SputaIlVeleno
white pill

30/11/2003 15.10.14

Per Alessio

Scarica (se vuoi) "Battle royale" di Fukasaku. Io stesso sono curioso. Ti allego una recensione non spoilerosa (o pochissimo, a seconda delle priorità che dai ad un film) tratta da Mangaitalia:

"Per contrastare la crescente delinquenza giovanile, in uno stato futuristico (ma non troppo) che somiglia tanto al Giappone viene approvato il Battle Royale Act.
Con questa legge, ogni anno viene estratta tramite sorteggio una classe di studenti, i quali, con l’inganno, vengono portati su un’isola deserta presidiata dall’esercito. A ogni studente viene dato dell’equipaggiamento di base per la sopravvivenza, un collare per la localizzazione, ed un’arma a caso tra una vasta schiera.
L’ultimo che sopravvive, vince il gioco e può tornare a casa.
Se entro tre giorni non c’è un vincitore, tutti i collari dei sopravvissuti esplodono.

Questa è, in poche parole, l’idea di fondo di questo film, cinico e cruento quanto basta, che mostra come possano svilupparsi le normali relazioni sociali quando si trovano di fronte ad una situazione così radicale (e senza via di fuga!), quando la scelta è unicamente tra la morte propria e quella degli altri, che siano nostri amici, conoscenti, o persone verso le quali portiamo un rancore che, per consuetudine della società moderna, comunemente viene mascherata e attenuata.
Quaranta ragazzi sui quindici anni, armati chi di un mitra, chi di un’accetta, chi di un coperchio di pentola, si inseguono, si massacrano, tentano di collaborare, di risolvere tutto in maniera pacifica, di fregare il "sistema", o di scappare. Ognuno sceglie una strada, nel bene e nel male, e decide se mantenere o no la fiducia nei confronti degli altri, fiducia che può venire tranquillamente tradita, dato che è cascata ogni valida motivazione al sostentamento di un "gruppo", di una "comunità", in favore del principio di autoconservazione. Un principio preistorico che si ritrova alla perfezione anche al giorno d’oggi, in un mondo (quello giapponese in particolare) nel quale l’arrivismo ed il successo personale sono principi di base ai quali una persona si lega fino alla morte, se è il caso, evidente anche dal fatto che la stessa disoccupazione viene vista come un gravissimo disonore, un evento che disintegra il proprio valore come persona. Il fallimento è totale.
Ed è questa la principale critica che emerge dal film. Critica pesante nei confronti dello stile di vita nipponico, ed in special modo verso il governo che lo permette e lo perpetua, tanto che del film è stata vietata l’esportazione (ne esistono comunque varie versioni in dvd).

Il tutto viene contrastato dalle scene comiche (perchè, in fondo in fondo, è più facilmente associabile al comico che ad altri generi): "Beat" Takeshi, arbitro del "gioco", dà il suo contributo come insegnante vendicativo, spietato ma che riesce comunque a strappare risate al pubblico, e del quale non viene rivelato praticamente nulla fino alla fine; qua e là si ritrovano momenti ironici o "ridicoli" (in senso buono)[...]. Gli stessi studenti (veri studenti, nessun attore professionista) sono protagonisti di piccole chicche niente male, specialmente in riferimento alle numerose dichiarazioni che vengono fatte durante il film (forse troppe!).
Un altro tipo di contrasto viene reso palese dalla musica classica che Kitano stesso diffonde attraverso gli altoparlanti del suo quartier generale, gli stessi dai quali fa giornalmente il punto della situazione delle vittime e dei sopravvissuti (lamentandosi se le uccisioni sono poche!).

Nel complesso il film risulta pienamente godibile, e il massacro passa quasi in secondo piano rispetto agli espedienti che i vari personaggi usano alla disperata ricerca di una via d’uscita, o ai vecchi sentimenti che saltano fuori in una veste totalmente diversa. Non cade mai nel monotono, e il tutto si mantiene abbastanza equilibrato, anche se, com’è ovvio, alcuni dei partecipanti si prendono più spazio. Ma non è mai spazio sprecato, ed ognuno ha qualcosa da dire, o da fare.
Un film che racconta un male che può anche essere considerato non solo peculiare del Giappone, ma anche della civiltà occidentale. Dove spesso il successo personale viene presentato come lo scontro e la vittoria sugli altri, alla faccia del rispetto e della collaborazione comune.
"

Sul forum da cui ho tratto la recensione tutti riuscivano a scaricarlo. Dovresti farcela anche tu. Ah, qualche dubbio che si trovi solo sottotitolato?

red pill

30/11/2003 14.49.52

Errata corrige

... ti aveva detto << Tanto alla fine vinciamo tre a uno >>...

green pill

30/11/2003 14.48.37

Antonello

Lusky, telefona ad Armando, fagli pagare l’affiliazione ad Agnelli, arg arg arg. Il bello è che ieri ti aveva detto <<tanto alla fine vinciamo tre a uno>>.
Pardon, questa è solo pura malvagità (tm) dato che a me se abolissero il campionato farebbe molto piacere (a morte il populismo spicciolo senza popolo!).

Ah, Lusky grazie del post sull’easter egg ma già lo sapevo. Mah...

Special cherry pill

30/11/2003 10.52.6

Lusky

Da it.arti.cinema, per vedere la scena nascosta ne "Le Due Torri":

"da selezione scene,
selezionare l’ultima tranche d scene, cliccate tra "scena inedita" e scena
allungata", ma un pochino più in basso per selezionare la scena "erbe
aromatiche e stufato d coniglio".. se spostate il cursore a sinistra della
scritta "selezione scene" apparirà l’anello, cliccandoci sopra potrete
vedere la scena inedita con gollum... "

Special cherry pill

30/11/2003 10.41.1

Lusky

Tre a uno!
Sempre a capo chino ma con il ghigno sul volto.

red pill

28/11/2003 20.46.14

Nello spada in vena

Bello il dialogo in prima pagina. Ulteriori dettagli in cronaca (rosa-nera).

Oggi ho sentito in tv un elogio strappalacrime e stracciacoglioni di San Patrignano e del padrino Muccioli. Ma la cosa che mi ha fatto più ridere è che secondo la frigida eppure entusiasta speaker S.P. è diventata il faro per la metodolgia di recupero dei tossicodipendenti. A meno che non intendesse che è diventata un’autorità nel consigliare agli sbirri come pestare i drogati - meglio di Muccioli e prole chi può saperne?

white pill

28/11/2003 18.42.11

rambo

cupio di un lusky, in verià la mia definizione era un po piu precisa di quella riportata da te che erano solo le ultime 2 righe conclusive
ed era piu che esauriente!

Special cherry pill

28/11/2003 17.26.16

Lusky

Grande Celarent!

Purtroppo tra cinque minuti esco e non sono sicuro di riuscire a pubblicarla prima di Lunedì, comunque farò il possibile se non altro per ringraziarti.

red pill

28/11/2003 16.58.38

Celarentropia

Ribadisco che questa mia recensione di "C’era una volta in Messico" non ha ragione di eistere. Comunque l’ ho scritta, NON ho parlato dell’ entalpia ma ho riciclato l’ entropia, abbiate pazienza.

red pill

28/11/2003 16.11.25

Antonello

Un libro di Tim Roth, massimo romanziere americano contemporaneo, tratta proprio di questa ossessione. In "La macchia umana" un professore universitario chiama "spettri" due alunni che non frequentano quasi mai le sue lezioni. Si dà il caso però che i due studenti siano neri e la parola spettro sia a volte utilizzata per indicare proprio una persona di colore. Il professore viene accusato di discriminazione e razzismo e allontanato dall’incarico. La storia si complica poi quando scopriamo che il professore è in realtà un nero di carnagione chiara che si è spacciato per bianco per avere la possibilità di intraprendere la carriera accademica...
In America il politicamente corretto ha raggiunto vertici di follia. Per darvi l’idea, una coalizione di conservatori ultracattolici ha proposto al Congresso una mozione che prevede la scomparsa del termine "member" dagli atti ufficiali dello Stato. Come da noi nei ’50.

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