 3/12/2003 14.56.25 Fantonello |
Mi fa piacere che vi sia piaciuto "Spirited away". Mi fa piacere anche che Mereghetti (critico interessato soprattutto ad un cinema impegnato in senso politico-sociale, come dovrebbero essere i critici per me) dia al film 4 su 4, il massimo. Allego, pesantemente, un giudizio su un film che strapolo sa una mail di parecchio tempo fa: "Per quanto riguarda le ultime uscite, ti posso dire alcune cose essenziali: intanto Miyazaki ha prodotto quello che ritengo il suo capolavoro, realmente inaspettato per implicazioni e profondità. Non solo perché, a differenza di molte sue opere passate non si è occupato di dualismi sterili o di naturalismo pindarico, ma anche perché il suo film è l’unico vero lavoro dell’animazione giapponese che crea un’alternativa rispetto al punto cui era arrivato Evangelion, e che "Lain" e "Boogiepop Phantom" avevano ribadito, che è poi l’impossibilità di produrre in quell’ambito e in questo tempo un’opera onesta, che non sia commento o presa di distanza, che non sia cerebrale. Invece, questo film non dico dimostra il contrario, ma ci dà insperatamente (almeno per me) una speranza, e tanto più è significativo se il suo autore è proprio il più autorevole degli animatori. Infatti Miyazaki non bamboleggia, e unisce una incredibile visione personale e creativa a una critica serratissima ad un mondo che non è semplicemente giapponese, un mondo ingordo, avaro, sociofobico, sfruttatore. E, cosa che non mi pare di avere notato in alcunché se non in una puntata di "Boogiepop", e per indiretta via concettuale e non fattuale in Eva, Miyazaki propone i luoghi dello sconforto come potenziali luoghi di una redenzione e soprattutto della crescita. Rivolta cioè gli assunti di Eva, dopo averli acquisiti però: cosicché non sono assolutamente improbabili le parentele tematiche con il cartone di Anno: l’acqua compare come orizzonte oltre che come sorgente (è davanti a Chihiro nello spazio, dietro a lei nel tempo), e il treno non è solo il dolore del mutare senza senso e senza approdo, ma qui CONDUCE da qualche parte, e sopra l’acqua. Insieme ai protagonisti, nel climax estetico, invece dell’urlo e degli interrogativi, ci sono compassate e tristi figure e ombre di pendolari, vestiti come Giapponesi degli anni quaranta, quello della bomba. Il tradizionalismo positivo di Miyazaki prevede, con parecchia giusta commozione, che la crescita, il viaggio, non derubi l’uomo e un Paese della memoria, questa poi che è paradossalmente la sua unica vera ricchezza moderna. Ti ricordi quando ho detto che "bisognava andare oltre Evangelion"? Ecco, il cartone di Miyazaki ci è andato vicino come nessun altro, e forse ci è riuscito. Questo lo potremo stabilire capendo meglio l’evolversi dell’animazione nipponica in questi anni." Per di più, ora si sa con certezza che Miyazaki ha voluto "omaggiare e migliorare" (parole sue, forse un po’ superbe) Anno (che è un suo ammiratore e ha lavorato con lui per "Nausicaa", creando e animando il Dio Guerriero, o come si chiama l’arma inutile degli umani contro gli insetti) e anche il Takahata di "Una tomba per le lucciole". |