19/3
2004

Ci guardiamo allo specchio e vediamo…

Prosegue l'affermazione della vergogna europea, la dimostrazione che ancora non siamo così bravi e saggi come credevamo nell'esportare la democrazia e la civiltà a nostro piacimento. Prosegue e potrebbe proseguire ancora a lungo.

PROSPERO -
Aborrito furfante, sul cui viso
giammai s'imprimerà marchio di bene,
giacché solo di male sei capace!
Io, per pietà, m'ero presa la cura
d'insegnarti a parlare, ad ora ad ora,
ed altre cose, quando tu, selvaggio,
non sapevi nemmeno articolare
quello che avevi in animo di dire,
e ciangottavi suoni incomprensibili,
come un impasto di materia bruta;
e dotai di parole i tuoi pensieri.
Ma la tua vile e perversa natura,
se pure tardo non eri ad imparare,
aveva in sé quello che fa impossibile
ad ogni essere buono starti accanto.
Giusto, pertanto è stato, più che giusto
averti confinato in questa roccia,
che è men di quel che avresti meritato.

CALIBANO -
E' vero, tu m'insegnasti a parlare;
e l'unico vantaggio ch'io ne traggo
è questo: che ora posso maledire.
Perciò ti colga la peste bubbonica
per avermi insegnato il tuo linguaggio!


Proseguono gli scontri in Kosovo, naturalmente. I parlamentari albanesi con un tempismo sospetto dichiarano che l'unica soluzione al conflitto è l'indipendenza della regione dalla Serbia. E poi? Che fine faranno i serbi eventualmente rimasti? Temo che quando parlano di soluzione intendano soluzione finale.
E noi restiamo allo sbando tra queste informazioni che ci vengono propinate in maniera parziale, falsa, almeno inesatta (com'è successo anche da parte mia ieri: i ragazzi albanesi affogati nel fiume erano tre, il testimone dovrebbe essere un quarto sopravvissuto). L'unica cosa che si sta chiarendo è che la forza militare dell'ONU che da cinque anni sta fingendo di avere il controllo della regione è stata svergognata, desautorata da questa (grossa, indubbiamente) masnada di "dimostranti" incendiari e terroristi che loro stessi avevano contribuito ad armare. Probabilmente le nuove urgenze internazionali avevano costretto a snellire le forze in Kosovo e distratto l'attenzione, sicuramente la differenza numerica è tanta, ma l'impressione è che la tanto esaltata KFOR si sia fatta sorprendere con le brache calate: dal modo in cui saprà eventualmente gestire e risolvere la situazione (se mai sarà) sapremo se l'ONU è veramente incapace ed inutile come affermano gli Stati Uniti, con tutte le conseguenze del caso, oppure se merita ancora una qualche autorità militare.

So che alcuni si staranno chiedendo perchè con tutte le guerre che ci sono al mondo, su molte delle quali non ho mai speso una parola, ora mi interessa tanto proprio il Kosovo?
Non lo so, sarà il disgusto per tutte le bugie che ci hanno raccontato allora e da allora in poi, sarà che è la guerra più vicina a noi geograficamente, sarà la rabbia per l'ipocrisia di certa gente che ancora riesce a fare distinzioni tra bombardamenti giusti e sbagliati. Sarà che l'italia ha contribuito più che in molti altri casi a generare questo calibano.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




18/3
2004

Sangue su sangue

Scusatemi se vi porto via un po' di tempo per faccende che certo non ci riguardano. Come ormai vi sarà giunta voce, in Kosovo gli scontri tra serbi ed albanesi ha raggiunto ieri un livello di violenza sufficiente a guadagnarsi un posto (il quinto, mi sembra) nei telegiornali europei e chissà che oggi non abbia guadagnato posizioni, con tutto il sangue che stanotte si è sparso.

Il Kosovo, sì, è sempre lì. Sempre quel mezzo metro quadrato di terra serba troppo vicino all'Albania o, se preferite, di terra albanese dentro lo stato serbo - inutile che stiamo ad accapigliarci pure noi. Ve lo ricordate, vero? Qualche anno fa ci hanno raccontato che i serbi del Kosovo ammazzavano gli albanesi a colazione e li gettavano nelle fosse comuni prima della pausa caffè. Perchè i serbi sono cattivi (avete mai fatto caso a quanto suoni male la parola "serbo"?) e volevano cacciare tutti gli albanesi buoni dal Kosovo, o meglio ancora farli fuori. Ci abbiamo creduto? Sì e no. Qualcuno sì, qualcuno no, qualcuno se n'è fregato perchè c'aveva i suoi legittimi problemi a cui pensare. Certo, le foto, i filmati e le interviste erano molto convincenti: cumuli di cadaveri, vecchi in lacrime, soldati jugoslavi armati fino ai denti, colonne di profughi e su tutto il villain per eccellenza, Slobodan Milosevich - candidato Hitler di fine secolo. A guerra fredda finita da un pezzo, un cattivo ideale fa sempre comodo.

E con questa strage in atto cosa si fa? Beh, si bombarda. Cos'altro si può fare? Gli ultimatum - che chiedevano gentilmente di regalare la terra agli albanesi - sono stati vergognosamente rifiutati, facciamo vedere a quei porci comunisti che non sempre gli va così bene da riuscire a crollare da soli. E modestamente, anche noi italiani abbiamo dato il nostro contributo. Vi ricordate anche questo? Il presidente del consiglio (no, non berluscao, ai tempi si trattava di minimo d'alema) che giura: "I nostri aerei hanno solo funzione di perlustrazione e supporto" e poi viene fuori che invece bombardavano Belgrado e lui ribatte: "Beh, cosa pensavate che fossero là a fare?". Una guerra giusta, una guerra di liberazione per sconfiggere e schiacciare sotto le bombe all'uranio un popolo che da Milosevic aveva già provato a liberarsi da solo, ma non c'era riuscito, ed allora ecco che come punizione abbiamo spianato le loro fabbriche (anche quelle di armi, sì), le loro case, le loro scuole, i loro ospizi, ospedali, reti televisive, treni in corsa. Che nessuno si azzardi a dire che abbiamo fatto male, c'erano i kosovari che piangevano nel loro campo profughi mezzo metro più in là, per farli smettere abbiamo dovuto dar loro fucili e pistole, bombe a mano e munizioni in modo che potessero contribuire alla propria liberazione. Tanto poi alla fine ce li restituiscono, no?

La Serbia capitola, l'Occidente ha sconfitto il comunismo per l'ennesima volta, gli albanesi sono liberi in Kosovo e Milosevic catturato come criminale di guerra.

La favola è finita, buonanotte. E se nel sonno vi sembrerà di sentir dire che in quelle fosse comuni in Kosovo c'erano più serbi ammazzati dagli albanesi che il contrario, se sentirete dire che il Kosovo è stato trasformato in un crocevia del narcotraffico protetto dalle mafie sotto lo sguardo presbite della nato, se qualcuno vi sussurrerà nell'orecchio di oltre mille civili serbi uccisi negli ultimi cinque anni dagli albanesi, fate finta di niente perchè le favole devono finire bene, inutile rovinarsi il sonno con questi strascichi di sangue.

E se ieri il Kosovo è tornato sui giornali, state pur certi che presto vi sparirà di nuovo. Il Kosovo è "scoppiato"? Ma se persino io che sono l'ultimo dei pirla avevo raccolto la previsione di una recrudescenza degli scontri già due mesi fa, per non parlare di chi in quel territorio ci vive o che lo segue con maggiore attenzione? Due giorni fa, sul sito www.kosovo.com (sito serbo, o'course, quindi malvagio e falso) leggevo che nello sgabuzzino dell'Europa "[...]their security situation [dei serbi] continues to be poor and their freedom of movement is often restricted to their own home, forcing them to subside on hand- outs from international agencies. While the rest of Kosovo enjoys an influx of money thanks to international assistance and remittances from Albanians working abroad, Serb areas are growing poorer. Apart from immediate physical security, all aspects of life are problematic, including freedom of movement, employment opportunities, property rights and access to education, healthcare and justice."

E cos'è successo, per scoperchiare la pentola? I giornali italiani non si dilungano e le notizie non sono comunque mai sicure (per me) quando arrivano spruzzate di sangue. Un serbo di diciotto anni viene preso a fucilate da tre sconosciuti il 15 Marzo a Gaclavica e ridotto in fin di vita. I serbi reagiscono scendendo in piazza ed esigendo dalla KFOR maggiore protezione e la cattura degli aggressori. Tre ragazzi albanesi cadono in un fiume a Mitrovica, due di loro affogano e gli albanesi dicono che vi sono stati spinti dai serbi per vendetta, anche se poi il sopravvissuto afferma che non è vero. E comincia il pogrom, gli albanesi assaltano i serbi e la KFOR, i serbi assaltano gli albanesi, ancora sangue, ancora morti. Vista la situazione, facile prevedere che avranno la meglio gli albanesi a meno che la Serbia non riesca ad intervenire militarmente, nel qual caso preferisco non pensare a come reagirà l'Occidente.

Uno spettacolo l'informazione italiana, si sente e si legge quasi un imbarazzato ed imbarazzante balbettare, censurando quanto contraddice la favoletta già conclusa, tacendo sulle cause e sul contesto. Giuro di aver sentito ieri sera che "i Serbi se ne stanno asserragliati nei loro villaggi, circondati dagli albanesi armati". Asserragliati? Già, i serbi cattivi non vengono assediati o aggrediti, sono loro che si asserragliano. Gli albanesi ci fanno brutta figura al massimo quando incendiano le chiese ed i monasteri, ma solo perchè quelle sono cose che hanno valore artistico, cazzo. I serbi non hanno valore artistico né storico, possono crepare senza problemi nei loro negozi, nelle loro auto o sulla soglia delle loro case. Il clamore vero arriverà solo quando morirà un italiano, un francese o un inglese di quelli che sono lì da cinque anni a garantire la pax europea, ed allora tenetevi pronti per un'altra favola destinata a finire bene.

La colpa, la colpa. Vogliamo chiederci di chi è la colpa di tutto questo? Ma la colpa è un concetto cristiano, non credo che in questo grumo di terra sporco di sangue e frattaglie ci siano colpevoli ed innocenti. Ma responsabilità/responsabili e cause, sì, ci sono. Andiamole a cercare nel decennio nero della Jugoslavia, con le sue guerre che hanno (come minimo) costretto famiglie e villaggi a spostarsi da una parte all'altra del paese per evitare di farsi massacrare, insediandosi in zone dove magari non erano ben accette. Cerchiamole negli scantinati dell'Albania e della Macedonia, dove terroristi e mafiosi si passano valigie di droga in cambio di armi e si spartiscono le rotte per l'oriente e per l'occidente. Cerchiamole nei tribunali che giudicano solo gli sconfitti e chiudono gli occhi sui crimini dei vincitori. Cerchiamole nei salotti di chi ci spacciava una guerra giusta ed ora sventola le bandierone arcobaleno. Cerchiamole negli studi ovali sporchi di sperma dai quali giovani presidenti dovevano distrarre l'attenzione. Cerchiamole nei discorsi di chi diffonde il nazionalismo come una cura contro la povertà. Cerchiamole in chi dopo aver spento la televisione crede di sapere tutto il necessario.

Di quanto vi ho raccontato le fonti sono sparse in giro, se avete interesse le trovate di sicuro. Se ve ne manca il tempo vi consiglio la "scorciatoia" di Ex-Ju che come sempre con rabbia e accuratezza scava, rimesta nella nostra coscienza e ci sputa in faccia ciò che preferivamo ignorare. Scorciatoia nel senso che lì trovate con facilità più notizie sull'argomento di quanto vorreste leggere; se quello che leggete non vi piace potrete sempre fare una smorfia e dire "Ah, ma questa è comunista e spudoratamente filoserba" così siete a posto con la coscienza. Va bene lo stesso, tanto le fonti filoalbanesi le trovate più facilmente sui giornali ed in televisione, solo che non sanno più come distorcere la verità, oggi.

Non è che io voglia fare una predica a qualcuno, spero che sia chiaro. Io non ho la coscienza più pulita di chiunque altro sulla questione serba e kosovara, ho manifestato contro i bombardamenti a Belgrado ma nel '99 me ne stavo a pascolare a Trento ed ora me ne starò a pascolare qui. Solo, stiamo attenti alle storie che ci raccontano per farci addormentare. Ricordiamoci ora ed in futuro chi ha mentito e pensiamo a come ricompensarlo. Chiediamoci cosa possiamo fare, cerchiamo una soluzione perchè non ce la darà nessun altro. Oppure chiudiamo gli occhi e laviamoci le mani, sfregando con forza, finchè il sangue andrà via.




17/3
2004

Sere

Lunedì sera, nonostante Villa Gelida avesse bisogno di urgenti opere di pulizia ed altri lavori domestici, sono scappato con PornoRambo e Fu a fare una visita alla festa di laurea dell'amico Vlad. Arrivati alle nove e mezzo abbiamo trovato il neo-disoccupato ridotto ad un otre di vino semicosciente, costretto da una banda di individui equivoci a leggere il classico papiro con altrettanto classico bicchiere di vino ad ogni errore di dizione.
Verso le undici, quando siamo tornati a valle, Vlad era stato trasportato di peso in bagno a ripudiare un po' del vino ingurgitato ed ancora non riusciva a tenersi in piedi. Che spettacolo triste, per un uomo che qualche anno fa si proclamava astemio e che in seguito ha sacrificato ore ed ore a rimediare! Veramente deprecabile.

Ieri sera invece, nonostante Villa Gelida avesse ancora bisogno di urgenti opere di pulizia ed altri lavori domestici, è stato inaugurato il "cinecoso alternativo" ad opera di un amico di cui non faccio il nome (il quale comunque non è assolutamente Nello, non ha mai scritto articoli per questo blog e non sembra il fratello giovane di Bin Laden). Prima visione: "Elephant" di Gus Van Sant, molto interessante e completamente diverso dal moraleggiante "Bowling for Columbine" dell'infame Michael Moore. Eravamo in mezzo a questo nugolo di liceali in una specie di circolo segreto della sinistra extra-parlamentare a guardare un film piratato; dopo cinque secondi di proiezione, quando qualcuno ha bussato con forza alla porta, sono quasi sicuro che Nello (ma non Nello Nello, un altro Nello) stesse già per tirar fuori la p38 e sparare all'impazzata con le lacrime agli occhi. Per sua fortuna invece era solo un tizio che non centrava niente ed aveva trovato un casco appoggiato fuori - bisogna dire che io e PornoRambo abbiamo avuto successo nell'elevare il livello della paranoia. Menzione d'onore anche alla morosa di 'Rmando (ma non questo qui, un altro che non conosco) che si è lamentata che non si vedeva molto bene la proiezione, prima ancora che venisse acceso il proiettore. Silvia, se mai passerai da queste parti, ti prego: non cambiare mai. Sei la numero uno!

Questa sera, quasi quasi, faccio un po' di pulizie a Villa Gelida e Lurida.


P.S.: Da oggi questo blog è raggiungibile anche dall'indirizzo karmachimico.too.it.




16/3
2004

 

A Villa Gelida non c'è il numero civico, non c'è la cassetta delle lettere, non c'è la luce delle scale, lo zerbino, il portaombrelli, il campanello. Questi sono accidenti che andranno risolti quanto prima. Non è un caso, invece, che a Villa Gelida manchi il televisore. Siccome lo usavo solo per vedere il telegiornale, quando mi sono trasferito lì la prima volta ho pensato di risparmiarmi la scocciatura e la spesa. Tanto, se c'è qualcosa che mi interessa, posso sempre andare a vederlo a casa di qualcun altro che si socializza.

Le notizie, invece, le ascolto alla radio. Non essendo un appassionato di musica la tengo sempre sintonizzata su Radio 24 che sarà borghese ma fa un radiogiornale ogni mezz'ora. Soprattutto, nell'orario in cui di solito ceno (tra le sette e le nove/mezzo), c'era una trasmissione di approfondimento condotta da un giornalista lucido e sobrio, il cui nome si è perso nell'oblio della memoria. Non ero quasi mai d'accordo con le sue opinioni, ma forniva informazioni e chiavi di lettura interessanti, ospitava opinioni e non sbraitava mai. Ieri sera, prima cena da solo a casa, per rompere il silenzio mi sono ricordato della piacevole abitudine ed ho riacceso la radio.

Peccato, il giornalista sobrio e lucido non c'è più. E' stato sostituito da una giornalista un po' meno lucida e un po' meno sobria, a quanto mi è parso di capire ad un primo ascolto, che conduce una trasmissione chiamata (sic!) L'Utopista. Cos'abbia di utopistico non mi è stato dato di sapere. Ieri sera di parlava - comprensibilmente - del risultato delle elezioni in Spagna e del suo collegamento con gli attentati di Madrid; la giornalista ribadiva costantemente come, a suo avviso, il rischio di subire attentati non fosse assolutamente da collegare con la partecipazione di uno stato alla guerra contro l'Iraq in quanto è l'ideologia stessa degli estremisti islamici ad essere rivolta contro l'occidente tout-court ("voi siete per la vita, noi siamo per la morte"). A dimostrazione di questo, il fatto che siano stati i terroristi i primi a colpire, prima delle guerre in Afghanistan ed in Iraq, e che i terroristi identificati finora provengano non dalle nazioni più sfruttate della terra ma da paesi nei quali "gli occidentali hanno riversato milioni di dollari in investimenti", nazioni "tra le più ricche" del mondo.

Alcune di queste osservazioni sono interessanti, ma sollevano interrogativi che andrebbero sciolti. Perchè, ad esempio, la guerra non è stata fatta contro queste "nazioni ricche" come l'Arabia Saudita, il Marocco ecc. dalle quali provengono gli attentatori ma contro paesi diversi? E se pure è vero che sta nell'ideologia di morte degli attentatori la spinta motivazionale al terrorismo, non è altrettanto plausibile ritenere che queste guerre abbiano ampliato enormemente il "bacino di utenza" di questa ideologia, dando vita ad una maggiore coesione del mondo islamico nei confronti dell'opposizione all'occidente e spingendo a radicalizzare la propria posizione anche persone che prima estremiste non erano?

Per quanto riguarda i paesi di provenienza, alla giornalista farebbe bene dare una ripassata al consolidato concetto sociologico di "deprivazione relativa". Le ideologie rivoluzionarie si diffondono spesso con maggiore forza non là dove sono peggiori le condizioni di vita, ma nel luogo (geografico, sociale) o nel momento in cui è possibile fare un confronto con un modo di vivere diverso, il quale risulta però allo stesso tempo negato o irragiungibile. Oppure, come in questi casi, le ideologie controrivoluzionarie si sviluppano più facilmente dove il modus vivendi abituale viene minacciato nello spazio o nel tempo. E' abbastanza claro? Speriamo.

Sono d'accordo che, al punto in cui siamo arrivati, ritirare le truppe dall'Iraq non ci metterebbe al sicuro da attentati; se fosse questa l'unica motivazione per chiedere il ritiro sarebbe affare ben triste e dimostrerebbe solo la nostra propensione a calare le brache. Ma motivi ce ne sono a bizzeffe, gli stessi motivi per cui in Iraq non ci dovevamo andare, e che non hanno nulla a che fare con la paura quanto piuttosto con la giustizia, la politica, la stessa strategia di lotta al terrorismo. Così come, adesso, ci sono anche motivi per restare: ad esempio finire il lavoro iniziato (e non parlo del "lavoro" militare, ma della ricostruzione che esiste ed è in atto), almeno per una volta nella storia italiana.

Claro? Mmm... si sa che il meno lucido e sobrio sono proprio io.




15/3
2004

Enjoy your KarmaChemical Experience

Dopo quasi un anno M.A.D. Blog finalmente cambia faccia e testata, assumendo l'identità di KarmaChimico. Perchè il cambio di nome? Come ho già spiegato nel forum, in realtà M.A.D. Blog era un nome temporaneo, coniato in tutta fretta l'anno scorso quando interiormente attribuivo al blog un'aspettativa di vita pari a due settimane. Ora che invece lo vedo abbastanza stabile ho pensato di dargli un nome che mi piacesse di più; naturalmente questo non ha niente di rivoluzionario, KarmaChimico continuerà ad essere quello che era M.A.D. Blog: il blog del Movimento Autoreferenziale Digitale. Cambia solo la grafica: ho dovuto ad esempio sopprimere quei (guajeji) menu a scomparsa che mi sono costati tanta fatica, perchè Google non li riconosceva e quindi non ne indicizzava il contenuto, rendendo più difficile la ricerca degli articoli e degli archivi. Eppoi non è che fossero molto navigabili, per chi non conosce il sito (vabbè che questo blog è prevalentemente per pochi intimi, ma è un peccato che gli articoli di Nello non siano rintracciabili da un bacino di pubblico universale).

Inoltre ho aggiunto un paio di funzionalità in più che non funzioneranno mai: un modulo di ricerca, separato per blog e forum, e l'elenco delle ultime chiavi di ricerca utilizzate dagli utenti per arrivare sul blog. Dovreste trovare questi gadget in giro per la pagina, non ricordo più dove li ho messi! Ed ho altre diecimila sorprese in serbo per voi, solo che non ho voglia di realizzarle quindi accontentatevi.

Ho anche ampliato lo spettro del Karmametro, aggiungendo una didascalia che vi renda l'idea del livello di equilibrio spirituale raggiunto dal mio karma. Tutto questo si basa sulla mia teoria del buddismo taoista protestante vudù, la cosa più simile ad una teoria spirituale che io possegga al momento.

Infine, non è un caso che questo corposo aggiornamento arrivi oggi: infatti ieri sono riuscito finalmente a riprendere possesso del mio appartamento a Poleo (dal quale, come i più attenti ricorderanno, ero stato espulso un anno fa a causa di un'esplosione). Proprio così: Villa Gelida ha riaperto i battenti! Dove battenti è una crasi di "battere" e "denti", infatti questa notte non ho dormito, mi sono ibernato. Maggiori dettagli sicuramente nei prossimi giorni.

P.S.: Lo so, lo so. Oggi non riesco a fare a meno di essere contento per motivi meschinamente personali, mentre tutto il mondo sta sprofondando sempre di più in un vortice limaccioso del quale non si vede uscita. Non solo le bombe di madrid e la strumentalizzazione portata avanti dai popolari spagnoli (che ne hanno pagato il prezzo) con tutte le fosche conseguenze che si possono prospettare in futuro, ma anche l'ennesima tabula rasa su piazza fontana, le elezioni in russia che conferiscono a putin poteri regali nella più totale indifferenza del resto del mondo, l'ennesima coesione conservatrice che cavalca l'onda del terrorismo. Tutti avvenimenti che dovrebbero indurmi ad essere decisamente più serio, ma per oggi non ci riuscirei ed evito quindi l'ipocrisia di scrivere un post su questi argomenti mentre non sono affatto in the mood per dar loro il greve peso che meritano.




12/3
2004

 

Non so ancora e non mi interessa sapere se le bombe che hanno ammazzato duecento persone ieri a Madrid ce le abbiano lasciate i baschi, gli arabi o chi altro. Mi dispiace, non riesco più a provare né rabbia né terrore per questo genere di cose, ma solo nausea e disprezzo che aumenteranno via via che i più squallidi battibecchi politici e le macchiavelliche attribuizioni di responsabilità infangheranno ulteriormente la strage.

Nausea del sangue, delle bombe, delle facce contrite dei politici sullo schermo. Disprezzo per chi ha spergiurato di porre fine al terrorismo ed è riuscito solo, come tutti presagivamo, ad inasprire ed esaltare le motivazioni degli assassini. Ma disprezzo non minore per quei vigliacchi macellai che sfogano la propria furia su lavoratori, studenti, persone comuni la cui unica colpa è quella di essere stati scodellati nel paese sbagliato.

La religione o l'ideologia con la quale si masturbano la coscienza li ha resi dei mostri, cancellando ogni loro diritto di avanzare pretese o evocare diritti. Ci sono problemi reali all'origine di queste stragi, ci sono problemi con i quali ci dobbiamo confrontare e che riguardano non solo popoli oppressi e colonizzati ma anche noi stessi in quanto oppressori e colonizzatori. Il ruolo della vittima e del carnefice si inseguono e si ribaltano ciclicamente in questa grottesca ruota della fortuna. Ma la mano che mette la bomba è una mano fascista, non gli interessa sapere chi vivrà e chi morirà ma vuole solo seminare il terrore, arrecare dolore, provocare ulteriori reazioni violente. La causa, qualsiasi essa sia, rinuncia alla legittimità; la lotta perde di significato perchè vengono colpiti non i diretti responsabili, ma gli anelli più lontani dal centro.

Questa nostra società in cancrena continua a generare la sua prole folle e deforme, l'alimenta e la uccide.




11/3
2004

 

Questo tempo freddo e fangoso, la frustrante monotonia dell'attesa per un allacciamento elettrico che non arriva, il tedio di troppi fastidi personali mi fanno passare la voglia di scrivere qualcosa che sia più di una cantilenante lamentela.

Ieri sera tra l'altro mi sono dovuto sciroppare un'ora e mezza di attesa dal dottore (ebbene sì, ho prenotato l'operazione chirurgica che mi renderà uomo) in preda ad un atroce mal di testa, circondato dai virus della geriatria scledense. Unico raggio di sole in questo dramma da cinematografia polacca l'incontro con una mia carissima amica che non vedevo da diversi anni, la quale mi chiede di porgere i suoi saluti a tutto il solito entourage (ma in particolare a PierBulus, chissà perchè). Naturalmente lascio agli interessati indovinare di chi si tratta...

...è bella, è bionda, ha fatto innamorare tutti almeno per un attimo nella vita…




8/3
2004

Quando finirà questo gelido inverno?

Come dirà oggi il nostro beneamato presidente della repubblichina Carlo Azeglio Cippalippa, le nazioni dove le donne sono impegnate in tutti i campi (grano e riso sono quelli tradizionali) risultano indiscutibilmente più serene (ad esempio gli USA), più produttive, più sagge (per fare un altro esempio, gli USA).

Io, che presidente della repubblichina non sono, mi limito a fare gli auguri a tutte le donne che dovessero per caso leggermi, a tutte quelle che non mi leggono (_queste_ sono le più sagge!), a tutte quelle che conosco (queste sono le più fortunate) e a tutte quelle che non conosco - ancora. Auguri particolari a tutte le donne di PierBulus, specialmente a quelle che si ostinano a non usare anticoncezionali.

E chiudiamo la parentesi ottomarzo prima di fare una delle mie uscite di cui di solito mi fanno pentire (ma se non sapete con chi festeggiare stasera, contattatemi: vedrete che dopo trenta secondi di conversazione la solitudine non vi sembrerà più così brutta).

Fine settimana più catalettico che catartico. Sabato sera ci siamo visti "La sottile linea rossa", uno dei film di guerra più belli che mi sia capitato di vedere negli ultimi anni (tutti i 27 ultimi anni, per la precisione). Mi spiace per PornoRambo che non condivide il mio giudizio, mi spiace davvero perchè non sarà tra gli eletti che siederanno alla destra del padre al cenone di natale.

Terminato il film abbiamo cambiato canale e scoperto che il festival di Sanremo Famosi l'ha vinto Lazzaro. Masini era palesemente felice come un orfanello di dickens che alla fine del libro viene adottato da un gentiluomo ricco e gentile in modo del tutto inaspettato dopo le sfighe che gli erano capitate fino a quel momento. E adesso rileggete la frase precedente a voce alta e tutta d'un fiato, perchè con sottile artificio gioissiano mi sono astenuto dalla punteggiatura. Comunque su Masini non aggiungo altro, che se poi muore mi sento in colpa.

Ieri mattina invece ho visto "Contenders" e posso solo dire due cose: palla, palla. 2 (due) palle così. Al confronto "Il Grande Fratello" è appassionante. Veramente pensavo fosse un film disturbante, almeno intrigante, invece mi sono trovato alla fine a pensare che se facessero davvero un reality show così io non lo seguirei neppure se fossi tra i protagonisti.

La citazione del fine settimana questa volta va al gioco "Knights of the Old Republic" con la seguente perla:

"Sei solo chiacchiere e Lato Oscuro."

Fine del florilegio di cazzate, andate in pace ma ricordatevi le catene (quelle da neve, le altre lasciatele stare almeno oggi che è l'ottomarzo).




4/3
2004

La società dell'informazione

L'amico Nello sta in questi giorni dandosi da fare per organizzare un circolo cinematografico (d'ora in poi solo "cinecoso alternativo") aperto a chiunque voglia prendervi parte, con la prospettiva di sviluppare ulteriori iniziative in futuro. Pur essendo Nello onnipresente ed onnistressante, l'invito ad accorrere è rivolto giocoforza a chi sa dove si trovi il triste borgo di schio e sia disposto a raggiungerlo. Se volete maggiori informazioni (e non siete sbirri) potete rivolgervi a me (c'è il mio indirizzo di posta elettronica da qualche parte in questa pagina) o meglio ancora a lui (cercatelo sul forum, al momento non mi ricordo neanche la sua e-mail).

A questo proposito negli ultimi giorni si è discusso un po' di SIAE, annessi e connessi. Ogni volta che mi informo su questo argomento il sangue mi diventa acido come quello di un Alien, perchè mi sembra che con la scusa dei legittimi diritti d'autore un po' di gente ci guadagni a scapito della maggior parte degli utenti. E non è solo la SIAE ad allungare gli artigli, cosa vi credete? Per esempio, la famosa associazione a delinquere nota come Unione Europea, incidentalmente presieduta dal paladino di una certa sinistra sinistra, ha aperto un procedimento di infrazione contro Italia, Spagna ed altri paesi perchè non hanno ancora attuato la norma che prevede il divieto di prestito gratuito nelle biblioteche pubbliche. Non vi sembra possibile? Andate pure ad informarvi, per comodità (ma poi cercatevi le fonti che preferite) vi suggerisco un paio di link: quello della campagna indetta da Il Manifesto e quello della campagna promossa dalla biblioteca pubblica di Cologno Monzese. Entrambi questi siti raccolgono firme.

Ma non è tutto: il ministro Urbani vuole far passare un decreto legge che impone pene altissime per chi rende possibile, utilizza o anche semplicemente incoraggia l'uso del p2p. I "fornitori" rischieranno fino a 250.000 yuros di multa, i semplici utenti invece se la caveranno con 2.000 pezzi se mai verranno beccati a possedere materiale copiato illegalmente. Inoltre, vorrebbero appunto punire anche chi si macchierà di favoreggiamento, fornendo indicazione su dove e come scaricare. Mi sembra stiano veramente abusando della nostra pazienza.

E ancora: avete presente le menate che ci vengono propinate ogni giorno sul digitale terrestre e la TV digitale? Beh, come riporta già con l'acquolina in bocca il sito della SIAE, sembra che nella sempre mitica america siano già un passo avanti: alle trasmissione digitali verrà applicato un codice che impedirà loro di essere successivamente redistribuite... cosa questo significhi nel dettaglio, non mi è ancora chiarissimo, ma la prospettiva di impedimenti tecnologici sempre più fastidiosi da craccare non sembra semplice paranoia.

Sono solo tre casi che mi sono capitati sotto gli occhi nel giro di poche ore, ma penso siano emblematici di come intendono trasformare la nostra cosiddetta "società dell'informazione". Cercasi urgentemente strategia di resistenza.