3/3
2006

Il Bianrinconiglio

Esco di casa, carico due scatoloni in auto, faccio il giro dell’isolato, entro in garage, riempio gli scatoloni di zeppetti, ricarico gli scatoloni in auto, rifaccio il giro dell’isolato, scarico gli scatoloni, entro in casa, accendo il fuoco, il fuoco si spegne, riaccendo il fuoco, esco, vado a casa di Antòn, suono, lo aspetto, gli pago il dovuto per la cena balcanica, riparto, vado in banca, prelevo cento euro, vado al supermercato, prendo un ciuffo di insalata, uno sgombro ed un branzino, mi incodo alla cassa, pago, esco, torno, non c’è parcheggio, faccio il giro dell’isolato...

Questo nel giro di mezz’ora. Alice all’inseguimento del Bianconiglio in un mondo in cui il colore dei semafori diventa indifferente.

Il misterioso Lusky"Non ho tempo", è il ritornello che mi ripeto più spesso. Passo un terzo della mia giornata nel luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo, un terzo a dormire e nel terzo rimanente devo infilarci tutto il resto, comprese molte attività spiacevoli di routine quali fare la spesa, lavare, stirare, tenere il tifo lontano dal mio bagno e dalla cucina, questo genere di cose. Invece vorrei passare più tempo con Amormio, sbevazzare con i miei amizi, finire di leggere quel libro di Saramago, guardare gli ultimi episodi di Lost, tagliarmi i capelli. Incastare i vari impegni tra loro nel corso della giornata sta diventando una specie di tetris da reparto psichiatrico. Il tempo sta diventando la mia ossessione, e sono sempre in ritardo. Tra l’altro non sono uno di quei veneti iperattivi che non riescono a stare fermi un minuto, no, grazie, io amerei anche starmene sdraiato sul divano a raccontarmi storie, se solo potessi. Se ne avessi il tempo.

So benissimo come tutta questa fretta mi danneggi nel corpo e nello spirito, come questo accumulo di impegni sia dovuto anche ad una serie di circostanze sfavorevoli che in questo periodo si vanno ad intrecciare, come la mia giornata abbia ventiquattr’ore tanto quelle di chiunque altro e come il malvagio sistema capitalista campi su questo stress mio e collettivo. E vi (mi) assicuro che faccio il possibile per vivere nella maniera più rilassata possibile. Eppure non ho mai abbastanza tempo da dedicare agli aspetti migliori della vita. Sono l’unico ad avere questa sensazione?

Magari qualcuno pensa che stia esagerando, non è che sono il segretario generale dell’ONU, però a me passare le giornate in questo modo fa davvero venire il vomito. E per fortuna che le cose mi vanno bene ed ho diversi motivi per essere comunque felice. Sarà che la percezione del tempo è soggettiva, sarà che le attività di routine mi sembrano tempo sprecato e mi orripila tutto questo faticare per vivere. Vorrei tirare il freno a mano e dedicarmi con impegno alla ricerca di un modo migliore per impiegare il mio tempo, prima di rincoglionirmi del tutto. Appena avrò un momento libero, naturalmente.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




2/3
2006

La cena Balcanolandica dell’amico Antòn

Succede che un mio amico, sulla cui identità desidero tenervi all’oscuro per motivi di privacy e che di seguito chiamerò con un nome fittizio tipo, chessò, Antòn, tra qualche mese partirà per un paese estero che per motivi di privacy di seguito chiamerò Balcanolandia di Sotto. Antòn è da qualche mese membro di un’associazione di volontariato che opera soprattutto nell’import-export di rakija. O qualcosa del genere. Questi tizi si sono stufati di averlo tra i piedi ed hanno deciso di mandarlo in Balcanolandia di Sotto in avanscoperta, dicono, per la missione che intendono compiere da quelle parti attorno il 2014. Una lunga avanscoperta, dicono. Ed Antòn ci va, comprensibilmente fiero del proprio ruolo nella società. Non è ben chiaro cosa dovrà fare una volta giunto in Balcanolandia di Sotto, a parte tenere gli occhi aperti ed organizzare il locale festival di Sanremo ("SvetiRemo Turbo-Folk Fest"); gli organizzatori del viaggio gli hanno detto solo "Tieni gli occhi aperti. E già che ci sei, vedi di organizzare un festival musicale".

Per contribuire a finanziare questo festival verrà organizzata, sabato sera, una grossa cena. Il menu sarà naturalmente a tema Balcanolandiano, ve lo riporterei se solo non si fosse perso tra le decine di mail che i Costruttori di Pacemaker mi spediscono ogni giorno; comunque sono previsti burek, cevapi ed una cosa misteriosa chiamata Musaka.

Il misterioso amico AntònA me il cibo balcanolandese piace, cenare in compagnia piace, ubriacarmi come un rametto di rosmarino in una bottiglia di grappa piace, andare ad una cena di cinquanta persone in cui l’unica persona che conosco è una specie di mujaheddin beneventano che fuma come un turco e beve come un veneto mi alletta inverosimilmente. Unico motivo di dubbio il fatto che il destino stia cercando in tutti i modi di comunicarmi che non devo presenziare a questa cena. E’ da una settimana che cerco di incontrarmi con Nello per portargli la mia quota ed ogni volta succede qualche piccolo intoppo che me lo impedisce. Per esempio, la macchina con la quale mi sto recando all’appuntamento inizia a borbottare, rallenta, smette improvvisamente di funzionare e si ferma in mezzo alla strada senza alcuna ragione apparente (a parte il fatto che era finita la benzina, ma nessuno crede realmente che possa finire la benzina). Oppure mi viene una voglia improvvisa di crocchette di farro alle verdure e passo l’intera serata davanti ai fornelli. E mille e mille altri fatti bizzarri.

Perché il fato si incaponisce tanto testardamente contro la cena balcanolandica? Forse la risposta risiede, ancora una volta, in quel voluminoso pacco di mail che ogni giorno intasa la mia casella di posta elettronica. C’è infatti un dettaglio che mi insospettisce: gli invitati sono oltre cinquanta e la lista della spesa l’ha fatta il mio amico Antòn. Il mio amico Antòn non sa cucinare, non ha nessun senso pratico e sa contare solo fino a venti (inoltre, tutti i soldi raccolti per la cena, meno le spese, serviranno probabilmente a pagargli baby-prostitute e narcotici in quel di Banja Luka). Non sembra quindi azzardato prevedere che ciascun invitato si troverà sul piatto un cevapo e mezzo grissino tocciato nella Musaka, ammesso che la Musaka sia qualcosa in cui si possa tocciare un grissino, anche perché la logica è che comunque la gente va a queste cene per contribuire alla causa e non per mangiare; logica in linea di principio più o meno condivisibile, ma temo che il mio cervello e soprattutto il mio stomaco non ragionino in questo modo, per cui forse il messaggio che il destino vuole mandarmi è che la serata di sabato potrebbe concludersi in tragedia se nella cena non sarà incluso il cenare, dove per "cenare" intendo ovviamente "ingozzarmi come un maiale alla sagra della ghianda".

E questo messaggio forse il destino non vuole mandarlo a me.

Forse vuole mandarlo ad Antòn.




27/2
2006

Il bambino con la testa a palla di bowling ed altre storie

Il cielo sul triste borgo natio è composto all’un percento di ciano ed all’un percento di magenta, oggi. Un velo di panna sul latte. Questo è il suo colore tipico, uniforme. Piovvigina, credo. Non so, sono rinchiuso nel bunker luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo. Il triste borgo natio è prevalentemente asfaltato, con chiazze di erba giallognola qua e la, e circondato di colline che dopo un po’ si esaltano e diventano montagne. Sarà anche la stagione, sarà anche che piovvigina (forse, forse no) ma mi sembra un posto di una desolazione soffocante. Mi vien voglia di prendere a calci qualcosa.


L.: Uh, buono! Cos’è quella roba in cui stai tocciando il carciofo, pinzimonio?
N.: Ah, no, è semplicemente olio, aceto, pepe, sale... una cosa così.

[Lusky constata che è inutile esprimersi in maniera forbita a casa del Catechista alle ore 21.17 del 25 Febbraio 2006]

Il Catechista ha un figlio che si chiama quasi come Gesù ed ha la testa a forma di palla da bowling. Una palla da bowling bionda e molto carina, diciamo, però mi commuove molto quando suo padre gli canta una ninna nanna con la sua voce stonata ed il piccirillo si addormenta. Sticazzi, devono essere i primi segni di rincoglionimento senile.


P.: Perché non lo facciamo anche noi?
L.: Come dici?
P.: Ho detto, "Perché non lo facciamo anche noi?"
L.: Come?
P.: ...? Ho detto, "Perché non lo facciamo anche noi?"
L.: Ah. Avevo capito "Perché non ci facciamo un cannone?"

[Lusky perde le proprie facoltà uditive alle ore 20.28 del 26 Febbraio 2006]

Domenica sera ho invitato a cena i PornoRambi, i quali si sono stupiti che io usassi ancora pentolame in teflon dato che le rispettive madri hanno gettato via tutto dopo le allarmanti scoperte scientifiche delle ultime settimane. Ora cucinano il pranzo in un buco scavato nel terreno, scaldandolo con il lanciafiamme. Ho rivelato loro che il teflon diventa cancerogeno solo se lo butti. Con effetto retroattivo.


S.: Cosa ne pensi dello slogan "Mille Nassirya"?
L.: Non saprei, dipende da com’è Nassirya.

[Lusky assume una precisa posizione politica alle ore 20.35 del 26 Febbraio 2006]

Decisamente, questo scontro di civiltà mi ha rotto le palle. Non sentivo così tante vaccate su un argomento inutile dai tempi della scoperta di bonsaikitten.com.


L.: E poi c’è una cosa che vorrei dire... a rischio di apparire impopolare... C’è questa cosa che sembra piacere a molti, ma io francamente... Insomma, secondo me... questo curling è...
P.: ...una troiata colossale, sì.
L.: Meno male. Temevo di essere il solo.

[Lusky dà l’addio alle olimpiadi invernali alle ore 20.48 del 26 Febbraio 2006]

La cerimonia di chiusura di queste olimpiadi è stato lo spettacolo televisivo più trash e nazionalpopolare dell’anno. Quando ho visto 398 tizie vestite da spose andare a comporre la colomba della pace, per l’emozione mi si è incastrato il naso nella bottiglia della trielina.




24/2
2006

Più o meno l’Occidente

Per un caso fortuito, nel Febbraio del 1906 il prof. Maloroso entrò in possesso di una copia originale dell’appello "Per l’Occidente, forza di civiltà" lanciato da un gruppo di autorevoli politici ed intellettuali del suo Paese. Grazie all’impiego di uno strumento di sua invenzione, il Birba 1900 (tm), Maloroso riuscì a ricostruire numerosi frammenti testuali rimossi dal documento in fase di revisione e rimase colpito dall’originalità di pensiero degli autori e dall’irraggiungibile modernità del loro linguaggio. Per ragioni filologiche si interrogò a lungo sull’opportunità di rendere pubblica la versione non censurata dell’Appello, per poi dimenticarsi completamente della cosa in seguito all’inizio della sua trasmissione radiofonica preferita.
[Da "Le grandi battaglie di J.S. Maloroso" di J.S. Maloroso, Ed. Capocchia, 1904]


Per l’Occidente, forza di civiltà

L’Occidente è in crisi, e neppure io sto troppo bene. Attaccato dall’esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida se non facendo ricorso al fondamentalismo cristiano, alle idee politiche più reazionarie e naturalmente a qualche sana tonnellata di bombe al fosforo. Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere guadagnato anche tramite secoli di colonialismo, sfruttamento delle risorse naturali ed una dura opera di sfruttamento di conflitti interni ed internazionali e di sostegno a regimi dittatoriali filoccidentali, proviamo vergogna delle nostre tradizioni che ci hanno permesso, considerandoci superiori alle altre culture, di adottare le politiche e le azioni di cui sopra, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori che tutt’al più possono essere invece reputati innocue marachelle, come il lungo finanziamento e sostegno al regime di Saddam Hussein (anche tramite la filiale di Atlanta della BNL italiana, per dire). Il terrorismo, invece, è un’aggressione diretta alla nostra civiltà e all’umanità intera, mentre le nostre aggressioni sono tradizionalmente indirette e localizzate. Tipo, oggi mettiamo alla fame l’Africa, ma è solo l’Africa, mica tutta l’umanità.
L’Europa è ferma: per forza, nonostante la guerra in Iraq la benza è troppo cara. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale e tutto questo naturalmente non è colpa dei nostri governi o del nostro sistema economico ma degli arabi e dei comunisti. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini, senza contare che ai cittadini non gliene può fregare di meno di legittimare una costituzione costruita a tavolini da quattro azzeccagarbugli di Bruxelles. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell’antiamericanismo una bandieraa stelle e striscie che brucia in piazza, yeah. Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia tipo il presepe, la superiorità dell’uomo sulla donna, il potere temporale della Chiesa Cattolica Romana, la Nazionale di calcio. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia, della Fiat, della figa. Si predica l’uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati e questo naturalmente sempre per colpa dei comunisti e degli immigrati stessi, mica dei governi.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l’Occidente non ama più se stesso, e meno male che almeno ha smesso di masturbarsi perché il sesso senza amore è peccato". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.

l’Occidente
Noi siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà occidentale come fonte di princìpi universali e irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione storica e culturale, ogni tentativo di costruire un’Europa alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. L’Unione Europea, non potendo essere per sua natura alternativa o contrapposta agli Stati Uniti, dovrà di conseguenza chiedere l’annessione agli Stati Uniti stessi che saranno perciò rinominati Stati Uniti d’America e d’Europa.

l’Europa
Siamo impegnati a rifondare un nuovo europeismo che ritrovi nell’ispirazione dei padri fondatori dell’unità europea la sua vera identità e la forza di parlare al cuore dei suoi cittadini, qualsiasi cosa questo significhi o possa significare.

la sicurezza
Siamo impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo come un crimine contro l’umanità, a privarlo di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte le organizzazioni che attentano alla vita dei civili, a contrastare ogni predicatore di odio, a meno che questi non sia un ministro leghista della Repubblica Italiana, o il Presidente del Senato, o altra carica istituzionale italiana, o uno Stato occidentale dotato di bomba atomica e numerosi cacciabombardieri che da decenni campa esportando guerre in giro per il mondo ed uccidendo civili a proprio piacimento. Siamo impegnati a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell’ordine che tutelano la nostra sicurezza, specie quando questi soldati e queste forze dell’ordine picchiano, umiliano e torturano civili manifestanti o ragazzi che tornano a casa a tarda notte, sul fronte interno così come all’estero, a meno che tali forze dell’ordine non vengano a portare avvisi di garanzia, nel qual caso saranno considerate alla stregua di emissari delle Forze del Male.

l’integrazione
Siamo impegnati a promuovere l’integrazione degli immigrati in nome della condivisione dei valori e dei princìpi della nostra Costituzione, senza più accettare che il diritto delle comunità prevalga su quello degli individui che le compongono, ancora una volta, qualsiasi cosa questo significhi.

la vita
Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, dove con "morte naturale" si comprende naturalmente la pena di morte, le granate al fosforo bianco, l’uranio impoverito, un colpo di pistola tirato da un agente immobiliare di Varese a cui tentati di fregare l’autoradio, bastardo arabo comunista del cazzo; a considerare il nascituro come "qualcuno", titolare di diritti che devono essere bilanciati con altri, e mai come "qualcosa" facilmente sacrificabile per fini diversi, anche se questo "qualcuno" dovesse presentarsi nella forma fisica di 4 cellule in croce, tipo la mattina dopo il concepimento ed in ogni caso non sei tu, lurida puttana, a poter decidere per lui dopo esserti divertita.

la sussidiarietà
Siamo impegnati a sostenere il principio "tanta libertà quanta è possibile, tanto Stato quanto è necessario". Con ciò si esalta il primato cristiano (che non si sa che cazzo c’entri ma ci sta sempre bene) e liberale della persona e dei corpi intermedi della società civile e si concepisce il potere politico come un aiuto e uno strumento per la libera iniziativa di individui, famiglie mafiose, associazioni a delinquere, compagnie assicurative, volontariato cattolico.

la famiglia
Siamo impegnati ad affermare il valore della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio, da tenere protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione o legame. Questo perché la famiglia come noi la concepiamo è ormai un panda in via d’estinzione, essendo stata messa in discussione da decenni di cambiamenti sociali e soprattutto dagli arabi comunisti; tuttavia noi riteniamo che essa sia un’istituzione naturale, come la forza di gravità o la rotazione del sole attorno alla terra, e pertanto vogliamo difenderla ed impedire che si faccia confusione tra una società sana fondata sul matrimonio tra uomo e donna e quella Sodoma e Gomorra auspicata da froci e comunisti con la complicità di Al Qaeda.

la libertà
Siamo impegnati a diffondere la libertà e la democrazia quali valori universali validi ovunque, tanto in Occidente quanto in Oriente, a Nord come a Sud. Non è al prezzo della schiavitù di molti che possono vivere i privilegi di pochi, per quanto questo possa sembra lievemente in contraddizione con la nostra tradizione ed il nostro sistema economico. Il concetto è: fate come diciamo noi o vi spacchiamo il culo.

la religione
Siamo impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato: rimane diritto della Chiesa (Cattolica e Apostolica Romana) esprimere la propria opinione su qualsivoglia aspetto della vita pubblica e privata, e dovere dello Stato trasformare in legge quell’opinione. Al contrario, se un imam o qualche altro pagano esprime la propria opinioneo addirittura critica un qualsivoglia aspetto della nostra civiltà, esso dovrà essere bollato come fiancheggiatore del terrorismo e censurato senza esitazione.

l’educazione
Siamo impegnati a difendere e promuovere la libertà di educazione senza negare la funzione pubblica dell’istruzione. Intendiamo realizzare la piena equiparazione della scuola non statale con la scuola statale, applicando anche in questo campo il principio generale di sussidiarietà. In altri termini la funzione pubblica dell’istruzione dovrebbe ridursi all finanziare la scuola privata al pari di quella statale, con buona pace del concetto stesso di istruzione pubblica.

l’Italia
Siamo impegnati a rendere la nostra Patria ancora più autorevole, il che non è difficile, partendo da zero, ma potrebbe essere complicato per esempio dalla nostra sudditanza agli Stati Uniti che ci devono ancora spiegazione per sciocchezzuole come Ustica, il Cermis o la morte di Calipari, giusto per fare qualche esempio. A esaltare i valori del conservatorismo liberale, affinché la crescita delle libertà pubbliche e individuali vada di pari passo con il mantenimento delle nostre tradizioni. Non può essere né libero né rispettato chi dimentica le proprie radici e noi siamo fortemente intenzionati a fare in modo che tali radici condizionino ogni aspetto della vita pubblica e privata fino a rendere l’umanità una sterile replica di se stessa. Va sottolineato che tali nostre radici, da noi univocamente selezionate escludendo tutto ciò che riteniamo storicamente irrilevante come il progresso laico e civile degli ultimi secoli, sono le uniche universalmente valide e che se qualche altro popolo pretende di rimanere fedele alle proprie radici esso sarà considerato barbaro ed arretrato.

(Il simpatico originale, privo degli omissis, si può leggere qui ed è promosso da personalità del calibro di Marcello Pera e Pupi Avati.
Io sono venuto a sapere della sua esistenza tramite Babsi e naturalmente mi sono fiondato a firmarla.)




20/2
2006

Tre recensioni in cerca di aria fresca

"Ho fatto la guerra del Golfo."
"Maddai, c’era anche un mio amico, 101a aviotrasportata... Tu in che reparto eri? Marine, Aviazione?"
"...Guardia Repubblicana"


Domenica mattina. Mi sveglio, mi giro e mi rigiro nel letto ancora un po’ e mi alzo. Guardo fuori, piove ancora. Mi faccio un caffè, sbuccio un’arancia e mangio uno joghurt. Guardo fuori, ha smesso di piovere. Mi siedo sul futon ikea a guardare un film che la fatina dei denti mi ha lasciato sotto il disco fisso. Esco a comprare le sigarette.

Merry LostAvevo sentito parlare bene di questo Lost, serie tv di gran successo negli stati uniti e prossimamente anche in italia. Mi sono visto i primi due episodi senza sapere niente della trama, del cast, niente di niente, solo vagamente curioso. Resto affascinato dai primi intensi minuti, mi stupisco nel vedere il buon Merry giocare a fare Kurt Cobain (il fratello scemo di) e mi complimento per l’ambientazione. Inizio sottovoce a chiedermi, però, come potrà una trama con dei presupposti così abusati a tenere vivo il mio interesse per più di mezz’ora. Stiamo pur sempre parlando di sconosciuti che rimangono intrappolati su un’isola deserta, cheppalle. E poi, l’urlo notturno. E poi, l’orso polare. E poi, Ora ti racconterò un segreto. E poi, non vedo l’ora di vedere il terzo episodio.

Esco a comprare le sigarette e mi sento strano, avverto la primavera nell’aria. Sensazione improbabile, considerando il cielo estremamente grigio e la temperatura appena un paio di gradi sopra lo zero, l’asfalto bagnato sotto le mie scarpe ed il paesaggio in tinte di marrone. Passeggio per il barrio e rimango colpito dalla strana luminosità dell’aria, mi pare di camminare per posti che non conosco affatto. E mi sento innamorato e felice e pieno di energia positiva.

Munich, invece, mi ha lasciato perplesso. Sono nato anni ed anni ed anni ed anni ed anni dopo i fatti di Monaco e tutto quello che so al riguardo è roba letta per interesse personale; diciamo che i fatti non li ricordavo benissimo. Ed è pur vero, come molti dicono, che i palestinesi vengono in generale rappresentati come più monocromatici rispetto agli israeliani, che i dialoghi a volte fanno venire l’amaro in bocca e che il film trabocca di cliché, però secondo me Spielberg se la cava abbastanza onestamente. E’ un film, com’è ovvio, non un documentario, ed esprime il punto di vista del regista; per quanto rigarda l’obbiettività mi sarei aspettato anche di peggio, considerando che Spielberg è ebreo e americano. Un difetto di questo film che non è stato abbastanza sottolineato è piuttosto l’insopportabile noia che suscita nello spettatore (o almeno, in me) durante alcune sequenze tanto da far desiderare che questi stronzi israeliani si sbrighino a far fuori gli stronzi palestinesi, così si può andare a casa a dormire. Aspetti positivi: si coglie, almeno, che dietro la violenza israeliana e quella palestinese si celano motivazioni simili, che la vendetta può dare soddisfazione per i primi cinque minuti ma dopo qualche cadavere viene a noia e che esistono ebrei biondi con gli occhi azzurri.

A ripensarci ora, probabilmente la strana sensazione di euforia, la buona vibra che mi hanno sostenuto Domenica avevano una spiegazione molto semplice e razionale: eccesso di ossigeno. Probabilmente due giorni di pioggia hanno ripulito un po’ l’aria dall’inquinamento che ci sovrasta perennemente e quest’aria pulita mi ha dato alla testa. Per questo mi sembrava che tutto luccicasse ed ero così rigonfio di entusiasta ottimismo. Iperossigenazione. Per riprendermi, dato che con le strade sdrucciolevoli il mio proposito di andare a pattinare non poteva realizzarsi, sono tornato al cinema anche nel pomeriggio.

Non mi aspettavo granché dal famoso Brokeback Mountain e non sono rimasto deluso. Ang Lee è un maestro nel trasmettere sentimenti attraverso panoramiche di paesaggi selvaggi e personaggi silenziosi, però è freddissimo, (mi) emoziona poco. Brokeback Mountain è, dall’inizio alla fine, una bella e tragica storia d’amore, che non commouove particolarmente. A me i film d’amore annoiano. Che altro posso dire? Belle le basettone dei protagonisti, tutto molto elegante e patinato, bla bla bla. La scena che mi ha colpito di più è stata la morte della pecora, all’inizio.

Sì, stanotte ho sognato che un cowboy palestinese ed un medico ebreo si amavano un’isola deserta dopo un incidente aereo. Iperossigenazione, dicevo.




17/2
2006

Candidati impresentabili

Come ben si sa, il nostro oliato presidente del consiglio non prova alcuna particolare avversione nei confronti del fascismo ed ha pertanto ben pensato di raccattare qualche voto pure pescando nelle cloache degli Alternativi al Sociale. Ad una condizione, però: niente candidati impresentabili. La voglia di far bivaccare i manipoli sin quell’aula grigia e sorda del parlamento dev’essere tanta, se la nipotina dell’arcano numero dodici dei tarocchi ha accettato la richiesta togliendo la candidatura propria e di altri due scherani particolarmente compromettenti. Dunque, gli Alternativi appoggeranno il governo affinché venga portata avanti la loro linea, ma non schiereranno quegli esponenti che sono, come dire, troppo in linea con la linea del partito. Logico, no?

Quando sarebbe stato molto più semplice obbiettare che di candidati impresentabili nella Cassa della Libertà ce ne sono già un sacco, tra inquisiti, condannati, ladri, mafiosi, piduisti. Per esempio:

Calderoli (che rientra più o meno in tutte le categorie precedenti): il farneticante dentista padagno se ne va in giro dando del culattone a destra e a manca ed afferma di girare da settimane con la maglietta delle vignette contro maometto. Ma lavati, puzzone! Io però mi sono fatto stampare una maglietta con calderoli che viene sbranato da un mastino napoletano.

Castelli: il cosiddetto ministro continua a confondere la giustizia con la presunta volontà popolare, che poi sarebbe casomai la volontà di quei quattro pistoleri che lo votano. Per lui i roghi alle streghe erano perfettamente legittimi, in quanto appoggiati dal comune sentire della popolazione. Ce ne fosse di più, di ministri come lui! Il sole girerebbe ancora attorno alla terra!

Fini: si è fatto una canna da mezzo chilo una volta dopo aver mangiato l’impepata di cozze alla giamaicana ed è stato male per due giorni. Di conseguenza, non può più fumare nessuno. Mi ricorda mia madre quando mi diceva "Ho freddo, mettiti il maglione."

Ruini: anche lui come la mussolini non si candida, purché venga rispettato il programma del suo partito.

Berlusconi: può mancare in un elenco di persone impresentabili, per quanto stringato? E’ la quintessenza dell’impresentabilità, anche se un recente sondaggio fatto da lui lo dà come l’uomo che tutte le suocere vorrebbero avere come genero.




17/2
2006

Connection error version

Mentre impazzano le olimpiadi invernali, le cazzate prelettorali e le influenze aviarie, questo server della nonna imputridita continua a funzionare ad intermittenza. Così non vi posso dire che sto seguendo con attenzione solo le gare di pattinaggio perché mi piace vedere atleti androgini volteggiare inguainati in variopinti costumi colorati, per esempio.

ieriIeri ho approntato una versione alternativa che tornerà in linea al vecchio indirizzo ogni qual volta questo non funzionerà. Basta che usiate sempre il vecchio indirizzo karmachimico.tk, giusto per capirci.


P.S.: Secondo un sondaggio, Berlusconi è stato appena nominato imperatore del Giappone.

P.P.S.: GmGasTer: guarda che sul tuo blog io ci campeggio, mica è colpa mia se non l’aggiorni mai.












6/2
2006

Nessuno teme di offendere i collezionisti di francobolli

Se qualcuno avesse pubblicato delle vignette offensive nei confronti dei vegetariani, o dei collezionisti di francobolli, ed i collezionisti di francobolli si fossero mobilitati e fossero scesi in piazza a protestare, tutti gli altri si sarebbero messi a ridere e non avrebbero avuto dubbi nel difendere la libertà di satira. Se i collezionisti di francobolli avessero incendiato ambasciate e ucciso persone, tutti gli altri non avrebbero esitato a condannare l’evento e a nessuno sarebbe neppure passato per la testa di cercare una giustificazione.

Ciao sono il Gronchi Rosa"I Danesi devono morire perché hanno insultato il Gronchi Rosa!"
"Uhm, non hai tutti i torti."

Ma invece hanno offeso i musulmani, e non si sa bene che pesci pigliare. La religione gode di una specie di passaporto per la follia, se una persona religiosa dice qualcosa di totalmente assurdo o si comporta in modo folle, il fatto di avere una fede religiosa è già una mezza giustificazione. Dalle persone religiose ci si aspetta di tutto, e nessuno si scandalizza più di tanto perché molte persone si dichiarano religiose e tutte le religioni hanno una qualche inclinazione verso il delirio mistico. "OK, io rispetto la tua follia se tu rispetti la mia", si dicono tra loro, dandosi di gomito, i fedeli di ogni religione. I collezionisti di francobolli non godono di questo margine di accettazione sociale dello sclero: se chiamassi i giornali affermando di aver visto sanguinare il mio gronchi rosa, non mi metterebbero in prima pagina. Mi metterebbero al reparto psichiatrico.

(E se pensate che la religione goda di un trattamento speciale perché tocca corde più delicate dell’animo umano, provate ad andare da un collezionista di francobolli e chiedetegli di farvi toccare il suo gronchi rosa).

Io non dico che bisogni offendere i musulmani, o i collezionisti di francobolli. Dico che se qualcuno ti offende e tu ti lasci andare al delirio collettivo e criminale, quel qualcuno aveva ragione di offenderti (sì, se qualcuno ti accusa di essere un violento e tu, offeso, gli dai un pugno in faccia, ebbene quel qualcuno ha un dente in meno ed una ragione in più per chiamarti violento).

Nel 2000 qualcuno decise di organizzare un gay pride a Roma, qualcun altro obbiettò che tale manifestazione nella città del giubileo l’anno del giubileo avrebbe potuto offendere la sensibilità dei cattolici. Si scatenò la polemica su giornali e televisioni, alla fine il gay pride si svolse ed i cattolici furono costretti ad ingoiare il rospo. Molti, che fossero o meno coinvolti direttamente nella questione, espressero a quel tempo la propria opinione sulla faccenda. La mia opinione era: chi cazzo se ne frega della sensibilità dei cattolici, quando mai un cattolico si fa scrupoli ad offendere la mia sensibilità laica.

In Cina non c’è libertà d’opinione, e mi dispiace se qualche cinese si offende.
A Cuba non c’è libertà d’informazione, e mi dispiace se qualche filo-castrista si offende.
In molti paesi musulmani i diritti civili della popolazione sono severamente limitati (p.e. si ammazzano gli omosessuali), e mi dispiace se qualche musulmano si offende.
L’opinione del papa e dei membri del clero dovrebbe essere irrilevante per la mia vita privata, e non condizionarla di rimbalzo dopo essere stata trasformata in legge da qualche politico accondiscendente, e mi dispiace se qualche vescovo si offende.
Le religioni sono truffe organizzate finalizzate all’accumulo di beni materiali e soprattutto di potere, e mi dispiace se qualche fedele di qualsivoglia religione si offede.
In Italia vengono censurati siti internet che pubblicano fotomontaggi del papa, si sospendono programmi televisi che criticano il premier e si licenziano presentatori televisi più che validi perché sgraditi al governo, quindi neanche qui siamo messi benissimo come libertà d’opinione e di informazione. E mi dispiace se qualche italiano si offende.

Mi dispiace, ma se per scrupolo nei riguardi di queste persone censurassi quello che penso mancherei di rispetto a me stesso ed a ciò in cui credo. E lotterò perché tu possa esprimere la tua opinione anche se non sono d’accordo con te, ma allo stesso tempo lotterò per poter esprimere la mia opinione anche se tu non sei d’accordo. Non posso stare zitto per evitare che qualcuno, da qualche parte, si offenda. Se qualcuno ha da incazzarsi, si incazzi, ma mi lasci parlare.

Non si tratta di rispetto dell’opinione altrui. Non rispetto affatto le opinioni di tutti, rispetto il diritto di tutti ad esprimere la propria opinione del cazzo.

Sono persino contento che Feltri possa finalmente gongolarsi di essere stato "condannato a morte dall’islam", ma solo perché ci teneva tanto. Finalmente ha nuovo materiale per la masturbazione.

(E’ necessario specificare che anche feltrino ha diritto di pubblicare le proprie opinioni, e pure l’oriana, e pure il papa, anche se offendono la mia sensibilità?)

(E’ necessario specificare che non colleziono francobolli, e che del gronchi rosa so solo che è rosa e che è gronchi?)

(E’ necessario specificare che non so neppure bene quali siano questi biscotti danesi di cui parla da giorni?)




3/2
2006

Sono un umile operaio nella vignetta del signore

A me che migliaia di persone possano incazzarsi perché un giornale ha pubblicato delle vignette su maometto, che brucino le bandiere in piazza, che minaccino boicotaggi, che assaltino armati le ambasciate, pare davvero fuori del mondo. A me che venga licenziato il direttore di un giornale perché ha ripubblicato quelle vignette pare ancora più fuori del mondo. Ma io non ho nessuna sensibilità religiosa e non posso comprendere appieno quanto una persona di fede possa sentirsi ferita da una vignetta satirica. Ed ogni volta che sento notizie come queste ringrazio il Cielo di non avere alcuna sensibilità religiosa. Sentiamo l’opinione del diretto interessato
Ieri sera sentivo poi che una qualche organizzazione islamica chiedeva una presa di posizione sull’argomento da parte del Vaticano. Uhm, proprio quello di cui avevamo bisogno, no? Chissà mai cosa potrebbe dire di interessante sulla blasfemia a mezzo stampa una persona illuminata e libertaria come Ratzinger ("La Chiesa non deve intervenire nella redazione dei giornali. A meno che i giornali non si rifiutino di seguire la linea editoriale della Chiesa, naturalmente."). Probabilmente, trattandosi di maometto, finirebbe con l’assolvere il vignettista. Purché non sia anche gay.

Sul prossimo numero: Gesù che mostra a San Pietro come dal Golgota si veda casa sua, Budda che si iscrive in palestra e la dea Kalì che scambia ricette di cucina con la Fatina dei Denti. Se qualche integralista islamico, cattolico o di altre religioni si sentisse offeso e volesse rigarmi la macchina, ho una Porsche Cayenne nero. Provatele tutte.




2/2
2006

Una sera all’anno che mi guardo la televisione

L’altra sera me ne stavo tranquillamente sul divano a guardare otto e mezzo, quando...

(Me ne rendo conto, sono necessarie alcune precisazioni. Non è che io guardi Otto e Mezzo perché mi piace, l’ho scelto come pena sostitutiva dato che i posti in carcere erano esauriti. Le alternative erano leggere il nuovo libro di Umberto Eco o passare sei mesi a pattugliare i gasdotti in Ucraina.)

In realtà me ne stavo stravaccato sul divano senza alcun pensiero al mondo, braccia dietro la testa, quando mi è saltata la gatta sulla pancia ed ha iniziato ad impastarmi lo stomaco. Avete presente quando i gatti iniziano a sfarfugnarvi lo stomaco con le zampine? Io lo trovo molto sensuale. E’ per questo che quando è entrata Amoremio nella stanza ho subito acceso la televisione sentendomi in colpa. E state sicuri che il faccione di Julian Ferrar in primo piano è una punizione più che sufficiente per cinque minuti di sfarfugnamento affettivo con un felino femmina (anche per un omicidio, se è per questo).

Me ne stavo quindi tranquillamente stravaccato sul divano con la gatta ed Amoremio a guardare involontariamente otto e mezzo, quando una tizia molto sveglia interrompe un bambino kinder di forza italia e chiede ad un diessino coi baffi:
"Ma se andate al governo voi, a parte che non c’è più berlusconi, che cambia?"
Domanda intelligente. A me al massimo sarebbe venuto da chiedergli, perché tutti i diessini hanno i baffi?
Che poi mica era un diessino coi baffi qualsiasi, era il responsabile della comunicazione dei diesse, o una cosa così. E questo giustamente assume un’aria seria (non c’è niente di peggio di un diessino che assume un’aria seria, sembra un ciellino che recita la preghiera prima dei pasti) e risponde più o meno così:
"Noi pensiamo che alle prossime elezioni vincerà la coalizione che saprà dimostrare ai cittadini che la democrazia [tzzzz][tzzzz] perché il paese ha bisogno di [tzzzz][tzzzz] quei principi di democrazia che [tzzzz][tzzzz] l’elettorato rappresenta. Il diritto [tzzzz][tzzzz] la libertà [tzzzz][tzzzz] il problema della giustizia nel nostro Paese [tzzzz][tzzzz] [tzzzz][tzzzz]..."

Il responsabile della comunicazione dei diesse, quello che dovrebbe guidare l’arrembaggio mediatico contro il Lestofante Capo. Cinque minuti di risposta e non ha detto nulla.

Amoremio scatta incazzata sul divano lanciando imprecazioni contro il televisore. La gatta scatta sulle quattro zampe lanciando imprecazioni contro Amoremio che l’ha fatta cadere dal divano. Io cinico e strafottente. Tutti e tre concordiamo su come le alternative politiche in questo paese si riducano ad una coalizione che deve perdere e ad una che non merita di vincere, entrambe capaci di parlare ormai solo questo politichese post-moderno, incomprensibile e surreale accozzaglia di termini astratti e rappresentazioni di massimi sistemi. Dissentiamo invece su quali siano i veri problemi del paese. Ad Amoremio dispiace che chiudano i bar, ma solo per le conseguenze occupazionali in territorio vicentino. A me serve ancora un muratore che mi liberi dal cemento il coperchio della fossa biologica, e penso che ormai se ne dovrebbe occupare il governo. La gatta vuole i crocchini bio, e Giuliano Ferrara come contorno.
Suggerisco di ritirarci su un’isola deserta ad attendere la candidatura di Nichi Vendola. Quando pronuncio il nome di Nichi Vendola, si ode una marsigliese in lontananza e vengono i lacrimoni a tutti e tre; invece era solo il clacson di un Cayenne di passaggio.