28/6
2007

iPhone: tutti ne parlano e che so’ io, il figlio della serva?

Da domani sarà finalmente in vendita sul mercato starnutitense quel pretenzioso gadget tecnologico che va sotto il nome di iPhone.
Come i più belli tra voi sapranno*, da qualche tempo nutro una malsana attrazione per i prodotti Apple. Ne seguo gli aggiornamenti, ne studio le caratteristiche, attendo con trepidazione le nuove uscite, le anticipazioni, le comparazioni. La cosa più curiosa di tutto questo è che non possiedo nessun prodotto della Apple. Un giorno ce l’avrò, forse**, ma al momento preferisco limitarmi al corteggiamento, girando attorno al costoso oggetto del desiderio e ripromettendomi di fermarmi prima di diventare eccessivamente morboso.
Tutta la faccenda dell’iPhone, tuttavia, merita un’attenzione particolare; non certo il prodotto in sé, che nessuno ha ancora avuto modo di provare veramente e che, comunque, non sembrerebbe essere di particolare utilità per la maggior parte della gente che si incontra per la strada. Un telefonino incrociato con un lettore mp3 incrociato con un palmare incrociato con una macchina fotografica incrociato con chissà cos’altro ancora? Okay, niente male... Ha un bel design e (insieme a diverse pecche) qualche idea tecnologicamente innovativa, ma quanta gente ha veramente bisogno di un aggeggio così avanzato? Inoltre, costa un godziliardo di dollari, che quando arriverà in Europa sarà pur sempre mezzo godziliardo di euro. Anche l’iPod è caro rispetto alla concorrenza e viene lo stesso venduto in quantità strabilianti sfruttando soprattutto il design ed il fascino del marchio, ma almeno è qualcosa che il pinco pallino qualsiasi impara ad usare in cinque minuti ed ha una funzione molto richiesta di questi tempi: ascoltare musica in solitudine facendo contemporaneamente il figo con gli amici. Il palmare, al contrario, è ancora uno strumento da manager, da professionista; la maggior parte di noi legge la posta elettronica e naviga dal computer di casa o dell’ufficio o della scuola*** o chessoio. Per essere un cellulare è davvero troppo, troppo spocchioso, magari potrà essere interessante una futura versione economica ma al momento si direbbe proprio un oggetto di nicchia: quella brutta nicchia di persone disposte a spendere troppi soldi in oggetti inutili****. Eppure, in America pare che tutti siano bramosi di averlo. C’è un tizio che già da una settimana è in fila davanti al negozio per accaparrarselo per primo, e penso sia stato intervistato da ogni singola televisione degli stati uniti. New York Times, Washington Post e USA Today ce l’hanno attualmente in prima pagina nelle loro edizioni elettroniche, ed ho solo guardato tre quotidiani a caso. Eh, gli ameregani, direte voi. Certo, sono strani, ma sta di fatto che anche in questo caso il marketing Apple è riuscita a segnare un traguardo: quello di creare un’isteria collettiva attorno a qualcosa che ancora non si è visto, su cui nessuno ha ancora messo le mani. Ghost marketing, si chiama, ed è l’espressione più emblematica di un’economia che vende sempre meno "cose" materiali e sempre più simboli, desideri, concetti. Come una mela rosicchiata, o un fonino che fa di tutto ed alla fin fine, chi se ne importa se può anche essere usato per telefonare.


P.S.: Domani, per i pochi che non lo sapessero, viene anche inaugurata la nuova via di accesso al Triste Borgo Natio. Questo evento, accompagnato da canti tribali ed altre manifestazioni di giubilo popolare, permetterà a noi plebaglia di ammirare anche il nuovo monumento che decorerà la nuova via. Il Cono di Luce, l’hanno ribattezzato quei geniacci dei nostri amministratori: immaginate un bicchiere di plastica trasparente con dentro una lampadina. Immaginate che il bicchiere sia alto sei metri. E poi dite, gli ameregani, ma pure i veneti non scherzano in quanto a stronzate.



* Sostanzialmente, PornoRambo ed Amormio.
** Senz’altro. Magari anche domani.
*** Supponendo che nelle scuole italiane ci siano computer, cosa che non dò per scontata.
**** Ovvero quella brutta nicchia di persone disposte a spendere più soldi di quelli che spenderei io in oggetti che a me non servono, naturalmente.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




27/6
2007

Partito Democratico, Tornato Democristiano

Il Partito Democratico. Come già illustrato dall’amico Gangster a suo tempo in un post al momento non raggiungibile, l’acronimo PD viene generalmente utilizzato su Internette per elevare lodi a dio nelle sue incarnazioni più suine. Ignari di tutto ciò, mi par quasi di vederli questi diessini sempre più affaristi e scudocrociati che dopo un’esplosione di estro creativo si danno di gomito esaltati nelle loro Botteghe Oscure:L’ultima immagine che vedrete di Veltroni
"Chiamiamolo Partito Democratico! Come gli americani, mica cazzi!", "Allora io faccio Bill Clinton!" grida uno e "Io faccio Al Gore!" replica un altro, "Io per prima cosa voglio la stagista!" sogghigna un sottosegretario e poi uno dice "Allora a Veltroni facciamo fare Kennedy!" e tutti applaudono senza accorgersi che è stato D’Alema, lucidando il fucile.
"E Prodi?" osserva qualcuno.
"Prodi, al massimo, può fare Prodi. Ed è già tanto."

Clicca sull’immagine per scoprire i piani del malvagio D’Alé nei confronti di Veltroni

I votanti del sondaggio di Repubblica "Su quali temi dovrebbe puntare secondo voi Walter Veltroni nel discorso di Torino?", che come tutti i sondaggi di Repubblica vale comunque quel che vale, sostengono che il buon Uolter nel suo discorso di candidatura a leader di questo PD dovrebbe puntare soprattutto su "Sostegno a ceti deboli, giovani e precari" (e grazie), "Laicità dello Stato" e "Rilancio della sinistra". Veltroni replica che "servono risposte, non sogni", quindi gli ultimi due argomenti possiamo già escluderli, mentre sul primo si spanderà parecchia retorica. Agli ultimi posti tra i risultati del sondaggio, "Apertura all’UDC" ed "Apertura ai temi cattolici". A parte che non si capisce cosa i cosiddetti Democratici abbiano ancora da aprire ai temi cattolici che non sia già stato ampiamente sfondato senza lubrificazione, oggi staremo a vedere se queste aspettative saranno soddisfatte o deluse. Nel frattempo, rimaniamo in palpitante attesa del Paese Democratico.




25/6
2007

Portrait of the young dog as an artist

"Cresce la cultura in Italia. Il teatro batte lo sport", così sostiene un articolo di Repubblica secondo il quale l’italia sarebbe un paese "ricco di stimoli culturali" soprattutto per quanto riguarda l’offerta teatrale e cinematografica ed i maggiori protagonisti di questa escalation culturale sarebbero naturalmente i giovani, dei quali uno su tre si dedicherebbe ad un’attività artistica. Urrà per il Belpaese, quindi! Il Rinascimento riprenda da lì dove si era interrotto!

A margine, ma molto a margine, vien da chiedersi: ma si considera "cultura" in blocco tutto il cinema ed il teatro? Anche gli Zelig ed i Muccino? Tutto tutto? Qualsiasi stronzata per cui si debba pagare un biglietto troppo caro e sedersi a guardare diventa automaticamente cultura? Ed ha senso misurare anche il livello di cultura del paese in base alla quantità di denari spesi per qualche più o meno degna ed indistinta "attività culturale"? Come lo chiameremo, il Prodotto Culturale Lordo? E questi gggiovani che invece di giocare a calcio torturano una chitarra o scrivono poesie sgrammaticate dandosi dell’artista l’uno con l’altro, stanno davvero creando cultura? Questi gggiovani che affollano le mostre del cinema di ogni dove e portano i culoni flaccidi da un’esposizione all’altra, si stanno "facendo una cultura" o si limitano a consumare con aria saputa, esercitandosi a lanciare in giro occhiate da intellettuale tormentato? Non sono i degni figli di quei piccoli imprenditori che, grazie alla defiscalizzazione, si scoprono "sostenitori della cultura" e finanziano spettacoli di cabaret in dialetto o "panini più lunghi del mondo"?
In base alla mia esperienza, e lo dico con tutta l’autorevolezza di un giovane intellettuale tormentato che passa le notti insonne a comporre poesie sgrammaticate, ce la stiamo tutti menando un po’ troppo, in italia ci vorrebbe meno gente che scrive libri e più gente che legge i giornali, meno gruppi musicali di post-adolescenti di belle speranze e più condanne a cinque anni di prigione per chiunque si definisca artista senza poterlo dimostrare.

Poi vabbé sono gggiovani, si divertano, artisteggino pure purché si ricordino di invecchiare e chiudere la porta quando hanno finito*.



* Questa frase l’ho aggiunta dopo aver scoperto la pagina di GymGangster su MySpace, ed essermi ricordato che metà dei miei amici sono ancora tutti presi da ’sta storia della cultura. Valli a capire. Per fortuna ci siamo io e Pornorambo.




21/6
2007

E’ arrivata l’estate. Estatizzatevi.

Its back!
Ho riflettuto molto sul riscaldamento globale, ultimamente. Voglio dire, fa caldo, no? Io ho ricominciato a venire al luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo in scuter, così da poter meglio respirare i gas di scarico dei vostri maledetti SUV e l’odore dell’asfaldo bruciato dal sole, e sono pertanto perfettamente qualificato a testimoniare che non solo la Punto Cabrio è il punto più alto raggiunto dall’aberrazione umana* ma inoltre sì, fa caldo.
Magari qualcuno pensa che non è poi così male, e tra questi (in altri momenti) potrei esserci anch’io, ma chiediamoci: che vantaggi potremmo trarre dal riscaldamento globale? Forse che a causa dello scioglimento dei poli il Triste Borgo Natio diverrebbe finalmente una spiaggia caraibica? No. Persino secondo le teorie più ottimistiche, il mare arriverebbe al massimo fino a Padova. Padova con il mare e noi senza, bella fregatura! Quindi, il riscaldamento globale è un problema.
Apparentemente è un problema che si dovrebbe risolvere da solo: la temperatura aumenta, la gente smette di accendere il riscaldamento anche d’inverno, diminuiscono i consumi di energia, diminuisce l’inquinamento, diminuisce la temperatura.
Eppure, pur provando un confortante senso di ottimismo al riguardo, mi chiedo se non potrebbe essere utile accelerare un po’ il processo, giusto per evitare di morire tutti arsi vivi entro Settembre. Per esempio, mi interessava questa storia di mettere lo sfondo scuro alle pagine web così il monitor consuma meno energia, peccato che funzioni solo con gli schermi dotati di tubo catodico e non con gli LCD di cui ormai è provvisto tutto il mondo civile. Insomma, ho riflettuto molto e come al solito non sono giunto a nessuna conclusione, se non che son cose molto gravi e dovremmo fare qualcosa e bla bla bla.
Fate qualcosa. Spegnete il monitor, uscite di casa e salvate un panda.
E’ arrivata l’estate.


* Se stai leggendo questa nota nella speranza di scoprire cosa significhi "aberrazione", significa che non mi conosci abbastanza.




20/6
2007

Intercettate le mie chiamate al 187, bastardi

C’è un corto circuito. (Mastella)
Rischiano di alimentare un clima di scontro e di disagio verso le istituzioni e la politica che é inopportuno e pericoloso. (Prodo)
L’uso delle intercettazioni è una follia tutta italiana. (Giuliano Amato )
A Massimo D’Alema faccio tanti auguri che questa cosa possa finire come immagino debba finire: nel nulla. Io ho una certa esperienza in questo genere di veleni. (Silvio Berlu)
E’ una indecenza. (D’Alè)

Tutti d’accordo, quindi. Le intercettazioni sono uno strumento pericoloso in un Paese democraticheggiante come il nostro, rappresentano una violazione della privacy, una limitazione della libertà individuale ed una grave causa di stress, e dio solo sa, pur non esistendo, quante gravi cause di stress già ci siano in circolazione. La loro pubblicazione sui giornali, poi, è un espediente vile e populista per attirare la curiosità più morbosa spacciando il gossip per inchiesta, robaccia alla Feltri. Le telefonate dei dirigenti DS hanno davvero rilevanza per le indagini? Se sì, è comunque materiale che dev’essere vagliato dalla magistratura, mica da chiunque abbia un euro e l’intelligenza necessaria per raggiungere l’edicola. Se no, chi se ne frega delle telefonate di Fassino e Minimo D’Alema? Se devo leggere la trascrizione di telefonate per il puro gusto di farlo, allora che siano almeno di persone interessanti; pur sforzandomi, tuttavia, non mi vengono in mente persone abbastanza interessanti da farmi desiderare di origliare le loro telefonate. Tutte le persone davvero interessanti non hanno il telefono, o sono morte, o parlano lingue che non conosco, come l’attuale Dalai Lama. O come il Dalai Lama precedente, se è per questo.
Tuttavia, potrebbe obbiettare qualcuno, ci sono casi in cui le intercettazioni sono davvero uno strumento utile alla magistratura, possono costituire la prova di un crimine, fornire indizi per un’indagine, svelare dov’è stata nascosta la refurtiva, dov’è rinchiuso un prigioniero, dov’è stata piazzata le bomba, salvare delle vite umane, ed altre stupidaggini del genere. Come regolarsi, allora?
Quella sostenuta dalla maggior parte dei politici di entrambi gli schieramenti è una proposta di buon senso: vengano usate le intercettazioni solo quando il magistrato lo ritiene veramente indispensabile, e non ne vengano comunque mai pubblicati i risultati, pena gravi sanzioni per i giornalisti e gli altri responsabili.
Mi sembra ragionevole, ma avanzo una controproposta: e se invece quei birichini dei nostri politici evitassero di buttarsi su ogni affare losco a portata di mano come vescovi su un chierichetto in bikini? Voglio dire, non per farne una questione morale, ma l’unico reato che nessuno membro del parlamento ha ancora commesso è il regicidio, e probabilmente solo per mancanza di materia prima. Non che io mi aspetti che la smettano di rubare, anzi, ne sarei deluso, ma almeno che la smettano di fare gli angioletti spalleggiandosi a vicenda. Perché le uniche cose sicure di tutta questa storia è che se D’Alema è sospettato di qualcosa, probabilmente ha fatto molto di peggio e che se Berlusconi difende D’Alema, come minimo quel qualcosa deve avere a che fare con il traffico d’armi, lo scambio di cervelli tra uomo e scimmia, una società segreta di massoni adoratori di divinità egizie e la vendita scontata di anime a Satana.

UPDATE:
Ha ancora il contratto in mano!
Voglio dire, non vi sembra un uomo che ha appena stretto un patto con Belzebù?
E quando dico Belzebù, ovviamente, non posso che riferirmi a lui:
Silvio Berlusconi in uno dei rari momenti di pace domestica




15/6
2007

Dalla parte del ninja

Quando scendeva la sera si abbigliava come un ninja e armato di arco e frecce (faretra sulle spalle e coltello legato ad una gamba) depredava gli agricoltori della campagna rodigina e ferrarese. Le razzie però per Igor Vaclavic, 31 anni, si sono concluse quando i carabinieri di Rovigo l’hanno arrestato. Le sue rapine avevano creato un allarme sociale tra gli agricoltori, intimoriti dal suo abbigliamento (tutto di nero, compresa la bandana in testa) e dall’improvvisa apparizione nelle loro case del russo, che con un armamentario medioevale li obbligava a cedere oro e denari. Lui li teneva a bada con la freccia sull’arco teso. Agiva con l’imbrunire e, stando alle denunce presentate, aveva già colpito cinque volte.

L’arresto L’ultima pochi giorni fa ai danni di una famiglia in un’azienda agricola di Santa Maria Maddalena (Rovigo). Ieri sera ha riprovato, ma i due anziani agricoltori hanno reagito facendo fuggire il malcapitato. I carabinieri, che già da tempo perlustravano la campagna senza successo, hanno fatto una battuta più incisiva scoprendo l’uomo in un casolare abbandonato, dove si era rifugiato sperando di svanire come Robin Hood, il suo mito. "Nella mia carriera - ha detto un alto ufficiale - ho visto di tutto, ma questa mi mancava".


Questo riporta l’ANSA. Qualche altra informazione l’ha snocciolata il tg regionale; tra le refurtiva di Igor, più che oro e denari, si sono visti prosciutti e formaggi, qualche cellulare, il tutto diligentemente disposto a semicerchio sul tavolo da qualche solerte carabiniere, forse dallo stesso che "ha visto di tutto". Cerco di immaginarmi Igor Vaclavic, 31 anni, ex soldato della fanteria russa, vestito di nero, che vaga per le campagne armato di un arco scalcinato, cerco di immaginarmelo ferito da una fucilata di un vecchio contadino (questa la "reazione" a cui accenna l’articolo) che si rifugia nel suo casolare abbandonato, da solo, sanguinante, fino a quando le nostre efficienti forze dell’ordine lo scovano ancora travestito e pongono fine alle sue "razzie" ed all’"allarme sociale" da queste causato. Ora è in attesa di giudizio. Immagino sarà accusato di immigrazionde clandestina, rapina, detenzione d’armi, violazione di domicilio, e chissà cos’altro.

Cerco di immaginarmelo.
Poi cerco di immaginarmi Cragnotti, Tanzi, Geronzi, Moggi, Umberto di Savoia, Ricucci, Fiorani, Gnutti, Previti, Dell’Utri. E tutti gli altri, quelli che non si fanno neanche una settimana di carcere perché la prigione li manda in depressione. Quelli che hanno rubato e continuano a rubare impunemente in pieno giorno, vestiti da top manager, con la figa ingioiellata che testimonia in tv la sua fedeltà al marito anche durante "questo momento difficile", che quando sono braccati dalla polizia si rifugiano nella loro villa a Santo Domingo, quelli che se un contadino veneto se li trova davanti, non solo non gli spara, ma si vergognerebbe anche a guardarli negli occhi, quelli che i carabinieri non braccano nelle campagne, non fanno battute del cazzo quando li arrestano, ma anzi chiedono loro scusa per il disturbo, quelli che infangano persino la definizione di "ladro", perché rubano solo per avidità e per lo sfizio di umiliare chi non ruba.

Questo ninja russo, al confronto, è un galantuomo e merita tutto il mio rispetto e la mia ammirazione. Se tutti i ladri fossero come lui, questo sarebbe un paese più dignitoso.




7/6
2007

Jericho, the day after

La notizia di oggi è che, contrariamente a quanto annunciato in precedenza, la serie televisiva "Jericho" vivrà per un’altra breve stagione. Questo perché all’annuncio del mancato rinnovo i fan hanno reagito maluccio, organizzando una campagna di pressione su Internet e spedendo tonnellate di noccioline alla sede della rete televisiva (il messaggio sottinteso, che si richiamava ad un episodio del telefilm, era: "Nuts!") La rete televisiva, non sapendo cosa farsene di tutte quelle noccioline, ha deciso di abdicare e di trasmettere almeno qualche altro episodio per concludere la storia. Una grande vittoria popolare, insomma, segno evidente che quando noi giovani troviamo qualcosa per cui valga la pena lottare non ci tiriamo indietro di fronte a niente. O forse, che gli americani mangiano troppe noccioline, chissà. Comunque, per mantenere alto l’hype, io festeggio offrendovi in anteprima la trama dei primi episodi della versione italiana della serie, attualmente in fase di premeditazione.

TristeBorgoNathio

1. Pilot (Pilota)
Dopo che un disastro nucleare causato da diveri attacchi terroristici ha distrutto la maggior parte d’italia, i residenti di un piccolo borgo del veneto devono fare i conti con una realtà molto diversa da quella che conoscevano. Tra i protagonisti, il giovane PornoRambo che torna a casa dopo una misteriosa assenza di molti anni nel mondo universitario; il suo amico Lusky, un contadino truzzo e bestemmiatore privo di gusto nel vestire; Nello Hawkins, un misterioso immigrato che pare nascondere molti segreti.

2. Fallout (Falla fuori)
Il fallout dell’esplosione nucleare a Vincenza colpirà TristeBorgoNathio entro un’ora e Pornorambo deve mettere al sicuro i residenti del borgo. Il suo garage non viene giudicato uno spazio adeguato, in quanto già trasformato in un gay bar piuttosto conosciuto nella zona, e PornoRambo deve trovare un altro rifugio. StefaniaRambo deve affrontare a sua volta dei pericoli dopo aver ricevuto un passaggio da quelli che crede essere normali pervertiti.

3. Four Horsemen (Quattro uomini-cavallo)
Dopo aver visto una trasmissione satellitare albanese, PornoRambo raduna un gruppo di persone per raccogliere ulteriori informazioni. Dopo aver scoperto che l’Albania non possiede affatto stazioni televisive, PornoRambo suggerisce di mandare fuori città quattro superdotati affinché raccolgano informazioni su quanto sta succedendo. Lusky propone invece di consultare il televideo, ma nessuno gli presta attenzione.

4. Walls of TristeBorgoNathio (I ragazzi del muretto)
PornoRambo trova uno sconosciuto avvelenato dalle radiazioni. Giustamente schifato, lo guarda morire bevendosi una birretta. Il generatore dell’ospedale sta esaurendo il carburante, ma PornoRambo osserva che non può mica fare tutto lui.

5. Federal Response (Risposta foderata)
I bambini di TristeBorgoNathio tornano a scuola. PornoRambo ne approfitta per rivelare a sua madre che lui all’università non ci si era mai neppure iscritto. Tutti gli altri personaggi si girano i pollici.

6. 9.02 (Diecieunquarto)
Finalmente compare il personaggio di Nello Hawkins, che si intromette in una lite tra PornoRambo ed un suo nemico d’infanzia (il barbiere?). Dopo che un impulso elettromagnetico lascia TristeBorgoNathio al buio, il Conte di Cavour costringe la fidanzata ad azionare un generatore a pedali per continuare a giocare alla pleistescion.

Negli episodi successivi, PornoRambo ed il fratello GmGastEric si recheranno nella vicina cittadina di Conte Otto a cercare medicine per loro padre, il sindaco PierBulus. Non per caso, a Conte Otto non c’è neanche una farmacia e dopo lunga agonia PierBulus muore. Un gruppo di ultrà dell’Hellas, che da mesi vaga per il veneto alla ricerca di uno stadio da depredare, si incaponisce di voler conquistare TristeBorgoNathio ma viene messo in fuga da colpi di baccalà sapientemente distribuiti dai protagonisti. Misteriosi scatoloni colmi di provviste vengono sganciati dal cielo: sono gli aiuti umanitari spediti dalla Somalia, e contegono gli stessi cibi avariati e medicinali scaduti che l’Italia aveva inviato là qualche anno prima. Si scopre che Nello Hawkins faceva parte della cellula di Al Qaida che ha fatto scoppiare le bombe e che lui stesso avrebbe dovuto farne scoppiare una a Padova, ma non avendo trovato nessuno disposto a dargli un passaggio ha rinunciato al proprio piano e nascosto la bomba all’Alter Media. PornoRambo stipula un accordo con Koda, lo sceriffo della vicina cittadina di Valdagnoh, per la costruzione di turbine eoliche che garantirebbero l’energia necessaria a superare l’inverno. Koda però, pur accettando il patto, non ha la minima idea di cosa sia una turbina eolica né di come vada costruita, e pur di non ammetterlo dichiara guerra a TristeBorgoNathio. I Valdagnesih scendono dalle montagne in sella ai propri tirannosauri ed i protagonisti sono costretti a respingere l’attacco. Lusky, c’è da dire, non fa un granché in questa serie se non cazzeggiare in giro e fare battute idiote. Un esempio di tv-verità.





6/6
2007

Journalism in wonderland

Sequenza esatta di notizie al radiogiornale, portandomi questa mattina al bunker:

1. Milano, consulente dell’assessorato alla cultura posto agli arresti domiciliari per abusi sessuali su minori. Avrebbe molestato alcune amiche della figlia... (etc. etc.)

2. I medici hanno accertato gli abusi sessuali subiti dai minori, sui quali sta indagando la procura di... (etc. etc.)

3. Bambini segretati in casa da genitori troppo apprensivi, è questo il quadro che emerge da un’indagine sui minori di quattordici anni italiani, condotta dall’istituto di ricerca tal dei tali.

Certe cose, davvero, non si spiegano.




5/6
2007

T.V.T.B.C.

Questi pazzi, pazzi americani. Non contenti di aver fatto quasi (quasi) cadere il nostro prode governo a causa della loro ostinazione a voler costruire una base militare a vincenza, ora si danno da fare a voler far scoppiare la terza guerra mondiale. Era da un pezzo che ci provavano, a dire il vero; d’altra parte, finché producono armi ed uniformi e medaglie e bare a tutto spiano, da qualche parte bisognerà pur usarle, no?
Ci hanno provato con l’unione sovietica. I comunisti sono stati troppo furbi e se la sono cavata con la famosa tecnica dell’opossum, in attesa di tempi migliori.
Ci hanno provato con l’egemonia economica. Troppo lenta, e poi per fare una guerra bisognerebbe che qualcuno ci si opponga.
Ci hanno provato con l’afghanistan, l’iraq, il medio oriente. Ma chisti tengono appena le fionde, prima di farci una guerra seria si muore tutti di vecchiaia.
Ora, il colpo di genio.
Ci provano con la russia di putin, e se la va la va. Il piano è questo: 1) si piazzano un po’ di basi militari in quello che la russia considera ancora il cortile di casa e 2) si sta un po’ a vedere cosa succede. Un piano in due mosse, così semplice che persino Bush è riuscito a capirlo. In realtà, i suoi strateghi militari gliel’hanno dovuto rispiegare quattro volte.
Putin, però, non dispone di strateghi militari tanto pazienti; li aveva, forse, ma sono tutti morti in modo misterioso o scomparsi nei bassifondi di Stalingrado. Fatto sta, Putin la settimana scorsa ha letto di questo scudo spaziale, gli è venuto un po’ da sogghignare pensando a GOldrake, poi ha chiamato il proprio ministro della difesa e gli ha chiesto
"Alfred, qual è attualmente la gittata massima dei missili iraniani?"
Il ministro ha fatto un paio di telefonate e prima di rispondere, burocraticamente efficiente:
"Venticinque metri con il vento a favore e una rincorsa di otto chilometri. Se invece lo portano sulla cima della più alta montagna iraniana e lo fanno rotolare giù in direzione del confine, supponendo che non trovi ostacoli potrebbe arrivare anche a cinquanta-sessanta metri."
"Molto bene", rispose Putin, cogliendo l’incongruenza. "Come siamo messi, noi, ad armamenti?"
"Ci sessanta sottomarini atomici che galleggiano a pancia in su presso Murmansk come pesci rossi avvelenati e la mia scacciacani, signor presidente."
"Nient’altro?" si sorprese Putin.
"Beh, i missili li abbiamo venduti all’Iran. Poi, mi faccia guardare, ci sarebbero anche ottomila testate nucleari tattiche in scadenza."
"Uhm," borbottò Putin "si può fare."
Ed è così che Putin ha deciso di raccogliere il guanto di sfida americano, che è un peccato buttare via delle atomiche seminuove, mai usate.

Bush dice che la russia non è un nemico e che non c’è più la guerra fredda, però in realtà vuole isolare la russia e provocare putin per scatenare una guerra ed ucciderci tutti. Chi conosce bene Putin sa che per provocarlo basterebbe fare un commento su sua madre, senza bisogno di scomodare basi anti-missilistiche, ma del resto chi conosce bene Putin ha da tempo incontrato una morte misteriosa nei sobborghi di Grozny. Putin dice che c’è il rischio di una corsa al riarmo e che quella americana è una provocazione, ma omette il fatto che lui ci sta cascando in pieno e che in fondo in fondo non gli dispiace, perché sono già due settimane che non uccide nessuno ed ha paura di perderci la mano.

Come mai, però, Putin si è accorto solo ora di questo astuto piano americano, quando il resto della popolazione europea ne era al corrente già da mesi? Sebbene io abbia alcuni sospetti nei confronti del Nintendo Wii (è dalla sua messa in vendita, giorno più giorno meno, che Putin non si faceva sentire), non so ancora rispondere con efficacia a questa domanda.
Quello che ho scoperto, invece, è come gli stati uniti siano riusciti finalmente ad attirare la sua attenzione su questo argomento, distogliendolo dalle precedenti occupazioni, grazie alla super t.b.c. abilmente inoculata nella popolazione europea da parte dell’agente americano recentemente scoperto e rimpatriato. Un avvocato di Atlanta, dicono. Un semplice turista che casualmente se ne n’è andato a spasso per l’Europa con un virus letale. E dov’è stato questo "semplice turista" infetto?
Prima di tutto in Francia, uno dei paesi europei più odiati da Bush. Coincidenza?
Poi a Roma, dove lavora uno dei più fedeli amici di Putin al mondo. Coincidenza?
Infine è partito dall’aeroporto di Praga, proprio vicino a dove dovrebbe sorgere una delle due nuove basi americane. Coincidenza?

Io credo di no. Io credo che questo sia stato un espediente della CIA, e che siano stati scelti obbiettivi vicini alla russia per richiamare l’attenzione di Putin sulla questione delle nuove basi militari, così da indurlo a cadere nella trappola bellica americana.

Così come non credo che sia una coincidenza il fatto che, proprio mentre scrivo queste notizie, io venga a sapere che nel Triste Borgo Natio, nella scuola che ho frequentato fino a pochi lustri fa, sono stati rilevati diversi casi di t.b.c.
Si tratterebbe apparentemente della versione normale della malattia, non di quella superresistente, ed apparentemente sembrerebbe che le cause del contagio non siano imputabili ad alcun cittadino americano e che comunque tutto questo non abbia niente a che fare con me, ma ancora una volta mi chiedo:
Coincidenza?
O devo piuttosto interpretarlo come un avvertimento?

Ci hanno già provato un paio di anni fa con l’influenza aviaria, che ho schivato per un pelo, ed ora ci riprovano. Ma hanno scelto male il loro bersaglio. Io non mi farò certo spaventare dalle loro armi mediatiche o da qualche colpo di tosse sanguinosa, e continuerò a svelare i loro sordidi intrighi e le loro minacce all’umanità, dando così il mio modesto contributo alla lotta per la libertà umana, eccetera, eccetera.




1/6
2007

Come perdere il vostro prezioso tempo

Un altro anno di stupide serie televisive americane è finito. Ci aspettano almeno
(conta sulle dita... Giugno Luglio Agosto Settembre)
quattro mesi di astinenza prima di poter cominciare con le nuove stagioni, ed anche se io li trascorrerò guardando tutte le vecchie puntate di Kung Fu e la seconda stagione di Criminal Mainds è giunto lo stesso il momento di fare il punto della situazione ovvero

UN ALTRO INUTILE POST COLMO DI SCIOCCHEZZE

Life on Mars: si sono concluse le avventure di Sam Tyler, sbirro finito negli anni Settanta dopo essere investito da un’auto (succede. il fatto è che non aveva il gilet catarifrangente). Una volta tanto, la serie non è finita per mancanza di spettatori ma perché gli autori dopo due stagioni ritenevano la storia completa. E infatti il finale è stato bellissimo, come d’altra parte quasi tutte le altre puntate: il pulotto moderno supermetodico e tecnologico calato suo malgrado nel mondo delle scazzottate, degli inseguimenti, dei basettoni e della politically scorrectness; CSI vs Starsky e Hutch, più quel pizzico di "nuncicapiscouncazzu" e tanta musica anni Settanta. Questo fanno in Inghilterra, da noi La Squadra 14. God’s in details.

Gli AdersLost: la terza stagione è stata praticamente inutile fino a tre puntate dalla fine, poi hanno spiegato più cose che nei quaranta episodi precedenti e ci hanno infilato un finale noiosetto con colpo di coda finale. Questo è Lost: quando sei ormai definitivamente convinto che non andrà a parare da nessuna parte e che tanto vale stare a guardare i criceti che si azzuffano nella gabbia, proprio allora ti stupisce piacevolmente e ti fa desiderare un altro paio di puntate, solo un paio, poi smetto. Ora, per esempio, pare che stiano per arrivare i soccorsi mandati da Penny, che però forse non sono soccorsi, e probabilmente neanche mandati da Penny, e comunque chi è ’sta Penny, e quell’altra zoccola col paracadute, e Jacob, e Alex la figlia della francese di chi è figlia e il flashback e il flashforward e... e... e... il tutto per concludersi con un angosciante "ma quanto sembra idiota Jack con la barba"?
(Risposta: come sempre). Push the button, come sempre.

whozdabombHeroes: è il fratello furbo di Lost. Molti misteri, molte domande, molti personaggi, ma non devi aspettare tre anni per sapere dove porta il cavo trovato sotto la sabbia nel quinto episodio. Ci sono un sacco di supereroi con superproblemi, come il poliziotto ciccione che legge nel pensiero di chi gli sta intorno (e scopre solo così, di essere ciccione), il tossico che vede il futuro e l’orologiaio col complesso di edipo che mangia i cervelli della gente, manca solo Nello l’uomo che sa addormentare la gente con la propria voce. Imperdibile. Un bellissimo fumettone. Peccato che dopo venti puntate meravigliose abbiano a tutti i costi voluto far dirigere il finale a Bud Spencer, ed il climax apocalittico si riduca ad una scazzottata in piazza. Ma non stiamo sempre lì a guardare il capello. Save the cheerleader, save the world.

Jericho: le principali città degli stati uniti vengono distrutte dall’esplosione simultanea di una ventina di bombe atomiche. Sembra divertente. Chi sarà stato? Come reagiranno i sopravvissuti? Com’è l’america dopo l’olocausto nucleare? Queste ed altre le domande che non si pongono gli abitanti di Jericho, una tranquilla cittadina del Kansas che cerca di continuare a vivere come se quel gigantesco fungo atomico in lontananza non fosse stato altro che un fuoco d’artificio. Amori, gelosie, litigi, sparatorie, tutto prosegue come se nulla fosse, fino a quando la serie piano piano comincia a diventare interessante. C’è un tizio che forse ha una bomba atomica in garage, forse sa tutto, forse ci aspetta una serie di svolte sensazionali... ed è proprio lì che la serie si interrompe, e pare che non la riprenderanno il prossimo anno. Nuts.

Se qualcuno ha visto qualche altra bellissima serie che secondo lui farei meglio a guardare, beh, spero che non si sogni di venirmelo a dire, e spero anche che il prossimo anno faccia tutto schifo, così ogni tanto posso uscire a bere una birretta.
Nel frattempo, ho ancora molte avventure da affrontare assieme a Carradine, il cinese biondo.