27/5
2004

Forse non tutti sanno che…

Con entusiamo viene annunciato dai tele e radio giornali che grazie all'aquisto del 50% mancante di Agustawestland (l'altro 50% già ce l'aveva), "Finmeccanica diventerà il maggior produttore di elicotteri al mondo". Finmeccanica produce già molte cose splendide: aerei, elicotteri, satelliti... e poi anche missili, siluri, carriarmati, cannoni navali (non me lo sto inventando, è sul sito ufficiale). Giustamente senza vergogna, servono per la difesa, e noi tutti abbiamo bisogno di sentirci difesi. Inoltre, business is business. Agustawestland è più specializzata: solo elicotteri, e ben l'80% dei suoi introiti deriva dalla produzione militare. Qualche esempio? L'elicottero da combattimento Apache (destinato in questo caso all'esercito britannico), bellissimo nella sua virilità bellica, a meno che tu non ti trovi per caso ad essere un irakeno, un afgano o comunque dalla parte sbagliata dei suoi mitragliatori frontali da 30mm o dei suoi missili Hellfire. Oppure elicotteri da trasporto truppe per l'esercito americano, o qualche altro elicottero da battaglia per gli eserciti di tutto il mondo. Nel 2003, infatti, AgustaWestland ha esportato i propri prodotti in ben 80 paesi: tra questi Italia (ovviamente...), Stati Uniti, Oman, Thailandia, SudAfrica, Australia, Egitto, Germania, India, Norvegia, Pakistan, Qatar, Indonesia, Nuova Zelanda, Bahrain, Ghana, Lesotho, Svezia, Uganda e Zimbabwe. Dove naturalmente verranno usati per la sicurezza e la protezione della popolazione.

Complimenti allora a Finmeccanica per il prezioso acquisto, che dovrebbe rendere orgogliosi anche tutti noi. Non solo perché Finmeccanica è italiana, come noi, ma perché circa un terzo del capitale di Finmeccanica è posseduto dal Ministero dell'Economia italiano, cioè dallo stato italiano. Che siamo noi.

Ogni volta che sentirete di una guerra che coinvolge uno dei paesi elencati sopra (ma ne restano un'altra sessantina non elencati) dovrete gioire, perché lo stato italiano diventerà più ricco; ogni volta che vedrete le immagini di una rivoluzione o di una sommossa dovrete esaltarvi, perché saprete che verrà soffocata nel sangue grazie alle armi prodotte da noi (negli stabilimenti italiani, o con i capitali dello stato italiano). I soldi delle nostre tasse finanzieranno ancora di più la progettazione di nuovi, sofisticati apparati bellici per il primo, il secondo ed il terzo mondo, e non ti ci puoi sottrarre. Non c'è di che essere entusiasti?

Il business rimane business, ma fa un altro effetto sapere di esserci in mezzo, no?

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




26/5
2004

Kill Bill vol. 1 e sottolineo uno

Ieri sera ho visto il film in oggetto... meglio tardi che mai, direte voi. Difficile arrivare senza pregiudizi di fronte ad un film del genere, considerando che tutti i miei amici adorano Tarantino mentre io sono stato uno dei pochi a trovare Pulp Fiction di una noia insopportabile - ed ho di conseguenza evitato le altre opere del regista; inoltre in molti mi hanno parlato di questo film negli ultimi mesi, bene o male, sottolineandone pregi e difetti e balle varie.
Poiché tuttavia il mio livello di equilibrio spirituale è assai più elevato di quello del volgo*, sono riuscito comunque a liberarmi dei pregiudizi e ad arrivare dinanzi al film con la serenità e l'obbiettività che da sempre mi contraddistinguono.
Non mi unirò alla folta schiera di chi vi può offrire una raffinata critica cinematografica di quest'opera (perché non ne sono capace: l'equilibrio spirituale si nutre di saggezza, non di conoscenza). Dirò solo: "mmm".

E da questo "mmm" voi potrete capire esattamente che il film era né più né meno ciò che mi aspettavo. E poiché, come detto poco innanzi, non mi aspettavo niente, aggiungerò che questo film mi è sembrato assolutamente una nullità o, al massimo, un preambolo al secondo volume. Sperando che questo non si riveli che una postilla al primo volume.

Poiché tuttavia sono costretto a riconoscere che non è affatto facile rappresentare il nulla in una forma esteticamente accettabile (da cui l'invenzione del wonderbra o del calzino nelle mutande), devo dire che il film in sé non mi è neppure dispiaciuto.

A parte un dettaglio: io odio il giallo.

* Sì, anche del tuo.




26/5
2004

Urban Law Strike

RadioGiornale di stamattina: "Allo sciopero ha aderito oltre l'85 percento di..."

"...magistrati".

Merda. Ed io che credevo "...siti web".
;-)




24/5
2004

Mc Iliad (con la partecipazione speciale degli X-Men)

"Cantatemi, o divi, l'ira funesta del Depilato Achille...", questo avrebbe dovuto essere l'incipit del kolossal stronzat Troy, una cui amabile recensione potete leggere qui, frutto anche della collaborazione degli amici PornoRambo, Nello, PierBulus e Alberto che ho trascinato meco nell'ade cinematografico e dell'inconscio supporto del lontano GMGaster le cui osservazioni sul film ("Si vede il culo nudo di Elena!") mi hanno dato coraggio durante la visione.

A lato, questo fine settimana funesto per il cinema ha visto anche la vittoria a Cannes del discutibile Michael Moore, da me personalmente ribattezzato "l'infame" a causa delle sue sbarazzine alleanze politiche e del suo populismo d'assalto. Mi dispiace che Kar-Wai, con il suo nome da cavaliere Jedi, sia rimasto a bocca asciutta (non ho visto "2046" ma conoscendo il regista sono quasi certo che sia un film stupendo) e mi dispiace pure per Kosturica che è stato per lo più passato sotto silenzio e per Babsi Jones che nonostante tutto ci sperava (per Kosturica, purtroppo che io sappia Babsi Jones film a Cannes non ne ha ancora portati). Mi dispiace, infine, per Ghost in the shell 2: Innocence, che avrebbe avuto maggiori probabilità di essere distribuito in Italia se magari avesse riscosso più successo al festival.

Sollevo curiosità per tutti quanti stamattina, incrociandomi, mi hanno gridato "Grande Trulli!" Cosa bisogna rispondere? Io ho provato con "Magico Alberobello!" ma mi hanno sgamato male... mah.

Infine, è stato proclamato per domani 25 Maggio uno "sciopero" dei siti internet e delle connessioni ADSL per protesta contro la legge Urbani. Io non so ancora se aderirò (non capisco che senso abbia proclamare uno sciopero soltanto ora... non era meglio farlo prima che il decreto venisse convertito in legge?) ma è probabile che lo faccia, ed invito voi ad interrogarvi ed informarvi in merito.




21/5
2004

KarmaChimico is evil

Come viene dimostrato inequivocabilmente in questo sito, il nome KarmaChimico è un concentrato di numerologia satanica... non mi avevate ancora sgamato, eh?

Così come magari molti di voi non avevano mai sentito parlare di You Are Empty, un nuovo gioco in progettazione che dovrà surclassare Doom 3 e Half Life 2. Il suo punto di forza è l'ambientazione: una città dell'Unione Sovietica, in epoca staliniana, dove un esperimento per creare supercomunisti d'assalto è andato storto ed un sacco di mostri completamente privi di umanità ed individualità si aggira tra i monumenti del Baffone in attesa che voi riportiate la pace (eterna). Guajeio, eh? Aspettate a sollevare il sopracciglio, voi trinariciuti stalinelli di passaggio: mi sembra equo che dopo un migliaio di giochi sui mostri provocati dagli scienziati capitalisti (Half Life, Resident Evil...) si dia finalmente spazio anche ai mostri comunisti. Ecchessiamo noi, i figli della serva? (beh, in effetti sì, ma i nostri scienziati pazzi ce li abbiamo, cribbio!). E allora vai di falciate e martellate!

Sempre meglio che stare a guardare (e sentire) i deliri del Miglior Amico di Bush e della sua allegra compagnia di saltimbanchi. Approposito Giulio, tu che sei dislocato nella grande mela hai sentito parlare di questo recente incontro tra bush e berluschino, nel quale bush si è profuso di complimenti nei confronti del nostro Truce affermando che non saprebbe come fare (cosa?)senza i suoi saggi consigli? Qua ne hanno parlato tutti i telegiornali, quindi immagino che anche lì... vero?




19/5
2004

Fata morgana

Finalmente è arrivata la primavera, il sole ed il caldo (e già mentre pronuncio questa sentenza la mano scivola furtiva verso gli amuleti portafortuna dai quali mai potrei separarmi). Domenica mi sono finalmente deciso a rimettermi i pattini dopo una lunga stagione di astinenza, approfittando dello squallore della zona industriale abbandonata... Temevo, dopo tanto tempo, di spatasciarmi al suolo non appena l'auto fosse stata al di là della lunghezza del mio braccino; nella migliore delle ipotesi mi aspettavo di schiantarmi contro la prima superficie che si stagliasse in verticale sulla mia traiettoria come, ad esempio, un sasso. O un tir. O un tir carico di sassi, guidato da un nerboruto autista moldavo in stato di alterazione etilica e con il pedale del freno appoggiato sul cruscotto accanto alla foto di bin-laden e la scritta "Amore non correre."

Invece, sorpresa! La foto era di adriano pappalardo, e l'autista era bulgaro. Per fortuna, un istante prima dell'impatto tra il paraurti ed il lavoro del mio dentista, il potente mezzo è stato costretto a sterzare bruscamente a causa dell'esplosione del pneumatico anteriore destro, colpito da una scheggia del proiettile sparato da un condominio a duecento metri di distanza ad opera di un ragazzo di quattordici anni incerto se partire volontario come sniper nella guerriglia iraqena (in questo istigato dalla rivendicazione delle proprie radici africane propugnata da una vecchia canzone degli almamegretta) oppure dedicarsi in modo professionale alla scrittura di storie erotiche a tematica omosessuale su internet, come vorrebbero i suoi genitori. Il ragazzo, peraltro ignorante al punto di ignorare che Iraq ed Africa hanno a che spartire più o meno quanto Austria ed Australia, non aveva in realtà assolutamente in mente di colpire con il suo fucile da cecchino entry-level acquistato su e-bay il pneumatico del tir che mi stava investendo e di salvarmi in questo modo la vita, bensì di colpire proprio me che una volta, senza avere alcuna intenzione di offendere, gli avevo fatto presente come sua sorella facesse prezzi un po' alti considerando anche che per gruppi di più di tre persone avrebbe dovuto applicare le tariffe scontate. Il colpo di fucile aveva in effetti mancato il bersaglio soltanto perchè il ragazzo era indeciso se mirare anche alla foto di adriano pappalardo, che aveva ben visto una volta uscire con me dal museo dove sua sorella faceva la bigliettaia.

Fatto sta che, andata com'è andata, ora lui scrive interessanti novelle sulle pratiche sessuali dei marinai macedoni, mentre io, modestamente, sono ancora qui a raccontarvela. Meno fortunato l'autista bulgaro del tir che sbandando si è schiantato con tutto il potente mezzo contro una distilleria clandestina di grappa, che una scolaresca di bambini privi del senso dell'olfatto stava visitando assieme alla loro maestrina decisamente su di giri. Bilancio dell'incidente: 13 morti, 4 feriti, quasi otto ettolitri di grappa persi per sempre ed una foto di adriano pappalardo un po' bruciacchiata agli angoli. Ma poteva andare peggio. Potevo cadere dai pattini.

Invece, sorpresa! (fine della parentesi onirica)
Non sono caduto ma con molta cautela ho raggiunto una tranquilla strada in mezzo ai campi e lì mi sono lasciato trasportare, godendomi un senso di libertà inappagabile, come l'hulk di ang lee quando spicca i propri balzi tra le rocce, come l'albatros quando dispiega le sue ampie ali nel cielo, come berluschino quando riesce ad evitare un processo...

...no, scusate, quest'ultimo è un senso di libertà pagabile.

A questo proposito, concludo il delirio (sì, perchè tra i due "Invece" non è successo niente, prima che qualcuno osi avanzare dei dubbi) segnalandovi IL sito del giorno: Berlusgoogle! [thanks Ex-Ju].




18/5
2004

Se avanzo, mettetemi in frigo

Avrei preferito non dover mai leggere su un giornale italiano il titolo "Caduto in guerra con onore". La frase mi suona sinistra e rievoca altre epoche, nelle quali le parole "guerra" ed "onore" venivano troppo spesso associate.

Non so se il soldato Matteo Vanzan, caduto a Nassiriya, sia morto con onore; immagino ci possa essere un qualche onore anche nella morte, persino in un episodio di guerra. Non riesco ad ignorare come, tuttavia, sempre più spesso ritorni a galla questa retorica guerresca. "Guardate come muore un italiano", piangiamo i nostri eroi.

"La Nuova Venezia" di oggi ha almeno un merito: a questa guerra in Iraq viene tolta infine la maschera che la voleva far passare per missione di pace. Non tutti sono d'accordo, il nostro Truce continua a definirla "missione umanitaria" ed a parlare di libertà e democrazia. Stronzate. Questa è guerra, in guerra i soldati muoiono, i civili muoiono, le case e le cose vengono distrutte e la civiltà umana stuprata. Questa è guerra come fu guerra quella contro la Serbia e quindi già due volte negli ultimi cinque anni l'italia ha ripudiato il suo ripudiare la guerra.

Andate avanti, tornate a casa, fate un po' quel cazzo che volete. Io la mia opinione l'avevo già espressa prima che partiste, con molti dei mezzi a mia disposizione: ve ne siete fregati. Non mi ritengo vostro commilitone o camerata, non me ne frega un cazzo della vostra bandiera, del vostro onore e delle vostre guerre per il potere; se sono complice è solo perchè mio malgrado sono nato qui, vi finanzio i proiettili con le mie tasse e vi do uno scopo per combattere ogni volta che faccio il pieno nella mia auto.

Siamo ancora fortunati, finchè possiamo trasformare un morto italiano in un caso giornalistico. Per volerci limitare a questo conflitto, gli americani hanno perso questo lusso da molti mesi, gli iracheni non l'hanno mai avuto. Intendo dire che presto, temo, i soldati italiani finiranno in prima pagina a grappoli, a frammenti, a mucchi di cadaveri.

Ma sui giornali bisogna saper leggere anche quello che non è scritto. Dove sono finiti, ad esempio, i tre mercenari italiani prigionieri degli iracheni? Per una settimana sono stati famosi quasi quanto la pecora dolly, ed ora non se ne parla più?
Ah, già. Il nostro Truce ha ordinato il silenzio stampa e tutti hanno obbedito all'ordine, con una compostezza ed un'eleganza davvero in stile Anni Venti. Perchè in guerra ci vuole compostezza ed unità nazionale, solidarietà, spirito di sacrificio e tanto, tanto onore.

Provo a giocarmi almeno un'ultima carta, un'ultima considerazione per chi già si è lasciato invischiare in questa rete sottile e appiccicosa di patriottismo ed orgoglio nazionale a scatola chiusa: non dimenticate, almeno, la lunga storia del nostro paese. Sarebbe davvero triste se dopo giulio cesare, carlo magno, napoleone e mussolini, il nostro prossimo dittatore fosse quel ridicolo megalomane vestito da piazzista. E' possibile non aver più neppure la dignità di diventare schiavi di una persona seria?

Per tutti gli altri, invece, questo confronto tra le diverse culture del mondo e quella americana; mi dispiace, è ironico e divertente (se vi piace ridere sui luoghi comuni) ma non è retorico e non parla di guerra e onore, quindi è una pagina seria. Date un'occhiata anche al resto del sito, mi sembra guajeio.




12/5
2004

Benvenuti al Grand Guignol

Torture, inquietanti rivelazioni, decapitazioni, scempi di cadaveri e a contorno menzogne, accuse di strumentalizzazione, infamie, ricordi vergognosi. Poi vogliono proibire i videogiochi violenti e le canne.

Il nostro obbiettivo rimane chiaro: "Portare la democrazia e la libertà". Meglio che ve ne occupiate voi, perchè francamente oggi non mi sento in vena di pensare alla razza umana e al suo radioso futuro.




10/5
2004

Loft Cube

Ci ho provato, a resistere, ma non ce l'ho fatta. Devo a tutti i costi farvi vedere il posto dove mi piacerebbe un mondo vivere. Il bello è che lo posso spostare dove voglio. E niente fasciobastardi né pulotti sui tetti, solo io e batman (e l'uomo ragno, e ratman, ecc.)

Ah, serve il macromedia flash per vederlo.




10/5
2004

Come troppi lunedì

Lunedì mattina.
Dopo l'ennesimo fine settimana piovoso, cento, mille, un milione di balconi si aprono per accogliere l'alba di una nuovo giorno di lavoro. Cento, mille, un milione di finestre lasciano entrare la luce del sole nelle cucine dei lavoratori che trangugiano un caffè caldo prima di avviarsi alle proprie fatiche salariate. Cento, mille, un milione di sguardi si soffermano stupiti ad ammirare il cielo terso, l'aria limpida e le ultime, candide nuvole che fuggono timide al di là delle montagne. Cento, mille, un milione di vaffanculo vengono ringhiati a mezza voce ed assurgono al cielo, indirizzati a chiunque si occupi di distribuire il tempo atmosferico nell'arco della settimana.