4/9
2009

Tutte scuse

Le leggi razziali, i bavagli alla stampa, le orge private, i picchiatori fascisti premiati con incarichi pubblici, le ronde, gli affondamenti, l’amicizia con Gheddafi, le poesie di Bondi, gli articoli di Feltri, Feltri, le querele ai giornali, e ancora la crisi, il precariato, le inchieste sulla sanità, le gabbie salariali, i deliri dialettali dei leghisti, il caldo, la morte della Pivano.
Quest’estate è stata terribile, e di certo ho pure dimenticato qualcosa.

Resta il fatto che vedere arrivare di già l’autunno m’intristisce, che l’autunno non è solo castagne e formaggio pinciòn e funghi con la polenta ed il gorgonzola, ma anche

[scusa, mi è venuta fame]

anche, dicevo, tutto il resto che già sapete e noiosamente evito di raccontarvi. Io sarei istintivamente più propenso ad un’estate infinita, magari meno umida e lontano dall’Italia, ma anche in Italia se se ne andassero via tutti gli stronzi che vi ci abitano.

Mio zio mi faceva giustamente notare l’altro giorno che qui è ora di finirla di parlare di ferie, che é ora di fare la rivoluzione. E c’hai ragione, zio, ma fatto sta che nell’87 un barista di Poleo mi ha pizzicato per il tentato furto di un pacchetto di ciuingam dall’espositore sul bancone, è vero che me la sono cavata con un patteggiamento di dritto e rovescio sul muso, ma se viene a saperlo Feltri? Quello mi rovina, zio, ed io non ho mica il Vaticano a coprirmi le spalle.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




28/8
2009

Ogni isterico allarmismo è giustificato

Qualche tempo fa, tornando da una delle mie numerose vacanze (perché il 2009, diciamo, è ormai l’anno da me consacrato alla fuga) ho trovato il cavo dell’antenna rotto, rotto come può esserlo un cavo e cioé che crisbio ne so, rotto! Lo collegavo alla presa, alla televisione, e non si vedeva un calippo. Magari si era preso una fulminata, perché non l’avevo staccato prima di partire, lo so che bisognerebbe staccarlo, ma se lo stacco come faccio a registrare le avventure dei miei emigrati italiani in brazil? Eh? Quindi non l’ho staccato, e forse si è rotto per quello.

[Sì, finché sono in ferie registro Terra Nostra, e allora? Sempre meglio dei vostri telefilm hipster del Caspio.]

Ad ogni modo, l’ho sostituito con un vecchio cavo che avevo, ma anche quello non funziona benissimo. Stavo quasi per andarne a comprare uno nuovo, ma poi...

...poi viene fuori che il Predellino della Libertà, ed in particolare quel vecchio bavoso videofascista mafioso che lo comanda, sta cercando di allungare i propri artigli malefici anche su raitre. Raitre! Il Piave della democrazia televisiva italiana! E già si parla (vabbé, si vocifera, si ipotizza, e non ci vuole ’sta grande fantasia) che i primi a cadere sotto la scure dell’egemonia destrorsa sarebbero Report, Parla con me, Che tempo che fa, e giusto per alimentare polemiche ci aggiungo io pure Blob e Corrado Augias e quel giornalista con l’orecchino che è il migliore di tutti ma di cui non ricordo il nome, quello del Kosovo. Insomma, passi Fazio, che sotto una scure ce lo vedrei benissimo, ma se togliete il resto cosa rimane della televisione italiana? Neanche pubblica, dico proprio in generale, cosa resta che valga la pena di essere visto, perché dovrei starmene sul divano tra uno spot e l’altro? Perché dovrei andarmi a comprare uno stupido cavo dell’antenna nuovo?!

(Sto di nuovo esagerando con le domande retoriche?)

La risposta potrebbe essere "Terra Nostra". Ma Terra Nostra finirà tra qualche settimana.




21/8
2009

Partenza (diversamente) intelligente

Pianifichi la partenza per qualche giorno prima del famigerato bollino nero. Tre giorni prima. Due giorni prima. Pianifichi la partenza per il giorno che precede il bollino nero, la mattina presto. La sera alle otto, che non ci sono più neanche i camion. Parti alla mezzanotte esatta del giorno del bollino nero, roulotte agganciata, un caffè e via. L’autostrada è affollata come il mercato di Valli del Pasubio la domenica mattina (molto affollata, fidatevi). Alle tre del mattino arrivi a Gonars. Al casello di Trieste ci sono già sette chilometri di coda. Ti fermi in autogrill e fai un pisolo. Alle sei e trentacinque riparti, fresco come rosa fresca aulentissima, eviti con un dribbling la coda e torni in autostrada. Attraversi la Slovenia a zig-zag per non sborsare i fottuti quindici euro di vignetta. Tra Capodistria ed il confine croato è tutto un ingorgo, lo schivi trascinando in scioltezza la roulotte su e poi giù per una stradina di montagna e ti ritrovi alla dogana. Pochi chilometri dopo sei già in campeggio, bello e sistemato. Venti gocce di novalgina dry e via, sugli scogli.

Ascoltando "I wanna kill" dei Crocodiles.


[On the road mode ON:]
#: Strano, sono le due del mattino e sulla tangenziale di Treviso non ci sono prostitute.
B: Embé?
#: Da dove nascono tutti i trevigiani?
[On the road mode OFF]

["On the road" mode è usato per gentile concessione del fantasma di Nanda Pivano. Grazie Nanda, a buon rendere.]




18/8
2009

Le gabbie aperte

Tornato in una fabbrica senza produttori e senza aria condizionata dopo una settimana di dure battaglie al mare, scopro che il nostro esimio Prez ha definito Bossi "un fratello". Mi pareva impossibile, infatti, che due figli di puttana del genere fossero una coincidenza.

Le ultime trovate del Boss, dopo aver imposto quel pacchetto di misure infami spacciate per sicurezza, hanno a che vedere con l’inno nazionale, il dialetto e le gabbie salari. Due cazzate e una mazzata, in perfetto stile Lega. L’inno nazionale italiano, per esempio, è vero che fa schifo, una stucchevole marcetta militare antiasburgica, ma sostituirla con "Me compare Giacometo" mi sembra eccessivo. Quanto al dialetto, che bello il dialetto, anch’io parlo il mio dialetto quando mi trovo con buzzurri che non sanno l’italiano o quando devo esprimere un brioso richiamo alle responsabilità divine nelle disgrazie che si abbattono sulla mia vita, parlare dialetto qualche volta è come tornare a casa, togliersi le scarpe e mettersi un paio di comode pantofole sformate. Ma non uscirei di casa in pantofole, non ci andrei al lavoro o a fare una passeggiata o al bar. Se la metafora non vi è chiara, continuate pure a votare lega.
Infine, la supercazzatona sulla quale Bossi sta puntando per strappare qualche altro punto alle regionali: le gabbie salariali. Se avete dodici anni e non siete mai usciti dal cortile della vostra scuola media, le gabbie salariali possono anche sembrarvi una buona idea. Voglio dire, al nord la vita costa più cara quindi è giusto che si prendano stipendi più alti, cioé è chiaro, no, cazzo? Già. Peccato che, tra le varie considerazioni che si potrebbero fare, 1. salvo un numero relativamente esiguo di realtà tutelate, perciò privilegiate, esiste già un netto divario tra gli stipendi di chi lavora al nord e quelli di chi lavora al sud del Paese* (provare per credere); 2. visto il più alto tasso di disoccupazione nel meridione, chi lavora deve comunque accollarsi statisticamente il compito di assorbire ed integrare il minor guadagno dei disoccupati, tanto più quanto più il welfare state va ad escort; 3. anche i servizi offerti dallo Stato sono di quantità e qualità di gran lunga inferiori al sud che al nord, a parità di tasse versate, perciò anche da quel punto di vista il presunto maggior potere d’acquisto è compensato da un maggior esborso per sopperire alle carenze dello stato sociale; 4. qualsiasi "gabbia" legislativa che regolamenti i salari avrebbe come rapida conseguenza una riduzione del potere di contrattazione dei lavoratori (di quei pochi lavoratori che ancora ce l’hanno) ad ulteriore vantaggio del padronato; 5. realisticamente, e contrariamente alle fanfaluche raccontate dai legaioli, un sistema di salari a due o tre (o dieci, o venticinque) corsie comporterebbe in breve tempo una diminuzione del potere d’acquisto per le corsie più lente, senza nessun reale vantaggio per quelle veloci. In parole povere: il tuo potere d’acquisto rimarrà lo stesso di prima, quello degli altri diminuirà, nessuno ne trarrà vantaggi, a parte chi gli stipendi dovrebbe pagarli. A meno che naturalmente non siate fiduciosi che il vostro stipendio, vivendo a nord, andrebbe ad aumentare più velocemente di quanto aumenti adesso, nel qual caso o lavorate molto a nord ed il vostro datore di lavoro si chiama Babbo Natale oppure siete degli inguardabili ottimisti. Insomma, siete davvero così convinti di voler finire ingabbiati? Massì, se credete ancora a Bossi, un po’ di gabbia non vi farebbe poi male.


* "Paese" si fa per dire.


P.S.: Alcune foto del mio paradisiaco soggiorno sulla Grande Isola Occidentale sono su flickr.




27/7
2009

Polvere e quarzi

Giusto per non fare troppo lo sbruffone, vi dirò che era pieno di zanze aggressive e faceva un caldo assassino.

Ricordatevelo quando vi racconterò il resto, quando vi sgnaccherò sulla faccia le foto e vi scasserò le balle con il mare, le spiagge, la stupefacente armonia tra il giallo, il verde ed il blu.

Pensate alle zanzare. Una sola oretta al giorno, eh, ma erano davvero tante. Una legione. Beati voi che non avevate tutte quelle zanze, sicuro. Come vi invidio.

[cont.?]




13/7
2009

Friniscono i grilli

Il G8 è finito. Anche quest’anno grandiosi investimenti ed alto indice di gradimento per una fiction di una sola puntata. Il più importante risultato raggiunto è che Obama ha guardato il culo ad una tiza, peraltro subito smentito. Le first lady si commuovono così tanto (per i terremotati o gli africani che muoiono di fame, nun s’è capito) da piangere chanel n°5. Insomma tante chiacchiere, tante promesse, ma nessuno che smolli la pilla. Arrivederci alla prossima stagione.

Anche lo scandalo di puttanopoli è finito. Nessuna soluzione, nessun chiarimento, nessuna richiesta di castrazione chimica per il colpevole: lo scoop è morto di fame nel disinteresse generale, come un africano qualsiasi. E le foto "troppo imbarazzanti per essere vere"? Che fine hanno fatto, eh? Se non ci si può più fidare neanche del Sunday Times...

Finito il processo Aldovrandi. Ammazzare a bastonate un ragazzino impasticcato può costare fino a tre anni e mezzo di carcere, che tolti tre anni per via dell’indulto fanno sei mesi netti. Non fatelo a casa, però: il giochino funziona solo se siete in divisa. Questo non significa che dobbiate avere meno fiducia nelle forze dell’ordine, che ogni giorno rischiano la vita per proteggere e servire la comunità, significa solo che se di notte incrociate una pattuglia, e non siete armati e pericolosi, dovete cazzo mettervi a correre più velocemente che potete.

Con un po’ di sfiga potreste però imbattervi in una ronda neofascista, e allora tanto vale che vi buttiate sotto il tram. Magari ve la cavate con qualche frattura.

Del resto, anche voi, cosa ci girate a fare di notte se non siete armati e pericolosi, eh? Ve le cercate?

L’attenzione mediatica riservata all’Iran è finita. Del resto, se facessero vedere troppo da vicino la gente che protesta e viene massacrata per le strade, poi finisce che ci affezioniamo e l’anno prossimo quando andiamo a bombardare perché "gli iraniani appoggiano il dittatore" ci restiamo male. Vi ricordate quanto ci siamo restati male quando abbiamo bombardato Belgrado?

No, eh?

Il golpe in Honduras (era l’Honduras, vero?) è finito. O almeno, anche lui, è finito fuori dai palinsesti. Ma tanto era tutto una congiura di Murdoch per mettere in cattiva luce Berlusconi.

E insomma, siamo solo a metà Luglio, fino a Settembre che si fa?




7/7
2009

Vagoni separati per Salvini ed il suo cervello

E pensare che io questo tizio qua, quello che intona allegrozzo stupidi coretti da stadio con i suoi amici dementi e si fa pure sgamare, ce l’ho avuto una volta sullo stesso aereo appena un paio di settimane prima che se ne uscisse con la trovata che l’ha reso celebre, la "provocazione" dei vagoni separati della metropolitana per milanesi e diversamente bianchi. E non sapevo chi era! E non ho neanche dirottato l’aereo sul vesuvio!
Se anche avessi saputo, peraltro, chi si celava dietro quella cravatta verde, lo sfondo della padañia sul cellulare ed il sorriso di gomma da beota non avrei comunque potuto fare niente, dato che le troppo solerti autorità aeroportuali mi avevano sequestrato persino l’acqua per affogarlo. Ma uno sputacchio dentro il colletto, almeno, se lo sarebbe portato a casa.

(Naturalmente il gaglioffo se ne tornava a casa dopo essere passato da roma ladrona a ritirare lo stipendio, perché è un parlamentare della "Repubblica" Italiana)

Sia in foto che dal vivo, tra l’altro, sembra una via di mezzo tra Stefano Accorsi e mio cugino, e a me stanno sulle balle tutti e due.




6/7
2009

Creare l’hype

Il premier ci tiene a precisare che le foto imbarazzanti scattate in una delle sue magioni del peccato non sarebbero altro che dei vili fotoritocchi volti a delegittimarlo in vista dell’imminente G8. Quali foto? Quelle che devono ancora essere pubblicate, che saranno (o non saranno) pubblicate a breve, e già sono state smentite. Le prove? Il fatto che il premier ci rassicura di non aver mai fatto nulla di imbarazzante che potesse essere fotografato.


Scommetto che saranno foto meravigliose.




2/7
2009

Sempre meno demo, sempre più crazia.

Questo governo che ogni giorno di più palesa il proprio completo disprezzo per qualsiasi regola continua a promulgare leggi e minacciare sanzioni contro chi non vuole o non ha i mezzi per vivere al di fuori dello Stato, in senso fisico od economico. Non gli garba garantire ai propri cittadini pari diritti e dignità, tutelarne la salute, salvaguardarne il posto di lavoro, promuoverne la vita sociale e la coscienza civica, elevarne l’istruzione, fare insomma alcune delle cose che uno Stato ipoteticamente potrebbe o dovrebbe fare, non gli garba perché non ha nessun interesse a farlo, e questo governo non fa altro che ciò che rientra nel proprio interesse e nell’interesse della cricca (classe sociale, lobby, es istess) a cui appartengono i governanti. Nel suo interesse rientra, quindi, aumentare il controllo sui cittadini, seminare il panico, diffondere l’insicurezza e la paura, centralizzare il capitale, indebolire i lavoratori, chiudere la bocca alle fonti di informazione critica, incrementare l’ignoranza ed il razzismo, inoculare a livello locale organizzazioni repressive e di sorveglianza, favorire l’atomizzazione sociale. Tutto questo, chiariamoci, non perché il governo sia composto da persone malvagie che mirano a danneggiare i propri cittadini o devote a qualche divinità infernale (tranne, forse, La Russa), ma perché sono convinti che sia il modo migliore per rimanere lì dove stanno il maggior tempo possibile e ricavarne una grande quantità di vantaggi materiali. Quel genere di vantaggi materiali che piace a molti: soldi, potere, rispetto (anche finto), donne (uomini) (ragazzine) (animali da cortile). Alcuni, poi, magari hanno solamente un grosso debito da saldare con qualche galantuomo. Per questo, umanamente, non riesco ad odiarli. Chi è che non respingerebbe in Libia una barca carica di persone, chi è che non sguinzaglierebbe per le strade ronde di esaltati pattugliatori, chi non metterebbe al gabbio un immigrato clandestino se il farlo gli permettesse una notte di favoloso sesso con una modella svergognata o una villa in sardegna o un sottosegretariato a Roma? Dai, seriamente, chi?

Chi ha alzato la mano può restare, gli altri tornino pure a casa (a leccare la televisione, lustrare i manganelli o fare quello che vi è più conveniente). Da qualche parte, una linea.




30/6
2009

Summer in Punta Sabbiosa

Jesolo Beach, per chi non lo sapesse, è la sorella zoccola di Venezia, e se per caso vi state domandando quanto debba essere zoccola una città per essere la sorella zoccola di Venezia, la risposta è: parecchio. Vi basti pensare che Jesolo Beach è nota anche come "la Las Vegas d’Italia", ed il fatto che sia soltanto io a chiamarla in quel modo non sminuisce affatto la portata della sua miseria morale. Punta Sabbiosa, d’altro canto, è la sorella povera di Jesolo, e per questo ci sta molto più simpatica.

Io l’ultimo disco degli Eels non lo capisco. O meglio, lo capisco troppo bene, dato che mi sembra esattamente identico ai loro ultimi tre-quattro (forse anche cinque) dischi precedenti. Insomma, che stanno a fare ancora lì.

Che sia per motivi ambientali o perché nessuno si è accorto della sua esistenza, nessuno si è spinto a costruire un albergo a Punta Sabbiosa. Ci sono solo campeggi, uno dietro l’altro, campeggi fighettini con dentro l’aquapark ed il corso di aquagym ed uno squadrone ben addestrato di animatori da spiaggia e campeggi-campeggi, luoghi ameni dove piantare la tenda o parcheggiare la roulette ed andarsene al mare senza incontrare scocciatori di sorta. Più che altro camper, al giorno d’oggi gli itagliani pare preferiscano svenarsi per comprare un camper e fare la bella figura piuttosto che godere di una più pratica e soprattutto più economica roulette, che evidentemente soffre del proprio fascino gitano. Le tende, in effetti, da queste parti sembrano scomparse.

La morte di Michael Jackson, l’uomo che - non dimentichiamolo - è stato fonte di ispirazione per il nome del mio cane recentemente scomparso, ha stupito un po’ tutti non tanto per il quando e per il come o per il fatto che avesse dato il nome al mio cane, ma perché non ci si aspettava che potesse veramente morire. Jackson più che una persona, più che un cantante o un ballerino o la reincarnazione di Audrey Hepburn era un marchio, così d’improvviso saperlo morto lo ha riportato fugacemente ad una dimensione terrena, ma lo shock è stato scoprire che un marchio poteva morire, come se fosse morto Mc Donald’s o Nike, un effetto simile. A parte quello, in segno di lutto per tutto venerdì non sono stati molestati bambini.

A Punta Sabbiosa si prende Radio Base, che è la radio migliore che io abbia sentito finora, e l’unica che oltre a riportare la smentita di Berlusconi alle parole del giorno prima di Berlusconi, ti fa anche risentire la registrazione delle parole del giorno prima di Berlusconi in modo da rendere ben evidente che il nostro prez non si ascolta quando parla, o se si ascolta non ci bada poi tanto perché sa che sono deliri di un vecchio satiro. C’è la sabbia gialla e c’è un mare che, come dappertutto in questa regione troppo industrializzata, sembra riempito con lo scarico dei lavelli di tutto il nordest. Io ed Amormio ci siamo divertiti un paio di giorni a sguazzare tra le onde con il vecchio canotto, cercando di toccare l’acqua il meno possibile e di far incazzare il bagnino il più possibile, trascinandoci troppo in là e troppo al largo.

Secondo alcuni giornali stranieri, a causa dello scandalo mignottopoli e delle divisioni interne alla maggioranza (forse tra i due lobi di Bossi) il prez sta per cadere ed essere sostituito da un governo tecnico. Anche secondo me. Accadrà il 21 Dicembre 2012.

Infine c’è Lio Piccolo, un delizioso angolo di Louisiana a pochi chilometri dal mondo civile, una strada molto stretta circondata da una palude desolata i cui abitanti apparentemente sopravvivono coltivando zucchine e, immagino, cantando vecchi blues.