 10/1/2004 13.51.59 Antonello |
Rispondo telegraficamente a Celarent, sono devastato dal sonno. Che il potere cosiddetto (da me detto!) esterno servi a sviare dal potere reale non è, a mio parere, del tutto esatto. Verissimo che le teorie del complotto sono leggende, per lo più, ma in questi cartoni più che una realtà esatta adombrano una realtà comunque storica: non agenti ma agenti di borsa, non missioni ma valutazioni. E’ come se ci venisse detto che il potere esterno ha corpo e sostanza e che il potere interno è una raffinazione di questo. Così succede che visualizzare gli uomini in nero serve a demitizzare questa società come mondo riconducendola a sistema; le angosce personali e sociali vengono tolte dall’approssimazione caratteriale o mistica e lette per risultati di un determinato assetto, da qualcuno determinato. In realtà gli uomini in nero e la massoneria hi-tech sono segnali di questa "sottostruttura", che non è molto interessante ai fini che gli autori si sono preposti - come ho già detto l’interesse verte del tutto su questo mondo bloccato e anodino. Però una certa onestà intellettuale li porta a esprimere almeno la consapevolezza che fare solamente un affresco del potere interno può portare ad un risultato dubbio, il pressapochismo politico. Per dire, "Lain" e Boogiepop" ricordano in parte i film di Tsukamato, quello di "Tetsuo", o di Cronenberg: ma non soggiaciono del tutto al fascino della degradazione. Sul tuo dubbio, se indicare il potere esterno non sia foraggiare quello interno, penso che almeno in questi casi si possa rispondere negativamente: per i motivi sopra detti, il potere esterno rappresentato è una clausola di onestà - "non trattiamo direttamente di lui (non vogliamo o non ne siamo in grado), ma sappiate che esiste ed è colpevole". In altri casi, l’attenzione alle società segrete - "X-files", "Millennium" - porta allo scenario di cui parli, e non a caso sono opere minori. Ancora, in altri casi - "Twin peaks", "The kingdom", "Eyes widw shut" - le società segrete sono ridicolizzate, cioè sono inabili al potere che si imputa loro. |