, passi a prenderselo: glielo regalo.

Il libro che sto leggendo ora
Dostoevskij, Lettere sulla creatività. Mi sento in colpa a leggere la corrispondenza altrui, quindi non so se lo finisco.

Tre libri che consiglio
Non ve ne consiglio nessuno: smettete di fare gli intellettuali e cercatevi un lavoro manuale, che se c’è concorrenza gli idraulici abbassano le tariffe. Che poi mentre siete intrappolati sotto il lavello ne approfitto per leggervi io alcuni passi del Saggio sulla lucidità o di Una banda di idioti. De Il sonno del mostro vi descrivo anche le figure.

Non passo la palla, anche perché sono l’ultima ruota del web-carro ed ormai l’hanno già fatto tutti, ’sto giochino. Mmmm, aspetta... manca l’Anna.... vuoi?

Nel frattempo, però, rilancio, che a me questi giochini su libri e musica sembrano così aut. Il meme (scusami mamma per aver abiurato la lingua italiana) del 2005, sempre all’insegna del live random, dovrebbe piuttosto essere:

QVANTO 6 TVENDY?

- Quanti nomi hai registrato nella rubrica del cellulare? Tra questi, quanti blogger?
- Quanta tecnologia inutile hai comprato nell’ultimo anno sottraendo risorse economiche ad attività più importanti come ad esempio mangiare?
- Quanti film coreani hai visto negli ultimi sei mesi?
- Quanto schifo fa la canzone "Quando i bambini fanno oh"?
- Tre aperitivi che consigli.

Come da tradiz, comincio io.

- Quanti nomi hai nella rubrica del cellulare?
117, ma ce ne sono un pacco di gente che non conosco. Tra questi, 4 numeri di telefono che corrispondono complessivamente a 2 blogger.

- Quanta tecnologia inutile hai comprato nell’ultimo anno sottraendo risorse ad attività più importanti come ad esempio mangiare?
[sospiro] Ma perché mi faccio queste domande?
Una uebcam che però mi hanno regalato quindi non conta. Una macchina fotografica digitale, molto bella, e non è che sia inutile però è senz’altro meno utile che mangiare.

- Quanti film coreani hai visto negli ultimi sei mesi?
Quattro Kim Ki-Duk e Sympathy for mr. Vengeance. Probabilmente altri che non ricordo.

- Quanto schifo fa la canzone "Quando i bambini fanno oh"?
Orribile. Piace solo a Nello e a Michael Jackson, che io sappia.

- Tre aperitivi che consigli.
Aperitivi, via... che brutte vibra emette questa parola, frà. Se mi riferisco a qualcosa di leggero da bere prima dei pasti, direi: spritz cynar (vino bianco + acqua spritzata + cynar), spritz bianco (vino bianco + acqua spritzata), rabaltà (vino rosso + aranciata).

Ed ora si sbizzariscano la Regina, Mirumir (così imparano a diffondere ’sti virus) e di nuovo Anna che a questo punto penserà di avermi fatto qualcosa di male (non è così, Anna, sono io ad essere malvagio).



P.S.: No, non è che lo dovete fare davvero, anche se ve lo meritereste... fate un po’ voi. ;-)

P.P.S.: Come dicevo, chiuso e rimane chiuso. Però vorrei dire alla persona che si collega ancora quasi tutti i giorni dalla svizzera (credo) con provider bluewin che ammiro la sue perseveranza e gli voglio bene. Sei qualcuno che conosco? O avanzi dei soldi da me? Non è che sei della polizia postale o della digos, vero? Dammi un segnale, voglio sposarti. In italia o in spagna, a seconda.




7/7
2005

Cioccoblocchi

Nel Luglio del 2001 avrei voluto essere a Genova, avrei dovuto essere a Genova, non ho potuto essere a Genova. Ho seguito la manifestazione a distanza, con i mezzi che avevo a disposizione, mi sentivo coinvolto: l’ottimismo del primo giorno, la rabbia ed il dolore dei successivi, l’umiliazione di sentirmi dire da una coppia di conoscenti papponi e fascisti
"Complimenti per non essere andato, hai fatto bene."

Ho fatto bene un cazzo. Ho fatto male. Il mio posto era là e l’ho capito troppo tardi.

Con gli amici rimasti in città si discuteva molto dell’incontro, della protesta, delle violenze perpetrate e subìte. C’era chi affermava che questi del black-bloc (i black-bloc, o anche "i cioccoblocchi") non fossero altro che un gruppo di ragazzi sbandati e disorganizzati, dove con "ragazzi disorganizzati" si intendeva sottindere che fossero interiormente innocenti, spontanei, animati da uno spirito alla bon savage. La maggioranza dissentiva, stigmatizzava la violenza fine a se stessa, il vandalismo, le negative ripercussioni mediatiche, gli infiltrati. Io appartenenevo a questa maggioranza, vedevo nei cioccoblocchi uno strumento funzionale a screditare il movimento.

Nel Luglio del 2005 non ho neanche avuto tempo di pensare a Glasgow, non avrei potuto andare a Glasgow, avrei forse dovuto essere a Glasgow. Sono cambiate alcune cose da quel Luglio a questo Luglio. Il movimento che stava nascendo si è sgonfiato, disperdendosi nei mille rivoli che lo compongono. Aerei si sono schiantati, guerre sono state dichiarate, paesi sono stati bombardati, persone sono state torturate ed uccise. I paesi più ricchi del mondo si vendicano contro i più poveri, mentre il contesto rimane lo stesso o si aggrava: gli africani crepano, il sudamerica barcolla, in cina divampa il più spietato connubio tra gli aspetti peggiori del comunismo e gli aspetti peggiori del capitalismo, i deliri religiosi guadagnano terreno ovunque. L’europa agonizza sotto le calde coperte della propria passata grandezza. Gli stati uniti si affidano ancora ed ancora al proprio peggior presidente, schiava di paure metodicamente indotte. L’italia degenera culturalmente e si lascia ubriacare ancora una volta da un pericoloso cocktail di menefreghismo, clericalismo e populismo. Il mondo è diventato un posto peggiore. Non si intravedono miglioramenti all’orizzonte.

Ed ora un altro GiOtto, per risolvere i problemi dell’Africa e dell’ambiente. Inaugurato con una cena offerta dalla regina Elisabetta. Figuriamoci, cosa risolveranno. Gli americani, che non vogliono il protocollo di kyoto perché economicamente svantaggioso, che si riservano il diritto di impiantare fabbriche e bombardare ovunque, secondo le proprie regole e senza dover rendere conto a nessuno. I russi, che non sono da meno se non per minore capacità di investimento. I giapponesi, offesi perché non gli lasciano cacciare le balene in pace. Gli italiani, che si accordano con i libici per creare nuovi campi di concentramento. I francesi, che difendono armi in pugno i propri interessi africani. E via dicendo. Queste persone non risolvono problemi. Queste persone creano problemi.
I cioccoblocchi dicono di non voler passare alcun messaggio, perché nessun messaggio verrebbe ascoltato. Hanno ragione. Abbiamo parlato ed abbiamo discusso ed abbiamo urlato la nostra opinione ed il meglio che abbiamo ottenuto sono stati benevoli cenni del capo, sorrisi di commiserazione e pacche sulle spalle. Hanno ragione i cioccoblocchi, a voler distruggere tutto. Come si può definirli violenti per un’auto bruciata, quando i leader che contestano, i poliziotti che li bastonano, i giornalisti ed i giudici che li condannano, i padroni della fabbrica che ha prodotto quell’auto campano tutti sistematicamente sull’omicidio, sulla guerra, sullo sfruttamento? Come si può definirli vandali per una vetrina infranta, mentre il mondo viene quotidianamente vandalizzato da eserciti ed istituzioni? Non hanno alcun messaggio perché il loro messaggio è "Ci avete tolto tutto. Non abbiamo senso se non nell’essere presenti qui, ora."
Non ci sono soluzioni e se ci sono non le conoscono. Non hanno altro potere di incidere sulla realtà se non attraverso gesti tanto rumorosi quanto inefficaci. Non attaccano, si difendono: alla cieca, contro un nemico che non si può vedere.

Saranno figli di papà, alcuni. Saranno beceri, saranno ignoranti, mancheranno di un piano politico coerente ed efficace. Saranno funzionali al sistema, espedienti per la repressione, prodotti massmediatici. Saranno anche tutto questo, ma meno dei loro avversari, e con molte più ragioni per esserlo. La loro protesta violenta ed aggressiva sarà inutile quanto quella pacifica e civile, ma nel Luglio del 2005 li comprendo molto meglio. Vorrei poter essere a Glasgow.




21/6
2005

Se proprio non si può vietare il matrimonio...

...che almeno gli omosessuali non ne siano immeritatamente esentati.


DISCLAIMER: Questo testo contiene dosi massicce di relativismo. Se siete allergici mantenetevi ad una certa distanza dal monitor. Se non sapete cosa significhi "relativismo" provate a leggere le prime venti righe ma con molta cautela.


Mentre scrivo, il "matrimonio" tra omosessuali è l’argomento del giorno: c’è stato recentemente un gay pride a Milano, c’è stata appena pochi giorni fa una manifestazione in Spagna contro l’estensione di questo diritto, se ne parla, se ne scrive, se ne legge un po’ dappertutto. A voler essere sinceri comincio a credere che l’argomento sia un po’ sovraesposto, nonostante la sua importanza, e che tra breve verrà ridimensionato.
Nel frattempo, devo ammettere che esprimo la mia opinione con un certo imbarazzo. Non qui, dove potrei tranquillamente esimermi, ma nel mondo atomico dove mi trovo a dover ascoltare cumuli di fesserie ed io non riesco a tenere a freno la lingua. Mi sento in imbarazzo perché non sono molto omosessuale, e quindi mi scoccia fare l’avvocato difensore o l’attivista dei cazzi altrui; mi par sempre di fare il presuntuoso, come se gli omosessuali non fossero perfettamente in grado di difendere i propri diritti da soli. Però c’è la solidarietà. E c’è il fatto che a starmene zitto mentre la gente attorno spara vaccate mi si blocca la digestione.
Mi sento anche in imbarazzo perché a me la questione pare di una semplicità lampante: se due persone consenzienti decidono di stare assieme e regolamentare la propria unione sotto il punto di vista giuridico ed amministrativo, qualsiasi sia la ragione che li spinge a fare questa scelta, perché negare loro questo diritto?
Io sono contrario al matrimonio come istituzione, sia civile che religiosa, ma non trovo valide ragioni per limitare la libertà degli altri. Io farò quello che mi pare, magari cambierò idea. Gli altri, uguale. Qual’è il problema?
Che la famiglia deve essere composta da un uomo ed una donna? Checché ne dicano i tradizionalisti, questa è una costruzione sociale. Tutto quello che riguarda la società umana è frutto di molti e diversi processi di costruzione sociale: non c’è nessuna regola assoluta o "naturale" che ci obblighi a vivere in un modo piuttosto che nell’altro. Ci sono regole sociali, e si può dire che se nel corso dei millenni questa forma di famiglia fondata sulla coppia eterosessuale si è diffusa a livello pressoché planetario significa che assolve in modo efficiente a determinate funzioni. La prosecuzione della specie, soprattutto. Ammesso che questo sia un valore determinante, il matrimonio omosessuale non la mette affatto in pericolo, dato che se uno è omosessuale ha più o meno le stesse probabilità di riprodursi che sia o meno sposato.
E’ una cosa contronatura? Solo nel senso della riproduzione, ma la natura è una realtà così vasta e varia che è difficile stabilire cosa vi sia "contro". Gli animali domestici e da allevamento non esistevano in natura, sono una "creazione" umana. Le automobili ed i loro gas di scarico, le fabbriche ed i loro fumi e scarichi, la televisione, i vestiti, lo stato, la religione, gli occhiali, sono tutte cose che non esistono in natura e che a volte concorrono a distruggere un presupposto ambiente "naturale". In natura la maggior parte degli animali va vita di coppia solo durante la copula o al massimo durante l’infanzia dei cuccioli: la famiglia è una creazione umana. Niente feste di compleanno, pranzi di nozze, crisi di gelosia, complessi rapporti padre-figlio tra gli altri mammiferi. Gli omosessuali, al contrario, non sono stati inventati.
In una prospettiva cosmica, senza tralasciare un falso senso di ottimismo per il futuro, è la specie umana ad essere contro la natura.
La famiglia è stata inventata dall’uomo, quindi si ha tutto il diritto di cambiarla. Non mi sembra che la società, dopo tutto, funzioni così bene da dover rifiutare qualche piccolo cambiamento che secondo me la farebbe anzi migliorare - perché dove si estende la libertà c’è miglioramento.

Capitolo a parte l’adozione da parte delle coppie gay. Se qualsiasi idiota ha il diritto di sbagliare il salto della quaglia sul sedile posteriore di una golf e diventare genitore, non vedo la ragione perché una coppia omosessuale non possa crescere un bambino. A parità di condizione con le coppie etero, cioè dopo gli adeguati controlli per assicurarsi che il loro sia un desiderio meditato e non un capriccio egoistico, che abbiano quelle capacità che si presume dovrebbe avere un genitore e che nessuno sa bene quali siano. Magari facessero questi controlli anche alle coppie che non hanno bisogno di adottare, ci sarebbero un sacco di vasectomie in più e di persone incasinate in meno. I bambini adottati verrebbero presi in giro a scuola? Certo. Se davvero ci tenessimo ad evitarlo potremmo ad esempio smetterla di spacciare l’omosessualità come una malattia mentale, un peccato mortale o peggio. Ad ogni modo, tutti i bambini vengono presi in giro a scuola e la maggior parte dei genitori non sa neppure perché: almeno in questo caso lo saprebbero e potrebbero stare più vicino a loro figlio. Il bambino si sentirebbe "confuso" dal fatto di non avere un modello femminile (o maschile) di riferimento? Conosco un sacco di persone che sono cresciute in famiglie orribili, perfettamente e legittimamente composte da una coppia eterosessuale. Senza voler citare gli eccessi, parlo di padri che lavorano dodici ore al giorno e dei figli si ricordano a malapena il nome, che trattano le mogli come serve o minus habentes, madri che passano le giornate tra manicure e shopping dopo aver parcheggiato il pargolo da qualche parte o davanti alla televisione, genitori che ricordano in continuazione al figlio, con le parole o con i fatti, come egli non fosse desiderato e non sia bene accetto, genitori che scaricano sul figlio le proprie ambizioni represse rovinandogli la vita mentre cercano di indirizzarla verso un qualche loro obbiettivo. Evitando di citare gli eccessi, ripeto, che purtroppo non sono pochi. Sono cresciuti bene? Alcuni sì, nonostante tutto. Altri no. Non credo che una coppia omosessuale saprebbe fare di peggio.

(P.S.: Sono stato bravo, per una volta non ci ho infilato dentro nessuna tirata contro i cattolici. Comunque consiglio la lettura di questo splendido post, anche nella versione originale in spagnolo, se preferite. E sono stato anche troppo sintetico, lo so.)




16/6
2005

Voglia di sicurezza

Sicurezza, si sente un gran bisogno di sicurezza in giro. "Sicurezza" è una delle parole d’ordine più à la page del momento, assieme a "casa nostra", "recessione" e "fecondazione". Non potendo rimanere sorda ai gorgoglii intestinali dei cittadini, l’autorità appronta lestamente una risposta a questo bisogno di sicurezza, come una mamma che infila una felpa al pargoletto quando uno dei due ha freddo. Ecco dunque schierato per la nostra sicurezza un esercito di vigilantes, poliziotti di quartiere, micropoliziotti, informatori, carabinieri in borghese, nonni-vigile, cognati-finanzieri, parroci-digos. Armati, per la nostra sicurezza, di telecamere. Microfoni da intercettazione. Autovelox. Gilet catarifrangenti. Pistole ad acqua spegni-sigarette. Manganelli per i più riottosi.
Dovremmo quindi sentirci sufficientemente sicuri, grazie a tutta questa gente. Dovremmo. Ma.
Quando sbircio il mio boccheggiante conto in banca alla fine del mese, quando sento parlare ruini alla radio, quando leggo gli articoli della fallaci, quando parlo con molta gente che mi gironzola attorno, non è dei rom, degli albanesi, dei pedofili, degli omosessuali, dei terroristi arabi o delle mamme assassine che ho paura.
Datemi la sicurezza, ma quella che voglio io. Datemi la sicurezza che se tra un anno o dieci deciderò malauguratamente di metter su famiglia avrò una ragionevole possibilità di farlo. Datemi la sicurezza che per i miei eventuali figli votare avrà ancora un senso. Datemi la sicurezza che nessuno dei miei amici verrà mai mandato in qualche parte del mondo a farsi sparare perché l’Eni possa aprire una nuova filiale. Datemi la sicurezza di potermi dichiarare ateo senza subire rappresaglie. Datemi la sicurezza che io ed un milionario, un vescovo, un carabiniere, di fronte alla legge italiana siamo uguali. Datemi almeno la sicurezza che se mi verrà una carie (non dico un cancro, eh) potrò farmela curare senza dover chiedere soldi in prestito alla banca.
Non chiedo molto. In fondo queste sicurezze io una volta ce le avevo. Me le avete scippate. Ed in giro non c’è neanche un padre costituente di quartiere da poter chiamare.




13/6
2005

Non facciamoci prendere

Stato pontificio


Inspirare, espirare.
Interiorizzare, lutto.
Ricominciare, lotta.
Segnarsi questa data nel calendario.
Inspirare.
Espirare.

Sono una specie di santissimo guru del cazzo. L’unico punto calmo in mezzo alla bufera. L’occhio del ciclone. Inspiro. Eeeespiiiro. Vedo il mio animale guida.
Controllo il mio battito cardiaco.

Inspiiiiirooooooh...


...scusate, devo andare un attimo a bruciare una chiesa.
Poi espiro.




7/6
2005

Al confronto, il polacco era Che Guevara

12/13 giugno: referendum

...o forse no.




1/6
2005

Referendum: rapito l’ex papa

12/13 Giugno: referendum
Con il cuore in gola vi riporto una foto ed una lettera che mi sono state recapitate anonimamente via e-mail. Non sono in grado di garantirne l’autenticità e non mi ritengo in alcun modo coinvolto nel contenuto del messaggio, del quale mi faccio latore solo per non rischiare un aggravamento delle condizioni dell’ostaggio assolvendo così al mio dovere civico di pubblico informatore. Data la gravità della situazione, potrebbe essere opportuno diffondere il comunicato quanto più possibile, tramite i mezzi a vostra disposizione.

"Il vostro amato sig. Karol Wojtyla, noto anche come Giovanni Paolo 2, si trova attualmente sotto la Mia custodia. La foto allegata vi convinca che non si tratta di millantazione, Wojtyla è mio prigioniero ed anche se al momento gode di buona salute (in effetti, sta addirittura meglio di quando Me lo avete consegnato) non Mi è possibile garantire che tale condizione persista in futuro. E’ necessario che voi sappiate che il suo destino dipende esclusivamente e fino alle estreme conseguenze dal raggiungimento del quorum nei referendum del 12 e 13 Giugno 2005; se tale quorum non sarà raggiunto, il sig. Wojtyla sarà da Me destinato al reparto punitivo dei Miei domini dove saranno pianto, stridore di denti, etc. etc. come da documento programmatico precedentemente pervenutovi.

Avrei preferito evitare l’impiego di strategie così apertamente aggressive e radicali, ma l’arroganza e la falsità dimostrate da numerosi Miei sedicenti rappresentanti terrestri Mi ha reso evidente come sia ormai necessario elevare il livello dello scontro portando l’attacco al cuore del sistema religioso e diffondendo senza intermediari le Mie ben determinate volontà.

Personalmente sono favorevole alla procreazione assistita, ma consapevole del funzionamento della pseudodemocrazia borghese da voi adottata non pretendo di influenzare direttamente il risultato del referendum; Mi limito ad esigere che i membri del Mio fan club esprimano a riguardo una propria libera opinione, dissociandoMi da chiunque si sia permesso di affermare il contrario.

Tengo infine a ricordare, nel caso le Mie volontà non vengano rispettate, come la Mia fama non sia dovuta né a clemenza né a pazienza: del resto, non è mai particolarmente saggio contraddire una Donna.

Vostra,

Dio."




24/5
2005

...insomma, mandatemi almeno una squadra di Quoti…

12/13 Giugno:referendum
Ricordo che il link verso il comitato per il referendum è questo - sì, ci arrivate anche cliccando su quel grosso cerchio verde a sinistra.


Il molto meno nobile link verso la mia recensione dell’Episodio 3 di Star Worse è questo, ed ovviamente tra le due cose non c’è alcun legame ma non avevo voglia di scrivere due post.