SputaIlVeleno
red pill

27/9/2003 21.46.33

Gastore di Normandia

Ho letto parte dell’articolo di Nello. Grazie mille, sommo sacerdote di Maleventum (antico nome di Benevento, cambiato dopo una battaglia vittoriosa. Io lo ricambierei di nuovo...).
Grazie mille, perchè:
1-Avevo voglia di uscire stasera, ma mi son sentito male.
2-Non mi piace il Circo Orfei
3-Mi hai svelato il finale!!!! Di Friends!!!! Nell’articolo!!!!
4-perchè, certamente non ti; Rendi conto: della tua() punteggiatura,;!?::
5-Varie ed eventuali.

Come non ci hai capito un cazzo, Nello! Ma dai! E come ci si sente? Ah, ora puoi capirci un po’ meglio...

red pill

27/9/2003 21.39.57

Decenza&Cultura

Delucubrazioni?????? Ci dissociamo da questo mondo...

green pill

27/9/2003 14.30.48

PornoRambo

desolazione, smarrimento, inquietudine
questi i sentimenti che provo ogni volta che leggo piu di 5 riga di fila di Antonello, cercando di capirne il senso.
RAbbia. Dolore. FRUSTAZIONE!!
almeno prima le sue delucubrazioni(come si scrive?) mentali erano confinate a un link che i meno propensi al nichilismo potevano evitare...
ora non piu
bossi, lega, po
nello le tue seghe mentali... "FUORI DA QUESTO FORUM", che e fatto solo x sputare veleno tra di noi!
non per altro

red pill

27/9/2003 13.15.0

Antonello

Bene Celarent, naturalmente ti sentirai spaesato in questo forum di pazzi ma tant’è, il convento questo ci passa e il priore, Lusky, non è tipo con cui scherzare.
Ritornando a cose serie, direi che il tuo lungo post mi mette di fronte ad un conflitto di priorità: naturalmente fra gli articoli seguenti che sto elaborando/preparando e la risposta che devo darti. Ma giustamente me ne fotto, quindi andrò a ruota. Senza ombra di dubbio Lain parla del sovraccarico di informazioni del Web mostrando nello stesso suo svolgersi la pesantezza e l’umiliazione che questa massa producono nella percezione. Inoltre lo scattare di un processo interpretativo - naturale nell’uomo più che nello studioso - aggiunge, come fai notare, frustrazione a frustrazione, perchè la materia non è organizzata, e quando ti spinge in una direzione nel contempo ti allontana da un’altra meta. L’impossibilità di uscirne fuori, di trovare un’univoca direzione, implica che ogni mezzo sia svalutato, buttato nel gioco narrativo non più che con il titolo o una sparuta citazione (ma la citazione di Proust è molto importante, e per questo devo prendere tempo per organizzare, almeno io, la materia). Il punto è che quella che è d’altro canto la CHIAREZZA di Lain (la serie più chiara dell’animazione giapponese, per lucidità di visione a monte del grande caos) ti dice subito di cosa sta parlando, getta nel mucchio tutto il proprio bagaglio di conoscenze e poi narra del rapporto fra esso e il narratore; in maniera non dissimile (ma come dire, da fuori) dai finali di Evangelion, che sono anche il rapporto (nevrotico) fra le interpretazioni, le congetture e le passioni nate da Evangelion e l’opera stessa - se ti ricordi fosti tu a indicarmi questa via, che ha tra l’altro il merito di calarsi nell’atmosfera che doveva avvolgere lo studio Gainax in quei giorni assurdi.
Se Evangelion a suo tempo fu sperimentazione, Lain è la prima opera di questo filone a essere AVANGUARDIA, ed è curioso che, a mio modesto parere, questa avanguardia abbia avuto fine con l’opera subito successiva, quel Boogiepop Phantom all’inizio similissimo per ambiente e infine diversissimo dal predecessore. Nel mondo dell’animazione giapponese, asfittico e pacchiano, non si poteva credere realisticamente alla nascita di un filone autonomo, serio e importante, in più nato dalla convergenza di varigatissime maestranze artistico-tecniche.
Infine, verso la fine del tuo post, confermi - e me ne fa piacere - la stessa idea che mi ero fatto e che tra l’altro mi pareva giustissima, alla faccia della difficoltà di questa serie. L’idea di questo finale sta in diretta corrispondenza con quelli di Evangelion prima e Boogiepop poi e indica un’altra cosa, ironica: che queste serie che, soprattutto le ultime due, hanno tenacemente e palesemente condotto una ricerca a monte della sintomatologia degli altri anime, hanno finito per mostrare sintomi loro, una reazione comune di fronte a comuni problemi, a cui non è stato dato modo di espandersi. Probabilmente se questa infezione, contro ogni realistica probabilità, si fosse diffusa capillarmente, questi ultimi anni di perniciosa produzione animata si sarebbero evitati. Ci sentiamo.

red pill

26/9/2003 21.26.42

Alex

se gli effetti del tuo hackeraggio sono i link agli articoli di nello, direi che ha proporzioni devastanti...

green pill

26/9/2003 18.13.9

Amg detto "Nasello"

Aò ma scrivete solo in tre su sto forum? Qui quando i gatti non ci sono i topi ballano! Non ho potuto nemmeno vedere gli effetti del mio hackeraggio al sito! lusky, cosa te ne è parso?

red pill

26/9/2003 16.40.3

Celarent


Salve, Nello mi ha incoraggiato a leggere il suo articolo su Lain e a esprimere qui la mia opinione; confesso che non ho assolutamente capito quale sia quella certa tendenza del titolo, e forse la mia frequentazione della produzione e del mondo giapponese e’ troppo scarsa perche’ io possa riconoscere tendenze o distinguere le "produzioni derivative rispetto a ecc. ecc." da quelle che su quell’ ecc. ecc. ragionano. Comunque, in attesa della seconda parte dell’ articolo che magari chiarira’ le cose, qualche commento voglio farlo.
Nel tuo scritto metti in luce la caratteristica di Lain di non attirare interpretazioni e riflessioni sul suo contenuto, e dici che ti poni ambiguamente di fronte a questo atteggiamento; posso supporre che tu consideri questa scarsa tendenza a suscitare domande-ricerca di risposte come un dato di cui prendere nota ma a cui non ci si puo’ fermare? E che il vero senso dell’ opera, il "dolore" di cui parli, venga magari espresso anche tramite questa caratteristica?
Perche’ questo e’ il tipo di conclusione a cui sono arrivato io, anche se non garantisco sull’ attendibilita’ del metodo (ci sono arrivato piu’ che altro per disperazione, visto che tutti i miei tentativi di interpretazione fallivano miseramente).
Provo a spiegare cosa voglio dire, e lo faccio nell’ unico modo in cui sono capace, citando Dick. Nel volumetto "Lain Files" allegato all’ ultima cassetta (a proposito, e’ presente nell’ edizione in DVD?) si legge addirittura che solo chi ha letto Dick puo’ capire veramente Lain. In effetti l’ abuso di citazioni (dalla letteratura di serie A alla filmografia di serie B passando per testi sociologici e teorie scientifiche controverse) che riempie la serie fa pensare alla schizofrenia rappresentata nella trilogia di Valis, con l’ alter ego dell’ autore che va a cercare la verita’ ultima nei testi religiosi e filosofici antichi, nei segni che crede di vedere, nei suoi sogni; cercando, interpretando, e costruendosi cosmologie sempre piu’ barocche perde contatto con la realta’. La differenza fondamentale e’ proprio, ed e’ questo il punto, che in Lain non c’e’ riflessione: i segni/sogni, i testi antichi (che qui sono moderni, dai classici della fantascienza a Proust), sono mostrati senza ulteriore interpretazione e anzi per lo piu’ se ne cita solo il titolo; la serie e’ simile a chi voglia cercare un senso o una chiave di lettura a un qualche profondo problema e se ne dimostri clamorosamente incapace, non riuscendo ad andare oltre all’ atto meccanico di accumulare una bibliogafia che non e’ in grado di leggere e comprendere. L’ immagine che mi sono fatto e’ quella di dell’ eccesso di informazione tipico del web per cui si ha a disposizione una tale mole di pagine che si finisce col guardare solo le figure.
E infine non e’ questo il senso del finale ? La riduzione a una vita contemplativa, l’ incapacita’ di agire, e non solo nel mondo reale ma addirittura all’ interno della propria mente, sui propri pensieri, per capire...

Special cherry pill

25/9/2003 7.54.31

Lusky

Alessiuccio io esiterei a sfottere sull’impiego che trovano i sociologi, perchè con il mio misero stipendio sai che dovremo viverci in due: infatti al momento risulto essere ancora l’unico che ti accetterebbe come avvocato.

red pill

24/9/2003 13.22.18

sempre mi

a aggiungo:
ho una nuova mia massima che prego Lusky di inserire tra le mie tante
la laurea era di un tipo che lo chiamano Moro" x soprannome
mi dicono :
"vieni alla laurea del moro?"
io "è chi è la Laura dal Moro, la conosco?"

red pill

24/9/2003 13.19.57

Alessio

ieri sera festa di alurea (ma dei 3 anni..) di un tipo che conoscevo di vista compagno....... di biblioteca.
festa svolta alla gentilia come tradizione vuole, dove salami, sottaceti, e tanti , maledettamente tantissimi litri di vini (anche questo al plurale x sottolinearne la quantità).
sono poi giunto alla conclusione, dopo l’esperienza di ieri, che una persona studi fino a laurearsi per poi permettersi un buon impiego (tranne che i sociologi) col quale ,dopo un 2 anni di lavoro,si possa finalmente chiudere il conto col barista x la festa di cui sopra.
ad ogni modo sono arrivato a un punto in cui non capivo piu nulla, mi trovavo circondato di ragazze che inizialmente volevano fare discorsi seri con me , poi probabilmente capendo il mio livello di attenzione dalla mia espressione del volto, a bere pure loro, a saltarmi sulle ginocchia, a farmi ciucciotti che manno reso un po più vispo.
poi stralicio di ricordo del mio ritorno a casa in macchina dove vedevo il marciapiede che si allargava verso il centro strada e mi inquietavano le linee del centro srada che continuavano apparire e sparire, che sarebbe normale se non fosse per il fatto che erano il mio unico punto di riferimento x non finire sul marciapiede o chissa dove...
la mattina sveglia prestissimo alle 8, totalmente rincoglionito dalla serata
mi ricordo che devo andare su a trento e prendere un mio amico con cui ceravamo dati appuntamento.
arrivo a casa sua, ed è ancora a letto, si sveglia mi guarda con aria stranita e ride.
verro poi a sapere che la sera prima durante i festeggiamenti mi aveva telefonato e per un buuon 10 minuti avevamo parlato di rinviare la partenza, parte del passato da me totalmente lobotomizza da chissa quale anfratto del mio spugnoso cervello
mah
ora ho un po di gastrite e nausea, mia mamma mi chiama x mangiare
penso che vomiterò

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