12/12
2008

E poi dicono che uno si deprime

meteo


E poi ci sono gli accordi europei contro il clima.
E poi c’è il Bifidus Nanus che vuole cambiare la costituzione.
E la crisi.
E il vaticano.
E la gelmini.
E il mal di testa.

Se non che, a parlare di mal di testa mi par di infrangere il copyright di Nello. Povero Nello. Il mio mal di testa al confronto del suo è un banale raffreddore, ma che ci posso fare?
(a parte impastigliarmi profondamente come già ho fatto)

Nell’ipotesi che a qualcuno non interessi il mio mal di testa, cosa peraltro improbabile, potrebbe sempre andare a visitare il nuovo sito della Taverna Ciardi, e poi con mia grande invidia a visitare la taverna stessa. E dopo averla visitata, potrebbe anche mangiarci dentro. Davvero, andateci. Dice la leggenda che se vi presentate a nome di KarmaChimico il taverniere vi offrirà uno scorfano pescato con le sue mani nel canale dietro casa. Ma si tratta, appunto, di una leggenda. Potrebbe invece essere vero, anche se al momento lo so solo io, che ogni cinquanta cinque persone che si presentano a nome di KarmaChimico, il taverniere offra a me un cicheto. Possibilmente "cibo pulito", come dicono in Fight Club.

(L’unica cosa veramente vera, invece, è che qualcuno mi ha chiesto se era vero che la taverna l’avevano chiamata così in onore del cane di PierBulus. Questa la dovevo raccontare anche se la possiamo capire in 4. Ed è vera.)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




10/12
2008

Come togliere la crocifissione da Gesù di Nazareth

Il direttore di RaiDue dice che loro non hanno fatto nessun taglio a Brokeback Mountain, che loro l’hanno comprato già tagliato per poterlo eventualmente trasmettere in prima serata, poi hanno pensato che i gay sono persone sofisticate e cenano tardi, quindi l’hanno mandato in seconda.
E vabbè.
Si sa che nella televisione italiana si possono vedere pseudofamosi o emeriti sconosciuti appesi a testa in giù sopra le fiamme o sottoposti ad ogni genere di tortura fisica e psicologica, si possono fare infinite allusioni agli apparati riproduttivi di una nota transgender, si possono mandare in onda culi e tette ad ogni ora ma ci sono certe cose che non si possono trasmettere e di cui non si può parlare, se non a certe precise condizioni. Per esempio, un film sul problema della ninfomania tra le giovani fotomodelle bisessuali passerebbe ogni censura. Ad ogni modo, si sa. E’ triste ma si sa. E sia chiaro che sarà così fino a quando i gay non si decideranno a pagare il maledetto canone rai come tutti gli altri.
Entrando nello specifico della faccenda, però, togliere la scena dei due pecorari che trombano da Brokeback Mountain comporta un piccolo problema: non si capisce più una fava. Sapete, Brokeback Mountain è la storia di due pecorari che, di punto in bianco, decidono che le pecore sono abbastanza grandi da sbrigarsela da sole e si chiudono in tenda a farsi le coccoline per tutta la notte. Se togli le coccole, non si capisce più perché tanta incuria nei confronti delle pecore. Pare cattiveria. Lo so, perché ho visto la scena trasmessa dalla rai: sono in montagna, fa freddo, uno dice "senti che freddo, vieni dentro la tenda", l’altro dice "mannò", "massì", "brr", "dai, vieni dentro", e si svegliano la mattina dopo con l’occhio languido e uno dice "io non sono così" e a te non resta che chiederti "così come?" dato che non è successo niente, cosa sono tutti quegli sguardi languidi, ti viene pure il sospetto che i due pecorari siano vagamente deficienti.
Ecco, in mezzo ci stava la scena che dava un senso a tutto il film. In un film sui pecorari gay, hanno tagliato la scena in cui i due pecorari facevano le cose da gay. Resta un film su due pecorari che ogni tanto vanno a pesca di nascosto. Ma perché lasciare tutte quelle pecore, allora, e rischiare di ferire la sensibilità degli animalisti? Potevano farlo diventare un film su due tipi che vanno a fare le passeggiate in montagna, sarebbe durato sui venti minuti, senza dar fastidio a nessuno.




5/12
2008

E uno skate-park in piazza San Pietro

Forse esprimo un’opinione controcorrente per i lettori abituali di questo bloggo*, notoriamente il cren de la creme dell’intellettualità progressista, ma secondo me farebbero davvero meglio a vietare la costruzione di nuove moschee. Mica per dare contro al Vaticano, sciocchini, e neanche per il puro gusto di rompere le palle al prossimo, nonostante entrambe le motivazioni abbiano un certo peso nell’influenzare la mia opinione. Tanto meno perché questi luoghi di culto potrebbero diventare la fucina di nuove temibili organizzazioni terroristiche, quelle sono le classiche sparate di chi non sapendo fare indagini, processare ed eventualmente condannare i colpevoli preferisce la scorciatoia della generalizzazione e della punizione preventiva. Ma niente di tutto questo mi tange, scoglio nella tempesta io sono.
No, il problema è che questi luoghi di culto sarebbero nella maggior parte dei casi adibiti proprio a luoghi di culto, ed in italia ce ne sono già fin troppi. Anzi, io vieterei anche la costruzione di nuove chiese, e di templi, santuari, capitelli. Chiuderei subito quelli ora esistenti, trasformandoli per esempio in musei, biblioteche, palestre... Cinema. Perché no? A tutti piace il cinema. E la libertà di religione, mi chiederanno i miei piccoli amici? In culo, risponderei io. Ma la religione è una relazione tra la divinità ed i credenti, risponderei io, mica ha bisogno di essere costretta in uno spazio fisico, sacrificata tra quattro (o più) mura. Praticatela all’aperto! Gioite assieme al Creatore ed approfittatene per ringraziarLo dell’inverno incombente! Scoprite un nuovo ecumenismo radunandovi tutti assieme - cristiani, musulmani, induisti, shovinisti e buddisti - in qualche grande piazza, o in mezzo ai boschi, o nelle catacombe, come quando credevate davvero a ciò che professavate! Vivete come i gigli nei campi e gli uccelli nel cielo, e smettetela di rompere i maroni e di evadere l’ici.





* io, PornoRambo, e l’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra. A quanto pare l’ONU ha preso il posto del mio cagninzio recentemente scomparso**.
** nel senso di morto, non di scomparso.




4/12
2008

Non lo buttate, riciclatelo

gallina vecchia...Veltroni dice, "Se qualcuno pensa che il problema sia io si faccia avanti, che venga fuori."
Io, che ho il dono della sintesi, al primo ascolto ho capito: "Se qualcuno pensa che il problema sia io, mi faccia fuori."
Per fortuna non parlava con me. Ad ogni modo, il fratello scemo di Obama è a capo del Partito TeoDemocratico (dove "Teo" in questo caso sta anche per "Teoricamente") ed io non ho votato per lui, quindi la sua sorte non è un problema mio.
[E meno male, con tutte le responsabilità che già ho.]

Purtroppo per lui, però, pare che Veltroni si stesse rivolgendo a D’Alema. D’Alé, quello che fa le messe nere anche se non ci crede, solo perché gli piace sacrificare i gattini. Speriamo abbia un udito migliore del mio.
A scanso d’equivoci, non sto assolutamente dicendo che bisognerebbe far fuori Veltroni: sarebbe solo un piacere alla destra (circa). A meno di imbottirlo di esplosivo e catapultarlo a palazzo chigi durante un consiglio dei ministri, naturalmente. Questo non credo farebbe loro piacere. In mancanza di esplosivo, anche imbottirlo di avvisi di garanzia potrebbe funzionare. In mancanza della catapulta, invece, consiglio una grossa fionda. Comunque, lo ribadisco, queste sono solo ipotesi e penso che del destino di W.V. dovrebbero occuparsi i suoi elettori.

Se solo sapessi dove sono finiti i tizi per cui ho votato io, farei lo stesso.




3/12
2008

Tranquilli, ci pensa Lui

Il nostro adorato Lestofante Capo, cav. dott. grand.mo fig. d. putt. Silvius Berlusconi, ha annunciato la propria intenzione di avanzare al prossimo G8 una "proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo". A prima vista, c’è da avere paura. Cos’altro ha escogitato il Lesto Fante per danneggiare la rete, minacciare la libertà d’informazione e frantumare gli zebedei al mondo?
Non è poi che il Berlu vada molto d’accordo con i computer, come ben si sa, e d’altra parte è bene ricordare come il mafiosetto abbia ormai settant’anni suonati, età in cui (pussa murì!) diventa arduo cimentarsi con le nuove tecnologie. A meno che si sia persone intelligenti, ovviamente. E dato che lui per abitudine e delirio di onnipotenza tende a comprare tutto quello che gli sta simpatico e a distruggere tutto il resto, dopo il ben noto decreto Urbani sul p2p, tutta quella lagna sulla periodicità della pubblicazione, il direttore editoriale, la diffamazione a mezzo stampa e balle varie, ci si potrebbe aspettare qualsiasi cosa: dall’obbligo di registrazione per l’accesso ad Internet al raddoppio dell’IVA sui nomi di dominio fino all’uccisione di tutti i server primogeniti maschi. Sono sinceramente curioso. Preoccupato, no, anche perché una delle poche che rimangono sicure anche in quest’epoca di incertezza è che se Berlusconi dice che farà una cosa, possiamo stare tranquilli che non la farà. A parte questo, la minaccia del Banana è resa ancora più frivola da un paio di dettagli:
. tutte le iniziative citate in precedenza, clamorosamente annunciate come l’equivalente telematico di un’epidemia di peste bubbonica, si sono finora rivelate altrettanto clamorosamente prive di conseguenze - è bastato sbattersene e continuare a fare finta di niente;
. finché al mondo esisteranno adolescenti brufolosi dotati di computer, qualsiasi regola che tu voglia dare ad Internet verrà infranta. E se questa regola si mette tra loro ed il porno, verrà infranta prima che tu faccia in tempo a renderla pubblica.




2/12
2008

Guardassero meno televisione

Sarà anche l’ennesima dimostrazione di un conflitto d’interessi sopravvissuto impunito per 14 anni e tipo 8 governi, sarà anche una fastidiosa tassa che va a gravare sul bilancio familiare di un sacco di italiani, ma secondo me tutto questo cancan sull’aumento dell’IVA per gli abbonamenti a Sky è veramente patetico. Mentre questi farabutti al governo tagliano i fondi alla scuola e all’ambiente ed architettano porcate dalla mattina alla sera, la presunta opposizione se ne sta lì a gridare allo scandalo per due spiccioli di tassa su Sky, a sollevare questioni di principio sulle televisioni, dopo aver lasciato passare provvedimenti ben più infami. Dai, c’ha ragione Cicchitto! Mi costringete persino a dar ragione a Cicchitto, perdindirindina! Ed ora mi toccherà lavare la tastiera con l’aceto.
La televisione satellitare a pagamento, al momento, è un bene di lusso. Capisco che molti si siano abbonati solo per convincere i centralinisti sottopagati di Sky a lasciarli in pace all’ora di cena (e come non capirli), capisco che un sacco di persone ritengano non solo piacevole ma assolutamente necessario seguire tutte le avventure dei magici omini in pantaloncini corti e dei loro palloni, capisco che ormai sui canali "gratuiti" vedere un film sia diventato una prova di resistenza psicologica agli spot*, sta di fatto che la televisione a pagamento resta un bene di lusso. Un bene di lusso assolutamente legittimo e molto diffuso, che magari chi non guarda molto la televisione e non si interessa di calcio può ritenere un po’ stupidino e senz’altro superfluo, ma meno dannoso per esempio di un Cayenne. Non è che sono contento che aumentino le tasse su Sky. In fin dei conti, però, tra tutte le cose, perché non Sky? Chissenefrega di Sky? Non è che stanno tassando il pane, o il gas, o internet. Maledite Berlusconi finché volete, che è tutta salute, però dai, sù, basta piagnistei, fate finta di essere persone serie.



* Grazie anche al furbo risultato di un referendum del 1995, ricordate?




28/11
2008

The elephant-loving man

Ieri sera ho visto con grande ritardo il film "The protector", con Tony Jaa. Imprescindibile. Parla di un ragazzo thailandese che ha una storia d’amore con un elefante, e dopo che questi scappa con una banda di ristoratori cinesi non esiterà ad andare fino in Australia per ritrovarlo. E poi loro si lamentano del turismo sessuale. Una volta in Australia, il ragazzo darà un contributo fondamentale allo sviluppo della scienza ortopedica, grazie alle centinaia di nuovi pazienti mandati in reparto a causa della sua spiacevole abitudine di concludere tutte le conversazioni con una frattura multipla. In suo aiuto viene un poliziotto buono accusato di corruzione, ostacolato però da un poliziotto corrotto accusato di bontà. Nonostante ci sia dietro la solita storia di mafia cinese, traffico di droga ed amenità varie, i cinesi vorrebbero fondamentalmente mangiarsi l’elefante, che comunque risulta essere la cosa più sana sul menu del loro ristorante. Avete presente quei ristorante cinesi che sembrano tutti carini, economici e folkloristici e poi ti servono il gatto spacciandolo per anatra all’arancia? Ecco, un qualsiasi ristorante cinese. Mentre il cuoco sta preparando la sfoglia per l’involtino primavera più grande del mondo, però, il tizio ne approfitta per sfrangare a calci, pugni e testate il mobilio, il personale e gli avventori del locale, recuperare l’elefante e nasconderlo nel bagagliaio di una cinquecento. Si presentano poi nell’ordine a farsi riempire di botte il solito ballerino di capoeira impazzito, uno sciabolatore wushu ed un gigantesco wrestler; con quest’ultimo il ragazzo incontra a dire il vero qualche difficoltà, ed è costretto a battere in ritirata. Si reca allora nella base principale dei cattivi, scopre che il padre del suo elefante (della cui autorizzazione aveva bisogno per le nozze) è stato trasformato in un costoso ed ingombrante soprammobile, e si incazza sul serio. Neanche vi dico cosa succede dopo.

C’è da dire che in tutta la sua avventura è fortemente avvantaggiato dal codice etico della mafia cinese che vieta l’uso delle armi da fuoco, altrimenti il film durava cinque minuti e bella finita la festa.

(Lo so che in questo periodo la Thailandia è un argomento un po’ delicato, ma almeno non ho visto un film indiano.)

P.S.: Kham. Il tizio thailandese che fa tutto ’sto casino si chiama Kham.




26/11
2008

Controsantino: Antonio Gramsci

Antonio Gramsci, un uomo non privo di ironiaNato da qualche parte in Sardegna nel 1891, Antonio Gramsci è principalmente noto per la sua intelligenza sconfinata e per la quasi totale assenza di collo. Trasferitosi a Torino per studiare, venne a contatto con i movimenti operai della metropoli settentrionale e rimase presto affascinato dall’ideologia socialista, entrando poco dopo nel partito. Insoddisfatto dell’inconcludenza della classe politica socialista, della sua incapacità di sostenere le masse popolari nel biennio rosso e del suo generale quaraqquaquismo, nel 1921 Gramsci si scassa ed insieme ad alcuni amici fonda il Partito Comunista, del quale poco dopo sarà l’unico dirigente a piede libero a causa dell’avvento al potere di quel gran faccia di culo* di Benito Mussolini. Nel 1924 dà alle stampe il nuovo quotidiano del partito, ironicamente titolato "L’Unità".
In seguito all’assassinio di Matteotti, Gramsci cercherà vanamente di stimolare i partiti antifascisti ad una opposizione più produttiva dello starsene nascosti in un angolo a piagnucolare, ma a causa del suo comunismo e della già citata assenza di collo le sue parole rimasero inascoltate. Andrà allora personalmente in parlamento a sottolineare quanto fecale fosse l’alito di Mussolini ogni qual volta il duce si degnasse di aprire bocca**.
Nel 1926, beffandosi dell’immunità parlamentare, i fascisti lo arrestano e con una generica accusa di mancanza di collo lo condannano a vent’anni di villeggiatura in varie località della penisola. Il Gramsci ne sconterà solo una decina prima di ammalarsi di tutte le malattie allora conosciute e morire, a Roma, nell’Aprile del 1937. Notevole è la sua produzione di lettere dal carcere, finalizzate secondo alcuni studiosi alla messa in crisi del sistema postale fascista. Alcuni intellettuali hanno recentemente scoperto che leggendo solo una carattere ogni 42 le "Lettere dal carcere" contengono un messaggio cifrato: "Mussolini è un gran busone fatemi uscire di qui".

Periodicamente alcuni esponenti vaticani, ansiosi di compiacere le simpatie comuniste dell’attuale pontefice, sostengono che in punto di morte Gramsci si sarebbe convertito al cattolicesimo. Nonostante non esista alcuna prova di questa conversione, e pur trattandosi di un fatto di coscienza personale che in quanto tale non è dimostrabile né dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazione, ritengo personalmente credibile e degno di apprezzamento che sentendo vicina la propria fine Gramsci abbia desiderato che almeno morisse un cattolico.



* Somaticamente parlando, il volto di Mussolini è stato sovente paragonato ad un deretano dai massimi esperti internazionali di fisionomia umana.

** [Fonte da verificare]




25/11
2008

In questo paese tutto è possibile

Obama avrà anche vinto le elezioni presidenziali in America, ma qui da noi Vladimir Luxuria ha trionfato all’isola dei famosi. Ognuno ha quel che si merita. Il paradosso è che probabilmente Luxuria ha ottenuto più voti con questa cazzata di tutta Rifonda alle ultime elezioni.




20/11
2008

Sono solo canzonette

Dimostrando finalmente di saper reagire agli insulti di Gasparri, Al Qaeda fa sapere che considera Barack Obama un "negro filoisraeliano". Tzk! Tzk! Tzk! Al Qaeda, che modo di parlare è questo? Non si dice filoisraeliano, è maleducazione. Inoltre, Obama è solo un po’ abbronzato. Ad ogni modo, prima delle elezioni Al Qaeda si era anche espressa contro il candidato repubblicano John ZiuCain, perciò mi permetto di consigliare ad Al Qaeda di svegliarsi per le elezioni del 2012 e presentare un suo candidato, visto che non le va mai bene niente. E no, Malcolm X non è candidabile, banda di zotici barbuti, e se non sapete perché forse è il caso che chiediate a zio Bin di togliere il blocco IP su wikipedia. Lo so che secondo il vostro calendario siamo nel milleseicento e rotti, ma nel mondo reale sono successe cose, nel frattempo.

[Abile salto dal palo alla frasca]

Per esempio, qui in Italia hanno scoperto con orrore e raccapriccio che su Internet girano dei video ripugnanti in cui gruppi musicali nazisti perculano la shoah. Mannnnooooo!!! Chi l’avrebbe mai detto! Il tutto perché qualche genio ha pensato di caricarli su youtube, perché finché rimanevano sul mulo o su gli altri centomila siti neonazisti della rete apparentemente non davano fastidio a nessuno. Il problema, come sempre, non è che ci siano gruppi nazi che cantano quelle canzoni, concerti nazi dove quelle canzoni vengono suonate, centri sociali nazi dove si tengono queri concerti, libri nazi nei quali le teorie revisioniste vengono elaborate, siti nazi che riprendono e divulgano quelle teorie e soprattutto un sacco di nazi che leggono, suonano, cantano, ascoltano e soprattutto credono a quella robaccia fumante, no, il problema è che i video sono finiti su youtube, un sito grosso, con il rischio che i nostri piccoli pargoli se le canticchino andando a scuola. Internet è una discarica, si sa, vi si può trovare un po’ del meglio e tutto il peggio dell’umanità, Intenet può essere uno strumento con cui questi pseudocefali diffondono le proprie idee, ma non è lì che nascono, non è lì che crescono. Abbiamo una maggioranza parlamentare che comprende l’ex partito della Mussolini e la sua marmaglia, mezzo governo composto da (ex?) fascisti ed un premier amico di Licio Gelli (orgogliosamente fascista), per non parlare di tutti i simpatizzanti di estrema destra presenti nella lega (Borghezio, Gentilini) o in forza italia. Abbiamo un popolo che ha chiamato questa gentaglia a governarlo. Sapete chi ce li ha messi quei video su youtube? Le stesse testine di cazzo rasate che festeggiavano la vittoria di Alemanno a Roma. Dopo vent’anni di revisionismo più o meno subdolo e di sdoganamento del nazifascismo, di xenofobia rampante e "problema sicurezza", direi che non solo lo scandalo di oggi è ipocrita, ma quelle canzoncine orripilanti sono un sintomo insignificante rispetto alla portata della malattia. Le canzoncine, al limite, fanno ridere, le canzoncine si possono censurare, vietare, nascondere sotto il tappeto, si può far finta che siano un’eccezione, un’emergenza, quattro stupidi, quattro debosciati. Le idee che ci stanno dietro, però, non si possono oscurare con altrettanta facilità. Nell’oscurità dilagano.