2/2
2006

Una sera all’anno che mi guardo la televisione

L’altra sera me ne stavo tranquillamente sul divano a guardare otto e mezzo, quando...

(Me ne rendo conto, sono necessarie alcune precisazioni. Non è che io guardi Otto e Mezzo perché mi piace, l’ho scelto come pena sostitutiva dato che i posti in carcere erano esauriti. Le alternative erano leggere il nuovo libro di Umberto Eco o passare sei mesi a pattugliare i gasdotti in Ucraina.)

In realtà me ne stavo stravaccato sul divano senza alcun pensiero al mondo, braccia dietro la testa, quando mi è saltata la gatta sulla pancia ed ha iniziato ad impastarmi lo stomaco. Avete presente quando i gatti iniziano a sfarfugnarvi lo stomaco con le zampine? Io lo trovo molto sensuale. E’ per questo che quando è entrata Amoremio nella stanza ho subito acceso la televisione sentendomi in colpa. E state sicuri che il faccione di Julian Ferrar in primo piano è una punizione più che sufficiente per cinque minuti di sfarfugnamento affettivo con un felino femmina (anche per un omicidio, se è per questo).

Me ne stavo quindi tranquillamente stravaccato sul divano con la gatta ed Amoremio a guardare involontariamente otto e mezzo, quando una tizia molto sveglia interrompe un bambino kinder di forza italia e chiede ad un diessino coi baffi:
"Ma se andate al governo voi, a parte che non c’è più berlusconi, che cambia?"
Domanda intelligente. A me al massimo sarebbe venuto da chiedergli, perché tutti i diessini hanno i baffi?
Che poi mica era un diessino coi baffi qualsiasi, era il responsabile della comunicazione dei diesse, o una cosa così. E questo giustamente assume un’aria seria (non c’è niente di peggio di un diessino che assume un’aria seria, sembra un ciellino che recita la preghiera prima dei pasti) e risponde più o meno così:
"Noi pensiamo che alle prossime elezioni vincerà la coalizione che saprà dimostrare ai cittadini che la democrazia [tzzzz][tzzzz] perché il paese ha bisogno di [tzzzz][tzzzz] quei principi di democrazia che [tzzzz][tzzzz] l’elettorato rappresenta. Il diritto [tzzzz][tzzzz] la libertà [tzzzz][tzzzz] il problema della giustizia nel nostro Paese [tzzzz][tzzzz] [tzzzz][tzzzz]..."

Il responsabile della comunicazione dei diesse, quello che dovrebbe guidare l’arrembaggio mediatico contro il Lestofante Capo. Cinque minuti di risposta e non ha detto nulla.

Amoremio scatta incazzata sul divano lanciando imprecazioni contro il televisore. La gatta scatta sulle quattro zampe lanciando imprecazioni contro Amoremio che l’ha fatta cadere dal divano. Io cinico e strafottente. Tutti e tre concordiamo su come le alternative politiche in questo paese si riducano ad una coalizione che deve perdere e ad una che non merita di vincere, entrambe capaci di parlare ormai solo questo politichese post-moderno, incomprensibile e surreale accozzaglia di termini astratti e rappresentazioni di massimi sistemi. Dissentiamo invece su quali siano i veri problemi del paese. Ad Amoremio dispiace che chiudano i bar, ma solo per le conseguenze occupazionali in territorio vicentino. A me serve ancora un muratore che mi liberi dal cemento il coperchio della fossa biologica, e penso che ormai se ne dovrebbe occupare il governo. La gatta vuole i crocchini bio, e Giuliano Ferrara come contorno.
Suggerisco di ritirarci su un’isola deserta ad attendere la candidatura di Nichi Vendola. Quando pronuncio il nome di Nichi Vendola, si ode una marsigliese in lontananza e vengono i lacrimoni a tutti e tre; invece era solo il clacson di un Cayenne di passaggio.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




31/1
2006

Mi sono perso

Sono tre settimane che il bloggo va e non va. Più che altro non va. Mi dicono che dipenda da problemi al server, che ci stanno lavorando e bla bla bla, quindi non ci posso fare niente. Il problema è che nel frattempo il mondo continua ad andare avanti e a me vengono un sacco di idee bellissime da scrivere ma non posso farlo.

Mi sono perso praticamente tutto il cas(in)o Unipol e quel magna magna dei diessini e le tangenti di calderoli, il dibattito sulla presunta verginità morale della sinistra e le intercettazioni di fassino e consorte, argomento sul quale senz’altro avreste voluto sentire la mia opinione*. Beh, prendetela come volete, ma io ho già convertito i miei punti Coop in azioni BNL.

Mi sono perso l’enciclica di papa Maledetto 666! Chissà quali rivoluzionari contenuti teologici avrei potuto commentare con voi! Ma vabbé, mi sono perso anche le cinquemila encicliche precedenti, quindi poco male.

Mi sono perso Ariel Sharon. Ma proprio del tutto, non capisco che fine abbia fatto, eppure ero sicuro di averlo lasciato lì nel primo cassetto della sala ed ora non lo trovo più da nessuna parte. Non è che qualcuno...?

Mi sono perso i giochetti di Berluschetto per far campare il governo qualche settimana di più e poter finalmente approvare tutte le leggi peggiori della storia della repubblica: legge anti-santoro, legge sull’(il)legittima difesa, riforma elettorale e via dicendo... Mi sono perso anche la maratona di Berluscall su tutti i canali televisivi ed il suo prendere simpaticamente in giro Prodi. Prodi invece si è perso l’occasione di rispondergli con una pernacchia.

Mi sono perso la vittoria di Hamas alle elezioni in palestina, e Nello che sventolava il bandierone verde per le strade del Borgo Natio fino a quando si è trovato circondato da leghisti che pensavano fosse uno dei loro. Mi sono perso il simpatico balletto di commenti sulla vittoria di Hamas, che attestano come tutti siano felici di esportare la democrazia purché dia un risultato gradito agli occidentali.

Mi sono perso il programma elettorale dell’Ulivo. In questo mi consolo perché se lo sono perso tutti.

Mi sono perso il post sulla neve. Che tutti devono scrivere un post per informare il mondo che ci sono quaranta centimetri di neve fuori dalla finestra, anche se tutti lo sanno già dato che a quanto pare ha nevicato anche su Marte.

Mi sono perso tutta la polemica Lazio-Livorno, la PornoRamba che sputa nei bicchieri di birra per rappresaglia, l’epopea della mia doccia intasata, le barzellette su PierBulus, Nello che sta scrivendo la versione tedesca del Signore degli Anelli ed intanto si appresta a partire per la Bosnia, Corto Maltese a colori con l’Espresso e mille altre mirabolanti avventure.

Scommetto che ora non succederà più un cazzo per settimane. Ammesso che il server riprenda a funzionare regolarmente.



* Mi rivolgo ad un pubblico immaginario composto dal Bradipo, i miei yogurt scaduti in frigorifero e Nello che non esce di casa dalla scorsa estate per terminare la tesi.




16/1
2006

La sindrome del cagnetto rognoso

[Citazione della settimana]
B.: ...ed ha fatto bene a non scendere dalla macchina, altrimenti gli avrei fatto un culo così con il mio kung fu.
L.: Anche con il Tai-Chi. Solo moooooooolto più lentamente.
[Fine citazione]


Fa freddo, continua a fare freddo, fa sempre più freddo. Secondo me ci hanno fregati tutti con quella storia dell’effetto serra per non dirci che in realtà è ricominciata l’era glaciale. Ora me lo sento che farà ogni giorno più freddo e freddo e freddo fino a quando le piante moriranno e gli animali moriranno e gli oceani si ghiacceranno ed i piumini ikea si copriranno di brina ed i vulcani si spegneranno ed infine io sarò costretto ad indossare il cappotto per uscire a fumare la sigaretta.

Non che io abbia particolari problemi con il freddo, in realtà. Se mi dovessi preoccupare di qualcosa che potrebbe accorciare la mia speranza di vita, si tratterebbe piuttosto della mia persistente sindrome post-adolescenziale da ragazzo di strada disadattato e rissoso.
Per esempio.
Sabato sera sto uscendo da un bar e sento che dei tipi seduti vicino alla porta fanno un commento indirizzato inequivocabilmente a me*. Mi volto, i tre si zittiscono e mi guardano, ubriachi. I classici ceffi da bar, frustrati da una settimana di miserie, che desiderano solo sfogare la propria repressione ubriacandosi e prendendosela con il primo malcapitato che incontrano**. La parte civilizzata del mio cervello mi suggerisce che forse è il caso di proseguire per la mia strada ed andarmene, non ti curar di loro eccetera eccetera che ho pure una certa fretta e cose da fare, ma niente, mi scende questo brivido per la spina dorsale e devo tornare sui miei passi, avvicinarmi, guardare il tipo che ha parlato negli occhi con il mio sguardo più torvo e chiedergli se ce l’avesse con me. La parte civilizzata del mio cervello torna fuori a leccare la neve incrostata sul marciapiede.

Il seguito è abbastanza prevedibile. Due minuti dopo ero lì che mi bevevo un bicchiere di rabosello offerto da loro e scambiavo due chiacchiere amichevoli. Pensavate che avessi fatto a botte e stessi scrivendo da una stanza d’ospedale battendo sulla tastiera con una matita infilata tra i denti, eh? Fortunatamente non ce n’è stato bisogno, altrimenti li avrei conciati per le feste (cioè li avrei resi allegri e soddisfatti come un bambino la mattina di natale). Però devo fare qualcosa per ’sta sindrome di rispondere alle provocazioni degli ubriachi al bar, è da quando ho quindici anni che ogni volta va a finire così: mi bevo un bicchiere di vino insieme all’ubriaco. Io starei cercando di disintossicarmi dall’alcol, in fondo.

In una vita precedente devo essere stato uno di quei cagnetti piccoli e rompiballe che abbaiano un casino ed appena cerchi di prenderli a calci ti mordono la caviglia con i loro dentini aguzzi. Anzi, devo essere stato il primo cagnetto nella storia dei cani a rompere le balle ed averlo insegnato a tutti gli altri. Credo di immaginare come sia morto.

P.S.: Il mio sguardo più torvo, per chi non lo sapesse, è più o meno così: .\/.. Credo che faccia veramente paura.


* Avevo commesso l’errore di entrare in un bar da sballoni con un cappotto scuro gessato, il che costituisce una violazione del galateo dei bar che in veneto sostituisce il codice penale. Da questo punto di vista, pertanto, dò ragione a loro.

** Questo non vuol dire un cazzo, ovviamente, ma serve a creare suspence. In realtà erano tre normalissimi sballoni ubriachi.




9/1
2006

Bucolicità tra i ghiacci

L’anno vecchio, c’è da dire, è finito molto meglio di com’era cominciato.

[Flashback: 1.1.05.
In una torbida notte invernale, Lusky corre nudo sulla neve levando i pugni al cielo e maledicendo la propria sventurata esistenza su questo pianeta. Calde lacrime gli solcano il volto, mentre le più sordide ingiurie contro il presunto iddio creatore squarciano la quiete montana. I suoi fedeli amici PierBulus e Nello, seguendo affranti le sue tracce, lo raggiungono e lo coprono con una calda pelle d’orso appena scuoiata per strapparlo alle fredde braccia della morte, mentre un fulmine illumina senza pietà la tragedia della sua anima sventurata. O qualcosa del genere.]


Trascorse le cosiddette festività natalizie boccheggiando tra un pranzo e l’altro, io ed Amormio decidiamo di lasciarci la civiltà alle spalle, facciamo i bagagli e ci rifugiamo in un’allegra casupola a St. Oderich, sulle Alpi Trettine, località montana sconosciuta ai più e priva di ogni comfort. Niente adsl. Niente computer. Niente cellulare. Niente acqua calda. Niente riscaldamento. Niente bagno. Solo io, lei ed il freddo polare.
Ogni mattina ci svegliamo, riassettiamo il coloratissimo piumino ikea e ci riaddormentiamo.
Ogni pomeriggio ci risvegliamo, rotoliamo fuori dal coloratissimo piumino ikea ed apriamo la finestra. Fuori ci sono neve & ghiaccio a perdita d’occhio. Accendiamo la stufa a legna, cuciniamo il pranzo, cerchiamo di liberare dal ghiaccio le tubature dello sciaquone del cesso e ci impegniamo a far rivivere la memoria di Kurt Tucholsky. Ogni tanto io, per diletto, rompo un altro tubo dello sciaquone cercando di aggiustarlo. La sera scacciamo i lupi e gli altri animali selvatici che si accalcano contro la porta, ceniamo e torniamo a nasconderci sotto il piumino ikea. Per giorni e giorni e giorni (tre giorni in tutto) stiamo bene. Mangiamo bene. Dormiamo bene.

A mezzanotte del 31 Dicembre, stappiamo due bottiglie di birra Corona ed entriamo nel 2006 giocando a carte.

Comincia l’anno che sono già sotto di 28 euro.

[Prima e dopo l’iddilio montano, mi sono piaciuti al cinema l’ultimo Jarmusch, l’ultimo Miyazaki, l’ultimo Cronenberg. So già che Pornorambo dissente sugli ultimi due, ma è solo perché il primo non l’ha visto altrimenti dissentirebbe su tutti e tre.]




23/12
2005

A natale è tradizione sniffare la trielina

Si avvicina la fine dell’anno, secondo il calendario cristiano che non riconosciamo ma al quale ci adeguiamo per necessità pratica. Tempo di bilanci, tempo di progetti per il futuro, tempo di buoni propositi. Tempo, soprattutto, di spolverare la cornice del Canaletto appeso in salotto e di scrivere la letterina al Mostro di Spaghetti Volante (non vi sarete dimenticati di Lui, vero?).

Caro Mostro di Spaghetti Volante,

premetto che quest’anno sono stato schifosamente buono. In ogni caso, non troverai nessuno disposto a dimostrare il contrario e nessuna prova documentale dei miei reati (che non ho commesso, sia chiaro, e comunque ero ubriaco o sotto la giurisdizione americana). Mi sono comportato bene da Gennaio a Dicembre, non ho comprato né il digitale terrestre né costosi ed inutili telefoni né il televisore né l’auto (ma questa più che altro perché manca la pilla). Sono andato a votare (pure al referendum!) e non sono andato in chiesa dai Tuoi concorrenti, ho lavorato con la diligenza e la passione che da sempre contraddistinguono la mia professionalità, ho scaricato poco porno da internette, non ho mangiato il pollo cinese, non ho mangiato il pollo italiano, non ho fumato al bar, ho fumato poche canne, mi sono disintossicato dal guaranà, non ho molestato minorenni (questo solo nel secondo semestre, ma vabbè) e non ho telefonato a Fazio. Insomma, non ho fatto quasi un cazzo, quindi non ho peccato.

Ora veniamo al saldo. Dato che sono stato così buono da commuovere anche i sassi che lastricano la strada dell’inferno, ho una precisa lista di richieste per questa Santa Festa del Sole Invitto Recentemente Trasformata in Festività Cristiana. Alcune sono magari un po’ complesse e dato che il tempo è poco, puoi anche assolverle con tranquillità nel corso del 2006. In breve, pretendo quanto prima:

  • che la mia doccia smetta di sgocciolare sulla testa dell’inquilino del piano di sotto, possibilmente;

  • i rimborsi delle mie stramaledette bollette telecom ed enel, eccheccazzo;

  • che ruini venga beccato nudo a sniffare coca in compagnia di un transessuale talebano (l’unico), ma brutto e panzone che altrimenti si diverte pure, e che venga fotografato in cotal frangente e le foto pubblicate su tutti i giornali;

  • che Libero e la Padania vengano stampati su carta più morbida, preferibilmente a doppio strato;

  • che Amormio si disbrighi a diventare una donna istruita prima di prendersi l’esaurimento (lei, io, i pochi che la conoscono e non ce l’hanno già);

  • una casa in una grossa isola del Mediterraneo occidentale (in cambio, ovviamente, di Villa Gelida ché di due case non me ne faccio nulla);

  • un’auto che non consumi, non inquini, si parcheggi da sola ed abbia la carrozzeria intonata col colore dei miei occhi (perché la classe non è tavernello, come dicono dalle mie parti);

  • che le sigarette non facciano più male, così posso continuare a fumare senza sensi di colpa;

  • che calderoli la smetta di sorridere che mi fa star male ogni volta;

  • che il Lestofante Capo venga trombato, prima alle elezioni e poi comodo a casa sua da una mandria di bufali afghani in calore;

  • che il papaRatzo, colto da rinsavimento senile, si faccia crescere i rasta e cominci a professare libero amore e no dope no hope;

  • ...oppure che venga abbattuto dalle guardie svizzere come si fa con i pitbull quando impazziscono;

  • che Daniele Luttazzi venga fatto papa al posto del pastore tedesco;

  • una spada laser (dai, questa l’ho chiesta ogni anno al tuo competitor Babbo Natale e mai me l’ha portata, almeno tu cerca di fidelizzarmi!);

  • orecchiette alle cime di rama (eh, intanto che scrivevo mi è venuta fame!);

  • un nuovo fumetto di Bilal;

  • un nuovo template per il bloggo che io non c’ho voglia di mettermi;

  • che Amormio continui a restare tale e che una singolare pioggia di meteoriti colpisca sulla nuca chiunque tenti di opporsi alla nostra passione, ivi compresi letterati tedeschi degli anni ’30 (carina ’sta nota apocalittico-shakesperiana peraltro incomprensibile, no?);

  • splendore e fortuna per gli amizi miei ovunque dispersi, ma non tanto quanto a me, giusto un po’ meno;

  • splendore e fortuna anche per i miei nemici, ma in Indonesia;

  • che la bellezza e l’amore e la giustizia trionfino ovunque sul globo terracqueo, e che di conseguenza gli stronzi debbano emigrare su marte.

In Fede, tuo

Ineffabile Lusky

P.S.: La suddetta lista è passibile di modifiche senza preavviso.
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali per il solo scopo previsto dalla presente ai sensi del DL 196/03.


Come vedete sono ancora quell’umile bambino di Betlemme che tutti conoscono. Come si dice in questi casi, colgo l’occasione per ricordare a tutti che se gisù bambino non esiste, babbo natale non esiste e la befana non esiste, inevitabilmente i doni li portano per forza il bue e l’asinello (ed ora sfido chiunque a dirmi che i buoi e gli asini non esistono, ignoranti bambini di città che non siete altro!)

E buona Festa del Sole Invitto Recentemente Trasformata in Festività Cristiana a tutti.




20/12
2005

Revenge!


La vendetta di Babbo Natale


(Leggendo questo brevissimo articolo ho notato alcune piccole differenze nei commenti agli episodi descritti. Ritenevo doveroso offrire al sig. Natale la possibilità di una rapida replica.)




19/12
2005

Stracciamoci tutti le vesti per Borghezio, dai!

"L’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio è stato aggredito sul treno Torino-Milano "da un gruppo di no global di ritorno dalla manifestazione ’No Tav’"" (fonte: la Repubblica).

Mario Borghezio, classe 1947, è una delle più note teste calde della lega, tristemente famoso per le sue numerose dichiarazioni razziste ed intolleranti; per Borghezio, ad esempio, bisognerebbe autorizzare le forze dell’ordine a sparare agli scafisti, prendere le impronte dei piedi degli extracomunitari, "gasare" gli zingari, accettare Haider come "il nuovo che avanza", ecc.
Ma, degno rappresentante del leghismo più sanguigno, Borghezio non si è limitato negli anni solo a pubbliche esternazioni del proprio pensiero: dalla "disinfestazione" dei treni su cui viaggiavano le prostitute nigeriane, al picchiare un bambino marocchino (1993: 750.000 lire di multa) fino all’incendio di un dormitorio di immigrati. Del resto, Borghezio non nasce leghista e filoamericano: negli anni ’70 frequenta infatti il gruppo eversivo neofascista Ordine Nuovo (sì, quelli che mettevano le bombe sui treni, nelle banche e nelle stazioni), negli anni ’80 bazzica gli ambienti della rivista di estrema destra "Orion", dove pare si distinguesse per le proprie posizioni antisemite ed antiamericane. Del tutto male in quegli ambienti non si deve essere trovato se tutt’ora tiene comizi assieme alla gentaglia di Forza Nuova e del resto sarebbe difficile trovare molte differenze tra il pensiero di Borghezio e quello neofascista.

Sabato sera, dopo la manifestazione contro la TAV, 500 manifestanti salgono sul treno a Torino per tornare a casa. Erano state riservate loro cinque carrozze che infatti sono completamente vuote, ad eccezione di Borghezio e di due poliziotti di scorta. Alcuni di questi manifestanti hanno aggredito Borghezio, prendendolo a sputi e picchiandolo. Hanno fatto bene? No, non ci si mette in tanti contro uno neanche se questi se le merita e se le cerca. Neanche se è Borghezio. Neanche se sono solo schiaffi e sputi e calci. Non perché "non conviene" al movimento, né perché "questo oscura la manifestazione pacifica", ma perché mettersi in tanti (tre, dieci, cinquanta) a picchiare un avversario politico è un comportamento fascista. Borghezio mi sta profondamente sul cazzo e non merita nessun rispetto, nessuna compassione, nessuna solidarietà, ma è così che la penso. Non lo so cos’avrei fatto io al posto di quelle persone che si sono trovate Borghezio sul treno, forse mi sarei comportato come loro, per cui condannarli del tutto sarebbe ipocrita da parte mia. Sono molto combattuto, proviamo almeno a trovare un compromesso: la prossima volta che si incrocia Borghezio su un treno di no global, si sceglie il più grosso del gruppo e si fa un uno contro uno. Oppure gli si da fuoco al sedile.


* P.S.: mi rendo conto di aver usato in questo post il noto ossimoro "il pensiero di Borghezio", ma ho una formazione umanistica e chiaramente ogni tanto una figura retorica ci scappa.




13/12
2005

Viuuleeenza!

A quanto pare è in arrivo una tassa speciale sui film violenti, oltre all’ormai nota pornotax sul materiale a luci rosse.
Qualcuno mi vuole gentilmente spiegare cosa si intende per film violenti? Sarà violento Vin Diesel, d’accordo, ma che ne sarà di Kassovitz? E di Kim Ki-Duk? E Jet Li? Sono violente solo le botte ed i petardini o vale anche la violenza psicologica? Basterà una singola scena di efferata violenza a far bollare il film come "violento" o la violenza dovrà essere distribuita per tutto il film?
E su chi ricadrebbe il peso di questo obolo? Non è che le sale cinematografiche facciano prezzi differenziati per tipologia di film, normalmente. Quindi aumenterebbero ulteriormente i prezzi del biglietto per tutti i film, e buona pace per la crisi del cinema.
viuuleeenza!Quale sarebbe, infine, lo scopo di questa nuova tassa? Se anche fosse ridurre il numero di puttanate in circolazione sarebbe comunque una forma di censura insopportabile, ma temo piuttosto che l’obiettivo sia racimolare qualche soldo ammantandosi di moralismo, che ultimamente va tanto di moda: lo Stato che si erge a tutela del buon gusto individuale, con una mano sul portafoglio, e l’altra a coprirsi le pudenda. Ecco, io per dire ne avrei un po’ le palle piene di uno Stato che mi rimbocca le coperte e mi dice cos’è giusto o sbagliato, che entra nel merito di cosa sia buono o cattivo per me persino quando sono a letto o al cinema, che pare ricevere le veline dal vaticano o da teheran, che addirittura pretende di scegliere al posto mio. Bel modo di merda di prendersi cura, mi vien da dire, se poi lo stesso Stato che mi tassa i film violenti e la pornografia (per il mio bene?) manda i soldati ad ammazzare e a farsi ammazzare in giro per il mondo, lascia che mi inquinino acqua terra aria e cibo, rende sempre più difficile trovare un lavoro sicuro e manda i pulotti a manganellarmi se protesto. Insomma, sembra una di quelle madri schizzate che costringono il figlio a mangiare tutta la zuppa anche se fa schifo e poi gli attaccano una molletta al pisello se lo sorprendono a masturbarsi; di solito le trovi nei libri di Stephen King, nel capitolo in cui si conosce l’infanzia del serial killer. Ecco, io di madre ne ho già una ed è psicotica il giusto, non mi pare il caso di accollarmene un’altra di ingombro nazionale.

Che poi a me, per esempio, ispira più violenza il trailer radiofonico di "Natale a Miami" che l’intera filmografia di Miike.


P.S.: Mi sono dilungato sui "film violenti", ma quanto scritto vale naturalmente anche per i pornazzi che nessuno guarda o legge e di conseguenza nessuno osa difendere...




12/12
2005

Il Borgo e fuori

Sabato, ci addentriamo nella gelida notte veneta per raggiungere un locale fuori mano dove avrebbero suonato dei gruppi metal. Il fatto che noi al sabato sera andiamo in un bar a sentire suonare dei gruppi metal (cover Skid Row ed Iron Maiden) dovrebbe dare il polso della nostra triste situazione, infatti dopo trenta secondi dall’ingresso nel locale eravamo già lì a guardarci attorno pronti ad andar via. Mica per la musica, che doveva ancora cominciare, ma per i prezzi della birra e soprattutto per la composizione della clientela: ragazzine e ragazzini dai sedici ai vent’anni abbigliati da neo-goth-metal, tutti rigorosamente in nero, tutti presi ad assumere un’espressione truce ed inquietante che provocava reazioni ilari da parte nostra. I maschietti, ancora vittime del mito di Brandon Lee: pantaloni e maglie (nere) attillatissime, bracciali di cuoio, capelli lunghi ingellati in graziosi boccoli (neri), faccia pallida e segnata dal dolore di una vita oh-così-dura. Le femminucce, vittime di una mano incerta nel distribuire il trucco, dell’adipe puberale e del fascino dei maschietti suddetti...
Avremmo potuto anche restar lì un altro po’, eh, ma poi è cominciata la musica e siamo andati via.

Ci vogliono settimane di proteste e scioperi, sgomberi e manganellate per far partire il dialogo sulla tav in Val di Susa e cercare di capire assieme, piazza e palazzo, se quest’opera serva, a chi, quanto, e se sia possibile costruirla senza avvelenare mezza popolazione. Contemporaneamente, in Cina la polizia spara sui dimostranti che protestano contro il sequestro dei terreni per la costruzione di una centrale elettrica.

Sabato notte, usciti dal bar per teenager depressi ci spostiamo a sorseggiare un buon thé alla cacciatora in un rinomato locale dell’hinterland. Per chi non conoscesse il thé alla cacciatora, la ricetta la si può trovare qui; dato che io non so il tedesco e non lo voglio sapere, posso solo dirvi che questa dolce bevanda che ci è stata donata dai semicivilizzati popoli alpini è così profumata ed alcolica che basta respirarci vicino per ubriacarsi. L’aria del locale è così satura di alcol che bastarebbe una scintilla per farlo esplodere e spedirci tutti in sudtirolo; chiaramente l’atmosfera si rasserena ed iniziamo tutti a prenderci alcolicamente per il culo a vicenda. Delle mille e mille cazzate che si saranno dette, al momento ricordo soltanto:

PornoRambo: ...e guarda, ci scommetterei la fidanzata!
Lusky: Mmmm... e la moto?
PornoRambo: Eh no, la moto no!
StefaniaRambo, visibilmente incazzata: COME?
Fu: Beh, dai, cerca di capirlo. La moto fa il tuo stesso casino però va ai 230.

[Chiaramente è finita a legnate perché StefaniaRambo, la fidanzata di PornoRambo, fa lo stesso casino di una moto senza andare ai 230 ed è pure inspiegabilmente permalosa.]

Mohammed Daki, assolto due volte dai tribunali italiani dall’accusa di terrorismo, interrogato illegamente dalla CIA mentre scontava ingiustamente un anno e dieci mesi di carcere, scarcerato due settimane fa, è stato espulso dall’italia in quanto giudicato comunque pericoloso per il paese. Com’è che aveva detto, Daki? Ah, sì. "Viva l’Italia".

Domenica, guido nella gelida notte veneta in direzione pd verso la sede dell’associazione che si sta attualmente occupando di Nello. All’andata il viaggio si presenta un po’ avventuroso, faticando a restare al passo della vivace conversazione delle mie due passeggere e contemporaneamente a star dietro al Grifo che fila come un fulmine in autostrada, riuscendo a coprire la distanza Borgo Natio - PD in soli cinquanta minuti, sfiorando in un paio di occasioni anche i centodieci chilometri orari.

Sì, sono affettuosamente ironico.

Comunque interessante la riunione di questi Beati Costrittori di Nello, durante la quale i membri del gruppo balcanico presentano a turno il loro progetto mentre Nello avvinazzato li interrompe in continuazione, fino a venir rimbrottato dal sig. Bizzotto in persona (quale onore! Mica è da tutti farsi dire "Smettila di rompere le balle" da parte del sig. Bizzotto, il quale nonostante la truffaldina professione è entrato da quel momento nelle mie simpatie). Si è un po’ capito che Nello si diverte a fare il giamburrasca della situaz, e pure che gli altri si sono rassegnati a doverlo sopportare solo perché ha il fisique du role per mediare con i mujaheddin bosniaci. Notevole la scena di lui che si alza per andare ad aprire la porta e la maestrina di turno che lo ammonisce: "Non andare fuori a fumarti la sigaretta!"... robe che neanche a scuola.

Benedetto ics-vi-i, noto nell’ambiente religionista* come "il papa", lamenta che la festività del natale è troppo inquinata dal consumismo ed invita a ritrovarne il valore spirituale tramite la costruzione del presepe. Applaudiamo il pontefice che, pur dimostrando di non avere proprio un cazzo da fare tutto il giorno, almeno per una volta non rompe le palle parlando a sproposito di argomenti seri.

Lunedì, cammino nella gelida alba veneta addentando una morbida ciambella alla marmellata cosparsa di zucchero a velo. Pare che ci si stia avvicinando al momento dell’anno in cui l’inverno è più inverno ed il buio più freddo. Il mio sangue risulta composto in proporzioni variabili da amore, sonno, determinazione ad arrivare vivo fino a stasera e progetti a lungo termine che prevedono tra le altre cose una barca da pesca che ondeggia dolcemente sotto il sole del mediterraneo occidentale. Solo che mentre immagino il rumore del mare e l’ondeggiare della barchetta, la componente di sonno si fa sempre più prepotente e...

[ZZZ]

(Un virile abbraccio di solidarietà agli amici più o meno inguaiati, come p.e. PornoRambo che si è fidanzato con una motocicletta, ma non solo.)


* Tribute to Cadavrexquis




7/12
2005

La fotoromanza dei Sith

Anche oggi vi parlo di grande cinema, in particolare di un film a mio avviso stupendo ma che molti non hanno capito e qualcuno si è pure permesso di offendere in mia presenza.

Mi riferisco, naturalmente, al terzo cioé sesto cioé ultimo per il momento episodio di Star Uòrs: la Vendemmia dei Sith.

Alcuni tra voi, magari un pochino più attenti, potrebbero forse farmi notare come il film sia uscito a maggio ed io ne abbia già scritto una spiritosissima* recensione a suo tempo. Sì, insomma, non sarebbe ora di darci un taglio?

fotoromanzaEvidentemente, no. Per aiutare chi ha disprezzato il film a ritornare sulla retta via, oggi vi propongo la prima puntata del rotocalco "La fotoromanza dei Sith", che mi ricorda tanto quelli che leggevo a casa di mia nonna da piccolo. Se farete i bravi, potrei anche decidere di non pubblicare le altre puntate, ma fossi in voi non ci conterei troppo.

Per scaricarvi la fotoromanza su pdf, cliccate qui, o qui, o qui. Vi avverto che pesa un pacco (715 KB per voi sapientini del computer) ma se lo faccio più piccolo poi non si legge più. Se vi vengono in mente altri formati o altri sistemi con i quali potrei trasmettervi la mia creazione fatemelo sapere, al limite lo stampo e ve lo porto a casa che tanto mi leggete in quattro e faccio presto.

* Secondo i miei gusti personali, è ovvio. Anche perché dei vostri m’importa assai.

poster fotoromanza


Io non so perché faccio queste cose, ve lo giuro. Eppure ho avuto un’infanzia abbastanza serena.