24/9
2004

Fumo molto e pigramente penso

Guardando la muraglia di condomini dal balcone, oltre la prateria ed il fumo di sigaretta, si può anche pensare

tutte le nostre città, splendide o miserevoli, sono costruite sui cocci delle città che c’erano prima, figuriamoci una vita o due

figuriamoci (se io possa aver ragione, per una volta)
e se le triglie mi invadessero la casa e mi togliessero il respiro, metterei un maglione in valigia ed andrei a trovare Heidi
ci metterei un’ora
ma si sa, io non cambio mai idea mentre tutti sono così entusiasticamente aperti, che dall’altra parte dello specchio vedono solo un silenzio agghiacciante

ed ogni città è diversa dalla precedente, cambia nome alle cose o interi alfabeti, aspetta lettere per conoscere quello che già sa, si ferma a guardare un gatto bianco e grigio che passeggia indifferente proprio sotto il balcone.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




23/9
2004

Qualcuno, spero, capirà

Da anni penso ad Internet come alla "Discarica dell’informazione". Se la nostra società, come molti affermano, è la società dell’informazione nel senso che produciamo, vendiamo e consumiamo soprattutto messaggi(ni), immagini, suoni e fregnacce varie, la Rete è certamente la discarica a cielo aperto di questa società; un tempo abusiva, ora regolarizzata tramite condono, esaltata come faro di progresso. Semplicemente, si è ingigantita troppo per poterla ignorare, il suo olezzo si respira ovunque. Non sto dicendo che sia inutile: quando una società produce, vende e consuma inevitabilmente produce scarti, rottami, imballaggi e defecazioni.

Mucchi di rifiuti, dune, colline di informazioni accatastate le une sulle altre, intrecciate, in frantumi. La discarica non ha un custode ed i molti padroni non se ne curano, fingono di voler innalzare mura e reticolati ma ogni volta l’immondizia straborda, non se ne vedono i confini. Alla luce bassa del tramonto si vedono brillare frammenti di specchio e pozze d’acqua, bisogna appoggiare i piedi con attenzione perché non c’è nessun terreno sotto, solo cocci di ceramica bianca e pagine viscide di riviste pornografiche. Bisogna indossare stivali, guanti da lavoro e mascherina, se non ci si vuole tagliare o rimanere intossicati, bisogna aiutarsi con le mani e curvare la schiena per avanzare.

Camminando su queste colline di rifiuti, frugando nell’immondizia, si può occasionalmente trovare qualcosa di molto bello e prezioso, qualcosa di curioso o interessante. Si sa che la gente butta proprio di tutto, a volte persino se stessa. C’è persino chi ci abita, in questa discarica: persone che passano qui buona parte della propria giornata alla ricerca di chissà quali tesori o per gridare, in piedi su un frigorifero scassato, tutti i mali del mondo. Alcuni ci dormono pure. Molti, senza rendersene conto, da semplici visitatori sono divenuti parte della discarica, merce scartata e gettata. I più intelligenti o visionari si sono gettati da soli, in piena consapevolezza, perché forse la discarica è meglio di ciò che ne sta al di fuori.

La discarica un tempo era popolata solo di pazzi urlanti e di filosofi, di vagabondi che non trovavano altro posto per dormire e di idealisti che la sognavano una repubblica libera dai limiti della città. Ora ci arrivano in massa turisti con il metal detector e venditori ambulanti, famiglie in gita, ruffiani e spacciatori di caselle e-mail, poliziotti in borghese e predicatori in saio nero. La discarica è diventata come la città, la città e la discarica si identificano, non esiste più un confine.

Capita a volte, com’è sempre capitato, di vedere dei corvi volteggiare famelici sopra un mucchio d’immondizia particolarmente fresco ed invitante, già gonfio di grassi vermi. Odio le carogne troppo affollate, preferisco rosicchiare le mie ossa in un angolo, senza nessuno che mi disturbi. Capita a volte, però, che io decida di avvicinarmi per dare un’occhiata o lanciare un sasso, infastidito dal rumore o per umana curiosità; spesso all’ultimo minuto lo spettacolo è così rivoltante che la mano mi trema e volto le spalle agli uccelli ed ai cani che banchettano. Non li puoi scacciare né con il bastone né con le pietre né tantomeno con le parole, siano urlate o serene e ragionevoli: la discarica, come la città, è il loro ambiente naturale ed essi si devono cibare di immondizia e cadaveri come hanno sempre fatto. Provo invidia per quanti, disgustati come me, ancora trovino il coraggio di affrontare queste bestie e provare ad addomesticarle o ad allontanarle; so che non ci riusciranno e dovranno ritrarsi una volta terminate le pietre o le parole, ma invidio almeno la loro pazienza nel provarci. Io, come dico da tempo, ormai provo solo una nausea che mi debilita.

Quando avevo sedici anni, come molti altri della mia età, sdraiato sul letto fissavo il soffitto e sognavo di scappare con gli zingari, vivere sporco e lacero in giro per il mondo, di furto ed espedienti, senza vergogna o preoccupazione per le leggi e la morale di chi ha bisogno di quattro pareti ed un tetto per sentirsi a casa. Sogni ingenui ed offensivi, da ragazzino, sogni che purtroppo non ho fatto realizzare. Non sarei potuto diventare davvero uno zingaro, in ogni caso: zingari non ci si diventa ma ci si nasce, e forse è proprio questo il cuore della questione.




22/9
2004

Shattered Karma

Alors, sono andato e tornato, visto luoghi e conosciuto persone, perso ciò che speravo di ritrovare e trovato...
...ehm...
...ah, sì, trovato pioggia.

Non che abbia molta voglia di comunicare, in realtà, ma immagino che a qualcuno faccia piacere sapere che sono più elastico di quanto possa apparire. Non ho intenzione di portare sul palco la mia ridicola tragedia, quanto la solita angosciante commedia.

Ed ho scoperto che alors si pronuncia senza la "s" finale.




16/9
2004

Going down, down, down

Il mare, per me, è la massa verde del litorale veneto, le alghe che si avvolgevano attorno alle mie caviglie quand’ero bambino. Il mare, per me, è una colata di piombo sotto il cielo invernale, una passeggiata sulla spiaggia con una ragazza al fianco. Il mare, per me, è una prateria azzurra scorta rapidamente dal treno in corsa.

Non mi ci avvicino da anni, ma ne ricordo ancora l’odore. Non lo tocco da anni, ma ne ricordo ancora la pressione sul torace.

Il treno, per me, è un territorio onirico. Mi sono perso, vado a cercarmi.




16/9
2004

Treni nella notte

Un vecchio treno attraversa nella notte città sconosciute, boschi, campagne sterminate che si susseguono illuminate solo dalla luna gelida. Io, scomodamente seduto, infreddolito, guardo fuori dal finestrino la realtà che mi scorre accanto, ascolto distratto le conversazioni dei miei vicini di scompartimento ed occasionalmente rispondo, con affaticata cortesia. Mi annoio e sono inquieto, il viaggio è lungo, il paesaggio deserto ha qualcosa di lunare nel succedersi delle sue ombre.
Il treno imbocca un ponte di ferro, austero e vagamente asburgico, si percepisce distintamente che si tratta di un importante punto di passaggio.
"E’ la Moldava! E’ la Moldava!" grida una ragazza bionda seduta di fronte a me, eccitata. Scruto con apprensione, ma rispetto all’imponenza del ponte il fiume sottostante sembra ridicolmente inadeguato, scorre tenebroso in un cantuccio modesto del suo letto, lontano e verde sotto di noi, sembra nascondere chissà quali segreti. Sono sorpreso, e deluso al punto di svegliarmi.

Il fiume, scopro ora, si chiama Prut e segna il confine occidentale della Moldavia. Non so dire se assomigli a quello del mio sogno, a dire il vero, e non so perché i miei sogni mi debbano portare tra tutti i luoghi del mondo proprio in Moldavia. Il mio viaggio mi porterà in luoghi completamente diversi, credo.




14/9
2004

Sindrome premestruale maschile

Non si ferma la marcia per la parità dei sessi, condotta ormai su ogni fronte con risultati sempre più curiosi: secondo uno studio condotto da un gruppo di psicologi inglesi, anche gli uomini soffrirebbero di sindrome premestruale. Irritabilità, depressione, mal di testa, perdita di concentrazione e drastiche variazioni d’umore legate a certi periodi del mese.
Ora si cercherà di capirne le cause, i bioritmi ed i meccanismi che regolano questo fenomeno... per quanto mi riguarda, non sono poi così sorpreso: a me questi sintomi vengono ogni cinque minuti.


UPGRADE: Non lo sapevo, ma la spassosa notizia era già stata notata da Mirumir ben tre giorni fa. Scusatemi, in questo periodo ho perdite di concentrazione. ;-)




10/9
2004

Ho finalmente visto Ghost Dog di Jarmusch!

Recensione erotico/cinefila
Io amo questo regista, non so neppure che faccia abbia ma penso che se lo incontrassi per strada gli salterei addosso preso da passione incontrollabile.

Recensione dettagliata
Non per fare il figo ma per necessità ho guardato il film in lingua originale con sottotitoli pure in lingua originale: parla di un nero che legge molto e spara bene. C’è anche un tizio con le occhiaie, ed un altro con degli occhiali buffi. Insomma, un sacco di gente che spara, molti libri. Piccioni, ci sono i piccioni che come verso fanno "cooing".

Aaaaah, gran bel film ragazzi, ve lo consiglio.

Poi c’era quest’altro tizio che vende gelati e lo sottotitolano con caratteri diversi perché parla come Jar-Jar Binks, e due ragazze una nera una bianca una più giovane una più vecchia che leggono molto tutte e due.

Credo che il film parli proprio di questo tizio (il primo che ho detto, quello nero che spara bene e legge un sacco di libri) che riceve le istruzioni su come uccidere la gente dai cartoni animati.

Adesso basta sennò vi dico il finale, andate a vederlo!




9/9
2004

Tutta fuffa meno una

Tra le notizie e le tragedie di oggi mi colpisce soprattutto lo schianto della sonda Genesis in fase di atterraggio. Per riassumere in due righe, ’sta cosa era stata mandata nello spazio a raccogliere "polvere solare" (!!!) che avrebbe permesso di capire le origini dell’universo ed altre vaccate del genere. Costo: 246 milioni di dollaroni. Valore attuale: una cippa splattata. Doveva atterrare nel deserto dello utah con il prezioso carico ma i paracadute non si sono aperti e la sonda è precipitata, la solita storiaccia infame. Questo mi fa sorgere tre pigri interrogativi: uno, perché spendere 246 milioni di dollari per spiaccicare una sonda quando per un modesto milioncino gliel’avrei sfasciata io a mazzate? Due, perché far atterrare una sonda con un carico di polvere in mezzo al deserto? L’avessero fatta atterrare nel salotto di mia nonna, magari qualcosa si sarebbe potuto recuperare. Tre, perché se si beve Coca-Cola dopo aver assunto un ben noto e potente farmaco repressivo dell’alcolismo, si prova nausea e fastidio come non dovrebbe succedere in assenza di alcol?




8/9
2004

La leva ecclesiastica della classe 1928

Monsignor Elio Sgreccia, direttore dell’Istituto di bioetica dell’Università cattolica di Roma, afferma con vigore dalla radio vaticana che "il riuscito trapianto di Pavia [...] conferma la validità della linea per la ricerca indicata dalla Santa Sede. Ma la selezione di embrioni non è accettabile."
Grazie, ciccio, avevamo proprio bisogno che tu ci ricordassi che esiste una linea per la ricerca indicata dalla Santa Sede. L’avessimo seguita scrupolosamente, si starebbe ancora a credere che il sole gira attorno alla terra, per dire. Una proposta: si occupasse un po’, la Santa Sede, dei cazzi suoi?

(proseguono intanto le straordinarie avventure di supersirchia: nella puntata di oggi l’eroe, sgamato miserabilmente, si arrampica su specchi sempre più insaponati sostenuto solo dai suoi amici fedeli.)




7/9
2004

Ipocrisirchia

Io non ce l’ho con gli embrioni: voglio dire, sono stato un embrione anch’io, so cosa vuole dire. Mi scoccia un po’ sentirmi dare del nazista da giovanardi perché sono contrario all’attuale legge sulla procreazione assistita, ma sono abituato a non dare più di tanto peso ai giudizi di certi personaggi, anche se altolocati. Chi mi interessa oggi non è infatti giovanardi, bensì il suo esimio collega sirchia. Ministro della salute di questo governo, per chi non lo sapesse.

Il sirchia, ieri, rileva (a mio avviso giustamente) come l’aver salvato un bambino malato di talassemia grazie alle cellule staminali dei fratellini sia un risultato storico. E ci credo: la talassemia è una malattia di origine genetica per la quale si muore, solitamente, quindi c’è davvero di che essere felici se la scienza riesce a sconfiggerla e personalmente poco m’importa se quelle cellule staminali fossero embrionali o adulte. A sirchia invece interessa sottolinearlo: le cellule salvifiche, ricavate dai cordoni ombelicali, erano adulte, quindi a suo avviso tanto chiacchierare sulle cellule staminali embrionali oltre a dar fastidio in chiesa è pure inutile o almeno prematuro.

OK, sirchia, oggi sono di buon umore e te la dò per buona.

Ma tu dillo che i gemelli da cui sono state prelevate quelle cellule erano sani perché il frutto della selezione degli embrioni. Spiega a noi cittadini qualsiasi dove questa selezione è stata eseguita ed a causa di quale legge che il tuo governo si ostina a difendere non poteva essere compiuta in Italia. Diglielo ai genitori del bambino guarito che il tuo collega di governo ed il suo partito di baciapile è pronto a definirli "nazisti" per aver fatto ricorso a questo tipo di procreazione. Oppure mandaci direttamente lui, a dirglielo in faccia.