31/1
2005

Recensioni letterarie

Aspettando che i pavimenti della mia camera asciugassero ed ascoltando Bjork ho letto ieri "Il Duca nel suo dominio", di Capote. Trattasi di una lunga intervista semirubata a Marlon Brando nel ’57 a causa della quale il divo si incazzò assai, non essendosi reso conto di avere di fronte un piccolo bastardo pettegolo con una memoria eccezionale. A parte la carta così spessa che ci si potrebbe far filtrini per le canne, i caratteri da libro di fiabe per bambini ed una traduzione che scivola sui termini più caratteristici dell’ambientazione giapponese, la lettura è stata estremamente piacevole. Da bravo maître à penser quale sono mi sento di consigliarlo a quanti
- apprezzano Capote;
- amano Brando ed il brandopensiero;
- non hanno molto tempo a disposizione ma come me vogliono ugualmente fingersi persone di cultura (il libro è breve, lo si legge nel tempo che asciugano i pavimenti della mia camera).

Prezzo: sei euro e ottanta ma io l’ho preso con lo sconto.
Casa editrice: non mi ricordo e non ho voglia di cercare ma ha la costina gialla.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




29/1
2005

Non un bel posto

L’assessore dorme sotto lenzuola di seta, e al policlinico non ci sono letti per gli ammalati. L’imprenditore va in vacanza a cortina, e i suoi operai si respirano un cancro. Il consigliere pippa molta cocaina, e la polvere si posa sul teatro da ricostruire. Il dirigente va a puttane in thailandia, e la strada aspetta di essere allargata. Il mafioso cambia due mercedes all’anno, e gli sfrattati guardano le crepe allargarsi. I visoni decorano la moglie del chirurgo, ed i ratti galoppano tra le corsie. Questo è il posto in cui viviamo, diamogli il nome che ci pare. Ci prendono il culo come hanno sempre fatto e come sempre faranno, e lasciano che ci prendiamo per il culo tra noi: senza sensibili differenze di accento.




28/1
2005

Dizionario tascabile dell’impiegato dell’anno

Come stai? = Devi farmi un favore.
Bene. = La mia salute e la mia vita personale non sono cazzi tuoi.
Male. = Ho così tanto da fare che qualsiasi cosa tu stia per chiedermi non verrà neppure presa in considerazione.
Ha una scadenza particolarmente urgente? = Posso dimenticarmene subito, o devo aspettarmi dieci messaggi di sollecito entro mezzogiorno?
Ha una scadenza? = Dimmi di no e rendimi felice.
Non pensavo fosse così urgente. = In che senso, siamo già nel 2005?
Mmm... è fattibile. = E’ una colossale puttanata, ma sei tu che comandi.
Non mi convince. = Il tuo progetto è un’idiozia ed il fatto che tu cerchi di convincermi del contrario uno spreco di ossigeno.
E’ una buona idea. = Infatti te l’ho suggerita io il mese scorso, anche se ora fingi di esserci arrivato da solo.
Penso che ci vorranno un paio di settimane... = ...sperando che nel frattempo tu dimentichi di avermelo chiesto.
Fissami una riunione. = Considerando che non sai usare autluuc, posso dormire per un’altra mezza giornata.
Non c’è problema. = Tanto non ho intenzione di farlo.
Lo farò subito. = Non mi prenderò neanche la briga di scrivermi da qualche parte l’inutile lavoro di cui mi vorresti incaricare, in ogni caso ti dimenticherai di avermelo chiesto.
Ho quasi finito. = Stavo quasi per cominciare.
Hai una penna da prestarmi? = Hai una penna da regalarmi, così non devo fare tutta la strada fino all’Ufficio Distribuzione Penne?
Parlane con il mio capo. = Non ricevo ordini da te, stronzo.
Ne devo parlare con il mio capo. = Esporrò la tua domanda in modo tale che il mio capo la considererà un insulto e dichiarerà guerra al tuo capo, per cui l’incarico che vorresti affidarmi non verrà mai preso in considerazione da nessuno perché tutti saranno troppo impegnati nella faida tra dirigenti che si scatenerà.
Sto finendo un lavoro. = Sto aggiornando il blog.
Mi spiace, il mio capo ed il tuo capo si sono trovati d’accordo nel decidere che non sarò io a dover fare questo lavoro, ma tu. = Ti ho fottuto.
OK. = Mi hai fottuto, ma mi vendicherò in modo così sottilmente crudele che neppure sentirai arrivare il tir che ti investirà.
E’ necessario che io venga a questa riunione? = Non posso continuare a dormicchiare in ufficio?
Aspetta, vengo lì e ti faccio vedere. = Potrei benissimo spiegartelo al telefono, ma ho voglia di fare una passeggiata perché mi si stanno addormentando le chiappe.
Dimmi. = Dimmi solo che hai sbagliato numero.
Non è facile da spiegare. = Proteggerò il mio know-how con ogni artificio retorico possibile, così che tu non capendoci nulla del mio lavoro mi ritenga indispensabile fino a quando un bel giorno troverai la mia lettera di dimissioni sul tavolo e questo ti getterà nello sconforto più nero. Contemporaneamente, sto cercando di nascondere il fatto che non ho la più pallida idea di come io sia riuscito a terminare il lavoro in modo così spietatamente efficiente.
Complimenti, ottimo lavoro. = Bel culo, perché io non ho una segretaria?
Non credo di aver capito. = Stai dicendo cazzate, o peggio ancora mi stai affidando un lavoro che non ho nessun modo di evitare o di ritardare.
Di chi è questa idea? = Chi mi odia a tal punto?
Lo stavo per fare. = Me n’ero dimenticato.
Me l’ero segnato per domani. = Me n’ero dimenticato.
Certo, lo so che la scadenza è vicina. = Me n’ero dimenticato.
No, non me n’ero dimenticato. = Me n’ero dimenticato.
Me n’ero dimenticato. = Speravo che tu te ne fossi dimenticato.




28/1
2005

Il meraviglioso mondo dei compiuter

Quando ormai lo ritenevo umanamente impossibile, ho rifilato ancora una gmail... tra tutte le persone che conoscevo non avevo infatti considerato mio padre, che l’altra sera ingenuamente mi ha chiesto se per caso non potessi configurargli un nuovo indirizzo di posta elettronica (mio padre cambia casella di posta ogni volta che quella vecchia è satura di spam, perché non sa applicare i filtri). Con grande soddisfazione gli ho rifilato uno dei miei inviti ed ho pure impostato il fattapposta perché possa leggere i messaggi tramite l’odiato autluuc; di conseguenza sono due giorni che mi manda messaggi di prova per verificarne il funzionamento.

Il mio vecchio, che da queste poche righe potrebbe sembrare un rimbambito, dimostra a dire il vero una dimestichezza con il computer sorprendente considerando la sua veneranda età di cinquantaics anni. Ciononostante nelle ultime settimane sono stato convocato a casa sua (chiaramente in sere diverse, tutte caratterizzate da vento gelido ed impegni più interessanti ai quali ho rinunciato in nome dell’affetto filiale) per rispondere alle seguenti necessità:

- rimozione di un fastidioso trojan;
- rimozione di un truffaldino dialer;
- creazione di un indirizzo di posta elettronica;
- rimozione di un altro truffaldino dialer;
- riparazione del mouse che non funzionava (era staccato il cavetto);
- riconfigurazione dell’accesso ad internet;
- decriptazione di un "messaggio strano" dell’antivirus (tipo: <<Vieni qui che l’antivirus mi ha dato un messaggio strano.>> <<Che messaggio?>> <<Non so, l’ho cancellato. Era importante?>>);
- creazione di un altro indirizzo di posta perché il primo non permetteva di scaricare i messaggi su autluuc.

Questo, mio padre; da parte mia sono involontariamente riuscito a disabilitare Internet Explorer in maniera pressocché irreversibile (questo potrebbe anche essere successo mesi fa, visto che di norma utilizzo il Firefoxy come fanno tutte le persone sane tranne una) ed a disabilitare permanentemente la funzione "Salva con nome" da tutti i software. Ora devo solo riuscire a trovare la voglia di formattare tutto... nel frattempo, se devo salvare qualcosa lo aggiungo in coda ad un file esistente anche se non esiste alcuna attinenza semantica tra, poniamo, i due testi (il risultato lo leggeranno i vostri figli nelle antologie di letteratura postmoderna).

P.S.: Se a qualcuno servisse una gmail, ne ho ancora nove...




26/1
2005

Cultura bellica

Che differenza c’è tra gli eserciti regolari che combattono un’irregolare guerra in medio oriente ed i guerriglieri che con scopi diversi li combattono? Che differenza c’è tra i mercenari assoldati dagli uni o dagli altri negli stessi paesi? Che differenza c’è tra le squadre speciali bene armate e prive di scrupoli e le bande di sanguinari decapitatori? Tra le bombe e le autobombe e gli uomini bomba?

Non chiedetelo ai cadaveri esplosi, mitragliati, morti di sfortuna. Meglio, non chiedetevelo proprio ed accettate l’assunto che da sempre sta alla base di ogni cultura umana: noi siamo i buoni e combattiamo contro i cattivi. Lo dicevano i nazisti e lo dicevano gli alleati, i comunisti e i fascisti, gli indiani e i cowboys. A metterlo in dubbio, addirittura con una sentenza in tribunale, rischiereste come minimo di andare contro il comune sentire della gente, che non è una colpa da poco.




25/1
2005

Internescional

Se fossi capace di provare qualcosa di simile alla vergogna, potrei vergognarmi di non aver ancora salutato le mie conoscenze che in questi giorni sono sparse per il vasto mondo. In particolare:

- Julio che (fino a domani) si trova in Perfida Albione per motivi non precisati (studiare Giuorgioni?)
- Laura che se ne sta in Norvegia dove probabilmente non hanno mai visto una donna con i capelli scuri e sarà quindi già diventata oggetto di studi... Laura, ben ti sta: cosa ci sarà mai in Norvegia che non ci sia nel borgo natio?
- Grifo che per quanto ne so dovrebbe essere ancora disperso in Lituania... per ragioni erotico/culturali nonché per organizzare la tratta delle bianche che ci fornirà personale per il gay-gar
- Giulia che pure dovrebbe essere ancora a Paris, mi sono messo in promemoria di salutarla ogni tanto anche se rimarrà lì degli anni ed escludo che nel frattempo passi su queste pagine
- Koda-Fratello-Orso a Valdagno (vabbé, non ci si può far nulla dato che c’è nato)

Per non parlare del tipo che se ne sta in Portogallo noncurante del fatto di essere ancora in possesso del mio Caravaggio di Jarman... comunque non legge il blog, quindi non vale neanche la pena scagliargli contro maledizioni.

A scanso di equivoci queste affettuose citazioni dovrebbero essere ricambiate scrivendo l’indirizzo del bloggo nei bagni pubblici dei bar, delle stazioni o degli aeroporti che vi trovate a frequentare all’estero, così da accrescere il mio prestigio internazionale.

Coniglietto suicida

Il coniglietto suicida l’ho conosciuto ieri grazie a Mirumir ed ho provato subito un instintivo moto d’affetto nei suoi confronti. Un’anima pia è stata così gentile da pubblicare tutte le vignette.




24/1
2005

Meglio un giorno da leone che dieci minuti da pecora gonfiabile

pecoraIl mio entusiasmo per le cose di questo e di altri mondi cresce a tal punto da spingermi Venerdì a ripulirmi la coscienza cinematografica (macchiata dalla grave colpa di aver creduto in Alexander) con la visione di un prezioso classico della fantascienza, per concludere rapidamente la serata nel bar dei diciassettenni. Principali attrattive di questo truce locale diventato inspiegabilmente uno dei più frequentati del triste borgo natio sono:
- si può fumare;
- assumono come cameriere sedicenni scappate di casa con il tatuaggio che spunta dalla mutanda.
Una delle due attrattive è stata sradicata dalla legge sirchia (sia maledetto il suo nome in secula seculorum) mentre l’altro non è sufficiente a riempire il bar, dato che l’inverno spinge la maggior parte dei pedofili a rimanere davanti al calduccio del proprio computer. Noi ci andiamo, sia chiaro, solo perché... mmm... ce l’ha chiesto Nello e...
OK, in effetti non mi risulta affatto chiaro perché andiamo in quel locale.

Sabato trascorso quasi completamente rinchiuso a Villa Gelida, ad eccezione di una rapida sortita in libreria verso metà pomeriggio attratto come un’ape dal melenso cartello "sconti dal 30 al 50%" appeso all’esterno. Purtroppo non è rimasto granché, ma del mio nuovo amore Capote riesco almeno a trovare qualcosa. Alla sera vado a teatro con l’amico PornoRambo perché anche se nessuno se n’è accorto siamo degli intelettuali intellettuali e di conseguenza tenuti a presenziare ad ogni evento mondano e culturale; per fortuna da queste parti se ne vedono gran pochi e possiamo permetterci il lusso di essere intellettuali part-time. Comoda, la vita in provincia.

Secondo fonti più che autorevoli, oggi dovrebbe essere uno dei giorni più sfigati dell’anno. Finora non noto differenze sostanziali. Dovesse volgere al peggio mi posso sempre consolare pensando che, per quanto triste possa essere la mia vita, non ho ancora ceduto alla tentazione di sollazzarmi con un’ammiccante pecora gonfiabile come quella in cui mi sono imbattuto per caso girellando innocentemente per internet. Se solo la smettesse di guardarmi così...




21/1
2005

Desiderio a scelta multipla con contributo del lettore

Questo inverno sta durando troppo. Ad ogni attimo gelido che si succede al precedente, cresce il mio desiderio di trovarmi
su un’isola caraibica
del pacifico
a new orleans
a londra
da qualsiasi altra parte
intento a
guardare oziosamente la gente che passa
fumare
leggere
scrivere
, sorseggiando con noncuranza
tequila messicana
vodka con succo d’arancia
succo ACE ghiacciato
, ascoltando a basso volume qualcosa di convenzionalmente adatto al luogo in cui mi trovo ed allungando ogni tanto una mano contro la luce
tiepida
dorata
ingannevole
del crepuscolo giusto per .




21/1
2005

Nucleare?

[Sto di nuovo somatizzando l’universo. I fiocchi immacolati di neve caduti tre giorni si sono trasformati in lastre di ghiaccio lucide e scivolose o cumuli duri e sporchi ai bordi delle strade, il parallelo con il mio umore non potrebbe essere più evidente.]

Ha ragione il Lestofante Capo, riapriamo il dibattito sul nucleare. Sono passati quasi vent’anni dal referendum, non provo nessun particolare senso di sacrilegio se qualcuno propone di ricominciare a discuterne seriamente.
Non che io sia particolarmente preparato sull’argomento, del resto... per il momento mi devo limitare a qualche osservazione superficiale. Le due motivazioni che si sentono più spesso in favore del ritorno al nucleare sono:

L’energia in italia costa troppo perché la importiamo dalle centrali nucleari straniere.
Ok. Supponiamo sia vero. Non si è mai attuato un programma serio per l’impiego di fonti di energia alternative, non ne abbiamo di tradizionali, siamo costretti ad importare corrente dall’estero con tutti i costi che questo comporta. C’è anche da dire che la nostra rete di distribuzione dell’energia fa schifo, se dopo il blackout dell’altr’anno mezzo paese ha riavuto la corrente dopo tre ore mentre alcune regioni hanno dovuto aspettare un paio di giorni. Ho anche seri dubbi che calerebbe mai quanto c’è da pagare in bolletta ed il presentimento assai solido che con qualche scusa o qualche tassa in più ci fregherebbero di sicuro.

Siamo circondati da centrali nucleari appena oltre il confine, quindi non godiamo dei benefici del nucleare ma nel caso succeda un incidente ne subiremmo ugualmente le conseguenze.
Claro. C’è un che di infantile in questo ragionamento che è difficile da smontare, ma la risposta "Allora costruiamo le centrali anche noi" non mi sembra così scontata. Giorgi Dabliu ad esempio direbbe: "Bombardiamo la Francia" e sarebbe altrettanto logico. Poi mi chiedo se uno preferirebbe vivere a 5 o cinquecento chilometri da un incidente nucleare, e credo faccia un po’ di differenza (non molta forse, ma potendo scegliere...)

A questo proposito, discutiamo anche di dove fare queste centrali, iniziamo a parlarne subito. Non si riesce a trovare un posto dove costruire i termovalorizzatori, sarebbe interessante scoprire chi va a dormire con una centrale nucleare fuori dalla finestra. Magari non è troppo presto anche per discutere di dove butteremmo le fastidiose scorie: non basta rispondere con superficialità "In qualche paese del Terzo Mondo", bisogna anche trovarne uno che non abbia particolari flussi di immigrazione verso l’italia, o ci troveremmo tra qualche anno una generazione di clandestini radioattivi a minacciare la salute pubblica.

Discutiamone, però. Non basta fare la faccia scandalizzata ed appellarsi ad una volontà popolare espressa molto tempo fa, in una situazione emotiva fortemente influenzata da Chernobyl. Non basta arroccarsi dietro le posizioni acquisite e sperare che la gente non abbia cambiato idea nel frattempo. Non basta perché questi ci fregano un’altra volta.

[Il Lestofante scherza anche sulla possibilità di far promettere in ginocchio ai propri sgherri di seguire i principi di Amore & Libertà. Non mi sembrerebbe più così disgustosa l’idea di un esercito di Ken e Barbie inviati a battere il paese casa per casa, se davvero venissero a propormi il Libero Amore.]




19/1
2005

Possibilmente un avvoltoio

D: Crede in Dio, o comunque in una forza superiore?
R: Credo in una vita successiva. Vale a dire che l’idea della reincarnazione mi è congeniale.
D: In questa vita successiva, come vorrebbe reincarnarsi?
R: Un uccello... possibilmente un avvoltoio. Un avvoltoio non deve preoccuparsi del proprio aspetto o della sua capacità di trarre in inganno e piacere; non deve darsi arie. Nessuno comunque avrà mai simpatia per lui: è brutto, indesiderato, mal accetto dovunque. E questo lascia una libertà considerevole.

[Truman Capote, "Musica per camaleonti"]