13/11
2009

Gente che il tè lo prende sul serio

Ho visto "La battaglia dei tre regni" di John Woo. Risparmiatevi la noia: è la storia di svariate migliaia di antichi cinesi che fanno a botte perché un vecchio vorrebbe avere rapporti sessuali con la tizia di un altro, essendone rimasto ammaliato molti anni prima quando l’aveva vista studiare la cerimonia del tè. E giù mazzate per due ore e mezza.
Senza voler mettere in discussione il potenziale erotico della cerimonia del tè*, come pretesto per una guerra mi sembra francamente esagerato. Anche considerando che durante il processo di avvicinamento del vecchio alla tizia muoiono ottocentomila persone. Ottocentomila! E quando finalmente ce l’ha sotto mano, lì, nel suo quartiere generale, nella sua roccaforte, nella sua stanza privata, sola ed indifesa, cosa pensate che faccia il vecchio? Cosa potete mai immaginare che abbia il coraggio di fare, questo guerriero spietato che ha provocato la morte di ottocentomila poveracci solo perché ammaliato dalla sua grazia nel preparare il tè?

Esatto, ci beve un tè assieme.
Poi gli viene pure mal di testa.

Ecco perché questo è un film stupido.



La trama del film si esaurisce qui, tutto il resto è cinesi che si fanno male ed un tizio che fa le previsioni del tempo. Pare che in Cina ne sia uscita anche una versione bellissima ed intelligente dove oltre alle battaglie succedono anche cose interessanti, però a noi stupidi occidentali non ce la vogliono far vedere perché tanto a noi piacciono solo i botti. Propongo di inviargli "Barbarossa" in segno di rappresaglia.



* Prima che corriate a cercarla su google, la cerimonia del tè è una cosa che si fa vestiti. Ci si siede e si beve il tè. Era strano come la gente si eccitasse per delle assurdità, prima di Internet.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




12/11
2009

Voodoo love doll

Questo è un progetto a cui sto lavorando:

Aribeccate ’sto vudu e che non se ne parli più

Si tratta di una bambolina votiva. Quando sarà completata, avrà le fattezze e possibilmente una certa quantità di ingredienti (peli della barba, liquido vitale, osso di morto e frammento di vestito) del genio che ha ben pensato di chiudere per un mese un breve ed apparentemente innocuo tratto della strada che io percorro tutti i giorni per andare da casa al luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo e viceversa, perché io adoro le piste cicabili, renderei ciclabile tutta l’A4, e gioisco nel constatare che qui nel Triste Borgo Natio stanno realizzando un sacco di piste ciclabili bellissime a due corsie, tutte peraltro tristemente inutili visto che finiscono immancabilmente con l’incrociarsi a raso con le statali condannando a morte certa gli incauti che le utilizzano, i quali comunque non sono i ciclisti visto che questi continuano a preferire la maledetta strada normale per non sentirsi degli emarginati, ciononostante io pur non utilizzando la bicicletta dal 1995 davvero non saprei sopportare l’assenza di piste ciclabili a doppia corsia e trovo quindi decisamente apprezzabile che per delimitarne una su una strada lunga un buon centinaio di metri si decida di sbarrare l’accesso nei due sensi di marcia per un mese intero, obbligando me ed altre svariate migliaia di miei concittadini ad incanalarci ogni giorno nell’unica strada alternativa che collega il Borgo alla sua appendice industriale, davvero, non mi pesa affatto impiegare il doppio del tempo per fare lo stesso percorso e poi un mese passa in fretta, no, anzi sono entusiasta di questa opportunità di ascoltare più musica dall’autoradio mentre attendo pazientemente che la colonna di auto davanti a me si decida ad avanzare di un paio di metri, per non parlare di tutto il tempo che posso dedicare ad esercizi di autocontrollo e respirazione per non saltare fuori dalla macchina e prendere a scarpate in faccia la vecchia che non ha il coraggio di uscire dallo stop, io mi diverto un casino in queste situazioni, specialmente quando realizzo che sto sprecando preziosi minuti della mia esistenza in coda per andare al lavoro ed è per questo che ho deciso di portarmi sempre appresso una bambolina con le fattezze del filantropo che ha reso possibile tutto questo, così mi sembrerà quasi di poter trascorrere ogni giorno un paio d’ore in sua compagnia e nei momenti di noia potrò dedicarmi all’agopuntura per curare i malanni che temo gli mandino tutti i miei compagni di sventura quotidiana, perché si sa che la gente è cattiva e non sa riconoscere i propri benefattori.




10/11
2009

Ho un dossier anche su Buddha

Qualche giorno fa ha suscitato scalpore l’affermazione della Santanché secondo cui Maometto sarebbe stato "poligamo e pedofilo" ed in quanto tale, presumo, non meritevole di particolare stima ed ammirazione. Devo premettere che io sono uno di quelli che qualsiasi cosa dica la Santanché istintivamente sono portato a ritenere l’opposto, ragione per la quale in settimana mi sono prontamente convertito all’islam. Provo lo stesso sentimento nei confronti di Giovanardi, ragione per la quale in settimana ho anche smesso di mangiare ed ho cominciato a spararmi in vena pistoni di eroina. Ho fondato una setta di musulmani drogati ed anoressici, non immaginereste quanti contatti alla nostra pagina facebook.
A me sinceramente dispiacerebbe urtare la sensibilità dei musulmani, non tanto perché temo che mi aspettino fuori casa per picchiarmi (francamente è più probabile che lo faccia la Santanché) o che mi brucino la macchina (il Cayenne è assicurato) o che si facciano esplodere davanti al bunker (lavoro solo di sabato e di domenica), quanto perché sto seguendo un corso di buone maniere ed in generale mi dispiace dar fastidio alla gente. D’altra parte, i musulmani si dichiarano in massima parte contrari alla violenza e tolleranti perciò sono sicuro che nessuno sarà infastidito dal mio cordiale mettere in discussione le abitudini anticonformiste del loro profeta.
In effetti, temo di dover dar per una volta ragione a quella disgustosa portatrice di labbra rifatte: per essere poligamo Maometto era poligamo, wikipedia gli attribuisce una dozzina di mogli, una quindicina di concubine ed un numero non precisato di schiave e groupies, il che lo renderebbe un meraviglioso coprotagonista in un film di Rocco Siffredi. Certo, secondo l’islam non sarebbe possibile avere più di quattro mogli, ma "in virtù della rivelazione divina di un versetto del Corano fu consentito a Maometto di superare questo limite" e quindi non ci trovo niente di strano. Quanto all’essere pedofilo, lo sanno anche i sassi che la sua ultima moglie aveva sei/sette anni al momento del matrimonio ed un paio in più al momento della consumazione, ma anche in questo caso va ricordato come sia stata la volontà divina a scegliergli quella particolare fidanzata e se non si fida della volontà divina un profeta, chi mai le darebbe retta? E’ stato quindi praticamente obbligato per motivi professionali, e sarebbe stupido fargliene una colpa. Certo che al giorno d’oggi simili atteggiamenti sono guardati con un certo disdegno in Occidente, dove mai si immaginerebbe che una figura religiosa possa intrattenere rapporti sessuali con una bambina di quell’età. Ad ogni modo non sta certo a noi giudicare Maometto per le sue preferenze sessuali, in primo luogo perché i suoi seguaci hanno imparato la lezione e sono molto rispettosi delle abitudini sessuali di chiunque, tanto che in alcuni paesi islamici se scoprono un’adultera ci mettono una pietra sopra senza tanto clamore e gli omosessuali finiscono per occupare posizioni anche molto elevate, e poi perché era amico personale dell’arcangelo Gabriele, un tipo dal quale è sempre meglio guardarsi le spalle.
Inoltre prendersela con Maometto è tanto facile quanto futile, perché ha un pessimo Ufficio Stampa e a quanto mi dicono è morto da una fracca di anni, ma la Santanché ci gode a schernirlo perché sa che così fa incazzare molti musulmani. E far incazzare i musulmani, ammettiamolo, è divertente quasi quanto far incazzare i cristiani, perché sono permalosi e scattano subito sulla sedia, bruciano le bandiere, scagliano maledizioni e palle di fuoco del III livello. Non si fa, non è gentile fare arrabbiare così le persone, bisogna avere rispetto delle altre culture, però loro sono così graziosi quando si arrabbiano, mica come quei malinconici buddisti che si siedono da soli in un angolo e si danno fuoco.
Il difetto della Santanché, oltre al suo essere fascista e all’avere una faccia che sembra plasmata col pongo da un bambino dell’asilo con problemi di dissociazione spaziale, è che far incazzare i musulmani con la faccenda di Maometto non è una denuncia sociale ma un giochino fine a se stesso, un pretesto per polveroni molto televisivi. Il problema principale dell’islam non è il negare che Maometto effettuasse un uso poliedrico e sbarazzino della propria sacra verga, quanto la sua complessiva impermeabilità ad alcuni principi e valori che in europa si sono progressivamente imposti a partire dall’illuminismo, robetta tipo i diritti umani, una certa parità di genere ed una formale divisione tra Stato e Chiesa, principi che la religione dominante da queste parti ha dovuto obtorto collo in buona misura accettare per sopravvivere. E poi c’è quella faccenda di Dio o Allah che dir si voglia, il quale non esistendo tende ovviamente ad invalidare tutte le altre affermazioni fatte in suo nome.


[Mia fonte di ispirazione è stato ancora una volta il pregevolissimo Cadavrexquis, che ha esposto le sue opinioni in modo molto più serio.]




9/11
2009

Una questione di riflessi

Magari mi sbaglio, forse sono memorie costruite a posteriori, ma del 9 Novembre 1989 ho un ricordo indelebile: hanno dato in prima visione "Grosso guaio a Chinatown" su italia1. Però è anche l’anniversario di altri fatti più o meno sgradevoli successi in germania, perché in germania per comodità e anche per dare un ordine alle cose fanno accadere tutto il 9 Novembre: viene proclamata la repubblica di Weimar (1918), viene represso il putsch della birreria (1923), vengono distrutti tutti i cristalli ebrei (1938) e cade un muro a Berlino (1989, abbattuto da Lo Pan).

Veronesi dice che dovremmo vaccinarci tutti, vaccinarci subito, che il vaccino è sicurissimo ed è una manna dal cielo. Internet, in generale, dice che il vaccino ne ammazza più dell’influenza, che solo un pazzo suicida si innietterebbe un vaccino sperimentale e che comunque in generale moriremotuttiLOL. Uhm, non so a chi credere. Io comunque in generale sono a favore dell’influenza, fino a quando non ce l’ho.

In Italia ormai il parlamento si è ridotto ad un organo che si riunisce di quando in quando per ratificare le decisioni del governo. Non vi sembra il caso di inquietarvi un po’? Perché in fondo quella banda di cialtroni sono gli unici che abbiamo eletto, ed in teoria dovrebbero essere loro a fare le leggi. Non il governo, ma il parlamento, in teoria funzionerebbe così.

Quando ho visto Berlusconi con il crocefisso in mano pensavo volesse chiedere il riscatto. Ma cosa c’entra Berlusconi con il crocefisso, mi chiedo. Penserà mica che gli italiani sono così stupidi da credere che lui si identifichi nei valori cristiani, lui che ha fatto prima della corruzione, poi del consumismo, del lusso sfrenato ed infine della prostituzione fisica ed intellettuale la propria bandiera. Penserà mica che gli italiani... poi mi sono detto, eh, ma anche gli italiani d’altronde.

Ora cacciano il direttore di Raitre, colpevole di avere proposto e sostenuto i pochi programmi non totalmente dementi presenti in rai. Questa è una colpa grave, perché va due volte contro il presidente del consiglio: la prima volta perché fa concorrenza alle sue reti private o ai suoi programmi sulle reti publiche, la seconda perché spesso si tratta di trasmissioni televisive critiche nei confronti del governo. Mi chiedo da chi verrà sostituito Ruffini, ora che Topo Gigio è occupato, e soprattutto mi domando cosa diamine si inventeranno tra qualche mese per convincermi a prendere quel maledetto decoder per il digitale terreno. Tra l’altro, il mio cavo dell’antenna continua a malfunzionare.

Dicono che in Italia la cocaina vada per la maggiore, che tipo 1 italiano su 1,314159 l’abbia provata almeno una volta per narice, che nelle acque dei fiumi italiani ci sia più coca che nei cessi dell’aeroporto di Bogotà e che nel 2009 se non tiri di bamba non sei ggiovane. Io da parte mia penso che la cocaina sia una faccenda assolutamente favolosa, davvero, non mi interessa che sia una stupida droga borghese inventata per disfarci del surplus di soldi che non abbiamo, questi sono tutti miei preconcetti vetero-marxisti, me ne rendo conto, ma d’altra parte faccio mie le parole del leggendario compagno di studi Ganjaman il quale diceva "Oh, ma io mi drogo per fuggire dalla realtà, mica per vederla più nitida!"
(lo diceva nel ’99, ma il Ganjaman era dieci anni avanti)

Viste le reazioni degli ultimi giorni alla faccenda del crocefisso, che da stimolante argomento di discussione sulla laicità dello Stato è diventata l’ennesima scusa per giocare a guelfi e ghibellini, io ritiro quanto detto nel post precedente ed avanzo una controproposta più in sintonia con l’umore popolare. Non solo non si tolga il crocefisso dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici, ma si renda obbligatoria l’esposizione del simbolo sacro a tutti i cittadini cattolici, nella propria abitazione e sulla propria persona. Un crocefissino sul bavero della giacca, sulla maglietta, sulla spallina del bikini. Sempre. Ovunque. Pena una modica ammenda, diciamo tra i cinquecento e gli 800 euro. E’ la vostra tradizione, è l’irrinunciabile simbolo della vostra identità, quindi sono certo che lo sfoggerete con orgoglio e coerenza, e come bonus vi permetterà anche di riconoscere a colpo d’occhio i maledetti islamici o gli atei traditori.

Per approfondire i miei livelli di incompetenza, ho trascorso la domenica a praticare Taiji con un maestro cinese formidabile e sono tutto spaccato. Ma per la salute, questo e altro. Stanotte ho sognato, tra le altre cose, che il cantante dei Kings of Convenience abitava nel Borgo ed era un fattone, e mi confessava di aver ripreso a farsi di eroina perché esasperato dai discorsi di Nello. Giuro che è vero (che l’ho sognato). Scusa Nello, non so perché il mio inconscio fa così. Io non so neanche che faccia abbia, il cantante dei Kings of Convenience.




5/11
2009

Toglietemi tutto, ma non il mio crocefisso

Quello del crocefisso in aula io, da bravo ateo mangiapreti ed odiatore di Gisù che sono, non lo considero un problema così grave. In primo luogo perché non entro in una scuola dal millenovecento e rotti e poi perché, come dice il subcomandante Bersy, chi volete che si offenda per un crocefisso appeso sopra la cattedra? Io non penso che i bambini atei, i bambini cresciuti nella convinzione che nessuna divinità manipoli il nostro destino, si facciano intimidire da una rappresentazione sacra. Se sei riuscito a crescere in Italia, schivare il catechismo e tutti i sacramenti ed arrivare all’età scolastica, alle superiori, rimanendo ragionevolmente immune alle superstizioni che infestano il Paese, quell’oggetto appeso al muro non ti farà né caldo né freddo. Neanche i bambini, i ragazzi musulmani penso che si offendano per il crocefisso, tranne magari i più stupidi e radicali, così come solo i più stupidi e radicali cristiani si offendono per una nuova moschea in città. Quanto ai bambini ebrei, buddisti, induisti, vudù, chi mai si preoccupa dei loro sentimenti? Non venitemi a raccontare che si vuole togliere il crocifisso dalle scuole per tutelare la sensibilità dei bambini buddisti italiani, sono in due, fareste prima ad adottarli. Il crocefisso, davvero, non penso che offenda nessuno, è solo un pezzo di plastica che qualche bambino cinese ha modellato sulle presunte sembianze del presunto salvatore. Però penso sia ora di toglierlo da tutte le aule delle scuole e da tutti gli uffici pubblici, perché è ciò che rappresenta ad essere offensivo: un barocco amalgama di dogma, favole ed interesse economico che vuole influenzare quante più sfere possibili della vita pubblica e privata perché non riuscirebbe a mantenere il proprio potere se non inoculandosi nella testa della gente come la scelta più "normale", ovvero l’assenza di scelta. Non la religione, ma la pretesa della religione di invadere spazi che non le spettano.
Alcuni giustificano l’invadenza del cristianesimo (o del cattolicesimo, se i cattolici conoscessero la differenza) con il ruolo storicamente importante che questo ha avuto nella nostra cultura, nella nostra tradizione. Togliere il crocefisso dalle pareti della scuola pubblica, o eliminare l’ora di religione, sono solo piccole battaglie di principio che forse non avranno grande influenza sulla cultura italiana, a dispetto di quel che temono alcuni e sperano altri. Ma sono cose che vanno fatte, proprio perché la religione e la sua ambizione ad imporsi come autorità fin dai luoghi di socializzazione primaria sono parte della nostra tradizione. Una delle parti peggiori, che sarebbe finalmente il caso di lasciarci alle spalle. La parte migliore della nostra cultura, invece, quella che ci distingue dai cugini talebani, la dobbiamo a ben altri padri, i quali hanno capito che la tradizione è una forza che mira alla sterile conservazione della società e che se si ama il progresso, è meglio che lo Stato e qualunque Chiesa rimangano istituzioni ben distinte.




4/11
2009

Il ragazzo non sta bene

Una volta avevo litigato con la musica. Ne ascoltavo poca, tutta bellissima, tipo i Nirvana. In effetti per un periodo (gli anni novanta) ho ascoltato solo i Nirvana, sempre i Nirvana, nient’altro che i Nirvana, Nirvana dalla mattina alla sera, tanto che lo stesso Kurt Cobain me lo disse chiaro e tondo: "O la smetti di rompermi le balle o giuro che mi ammazzo."
Non vi dirò com’è andata a finire, sarebbe di cattivo gusto.

Però ora io e la musica abbiamo fatto pace. O meglio, io ho fatto pace, lei mi ha denunciato per molestie. Quasi tutto quello che ascolto sono emerite porcate, come direbbe chi mi vuole bene, per lo più selezionate nella categoria hipster "everything you’ve heard is just too mainstream", detta anche del me la tiro ammille. Come se ci capissi qualcosa, o avessi gusti particolarmente ricercati. Non ce li ho, non ci capisco niente di musica. Provo, cancello quello che mi annoia ed il resto lo lascio in modalità random permanente, ascolto tutto molto poco, ma ogni cosa lascia un segno. Però rimango un incompreso, anche perché altrimenti non ci sarebbe gusto. Questo è un tipico scambio di battute quando qualcuno sente la musica che preferisco:

B.: Cos’è ’sta roba?
L.: Direi... post-punk elettronico?
B.: Bella merda.

[Erano i crocodiles, per giove]

L’amico PornoRambo, invece, dato che è un amico nelle rare occasioni si limita a ridacchiare dietro le mie spalle e fare "punz-punz-punz" sottovoce.

Che vita grama.




3/11
2009

Come sono scivolose le scale delle caserme

Mi pare che in questi giorni si stia dando troppo risalto ad alcuni fatti di cronaca che rischiano di mettere in cattiva luce le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri e la polizia carceraria, lavoratori che tutti i giorni sono costretti ad avere a che fare con la peggiore delinquenza, e a volte persino a scortarla in giro con l’auto blu. In realtà, se non siete mai stati ad una qualsiasi manifestazione di protesta o rivendicazione sociale, se non avete mai passeggiato ubriachi o stonati nel cuore della notte, se non avete mai avuto da ridire con un tutore dell’ordine od un suo parente o un suo amico o un parente di un suo amico o un amico di un suo parente, se in generale non avete mai avuto niente a che fare con loro, lo sapete benissimo che sono lì per proteggervi e non avete nulla da temere, e nulla da temere avrete mai se anche in futuro sarete abbastanza accorti da evitare di incrociare le loro strade o, incrociandole, riuscirete a svignarvela prima che vi acchiappino. A meno che naturalmente non siate dei criminali.




2/11
2009

Scherza coi fanti e coi poeti santi

Sabato, mentre accatastavo virilmente quintalate di legna da ardere assieme a Pornorambo, stavo giusto pensando che sarebbe stato il caso di leggere qualche poesia di Alda Merini prima che morisse. Ops. Troppo tardi.
Mi dispiace molto che sia morta, perché mi sembra che fosse una donna molto intelligente, fiera ed orgogliosa, mentre mi era abbastanza indifferente che fosse viva. A differenza di tutti quelli che mentono oggi su internet, non ho mai letto una sua poesia. In generale, non è che io legga molta poesia, pur provando la massima stima ed ammirazione per chi al giorno d’oggi ancora ha il coraggio di scrivere poesia. Il fatto è che sono cresciuto in periferia, una periferia molto ignorante di una regione molto ignorante, e dalle mie parti chi leggeva poesie era considerato gay e si guadagnava un giro gratuito di calci in culo, ma senza la giostra ed il fazzoletto da prendere al volo. Tranne chi leggeva Marinetti, che era considerato semplicemente coglione e forse pericoloso, e veniva lasciato stare ed emarginato. Essere picchiati a quei tempi era una forma di socializzazione piuttosto comune, peraltro, e c’erano bambini molto soli che fingevano di leggere poesie che non capivano solo per essere picchiati da qualcuno e stare al centro dell’attenzione una mezz’oretta, più tutto il tempo della degenza. Io a casa per dire ho tre libri di poesie, uno di Bodlér perché negli anni Novanta se volevi scroccare un tiro di spezia dovevi dichiarare un amore sconfinato per Bodlér e saper snocciolare lì per lì almeno un paio di sue poesie e cantare a cappella tutto il repertorio dei Doors, uno di Dylan Thomas più o meno per gli stessi motivi, anche se a me Dylan Thomas in realtà è sempre piaciuto pur non avendoci mai capito un’aringa, ma come si fa a non amare le poesie di uno con una foto così bella in copertina? Ed infine un libro di poesie di Neruda, bellissimo. L’ho aperto una volta, ma è davvero un bellissimo volume. Mi sarà pure capitato altre due o tre volte in vita mia di leggere una poesia e di rimanerne colpito, affascinato, ma poi dovevo correre al computer a sparare agli alieni o strangolare cuccioli di panda a mani nude per sentirmi di nuovo uomo, a tal punto arriva l’inquietudine dei giovani maschi eterosessuali posti di fronte ad un testo poetico. Con queste premesse capite che ho l’animo troppo gretto ed insensibile per poter anche solo avvicinarmi a meno di cinque metri da un libro di poesie di Alda Merini, o almeno questo è quello che ha scritto il giudice nella sentenza del processo "Baby panda", però l’ho sentita parlare in un servizio post-mortem del telegiornale e mi è dispiaciuto che fosse morta, perché aveva due occhi e parlava e ragionava come una che sarebbe meglio se fosse viva, e forse farei meglio a leggere qualcosa che ha scritto, perché penso che persone come lei abbiano qualcosa di interessante da dire, solo sarebbe meglio che lo dicessero in prosa.


[Comunque la legna è venuta su benone, ed a distanza di 48 ore è ancora in piedi. Quanto siamo fichi io & Pornorambo.]




30/10
2009

La sinistra vince le elezioni ed altri eventi improbabili

Ho appena finito di leggere un fumetto che si chiama "United We Stand", di Sarasso e Rudoni. Normalmente non parlo dei fumetti che leggo, o ne parlo al bar con PornoRambo e Nello, ma stavolta mi sono chiesto perché infastidire solo loro, quando ho a disposizione un ipotetico pubblico di dieci persone da molestare? Inoltre, nonostante in questi ultimi anni siano usciti diversi fumetti italiani degni di interesse che prevedibilmente sono rimasti nell’ombra, questo particolare fumetto sembra invece aver assunto in breve tempo una certa notorietà, non tanto o non solo per la sua qualità rispetto agli altri quanto per la sua particolare ambientazione. Pare ne abbia parlato anche Papa Maledictus durante l’angelus di Domenica, ma non seguendo certe trasmissioni scandalistiche non ve lo posso garantire.

[seguono senz’altro spoilerz, alcuni dei quali forse inventati]

"United We Stand" parte infatti da una premessa alquanto bizzarra ed improbabile: nel 2013 il Partito Democratico vince le elezioni, seppure con un margine ridottissimo, presentando una donna come candidato premier. Come avrete intuito si tratta di un fumetto di fantascienza, e non solo per via di quel 2013. I festeggiamenti per la vittoria elettorale vengono tuttavia interrotti dall’intervento di un esercito mercenario sbucato dal nulla che prende possesso del Paese con la forza, arresta o uccide tutti gli avversari politici (cioé, tutti) ed instaura una dittatura militare con il loro Capo al vertice. Ora, si chiederanno i miei piccoli amici, chi sono questi brutti ceffi che saltano giù dagli elicotteri e sparano a destra e a manca? I picciotti di Berlusconi? Le ronde padane? Al Qaeda? No, no e no. Il Lestofante non ne sa nulla, ed anzi viene ammazzato con un proiettile in testa e tolto dalle spese, lasciando solo un’impagabile soddisfazione nel disegnatore (immagino). Bossi non viene neanche nominato, tanto meno Bin Laden o compagnia cantante. L’esercito di super-cattivi super-addestrati che nel 2013 ci conquisterà è composto nientepopodimeno che da Gladio, la gioviale organizzazione Nato creata con lo scopo di scongiurare la vittoria comunista in Italia e ufficialmente sciolta qualche anno fa. Dato che nel fumetto tutti i nomi sono stati cambiati, "Gladio" non si chiama "Gladio", ma si capisce che è lei, c’ha la faccia da Gladio e peraltro lo conferma anche l’autore.

Ora, il cagacazzi che è in me si chiede dove questi gladiatori abbiano trovato i soldi per addestrarsi, comprare gli elicotteri, i carriarmati ed i tricchetracche necessari ad un’operazione senz’altro dispendiosa come la conquista di uno Stato, come siano riusciti a fare entrare tutta ’sta gente e ’sta roba in Italia senza che nessuno se ne accorgesse, perché non siano entrati in azione dopo la prima vittoria di Prodi e soprattutto che fine ha fatto Kossiga?, perché non è realistico che in Italia ci sia un colpo di stato militare ad opera di Gladio e l’ex-presidente non faccia almeno capolino in una vignetta per complimentarsi, stappare una bottiglia, rilasciare una dichiarazione spontanea. Sarà mica che da qui al 2013 Kossiga muore, vero? Che colpo di Stato sarebbe, senza Kossiga?
(stesso dicasi per Andreotti, perché può anche essere che muoia Kossiga ma Andreotti di certo no)

Questa è la premessa: politici ammazzati, il capo dei naziskin costretto a fare il kamikaze contro un prete che difendeva la democrazia (ma perché? Perché se devi usare qualcuno come bomba umana usi proprio uno dei tuoi sostenitori invece che, chessò, chiunque altro? Un missile? Un chierichetto avvelenato?), esercito per le strade, ecc.

E gli americani, perché non arrivano gli americani a salvarci? Perché (e questa è una delle parti che mi sono piaciute di più) nel frattempo gli americani si sono impelagati per futili motivi in una guerra atomica con la Cina, e quindi hanno altri involtini primavera per la testa. E l’Unione Europea, neanche una sanzioncina? L’Unione Europea in questo fumetto non si vede proprio, per cui immagino che nei prossimi quattro anni verà sciolta. A quanto pare l’unica intenzionata a difendere la democrazia italiana pare sia proprio la tizia che aveva in un primo tempo vinto le elezioni, riuscita miracolosamente a mettersi in salvo. Cosa non si fa pur di non perdere la poltrona, eh?

Di questa tizia veniamo a scoprire, nel corso della storia, che era stata concupita ed ingravidata proprio dal Capo dei cattivi, il quale fingeva di essere un professore universitario ma è sparito nel nulla dopo aver piazzato la bomba alla Banca dell’Agricoltura di Milano nel Dicembre del ’69. Esattamente, l’attentato di Piazza Fontana sarebbe stata una copertura per permettere al supercattivo di defilarsi senza dover sposare una tipa che aveva messo incinta, anch’io me l’ero immaginata più complicata, ma vabbè. Inoltre, sempre la tizia aveva contemporaneamente una storia con un bandito che dovrebbe essere Vallanzasca, quindi non si sa bene di chi sia realmente la figlia. La quale figlia, va sottolineato, nel 2013 sta insieme al capo dei naziskin, quello trasformato in nazi-bomba. Se tra quattro anni il PD riesce a candidare una donna con una storia del genere come presidente del consiglio e a vincere le elezioni, suppongo che il caso Marrazzo che stiamo scoprendo ora sia solo la punta dell’iceberg.

Da qui in poi non vi racconto altro, anche perché non è che succeda poi molto. E’ sempre la solita storia, questi imbecilli passano a decenni a pianificare l’invasione del Paese, ed una volta che ce l’hanno non sanno più cosa farsene, passano le giornate a girovagare in divisa per Palazzo Chigi, guardare fuori dalla finestra e chiedersi se non sarebbe stato meglio restarsene in Cile o chessò io in mezzo alla natura a giocare alla guerra nei boschi. Dall’altra parte della barricata, i pochi cittadini che osano ribellarsi alla dittatura si organizzano in una nuova Resistenza. Sono una decina, quindi immagino che andrà tutto per il meglio.

In sintesi, se cercate realismo in questo fumetto ce n’è zero, coerenza narrativa poca, approfondimento pochino, ci sono quattro personaggi che fanno tutto loro, cospirazionismo e dietrologia a pacchi, retorica sinistrorsa a valanghe. Divertimento, però, tantissimo, almeno per me. Anzi, secondo me il difetto più grande è che la storia finisce proprio quando ci stavo prendendo gusto, quando avrei voluto capire perché qualcuno si mette in testa di voler conquistare l’Italia (ma percheeeeeeeeee? hai un esercito, hai fonti non specificate di reddito, conquista una nazione decente!) e soprattutto quando avrei voluto vedere i cittadini insorti riprendersi il Paese (ma anche loro: percheeeeee?! Scappate ai Caraibi!)
Al di là dei difetti a me è piaciuto, mi sono divertito assai e quindi ve lo consiglio. Ma io vi ho consigliato anche Jericho, quindi fate voi. E se l’autore passa di qua, come al solito si consideri invitato al bar vicino a casa mia a bere una birra (tanto poi non viene nessuno). In cambio però mi deve promettere che scriverà il seguito, e nel seguito ci sarà Kossiga.




P.S.: Vorrei spezzare una lancia in difesa del povero soldatino di guardia davanti a Palazzo Chigi (credo). Ciccio, ti sei fatto molti anni di addestramento militare in qualche buco del sudamerica, fai parte di un esercito mercenario che ha appena preso possesso del Paese e ti hanno messo di guardia davanti al posto in cui vive ed opera il dittatore, quindi non sei proprio il primo imbecille che hanno pescato dal mazzo. Non puoi permettere che chiunque passi di lì disarmato chiedendoti di vedere il capo ti insulti, ti minacci e faccia il prepotente. Hai in mano quello che (ai miei occhi inesperti) sembra proprio un fucile automatico grossissimo. Non importa se dicono di avere informazioni importantissime, ostaggi importantissimi o affari importantissimi di cui solo il Capo può essere messo a conoscenza. Tu spara. Il Capo capirà.

Questo post poteva intitolarsi "Un nazi che esplode ed altri eventi secondari" o anche "United we stand the bianchery".




27/10
2009

Destinazione paradiso

Ciao ciao ciao

Finalmente Rutelli annuncia la propria fuoriuscita dal Partito [cosiddetto] Democratico, dichiarando di avere davanti a sè "un altro percorso". Neanche due giorni che Bersani è segretario e già si nota lo spostamento del partito a sinistra.

(I want to believe)

Vabbè Francè, che te devo dì? Vai, vai. Quando sei arrivato fammi uno squillo, che mi metto tranquillo.