26/1
2010

Next time

Lo scorso 31 Dicembre l’hotel Buhara di Istanbul, dove avevo alloggiato nel corso della mia troppo breve vacanza, mi ha inviato un simpatico messaggio di auguri con oggetto "merry christmass" ed un breve testo in tema. A me personalmente e, già che c’era, ad altri 1026 ex-clienti, tutti con indirizzo e-mail rigorosamente in chiaro.

Quale conseguenza assolutamente imprevedibile, risulto ora iscritto ad alcune tra le più esclusive newsletter sadomaso turche, che son cose belle. Ieri inoltre mi arriva un messaggio piuttosto esplicito da mittente sconosciuto: "next time, go to Agan hotel". Tra i lussi di questo albergo, il fatto di non condividere stupidamente il tuo indirizzo di posta elettronica con centinaia di sconosciuti.

Se anche voi avete un albergo, un b&b, una catapecchia qualsiasi ad Istanbul e vi servono un migliaio di indirizzi e-mail da spammare o semplicemente cercate nuovi lettori per le vostre fanfiction erotiche, fatemi sapere.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




25/1
2010

Scorze

Nonostante le sordide manovre di palazzo (è "palazzo" anche quando tecnicamente sarebbe opposizione) Vendola stravince di nuovo le primarie in Puglia. I nostri cuori volano in alto con te, Nichi, anche se secondo me ti sei messo in un guaio ed avrei preferito saperti libero per poterti votare come "imperatore di mondo" alle prossime elezioni. D’altra parte, chissà se ci saranno le prossime elezioni, quindi ci accontentiamo e gioiamo.

(Ora però dacci un taglio coi tweet, che è stata una settimana difficile)

Visto ieri sera Soul Kitchen di Fatih Akin, quel tizio che ci aveva bastonato con La sposa turca. Bello, bello, bello. Mi piace quando un regista manda a quel paese (Shangai) il drammatico realismo e decide di stare spudoratamente dalla parte dei suoi personaggi. Questa volta si ride, e di gusto, e ci si sente bene.

Sabato stage di tai chi con un maestro cinese di quelli estremamente bravi, domenica scarpinata sulla neve. Attività talmente salutari che ancora una volta ne sono uscito fisicamente distrutto. Ma alla fine c’era il vin brulè, e cosa non si farebbe per una tazza di vin brulè.

Molto prima di arrivare al brulè

Secondo Vittorio Feltri, chi lascia l’amorevole cuccia paterna per andare a stentare la vita da solo sarebbe un imbecille. Secondo il miniministro Brunetta, invece, tutti fuori dalla balle a 18 anni, anche a costo di togliere le pensioni ai genitori. Intravedo una soluzione: a 18 anni, tutti a casa di Feltri.




21/1
2010

Aux sombres héros de le train

Complice anche il freddo pungente, alle nove di sera il Borgo rappresenta già una scenografia postatomica. Porte e finestre sbarrate, non si muove un cane, non si sente un suono. Se anche il resto del Paese è ridotto così, a gestire un colpo di stato entro primavera servirebbe al massimo una punto dei carabinieri ogni centomila abitanti. Raggiungo l’amigo Nello nel bar deserto e rimaniamo un paio d’ore a sbevacchiare chiacchierando serenamente di puffi spaziali, Istanbul, fumetti, terremoti, musica e progetti sovversivi vari. Poi il discorso scivola chissà come sul nostro vecchio viaggio a Belgrado/Mostar, e ce ne stiamo lì come due veterani a raccontarci i fatti che conosciamo già e a dirci quanto eravamo siamo giovani e splendidi ed incosciamente eroici. Se a quel punto fosse comparso il Grifo alla porta del bar, avremmo avuta pronta la sceneggiatura per un classico film nostalgico all’italiana.

compagni di seconda classe

(Chissà duv’è il Grifo ora? Grifà, se ci sei batti un colpo!)




18/1
2010

Il grande cinema di KarmaChimico: Avatar

title=Io fino a tre giorni fa Avatar neanche volevo andarlo a vedere, e so bene il perché. Le prime immagini lasciavano intuire una quantità impressionante di orridi alieni blu puffo, i primi commenti giunti da quell’orrido paese alieno oltreoceano lasciavano intuire una baracconata di proporzioni spaziali e James Cameron si era inimicato ogni maschio verosimilmente eterosessuale una decina d’anni fa grazie a quella storia di [SPOILER!] transatlantici affondati e pittori surgelati, film che peraltro tutti hanno visto vuoi perché innamorati di Di Caprio, vuoi perché costretti dalla fidanzata, vuoi per entrambi i motivi precedenti. Per non parlare del fatto che vedere un film legalmente al cinema ormai mi fa sentire sporco dentro.
Poi sono arrivate le prime recensioni dei bloggerz, gente che ne sa a pacchi e che spesso vede persino i film prima di recensirli, ed è arrivato il commento del cinefilo di riferimento Nello che è andato a vederlo in avanscoperta sabato sera: non male. Un "non male" di Nello vale quattro stelle sul morandini, per cui ci sono andato, senza aver mai visto neanche un trailer, senza sapere chi vi recitava, ignorando totalmente la trama e con solo una vaga sensazione di blu colta dal poster.

Per quanto riguarda la storia, a proposito, alcuni hanno detto che Avatar non è altro che Pocahontas ambientato nello spazio, altri hanno detto che è ricalcato da Balla coi Lupi, altri ancora hanno sottolineato quanto assomigli in realtà a Dune. Premesso che se avete meno di trent’anni non avete visto nessuno dei tre, in realtà mi sembra che si manchi completamente il bersaglio. Avatar è la storia di un tizio che ama una tizia, ma il loro amore non riuscirà ad impedire la guerra tra le rispettive comunità d’appartenenza. Vi suona familiare? Ma certo, è Romeo + Giulietta, l’impareggiato capolavoro di Baz Luhrmann! Mi stupisco che nessuno se ne sia accorto. Per mimetizzare un pochino il plagio, il furbo Cameron ha ben pensato di ambientare il film su un altro pianeta, mettere dei superpuffi da combattimento nel ruolo dei Capuleti e sostituire il frate con una pianta, ma per il resto è tutto uguale spiccicato. A parte il finale, certo, ed il numero decisamente inferiore di sparatorie presenti nel film di Cameron.

Tralasciando la scontatissima trama, comunque, è un film molto ruffiano, che cavalca le mode dell’ambientalismo naive, dell’antimperialismo, dell’antiamericanismo, dell’antiterrestrismo imperanti oggidì, con un finale talmente buonista che dovrete bere caffè amaro per una settimana per riportare la glicemia sotto controllo e - ve l’ho detto? - un sacco di gattoni blu alti tre metri totalmente privi di capezzoli. Inoltre, è magnifico.
Certo, se andate a vederlo aspettandovi Bergman rimarrete delusi, ma del resto Bergman è morto, MORTO!, lo volete capire?! Ed anche da vivo, non avrebbe mai recitato in un film di James Cameron. Avatar è un film da vedere mettendo da parte le aspettative, mettendo da parte la razionalità, mettendo da parte il cinismo e l’eventuale odio per i gatti e lasciandosi conquistare a poco a poco. E’ visivamente splendido, ma non è solo quello. E’ emozionante, altrochenò, ma non solo. Ci sono un sacco di botti, tricchetracche e battaglie volanti tra draghi ed elicotteri, ma c’è anche qualcosa di più. E non mi riferisco al sesso con gli animali. C’è quel trucchetto che ti inchioda alla poltrona come uno stupido dodicenne al cinema per la prima volta, che magari è pochissimo, ma vale la pena.

Inoltre finalmente si capisce da che pianeta arriva il cane dell’Eni.

title= [Un tipico animale del pianeta Pandora, che sta a simboleggiare lo spietato ladrocinio imperialista di risorse energetiche. Nel film, eh.]









P.S.: Per quanto riguarda il famoso 3D, perché pare che questo sia stato il primo film ripreso con tecniche strabilitanti inventate appositamente per la stereocosa e le tre dimensioni, posso solo dire: col cazzo che nel Borgo lo proiettavano in 3D. Al massimo due, e ringraziare.




15/1
2010

Barone Sabato is now following you

Io lo so che in questi giorni è di cattivo gusto non parlare un pochino di Haiti e del terribile terremoto che l’ha spianata, perché Haiti ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di tutti noi a differenza di quei postacci orribili lì vicino nei quali è stata una volta in ferie la nostra parrucchiera ed è davvero terribile quello che è successo, proprio adesso che il nostro costante impegno ed interesse erano riusciti a migliorare sensibilmente le condizioni di vita di quel Paese, il più povero del "continente americano", "mondo occidentale" o "emisfero settentrionale", a seconda di quale telegiornale amate seguire. Speriamo che quell’sms da due euro serva a qualcosa, perché saremmo schiantati dal dolore se quegli sventurati non riprendessero a morire serenamente di povertà lontano dalle telecamere entro l’inizio di Sanremo. A proposito, è raccomandato quale segno di estrema solidarietà umana e vicinanza alle vittime ascoltare a ripetizione "Haiti" degli Arcade Fire, ma solo a patto di farlo sapere a tutti su twitter e asocial vari (in privato non vale). Ce l’avranno twitter ad Haiti, no? Chissà come si sentiranno rincuorati.




13/1
2010

Vivere e sciare in Carinzia

L’anno è cominciato sulle piste innevate della Carinzia, laddove le vette sfidano il cielo e le caprette ti fanno ciao. Alcuni malintenzionati potrebbero supporre che io fossi lì per sciare. Tsk tsk tsk. Ero lì per fare il crash test della nuova tuta da sci Meliconi e dopo averla messa a dura prova devo ammettere che funziona, come del resto potete intuire dal fatto che sono ancora abbastanza vivo per scrivere. Sul serio, tra me e gli sci dev’esserci una sorta di incompatibilità zodiacale di quelle pericolose; io penso di essere portato per sport meno faticosi e soprattutto meno dolorosi, come la briscola, mentre gli sci pensano di essere portati per utilizzatori finali più competenti. In effetti, io e gli sci saremmo d’accordo su tutto, anche sul fatto di non uscire più assieme. E’ Amormio che prova a tenerci legati, per motivi misteriosi.

Quando non eravamo impegnati a sfidare la forza di gravità con pretestuose finalità edonistiche, ce ne stavamo al calduccio di un b&b gestito da una coppia di simpatici signori inglesi. Dato che in Carinzia ai nativi è vietato parlare qualsiasi lingua che non sia la propria, pena la persecuzione da parte dello spirito di Heider*, gli inglesi erano ben felici di aver trovato qualcuno con cui discorrere nel loro albionico idioma, qualcuno che sapesse perlomeno ascoltarli e fare sì con la testa al momento giusto. Ci hanno accolto il primo giorno con un bicchierino di grappa, poi ci hanno regalato i petardini per Capodanno e persino una bottiglia di quello che loro pensavano fosse delizioso spumante. L’ultima sera (siamo stati lì in tutto due sere) ci hanno pure offerto un tè ed una birra. Io a chi mi offre una birra mi affeziono come un gatto a chi gli offre i crocchini, davvero, lo guardo con gli occhi lucidi, gli faccio le fusa e gli dormo pure sul copriletto, perciò è con incolmabile senso di gratitudine che ora consiglio a tutti voi sterminati lettori di questo bloggo di andare in carinzia a dormire in questo posto magnifico, situato a pochi chilometri da un sacco di pregevoli fonti di intrattenimento quali le piste da sci, le terme, la ridente cittadina di Villach e l’Austria in generale.

Sul serio, io per una birra vi ammazzo anche la suocera, sono uno che si vende per poco.

Infine, ve lo racconto solo per farvi capire quanto io sia provinciale e neif, siamo stati in un posto a Villach (ridente cittadina) dove c’era il Sushi running, ovvero un fast food (?) dove la gente si siede sugli sgabellini ed il cibo giapponaise scorre su dei nastri trasportatori in eleganti monoporzioni, ed i raffinati avventori quando vedono passare qualcosa di loro gusto lo prendono e se lo mangiano con le apposite bacchette. Al di là del cibo in sè, io avrei voluto sperimentare questo esotico e vagamente hipsterpopolare meccanismo alimentare ma sfortunatamente avevo appena finito di pranzare, perciò mi è rimasto un buon motivo per tornare dalle parti di Villach e soggiornare nuovamente in quel favoloso bed and breakfast il cui sito non rende appieno l’idea della comodità e del calore umano con cui accoglie i suoi ospiti (ve l’ho detto che la birra che mi hanno offerto era una guinness?).




* C’è scritto proprio così nel codice penale carinzio.




11/1
2010

Magari quando jovanotti ti dedicherà una canzone

Mi dispiace, caro ospite, la drammatica situazione contingente mi spinge a ricordarti che il fatto di avere la pelle nera come quel re mago di cui non ricordo il nome non ti da il diritto di incazzarti, distruggere una cittadina altrimenti armoniosa e dare fuoco alle auto.
Anche se ti sei lasciato alle spalle un continente disperato, un paese disastrato e magari anche alcune situazioni personali problematiche, le auto comunque non le puoi bruciare.
Anche se sei arrivato in Italia con le migliori attenzioni, eventualmente, e poi ti hanno messo nei campi a raccogliere arance o pomodori con una paga da fame, proprio non puoi appiccare il fuoco alle automobili altrui.
E se dalla paga da fame di cui sopra ti levano pure i soldi per il caporale che decide se puoi lavorare o meno, pure per il trasporto, pure per un buco fetido dove dormire, non per questo puoi bruciare le auto.
Neanche quando decidono di spararti addosso per qualche misteriosa ragione della malavita, che queste sono tradizioni nostre che tu forse non puoi capire, neanche allora ti puoi far saltare la mosca al naso e metterti a bruciare le auto in giro.
E quando pure tutti i tuoi amici e colleghi dovessero cominciare a menare le mani e far casino in piazza, sappi che "lo fanno tutti" non è una buona giustificazione per dare fuoco alle auto.
Anche se i cittadini del posto in cui sei finito cominciano ad insultarti, a minacciarti ed a picchiarti perché hai protestato contro lo stato (e lo Stato) in cui vivi, lo stesso non puoi bruciare auto, dovresti averlo capito.
Se vieni poi richiamato al rispetto della legalità da parte di quella stessa società incivile che tollera da decenni la sudditanza alla criminalità organizzata, di quelli che fanno e disfano le leggi in base alle esigenze del delinquente che hanno eletto, dei ministri che sventolano mitra e leggi razziali e poi si mangiano di gusto le arance che tu hai raccolto dall’albero, mantieni la calma, posa il cerino ed allontanati da quell’automobile con le mani bene in vista.
Persino se la tua protesta viene usata come pretesto per metterti in fuga o sgomberarti a forza, se i politici di destra colgono l’occasione per dare a te la colpa di tutto quello che è successo e gli intellettuali di sinistra ti dedicano stucchevoli poesie, ricorda: no car no fire.
E se ti stai chiedendo cosa cazzo ti deve ancora succedere prima di poter incendiare come dio comanda una cazzo di automobile, mi dispiace, caro ospite, me lo stavo giusto domandando anch’io.




8/1
2010

Questo non ti dissuada dal provarci comunque

Io adoro quando mi arriva una mail che mi propone uno scambio di link. Mi pare di tornare nel 2003, ed io nel 2003 mi sono divertito un sacco: case che esplodevano, conto in banca a zero, pessimismo cosmico, per non parlare di quei trascurabili undici mesi che non ricordo perché ero ubriaco. Adoro quando mi arrivano queste e-mail patetiche e false come giuda, perché non solo posso rifiutarle, e potete scommetterci la parrucca platinata di vostro padre che lo farò, ma posso addirittura prendere l’intera mail, stamparla, sputarci sopra, usarla per incartarla la cacchina del gatto, farne un fagottino e gettarla oltre il muro dell’oratorio più vicino, poi tornare a casa e cancellarla dal computer, non prima di aver iscritto il mittente a tutti i più sordidi gruppi di geriatrofili che facebook comprenda.

Proprio come nel 2003.
Ma, ehi, anch’io leggo il tuo blog e mi piace davvero molto.




7/1
2010

Non ci prenderete divi

Oggi praticamente tutta Italia, tutta Italia a parte una trascurabile e trascurata frazione di disoccupati, riprende il lavoro. La carica di rabbia e frustrazione collettiva è tale che potrebbe far esplodere Saturno, o costruire un duomo di milano di puro odio.

[Nel frattempo: ritorna il Lestofante Capo con i cerotti fuori posto, spariscono i treni, tramonta il sogno dell’Obamismo, il PD decide che vincere le regionali sarebbe segno di scarsa collaborazione, il boss Giuseppe Graviano viene pagato per il proprio silenzio, finisce il 2009, comincia il 10, Brunetta vuol cambiare la Costituzione, sbocciano le bombe a Reggio e noi ci si proietta comunque in avanti.]




22/12
2009

Vi bacio, fratelli cospiratori

Ormai è quasi Nasale. Cade la neve, gli uffici marketing mandano leziose e-mail di auguri direttamente dal 2002 ed io mi preparo ad uscire dal bunker per non farvi ritorno prima del duemiladdieci. Il mio conformismo ipocrita mi suggerisce di farvi i migliori auguri di stagione.
Se siete in cassintegrazione o in mobilità e sperate che il prossimo anno, magari, questa crisi finirà e voi potrete finalmente tornare a sbattervi per portare a casa la pagnotta, tanti auguri.
Se la cassintegrazione neanche ce l’avete, perché qualcuno un giorno ha pensato che la flessibilità fosse una magnifica opportunità per i lavoratori, ed ora voi avete in mano un contratto che scade a san silvestro e non sapete cosa vi riserva il futuro, tanti auguri.
Se avete votato il PD sperando che vincesse, o almeno che ponesse un freno alla megalomania del nano, o almeno che facesse una seria opposizione di sinistra, o anche solo una seria opposizione, o anche solo una cosa seria, e adesso vi chiedete cosa stia facendo il PD, tanti auguri.
Se avete votato Bersani alle primarie e non capite come mai improvvisamente dagli abissi infernali sia rispuntato D’Alema, tanti auguri.
Se avete votato per un partito di sinistra e non riuscite più a trovarlo neanche su facebook, tanti auguri.
Se avete facebook, vi siete iscritti ad un gruppo per uccidere Berlusconi e vi domandate come mai da qualche giorno ci sia sempre una macchina grigia sotto casa vostra, tanti auguri.
Se girate per strada con il fumo in tasca e siete sicuri che, comunque, non vi beccheranno mai o al massimo vi faranno la multa, tanti auguri.
Se siete rimasti bloccati su un treno a causa della neve, ed il controllore vi sta dicendo che non si sa quando ripartirete, tanti auguri.
Se sotto le feste volete andare al cinema ma nel vostro Borgo Natio la scelta si limita a Pieraccioni e De Sica, tanti auguri.
Se per vent’anni avete venduto statuine del duomo di milano, ma quest’anno avete detto no, che cazzo, basta, vendo la licenza, tanti auguri.
Se vi arriva una telefonata dalla banca con cui avete acceso il mutuo, tanti auguri.
Se pensate che la musica salverà il mondo, e poi scoprite che Emanuele Fidoberto canterà a Sanremo, tanti auguri
Se volete fondare un gruppo anarchico ma non sapete come chiamarlo, perché il viminale ha messo il copyright su tutte le sigle migliori, tanti auguri.
Se speravate che Copenaghen avrebbe risolto i problemi climatici e siete sinceramente delusi, tanti auguri.
Se una notte d’inverno un viaggiatore, tanti auguri.
Se siete sempre stati contrari alla violenza, ma la notte di Nasale state passeggiando con in mano il cric nuovo che volete regalare al vostro migliore amico e vi imbattete per caso in Capezzone, tanti auguri.
Se ad ogni nuovo spot a tema natalizio vi viene un attacco epilettico ed iniziate a vagheggiare assalti armati alle agenzie pubblicitarie, tanti auguri.
Se pensate che il Lestofante Capo continuerà a tormentarvi per tutta la vita, ma poi vi ricordate che tutti i dittatori sembrano immortali e tutti alla fine invariabilmente si levano dalle balle, tanti auguri.
Se coltivate le vostre rose in quell’ultimo centimetro che non vi potranno rubare, tanti auguri.
Se vi sentite soli, braccati e disperati, ma poi vedete qualche cucciolo della specie che gioca con la neve e vi vien da ridere, tanti auguri.
Ma se anche no, lo stesso, tanti auguri. Da qualche parte nel mondo è già primavera.