30/6
2009

Summer in Punta Sabbiosa

Jesolo Beach, per chi non lo sapesse, è la sorella zoccola di Venezia, e se per caso vi state domandando quanto debba essere zoccola una città per essere la sorella zoccola di Venezia, la risposta è: parecchio. Vi basti pensare che Jesolo Beach è nota anche come "la Las Vegas d’Italia", ed il fatto che sia soltanto io a chiamarla in quel modo non sminuisce affatto la portata della sua miseria morale. Punta Sabbiosa, d’altro canto, è la sorella povera di Jesolo, e per questo ci sta molto più simpatica.

Io l’ultimo disco degli Eels non lo capisco. O meglio, lo capisco troppo bene, dato che mi sembra esattamente identico ai loro ultimi tre-quattro (forse anche cinque) dischi precedenti. Insomma, che stanno a fare ancora lì.

Che sia per motivi ambientali o perché nessuno si è accorto della sua esistenza, nessuno si è spinto a costruire un albergo a Punta Sabbiosa. Ci sono solo campeggi, uno dietro l’altro, campeggi fighettini con dentro l’aquapark ed il corso di aquagym ed uno squadrone ben addestrato di animatori da spiaggia e campeggi-campeggi, luoghi ameni dove piantare la tenda o parcheggiare la roulette ed andarsene al mare senza incontrare scocciatori di sorta. Più che altro camper, al giorno d’oggi gli itagliani pare preferiscano svenarsi per comprare un camper e fare la bella figura piuttosto che godere di una più pratica e soprattutto più economica roulette, che evidentemente soffre del proprio fascino gitano. Le tende, in effetti, da queste parti sembrano scomparse.

La morte di Michael Jackson, l’uomo che - non dimentichiamolo - è stato fonte di ispirazione per il nome del mio cane recentemente scomparso, ha stupito un po’ tutti non tanto per il quando e per il come o per il fatto che avesse dato il nome al mio cane, ma perché non ci si aspettava che potesse veramente morire. Jackson più che una persona, più che un cantante o un ballerino o la reincarnazione di Audrey Hepburn era un marchio, così d’improvviso saperlo morto lo ha riportato fugacemente ad una dimensione terrena, ma lo shock è stato scoprire che un marchio poteva morire, come se fosse morto Mc Donald’s o Nike, un effetto simile. A parte quello, in segno di lutto per tutto venerdì non sono stati molestati bambini.

A Punta Sabbiosa si prende Radio Base, che è la radio migliore che io abbia sentito finora, e l’unica che oltre a riportare la smentita di Berlusconi alle parole del giorno prima di Berlusconi, ti fa anche risentire la registrazione delle parole del giorno prima di Berlusconi in modo da rendere ben evidente che il nostro prez non si ascolta quando parla, o se si ascolta non ci bada poi tanto perché sa che sono deliri di un vecchio satiro. C’è la sabbia gialla e c’è un mare che, come dappertutto in questa regione troppo industrializzata, sembra riempito con lo scarico dei lavelli di tutto il nordest. Io ed Amormio ci siamo divertiti un paio di giorni a sguazzare tra le onde con il vecchio canotto, cercando di toccare l’acqua il meno possibile e di far incazzare il bagnino il più possibile, trascinandoci troppo in là e troppo al largo.

Secondo alcuni giornali stranieri, a causa dello scandalo mignottopoli e delle divisioni interne alla maggioranza (forse tra i due lobi di Bossi) il prez sta per cadere ed essere sostituito da un governo tecnico. Anche secondo me. Accadrà il 21 Dicembre 2012.

Infine c’è Lio Piccolo, un delizioso angolo di Louisiana a pochi chilometri dal mondo civile, una strada molto stretta circondata da una palude desolata i cui abitanti apparentemente sopravvivono coltivando zucchine e, immagino, cantando vecchi blues.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




23/6
2009

Il Borgo resiste ancora

Per altri cinque anni, si spera, il pericolo è scampato. Dopo uno spoglio di voti che si potrebbe definire con giornalistica compostezza "al cardiopalma" il butterato socialdemocratico con poco più di duecento preferenze di scarto è stato riconfermato sindaco del Triste Borgo Natio, sfilando la vittoria dalle grinfie del suo avversario legaiolo e della cricca plutofasciomassonica che lo sosteneva. Ieri sera, mentre nell’attesa dei risultati girovagavo in bicicletta per il centro (il Triste Borgo Natio non solo ha un sindaco, ha pure un centro, sembra proprio una città vera) mi sono imbattuto in un paio di amici e con loro sono stato ad attendere il responso sotto il balcone del municipio (persino un municipio, c’è da perderci la testa). C’era una folla modesta, ansiosetta, che si accalcava davanti ad un maxischermo in una stanza buia e poi usciva a prendere una boccata d’aria, via via che arrivavano gli aggiornamenti dalle varie sezioni. Quattrocento voti di vantaggio. Duecento. Duecentocinquanta. Finalmente dall’alto sono volati coriandoli, le bandiere tenute prudentemente legate hanno cominciato a sventolare e la mini-folla è esplosa in un applauso. Il capofascio e la sua fascio-gang, che se ne stavano ad ammorbare l’aria lì attorno, si sono ritirati in fondo alla piazza a mugugnare intristiti, e già questa soddisfazione varrebbe la giornata. Il vecchio Allari ha osservato ironicamente, chi l’avrebbe detto che saremmo finiti ad applaudire la vittoria di un democristiano? Però era contento anche lui. Ed anch’io. La "roccaforte" che la lega si proponeva finalmente di espugnare ha resistito ancora, per uno zero virgola. Il sindaco è uscito, ha ringraziato, salutato, stretto mani. Quando si è avvicinato a me, volevo chiedergli se si rendeva conto di cosa ci aveva fatto rischiare con la sua gestione monocratica del potere, con il totale disinteresse nei confronti di ogni componente attiva della cittadinanza che non fosse finalizzata ad elevare lodi in suo onore, con la sua concezione dadaista della viabilità e con il suo inceneritore extra-large, ma ho colto qualcosa sul suo viso butterato e nel suo sguardo serio che mi ha fatto desistere. Erano i piani per la prossima rotonda.




22/6
2009

Di cosa parliamo quando stiamo zitti

Tutte le sue feste finiscono cosìInsomma, c’è questa storia che vedrebbe Sua Maestà Bifidus Nanus I coinvolto in un giro di festini a casa sua, o forse in tutte le case sue, a base di cocaina e signorine prezzolate, non si capisce bene se assunte una per una o in stock.
(Le ragazze erano reclutate tra Padova, Milano, Lecce, Bologna e Barletta; secondo Ghedini si trattava soltanto dei provini per una versione casalinga di giochi senza frontiere. Il fido alleato Bossi, "fido" nel senso canino del termine, che da qualche tempo cerca di minimizzare le disavventure del complice sostenendo che "figuriamoci, alla sua età... gli piacerebbe! Ma per risolvere il problema dovrebbe prendere un sacco di viagra o iscriversi alla lega!*" si è un po’ impermalosito alla parola Lecce. Berlusconi l’ha subito rassicurato che trattavasi di Lecco, accusando i giornalisti di averlo frainteso come sempre.)
Ad ogni modo, c’è una buona probabilità che pensiate che questa storia me la sono inventata, se seguite i principali telegiornali nazionali. Pare infatti che né il tg1 né il tg2 abbiano ancora trovato il tempo di parlarne e davvero, a chi potrebbe importare che il capo del governo, anzi, il governo in persona, si distragga spupazzandosi qualche pollastra. E la cocaina, poi! Al giorno d’oggi chi non si fa un tirino ogni tanto? A parte qualche centinaio di migliaia di disoccupati, intendo, qualche milionata di precari, i terremotati dell’Aquila, i pensionati con la minima ed i cassintengrati. E pensare che sarebbero quelli che ne hanno più bisogno! Per non parlare di quelli allergici alla cocaina, ma scommetto che sono una trascurabile minoranza. Non facciamo i moralisti, prima tutti a chiedersi come facesse il Lestofante Capo a sparare tante minchiate, a fare cucù e le corna e a lavorare venti ore al giorno per trasformare l’Italia nel parco giochi del IV Reich ed ora che finalmente ci forniscono una spiegazione credibile ci scandalizziamo?! Allora, se non volete conoscere le risposte, evitate di fare le domande, cribbio. La verità è che ormai ci siamo affezionati al nostro papi/pupo, ci preoccupiamo per lui, come può strangolare con vigore il Paese se passa le notti a far baldoria con le amichette e poi la cocaina a quell’età, non sarà mica rischioso? Mi sa che è rischioso, ho proprio paura che a quell’età possa essere rischioso. Oh, beh, continui pure, ce ne faremo una ragione. In ogni caso, non è che al telegiornale possono parlare di tutto, ogni giorno succedono un sacco di fatti, bisogna concedere un po’ di spazio all’uno, un po’ all’altro, e qualcosa resta per forza fuori.
Sui telegiornali iraniani, per esempio, scommetto che in questi giorni stanno parlando un sacco delle orge a Villa Grazioli.




* Sic. L’ha detto per esempio quando è venuto a parlare qui al Borgo. Secondo l’avvocato Ghedini, però, in quel momento stava parlando l’ictus.




18/6
2009

Ironicamente, in piazzetta Garibaldi

Ieri sera per il Triste Borgo Natio è passato il Bossi, venuto a sostenere il candidato leghista allo sballottaggio.

La piazzetta era piena di gente, organizzata in cerchi concentrici: vicino al palco i fanboy, che applaudivano quando c’era da applaudire, ridevano quando c’era da ridere e mugugnavano quando c’era da mugugnare. Poi c’era un’ampio gruppo di curiosi, gente che vuole vedere il vip o sentire i comizi ma si vergogna ancora a farsi vedere mentre applaude i leghisti. Infine, una fascia satellitare di oppositori, che se ne stavano sparpagliati ai margini della folla, ridendo quando c’era da applaudire, mugugnando quando c’era da ridere ed ululando quando c’era da mugugnare. La fascia satellitare eravamo in tre, io e una coppia che non conosco.

Una bambina sui sei-sette anni distribuiva graziosamente volantini.

Il Bossi comunque non l’ho visto, era in ritardo di due ore ed io che sono arrivato in ritardo di un’ora e cinquanta dopo dieci minuti ne avevo già le balle piene.


Domani sera il sindaco uscente, butterato socialdemocratico, si gioca l’asso e presenta la Serracchiani, l’unica rappresentante del PD che non si può ancora fischiare. Pare sarà preceduta da una breve apparizione della Madonna di Monte Berico.




15/6
2009

I moti carbonari

Come diceva stamattina l’omino che legge i giornali su rai tre, ma è possibile che in Italia si ipotizzi un piano eversivo per spodestare il capo del governo e si chiacchieri chiacchieri di questo complotto segreto sviscerandone i dettagli tutte le mattine sui giornali, tutte le sere ai telegiornali, senza essere sfiorati dal senso del ridicolo? Evidentemente, proseguiva lui, a questa storia del complotto si può in realtà dare una possibile interpretazione, un’interpretazione ben precisa, peccato che nel momento in cui ha cominciato a darla sia "MISTERIOSAMENTE" saltato il segnale di rai tre sul mio televisore, segno evidente che un complotto c’è e "QUALCUNO" non vuole che sia smascherato.
Provvederò ad avanzare quindi un paio di ipotesi io:
1. forse (ma forse, eh) che il vecchio satiro al potere, dopo aver liquidato con due bugie e due battute tutte le questioni recenti che lo chiamano in causa (riassumendo: veline, voli di stato, corruzione di Mills, Noemi, orge di stato a casa sua), ritiene opportuno usare il più vecchio trucco politico del mondo, ovvero ricompattare la plebe contro un nemico esterno, meglio se misterioso ed invisibile (vedi protocollo dei savi di sion, complotto giudoplutomassonico, pericolo rosso, ecc.);
2. forse che il vecchio satiro al potere ha ricevuto recentemente un paio di messaggi provenienti dall’assolata terra di sicilia e dagli amici in coppola ai quali deve molto del proprio successo, e ritiene necessaria l’adozione di un paio di misure di sicurezza in più a tutela della propria persona, mentre getta fumo negli occhi all’opinione pubblica, termina di mettere sotto silenzio i giornali e si prepara a screditare eventuali foto di prossima pubblicazione che potrebbero ritrarre strani personaggi in visita alle sue ville private.

Comunque, sia come sia, visto che l’argomento l’ha introdotto lui l’idea di un piano eversivo per mandarlo ai maiali non sarebbe niente male.

per prima cosa ci serve una divisauna versione più leziosa per l’estate



In caso le divise sono già pronte (anche in una leziosa versione estiva).




12/6
2009

O forse Leopardi era emo e Foscolo goth

E allora, cos’è successo il 25 Aprile del ’45?
Uhm... Hiroshima e Nagasaki?
No. Cos’era la repubblica di Salò?
Beh, è ovvio. C’era questo tipo, Salò...
Il sig. Salò?
E’ giusto?
No. Decisamente no. Salò è un posto.
Ah.
E l’8 Settembre del ’43?
...Hiroshima e Nagasaki?
No. Ma quand’è cominciata la sai?
Uhmm... certo... negli anni Quaranta?
No.
Cinquanta?
No.
Allora negli anni ’30.
Con l’invasione di...?
Hiroshima e Nagasaki?
No.
So meglio la prima.
OK. La battaglia di Caporetto?
E’ stata una battaglia tra gli italiani e i crucchi, ed i crucchi gliene hanno date tante agli italiani, ma poi hanno perso.
Chi ha perso?
I crucchi.
A parte che non erano crucchi...
Austriaci, vabbè.
...il fatto che sia nota anche come "la disfatta di Caporetto" ti dice niente?
Oh. Hanno perso gli italiani?
Così pare. Passiamo alla geografia?
La geografia non la so molto bene.
Beh, dov’è la Calabria?
Ma non ci chiedono le regioni d’Italia! Ci chiedono l’Africa, l’Asia...
OK, dov’è la Nuova Zelanda?
In Asia.
No.
Ah, giusto. In Oceania. Comunque sono lì. Però so tutti i fiumi.
Bene, qual’è il fiume più lungo dell’Africa?
Il Nilo, ovvio.
E dove sono le sorgenti del Nilo?
Ma in Egitto, dai!
No.
No?
No.
Passiamo alla matematica?
Ehm... no. Passiamo alla letteratura. Chi hai fatto?
Leopardi, Manzoni...
Leopardi, cosa sai?
Quella dell’Ermo Colle, "A Silvia", quella della siepe...
La siepe?
Quella della siepe che gli nascondeva il paesaggio.
Ah, è la stessa del colle.
Ah, sì, giusto.
E del Carducci?
Quella cosa di suo padre morto, della cavalla che lo riporta a casa...
Giusto, com’era...? Oh cavalletta cavalletta storna...
Quella.
Aspetta, non era una cavalletta. Era una cavallina. Fosse stata una cavalletta, il cadavere sarebbe caduto a terra subito. E il Pascoli?
Sì, anche il Pascoli.
E cos’ha scritto il Pascoli?
Ehm...
Ma sai che non me lo ricordo neanch’io? So che ce l’aveva con un fanciulletto...
Non mi ricordo.
Neanch’io. Il Pascoli è inutile, poi chi altro c’è?
Quello di Fiume.
Il D’Annunzio. Uno stronzo, lascia stare. Il Foscolo l’avete fatto?
Mi pare... quello che era nato in Grecia e scriveva le lettere?
Sì. Quello era un emo.
Un emo? Ma non era Leopardi un emo?
Mannò, Leopardi almeno aveva una sua dignità, il Foscolo passava le giornate nei cimiteri ad invidiare i morti e lamentarsi.
Comunque Pascoli...
Pascoli era proprio inutile, mi chiedo perché sia finito nei libri di letteratura.



[Mi sento così realizzato, a bullarmi della mia cultura nozionistica terrorizzando un ragazzone di quattordici anni che dovrebbe preparare gli esami. Al terzo Hiroshima e Nagasaki, peraltro, ho cominciato a servirmi pastis ghiacciati, e questo spiega per esempio la cavalletta storna.]

[Comunque c’è da dire che mentre io lo sottoponevo a questa indegna tortura, lui ha continuato ininterrottamente a scrivere e ricevere sms, probabilmente fidanzandosi con due o tre ragazze o scrivendo un saggio di trecento pagine sulla coltivazione della cannabis, quindi moralmente la vittoria è sua.]




10/6
2009

L’amico dell’amico del nostro amico

I senatori che protestavano contro l’accoglienza ricevuta dal dittatore libico Gheddafi sono stati accusati da tale Bornacin del PDL di "indignazione a telecomando", il quale ha chiesto perché non si indignassero invece verso la Cina.
Non conoscendo questo Bornacin ed essendo lui oltretutto un senatore del regno non mi permetto di definirlo un idiota in malafede, cosa che potrei anche pensare di lui e che lui del resto potrebbe anche essere ma potrebbe anche non essere, che ne so? Talvolta gli indizi sono fuorvianti. Ad ogni modo, forse il senatore si sarà accorto che domani non parlerà in senato nessun dittatore cinese, e neanche nessuno di quei cinesi modello con i quali ai nostri politici ed impenditori piace tanto fare affari, bensì un dittatore libico che ha trascorso la giovinezza a far transitare mig libici sopra la penisola e forse anche a lanciare di tanto in tanto un razzo libico su Lampedusa e che ora, grazie ai nostri soldi gentilmente sborsatigli da quel vecchio satiro del beneamato Prez si impegna a catturare, imprigionare e torturare i clandestini che passano per il suo paese. Oh bè, è il suo paese, dirà qualcuno, potrà ben torturare chi vuole, mica li possiamo torturare tutti noi, e poi in qualche modo quegli emigranti bisogna pur fermarli prima che arrivino in Italia. Giusta osservazione, se hai il cervello collegato allo scarico delle fogne di Libero. In caso contrario, l’idea di finanziare con i soldi delle tasse e di sostenere con la complicità passiva la prigionia e la tortura di esseri umani che non hanno ammazzato nessuno o rubato niente dovrebbe come minimo darti la nausea. Come minimo, eh. E vedere assieme i due principali artefici di questo patto scellerato che si stringono le mani e fanno i sorrisini in favore di telecamera dovrebbe farti ribollire il sangue nelle vene, o almeno scaldartelo un pochettino, se ancora provi un minimo di senso di appartenenza alla specie umana. E scoprire che il dittatore parlerà al senato, sarà accolto a parlare nel senato della stramaledetta repubblica, che è un po’ come se ciascuno di noi lo accogliesse nel salotto di casa, dovrebbe farti incazzare di brutto e non solo se sei comunista o anarchico o un attivista di amnesty o uno di quei cattolici che hanno da ridire sulle torture e lo stupro, ma anche solo se hai un minimo di affezione all’Italia ed alle sue istituzioni o un briciolo di senso dello Stato o un vago ricordo di cosa è successo quando è passato da quelle parti il dalai lama un paio d’anni fa.
Perciò, ecco, il problema non è che Gheddafi abbia piantato una tenda da beduino da qualche parte a Roma, non è un problema folkloristico o di preservazione del paesaggio come vorrebbero farci credere, è un problema di diritti umani, un colossale problema di diritti umani, e dato che se stai leggendo queste righe ci sono buone possibilità che anche tu sia almeno in parte umano, con buona pace del senatore Bornacin faresti meglio ad informarti, organizzarti ed indignarti assai.




8/6
2009

La maledizione della penisola delle scimmie

Lo ammetto, ho votato, mi sono sentito vagamente ripugnante ma l’ho fatto, ho elargito crocette come se piovessero sia per il sondaggione su Berlusconi travestito da elezione europea che per le amministrative del Triste Borgo Natio. E non c’ho guadagnato una lira, sia chiaro che sono proprio fesso. Nel primo caso ho votato per uno dei pochi politici che mi sembra credere a quello che dice, uno che addirittura spesso mi convince e no, in nome della mia riservatezza non vi dirò chi è, sappiate solo che è un bell’uomo, molto affascinante, porta l’orecchino, ha i capelli brizzolati e sputa quando parla (no, Briatore non è un bell’uomo, pensateci meglio). Nel secondo caso aaargh, possa la mancanza di dio fulminarmi, ho votato per il sindaco uscente, bieco socialdemocratico con tendenze dittatoriali ed una concezione surrealista della viabilità, espressione della casta baronale democrista al potere da quando Djiou Khan preparava ancora gli involtini primavera senza decongelarli, e l’ho fatto solo per evitare cercare pateticamente di evitare che i filibustieri della Bega Nord ed i loro alleati nanisti e fascisti salgano al potere e trasformino quest’anticamera dell’inferno dove vivo nella latrina di satana.

[Con un climax così è impossibile scrivere una conclusione. Chiudete gli occhi ed immaginate per cinque minuti le fiamme infernali che avvolgono il Triste Borgo Natio, il pianto e lo stridore di denti, le campane dell’Ade che suonano a festa, l’odore di zolfo e fegatini.]

[Proseguiamo con l’anticlimax]

Nel primo caso, inutile dirlo, il partito che ho votato non ha raggiunto il quorum e rischia l’estinzione. Bwahahahahah, ormai sono diventato un party-killer, ditemi chi volete eliminare dalla scena politica ed io lo voterò, condannandolo alla disfatta ed all’oblio. Nel secondo caso, bisognerà attendere lo spoglio del pomeriggio prima di sapere se posso cominciare una faziosa campagna denigratoria nei confronti dei miei concittadini o se dovrò attendere due noiose settimane per il ballottaggio.

Ad ogni modo, pare che Ferrero abbia mandato un tizio con il piccone in Puglia, nun se sa a far che.



Concludo con un paio di facezie. Per tutti quelli che avevano il pollice opponibile negli anni Novanta e che ora hanno tanta nostalgia del tempo felice della loro infanzia, si sono riformati i Nirv... no, quasi meglio, stanno per uscire nuovi episodi della saga di Monkey Island. Se vi state chieendo cosa sia Monkey Island, siete pregati di tornare su Facebook ad accudire i vostri cuccioli o a fare quel che fate di solito. Inoltre la Lucasarts, dove ciò che vi è di più sacro al mondo viene calpestato e deriso, ha deciso di rovinare i nostri ricordi facendo uscire una nuova versione pettinata del videogioco originale, e quando dico "pettinata" intendo dire "oh my fucking Commodore, come hanno conciato i capelli di Guybrush?!!"

Non che io avrò mai tempo per giocarci, impegnato come sono a combattere il crimine e salvare il mondo ogni settimana, ma ’nsomma, magari a quelli che non dovranno maledire la giunta rimarrà del tempo libero.

[politica e videogiochi, sì, e venitemi a dire che l’accostamento è poco serio.]




5/6
2009

Il mago di Oz

Ormai ogni volta che sento parlare di Bruscoloni mi viene la nausea, ed il solo pensiero di avere quel filibustiere a capo del governo ancora per altri anni mi fa accapponare la pelle. Bruscoloni che si trastulla con le ragazzine, Bruscoloni che viene mollato dalla moglie, Bruscoloni che fa le feste, Barlusconi che attacca i giornali, Bruscoloni che carica la banda sull’aereo di Stato, Bruscoloni che viene inquisito, Bruscoloni fotografato, Bruscoloni che sequestra le foto, Bruscoloni che mente sui clandestini, Bruscoloni che corrompe Mills, Bruscoloni che accusa i giudici, Bruscoloni che cede il Veneto in vassallaggio a Bossi, Bruscoloni che ci ripensa, Bruscoloni, Bruscoloni, Bruscoloni.
Bruscoloni ha ormai ridotto l’Italia ad una colossale sit-com su Bruscoloni, di quelle con la battuta ad effetto e le risate registrate, mentre fuori dal set la gente vive una vita che Bruscoloni contribuisce a rendere più difficile. Però è anche vero che il protagonismo del tiranno, in fondo, fa comodo a tutti. Fa comodo a chi fideisticamente lo segue e lo sostiene perché ne condivide i disvalori e si identifica in lui, nella sua prepotenza e nella sua arroganza, nella sfacciataggine e nel malcostume, pensando che se il tiranno ruba, corrompe e mente anche il suddito sia legittimato a rubare, corrompere e mentire, se il tiranno s’appropria dei beni dello Stato anche il suddito potrà allungare le mani, se il tiranno disprezza le regole il suddito le potrà ignorare, se il tiranno eleva lo squallore a prestigioso modus vivendi anche il suddito potrà liberarsi degli scrupoli e trovare giustificazione ad ogni impudenza, sopraffazione e violenza, ma il tiranno fa comodo anche a chi lo odia, a chi ne fa monolitico bersaglio di invettive ed attacchi verbali, oggetto lontano di un furore quasi amorevole, perché l’ossessione contro un simbolo incarnato lo libera dalla fastidiosa esigenza di fare i conti con la massa che lo sostiene, di scoprirne i motivi, di fare politica parlando ed interagendo socialmente invece di mugugnare tra simili e delegare la causa di ogni male sociale ad una persona sola, la quale vista obbiettivamente non è altro che un vecchio meschino con troppi soldi e molte turbe psicologiche, un mago di Oz che fa la voce grossa per darci ad intendere di essere potente ed invincibile, mentre è lì che s’incipria il naso ed è terrorizzato dalla calvizie, ha la pancetta e si risolleva l’autostima con l’amore mercenario.
E’ questo l’uomo che sta tenendo per il collo il paese, attorno al quale girano gli interessi e le frustrazioni di giornalisti e gente che finge di esserlo, che ha ridotto la politica ad un dibattito sulle sue malefatte, che ha affidato il governo a neofascisti e demagoghi e ci fa vergognare di essere italiani? Basterebbe un soffio di vento più forte per spazzarlo via dalle stanze del potere e dalle prime pagine dei quotidiani, probabilmente anche per fargli prendere un raffreddore che alla sua età, si sa, non è mica una cosa da ridere. Il problema è che qualcuno ci ha detto che il tiranno è troppo forte, è imbattibile, è un semidio o una catastrofe biblica, che noi comunque non abbiamo abbastanza fiato, che per liberarsi di lui servirebbe almeno un altro tiranno di eguale levatura, e noi in fondo in fondo a queste fesserie un po’ ci crediamo, anche se quel qualcuno che ce le ha raccontate è solo un noto ballista brianzolo.




4/6
2009

’nsenepuòpiù

Gent.le Sigr.Ra Taldeitali,

se ritiene che essere prima di tutto sposata e madre di 4 figli nonché laureata in teologia presso l’Università di Sticazzi siano requisiti validi per diventare sindaco, significa che probabilmente conosce bene la fetida cittadina in cui abitiamo ma che tuttavia non conosce affatto bene me e le mie sensibilità politiche, per cui la invito d’ora innanzi a tenere i Suoi volantini luccicosi lontani dal mio parabrezza o dalla mia cassetta delle lettere. Mi premuro di informarla che in caso contrario provvederei immanentemente, qualora dovessi incrociarla per strada, a sputarle in un occhio previo confronto con la foto segnaletica da lei gentilmente inviatami.

Colgo l’occasione per estendere l’invito a tutti quanti ritengono utile e vantaggioso a fini propagandistici specificare nelle informative elettorali il proprio stato civile e la quantità di cuccioli sfornati, a meno che intendano mettermeli a disposizione per riti propiziatori a Chtuluh o altre amenità.

E al tizio con il ridicolo parrucchino, in quanto tale.

Siempre vuestro,

un cittadino.