20/3
2007

La cellula fondamentale

Sarà che la mia generazione è finalmente arrivata all’età riproduttiva, ma vedo dappertutto intorno a me gente intenzionata a sposarsi. Parenti, colleghi, persino quel vecchio anticlericale del mio amico ubriacone ha ceduto le armi e sta seguendo un ridicolo corso per fidanzati. Niente di male in tutto questo, rientra nell’ambito delle scelte personali. Ma allora perché questo accanimento di ecclesiastici e cattolici nell’affermare che la famiglia è in pericolo, la famiglia è minacciata, no dico no taliban?
Per i vescovi e gli altri agenti vaticani può anche essere (e senz’altro è) una questione di potere, di soldi, di presa sulla società: meno matrimoni, uguale meno possibilità per loro di mettere il naso in quello che succede entro le mura domestica, meno battesimi, meno giovani virgulti da educare secondo la loro dottrina, meno gente disposta a fare quello che loro chiedono, impongono, suggeriscono. Meno monetine nel cestino delle offerte. Meno anime in paradiso, per quelli in buona fede.
Ma tutti gli altri cattolici che s’ingrassano di dichiarazioni contro le coppie di fatto ed i matrimoni omosessuali, che cosa vogliono, che cosa temono? Di andare all’inferno se non si sono impegnati abbastanza? Che i loro figli diventino omosessuali per provare l’ebbrezza proibita di mettere su una coppia omosessuale?
Che la società si sfasci, dicono, perché la famiglia è "la cellula fondamentale della società". Opinabile, dipende dal livello di dettagli con cui scegliamo di guardare la società. Facciamo un passo indietro, e la cellula fondamentale della società diventa il paese, la città, la regione, la Nazione. Meglio fare un passo avanti, e la cellula fondamentale diventa l’individuo, con i suoi desideri e bisogni e aspirazioni e tutto quel genere di cose. Un altro passo avanti, e la cellula fondamentale della società diventa la cellula. Insomma, la scelta della cellula fondamentale della società è altamente discrezionale, anche perché la società non è un organismo*.
Cerchiamo di venirci incontro, dai. Io ammetto che la cellula fondamentale della società è la famiglia, non ci credo ma faccio finta, ed in cambio voi ammettete che affinché un organismo sopravviva è necessario che sia composto di cellule di tipo diverso, con funzioni diverse. Neanche questo vi va bene? Bene, passiamo al catastrofismo.
Io ammetto che la cellula fondamentale della società, così com’è attualmente, è la famiglia.
Voi ammettete che la società, così com’è attualmente, fa schifo.

Intanto, per il 12 Maggio è stato proclamato un "Family day", una manifestazione a Roma, ed io non ho mai visto una manifestazione in difesa di una cellula fondamentale, potrebbe essere interessante. Una manifestazione in difesa della più forte istituzione sociale esistente sul pianeta, che nel nostro Paese non è oggettivamente messa in pericolo da nessuno. E dopo? Propongo una grande manifestazione nazionale in difesa dei diritti del’uomo, inteso come maschio, in casa e sul posto di lavoro. Una manifestazione contro la discriminazione dei bianchi. Un’oceanica adunata in difesa degli italiani alti tra un metro e cinquantacinque ed un metro e novantacinque, costantemente minacciati da questo governo di comunisti che pensa solo ad elargire privilegi ai nani e ai giganti.
Che manifestino, è tutto di guadagnato: prendono aria, si schiariscono le idee, si ossigenano un po’ le cellule.



* Ci avevate mai fatto caso, eh? Eppure. C’è anche chi sostiene il contrario, come no, soprattutto nella sociologia ottocentesca.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




13/3
2007

"Time", o come sprecarlo

Finalmente sono riuscito a vedere "Time", l’ultimo capolavoro del grande regista coreano (cinese? thailandese? ’sti ninja so’ tutti uguali) Kim Ki-Duk. Sono ironico, evidentemente. A scanso di equivoci, dirò subito che il film non mi è piaciuto per niente, lo giudico una stronzata colossale e penso che il regista, gli attori e tutta la troupe dovrebbero incatenarsi assieme e gettarsi nel mar della Cina*. Perché tanto odio?

Cominciamo dalla trama. C’è una tizia che ama un tipo belloccio ed è molto gelosa di lui, gli fa le scenate al bar perché guarda le cameriere e fa il galletto con le tipe, spacca tutti i bicchieri e se ne va. Fin qui niente di che. Lei è ossessionata dalla paura che lui si stanchi del suo viso, lo accusa di volerla tradire, si fa mille paranoie ed infine scompare dalla sua vita e va a farsi una plastica facciale per cambiare completamente aspetto. Intanto, lui stava pensando all’esclusione dell’Inter dalla Cempions Lig.
Per tutto il periodo in cui è costretta a tenere le bende sul viso lei si nasconde e lo sorveglia, impedendogli ripetutamente l’accoppiamento con altre femmine della specie, perché il tipo è un gran cucador. Dopo sei mesi lei torna con una faccia nuova, si finge cameriera del abr dove lui va sempre, rientra nella sua vita senza farsi riconoscere, gli insegna a tirare il pane ai gabbiani (lui, stupido, inizialmente lo mangia anziché lanciarlo), lo fa innamorare, dopodiché ricomincia a piantargli paletti di gelosia nel culo perché lui ancora pensa all’altra sua fidanzata scomparsa mesi prima. Che è sempre lei, come il lettore più attento ricorderà. E lei gli fa i cazziatoni al bar, rompendo i bicchieri ed andandosene senza pagare.
Lui la manda a cagare, poi si pente, torna da lei strisciando, poi lei gli fissa un appuntamento con la sua vecchia se stessa, lui va in panico, lei gli fa i cazziatoni, lui va all’appuntamento con la sua ex (ma è sempre lei!) e qui capisce che le due tipe sono la stessa persona, una più psicopatica dell’altra. E allora che fa? Fa a botte con un tizio, se ne esce dal bar senza pagare, la manda a cagare entrambe, poi si pente e torna da lei strisciando di nuovo (è un uomo). Lei si nega.
Allora lui va dal plastichirurgo e si fa cambiare faccia anche lui. Ed il giochino ricomincia da capo, con lei che lo cerca dappertutto cercando di capire dietro quale faccia si nasconda il suo amore. Sarà forse lo stupratore incontrato per caso al bar? Sarà il fotografo maniaco che la segue dappertutto? Po’ esse. O forse no? Verrebbe da dire che qui lei comincia a sclerare, ma come il lettore più attento avrà già notato, lei tanto normale non è mai stata.
Il finale, è uno di quei finali a sorpresa che si capiscono già al terzo minuto del film, anche se sono sicuro che Kim Ki-Duk si sta ancora fregando le mani compiaciuto per tanto colpo di genio ed originalità. Spero si sloghi un polso.

Il fatto è che ’sta sbobba sarebbe anche potuta essere bellina, se il film durasse sui venti minuti. Ci sono due o tre idee: la gelosia ossessiva che nasce dall’insicurezza, l’amore che si sente perso quando non può più agganciarsi all’aspetto esteriore, l’importanza di essere belli fuori e psicopatici dentro, il fatto che nei bar coreani puoi andare a piantare casini ogni due giorni spaccando bicchieri, minacciando gli altri clienti ed andandotene sempre senza pagare ed ancora la proprietaria continua ad accoglierti come se fossero contenti di vederti, l’isola con le sculture porno. E poi Kim Ki-Duk non è che manovra la macchina da presa alla cazzo**. Però in questo caso per quanto giri e rigiri il mestolo con grande perizia, di ingredienti nella sua minestra ce ne sono ben pochi. Forse ha cercato una sintesi tra il suo vecchio cinema crudele e quello patinato che è piaciuto tanto in occidente, che ne so? Forse voleva solo diventare schifosamente ricco.

[A questo proposito, ma ’sti coreani quanti soldi hanno? I protagonisti del film non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, passano il tempo al bar a litigare o sull’isola delle statue porno a fare le belle colombelle amorose eppure vivono in case bellissime con mobili di design, hanno vestiti firmati sempre diversi e si fanno due plastiche facciali l’anno. Chi paga tutto ciò? Forse è a questa vita che ambisce Kim Ki-Duk?]

[Beh, francamente anch’io.]

Andate a vederlo solo se veramente, veramente avete un bell’orologio, perché sarà la cosa a cui presterete più attenzione durante la proiezione***.



*Indipendentemente dalla loro nazionalità, perché se cominciano uno a gettarsi nel mar della Cina, l’altro nel mar della Corea, quell’altra nel mar del Giappone, servirebbe una catena lunghissima

** Che è il modo in cui noi raffinati cinefili di provincia definiamo un regista dotato di estro e tocco poetico.

*** Il film è uscito nelle sale un anno fa, quindi evitare di vederlo dovrebbe essere abbastanza semplice. Non scaricatelo da Internet, in questo caso la polizia farebbe bene ad arrestarvi.




7/3
2007

Matusalemme parla

Passano le stagioni, sbocciano i nuovi fiori, tramontano le illusioni di un governo buono ed anch’io, è duro ammetterlo, comincio ad invecchiare. Mi si ammorbidiscono le linee, mi si indolenziscono le giunture, mi si increspano le rughe. Pantaloni di mezza taglia in più, spalla dolorante, quel genere di cose. Un po’ com’è succeso all’amico Fu qualche anno fa, per capirci. Non sono ancora un vecchio incartapecorito come Nello, detto "la mummia di Bosnia", né un rottame ambulante come Pierbulus, ma non sono neppure un ragazzino. Sono quasi messo male come Pornorambo, per dire. Io, che ogni alba arrossiva d’invidia quando mi vedeva e la primavera mi sputava addosso dalla rabbia.
Quand’ero un giovanotto, anni fa, ero contento che la gente guardando le foto mie e di mio fratello scambiasse me per il più vecchio, perché negli anni ’90 "vecchio" era sinonimo di "adulto". Nei crudeli anni 2mila, "vecchio" è sinonimo solo di "vecchio", ed io disegno rughe artificiali sulle foto di mio fratello.
Poi mi consolo pensando che tutti i miei amici stanno messi peggio di me, tranne il Conte di Cavour. Ma il Conte compensa con la demenza senile, primo caso acclamato sotto i trent’anni.

Bene, ok, non rimarrò giovane per sempre, non che ci contassi, solo che non sono preparato. Come si affronta psicologicamente questo inarrestabile decadimento fisico*? Tutti gli altri fanno finta di niente? Non ci sono dei circoli di autosostegno, dei corsi f.s.e. per trentenni** in crisi di trentennità? Dei telefilm sull’argomento? E lo Stato che fa?

Poi mi sento dire che l’importante è rimanere giovani dentro. Riesco ancora a bermi mezza bottiglia di crema di limoncello con Pornorambo senza risentirne la mattina dopo, e questo è quello che in veneto si intende per "giovani dentro". Ma io voglio rimanere giovane anche fuori. Lo so che dovrei accettare serenamente la realtà, in fondo sono l’avanguardia dell’illuminazione zen, no? Il tempo è illusione, le rughe sono illusione, l’illusione è illusione, eccetera. Tuttavia.
Offresi ricompensa.



* A parte la cremina antirughe l’Oreal for men, s’intende.
** Non che io sia così anziano, ovviamente. Mancano ancora oltre 200 giorni a quel traumatico momento di passaggio.




28/2
2007

Stupido cavallo di pezza

Stamattina mi sono svegliato che c’era la nebbia e faceva freddo. Non capita spesso che ci sia la nebbia, al Borgo, di solito il cielo è di un grigio chiaro uniforme e c’è giusto quel sottilissimo velo di foschia di cui neanche t’accorgi. Una volta ho visto anche il cielo azzurro, dieci o quindici anni fa, ma non ne sono sicuro. Comunque, oggi pare che inverni un po’.

L’arte dello stupire con effetti specialiIeri sera ho visto con considerevole ritardo "L’arte del sogno" di Michel Gondry. Ne avevo sentito parlare molto e molto bene e devo dire che, francamente, vale la pena di essere visto. Purché abbiate un’ora e mezzo da perdere a guardare un film estremamente inutile, o proviate un sottile piacere nel rimanere delusi per avere conferma del fatto che il mondo è una merda (ci sono anche quelli, eh). Tanto per dirne una, il protagonista è uno psicopatico che soffre di allucinazioni e manie di persecuzione, paranoico e molto pericoloso, e ce lo spacciano per un romantico sognatore; la tizia, lì, la Charlotte Gainsbourg, quando se lo vede entrare in casa dovrebbe barricarsi in bagno e chiamare i carabinieri, che un matto del genere se ti ci fidanzi finisci in cronaca nera nel giro di sei mesi. E poi sì, qualche idea interessante, ma cosa c’era realmente di nuovo? Ora ovviamente ve la prenderete tutti con me che sono troppo freddo e razionale per apprezzare film del genere e blablabla e quant’è visionario ed immaginifico e che belli gli effetti speciali ed i pupazzetti di stoffa pucci pucci e blablabla e che bravi gli attori e che regia e che fotografia e che cuore di pietra che ho, ma io vi avverto: questo è il vero prequel de Il silenzio degli innocenti. L’Arte del Sogno 2 sarà con Stephane che uccide Stephanie e se la mangia, convinto di essere in uno dei suoi trip nella caverna di Bin Laden con i talebani di pezza.

Prosegue la lettura di Imperium di Kapuscinski, chi ha cominciato con me avrà già fatto il giro di Tbilisi tre volte.




26/2
2007

Ascoltate la base: la base ha un consiglio

DalMolinpiendevin






26/2
2007

Follini è vivo e lotta assieme a noi

Scusate se riciclo una vecchia foto, ma a proposito di riciclaggio...Lo sapevo, lo sapevamo che non ci avrebbe abbandonato. Forse che non ha mai avuto paura Superman? Forse che non ha mai tremato Che Guevara? Ma se pure questi eroi hanno ceduto alla tentazione di ritirarsi dalle scene, di scomparire per qualche tempo, hanno poi ritrovato il loro coraggio e rinnovato i loro sforzi in difesa di ciò in cui credevano. Come loro, anche Follini può aver vissuto una quindicina di mesi di sconforto, aver avuto momenti di cedimento, ma alla fine si è saputo rialzare dalla polvere e balzare senza timore in difesa dei deboli e degli oppressi, anche a rischio di beccarsi un sottosegretariato. Perché lui è un eroe ed un eroe è quello che è.

Grazie, Subcomandante Marco, per essere tornato alla guida di questo paese, e perdonaci se per qualche istante abbiamo dubitato della tua integrità. Ora che la stabilità del governo Brodi è affidato a due incorruttibili guardiani come te e Giulio Andreotti, potremo dormire tutti sonni tranquilli.

Ed io posso riappendere il poster in camera.




22/2
2007

Crisi di lotta e di governo

Vicenza scivolosa ha fatto cadere il governo? La gatta ha pelato Prodi? Può essere. Può essere che qualcuno non se la sia sentita di cedere alla realpolitik dalemiana, può essere che qualcuno semplicemente non abbia saputo fare i conti giusti, con tutti quei senatori che hanno fatto il classico ai tempi di Benedetto Croce e l’annoso problema dell’analfabetismo di ritorno. Purtroppo, stante il permanente ricatto di Ali Berlù ed i suoi Quaranta Lestofanti pronti a rientrare al potere, ci tocca sperare che con un breve mercanteggiare riescano a rimettere le cose a posto e a far passare anche questo guado al governo, senza cambi di maggioranze o rimpasti o, il mostro di spaghetti volante ce ne scampi, nuove elezioni. Perché è meglio un governo di arroganti imbecilli guidato da un equilibrista democristiano che un governo di arroganti farabutti guidato da un megalomane psicopatico.
La differenza tra (il governo) Prodi ed (il governo) Berlusconi è quanto mai labile, in politica estera quasi inesistente, ma di una cosa rimango convinto: tutti gli errori che il centrosinistro commette, la destra li saprebbe elevare al rango di catastrofi. Proviamo ad immaginare i pacs che potrebbe progettare Berlusconi. Cerchiamo di ricordare il suo rapporto con il governo statunitense, la sua politica energetica, la politica fiscale, la politica sociale. Questo governo è andato in crisi quando si è toccato il suo punto più debole, la politica estera, ma non possiamo permetterci di rimandare al potere uno che ha fatto Calderoli senatore, come Caligola.
Seriamente, oggi come oggi non abbiamo alternative al governo Prodi. Possiamo sperare che la lezione gli sia servita, che in futuro presti più attenzione alla base, che magari migliori il governo, che sposti la sua politica a sinistra?
Sì, possiamo sperarlo, così come possiamo sperare che esca "Chinese democracy" e che sia il disco del secolo. Ma speranze tradite o meno, in questo momento ci dobbiamo tenere ’sta gentaglia, che è il meglio che passi il convento. Come dicevano i latini: il lesso è duro, ma è pur sempre lesso.

A margine, non posso non osservare con stupore come tutti ieri si siano agitati per la caduta del governo. Un fatto nuovo, sorprendente, in Italia c’è il governo in crisi! Pare che abbiamo la memoria delle formiche. E tutti i brutti ceffi del centrodestra a chiedere che Prodi vada a rassegnare le dimissioni, quando al posto suo Berlusconi si sarebbe limitato a scaricare il barile di merda sull’apposito ministro e ad assumere la carica ad interim per qualche mese. Prodi invece c’era già andato, senza bisogno di suggerimenti, perché è ormai innegabile che ’sta maggioranza ha il fiato cortissimo. Potrebbe salvarlo Follini, che chiede una fase due? Potrebbe salvarlo Casini, che propone un armistizio? Viene da vomitare solo all’idea di cosa ne può venir fuori, se il limite del "male minore" diventa così elastico da comprendere pure gli agenti vaticani. All’estremo opposto Maroni addirittura chiede...
...no, io le parole di uno con quei occhiali ridicoli non le commento nemmeno.




18/2
2007

W Icenza (also know as Governo Luamaro)

O mare nero mare nero mare né... tu eri chiaro e trasparente come me!


Non è arrivata la pioggia a fermarci, non sono arrivati i brigatisti, non si è vista la celere, non ci ha fermato nessuno. Questo almeno bisogna dire di Prodino: non ci ha fatto bastonare come avrebbe fatto il Lestofante, e non è poco. No Dal Molin No TAV No Mose No Ponte No War No Bush. Non particolarmente propositivi, magari, ma almeno una cosa la sappiamo; quello che non siamo, non vogliamo. E siamo andati a gridarlo forte a Icenza, questo che non.

(Grazie alle donne ed agli uomini del Sud, che sono venuti a volerci bene).

Non ho idea di quanti fossimo realmente e non mi interessa saperlo. Settanta ottanta cento duecentomila. In fondo avrà sempre ragione Fassino: oltre cinquantasette milioni di italiani Sabato non hanno manifestato. Ma abbiamo attraversato mezzo corteo e abbiamo visto scorci di tutta Italia. E non finivamo mai.

(Grazie alle donne ed agli uomini dell’Ovest, che sono venuti a volerci bene).

Tutti gli altri ci hanno invidiato perché non c’erano facce torve, nonostante fossimo incazzati, non c’erano i cioccoblocchi, non c’era servizio d’ordine e non c’era nemmeno tanto ordine. Avevamo ballerini, pagliacci e trampolieri, punk, redskin e fricchettoni, sindacalisti e operai e impiegati e casalinghe e giovani e vecchi. Ed eravamo bellissimi.

(Grazie alle donne ed agli uomini dell’Est, che sono venuti a volerci bene).

Inutile sperare che chi ci vuole governare dopo averci preso il voto con il ricatto e con l’inganno ora ci ripensi e torni indietro. Così si comportano le persone, non i governi, e forse non ci credeva nessuno. Speriamo almeno che gl’icentini sappiano riconoscere ed apprezzare tutto il bene che hanno ricevuto e l’affetto che non si meritavano, che si ricordino dell’abbraccio che li ha stretti e siano generosi nel ricambiare. Che si cambino abitudini e mentalità, che si cominci da qui, che non si molli, che non si usi quello che si è avuto gratis per poi buttarlo quando non servirà più.

(Grazie alle donne ed agli uomini del Nord, che sono venuti a volerci bene).

Tra le varie organizzazioni che io e la Digos vogliamo ricordare, ci sono: i Buongustai Uniti Contro MacDonald, le Brigate Martiri dello Skiosko, le Brigate Orfani di Antonello ("Auriah Akbar"), il Battaglione Valsusino "Pasa la Bïra", le Brigate Andrea Pazienza. Tutte composte da Pornorambo, Pornoramba e me. E abbiamo cantato, quasi, benissimo.

(Grazie ai quatro magnagati, che sono venuti a volersi bene).



Ma cos’avranno da cantare questi italianen?
Vakkapish.




15/2
2007

Sabato sarà un bel Sabato

Dicono al telegiornale che Sabato a Vicenza ci saranno millemila poliziotti e tutto l’esercito americano, che sfileranno i plotoni di AlCaida e le nuove Brigate Rosse ed una piccola rappresentanza di unni e saraceni con la scimitarre tra i denti, che si riuniranno tutti i malvagi della terra tranne Ruini che c’ha da fare coi pacs.
Noi, nella sala mensa del luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo, ce la ridiamo di fronte a tanto terrorismo e cattivo gusto.
- Tu ci sarai?
- Sì.
- Sì.
- Sì. Anch’io.
- Da dove si parte? A che ora?
- All’una dalla stazione. Credo.
- Non servirà un cazzo, hanno già deciso tutto.
- Lo sappiamo.
- Ci saranno gruppi di provocatori, vedrai. Gente pagata per andare lì a creare problemi, così da poter poi dire che eravamo violenti.
- Come a Genova. Lo sappiamo.
- E allora cosa fate?
- Andiamo lo stesso. Perché ci saranno donne e bambini e vecchi e ci sarà tutta Vicenza.
- Ci hanno sempre detto che siamo meschini e pensiamo solo ai fatti nostri e non ci occupiamo dei problemi sociali. Ora diranno che siamo violenti e ci occupiamo troppo dei problemi sociali.
- E allora!
- Allora andiamo, andiamo.

Forse ci sarà qualcosa di più di tutta Vicenza. Sarà un bel Sabato.




13/2
2007

Lettere e note

Gent.le sig. Mesic, di professione Presidente della Croazia,

Le scrivo in merito all’equivoco in cui Lei, ma non per Sua colpa, è caduto in seguito alle parole del Presidente della Repubblica Italiana riguardo le foibe. Parlo di equivoco perché evidentemente il nostro Presidente non intendeva accusare genericamente di misfatti gli jugoslavi o i croati, ma i comunisti; cosa che in Italia, per tutti gli schieramenti politici, è diventata prassi comune e sport salutare. Giorgio Pinco Napolitano, il nostro Presidente, ha parlato dei fiumani e dei dalmati come di "vittime di un odio e di una furia sanguinaria", ha parlato di "disegno annessionistico slavo", ha parlato di pulizia etnica; Lei ha replicato accusandolo di razzismo, di revisionismo storico e di revanscismo politico. E’ comprensibile. Lo sappiamo tutti (io, Lei, Napolitano) che intorno alla fine della guerra gli jugoslavi hanno ammazzato italiani all’ingrosso, mica solo fascisti, così come gli italiani avevano fatto prima, nel tentativo di italianizzare e fascistizzare quelle regioni combattendo il "terrorismo" slavo che vi si opponeva*. Non si può parlare di pulizia etnica, almeno in senso lato, in un caso e nell’altro? Si può, Lei lo sa, e forse si deve. E sappiamo anche che i crimini precedenti non giustificano i crimini successivi, o almeno non si può dire, altrimenti ci tocca di ricominciare tutto daccapo dai tempi di Assiri vs. Babilonesi.
Il fatto è, Gentile Presidente, che alcuni popoli possono anche vincere la guerra, come il suo, ma poi perdono la pace. E ben si sa che la storia non è clemente con chi perde. Il Suo popolo** siede ancora dalla parte degli sconfitti mentre il mio, quello di Napolitano, siede tra i vincitori. Molti politici italiani hanno cercato di farglieLo capire, in questi giorni: se volete passare dalla nostra parte, nella strafica Europa dei ricchi, vi conviene dare un taglio alle stronzate (mi conceda il termine) ed accettare la storia così come noi abbiamo voluto che fosse scritta. Se noi abbiamo deciso che ora si può parlare delle foibe ma non dei crimini fascisti, Lei abbozzi e faccia di sì con la testa; se e quando L’accoglieremo nel nostro club, potrà forse, con estrema pazienza e cautela, chiedere una Sua personale giornata del ricordo per i crimini che avete subìto voi. Nel frattempo, continuate a far finta di cercare i vostri criminali di guerra e noi continueremo a far finta che ci interessi, mentre vi ricattiamo con la domanda di assunzione in Europa.
A questo, credo, si riferiva l’on. Casini quando Le suggeriva di andare a ripetizione dal Presidente Napolitano.

Sperando di esserle stato d’aiuto,

Lusky


* A proposito, ricorda qualcosa?
** Che a me non sta neanche particolarmente simpatico, con quella sua fissa per la bandiera a scacchi, ma non si sta discutendo dei miei gusti personali.


Quest’anno la primavera è arrivata presto. Prima dell’inverno, per dire. Domenica io ed Amoremio, complice la giornata di sole e la decisione di Pornorambo di stare male***, siamo andati sull’Altipiano a caccia di cimbri. Ne abbiamo seguito le tracce in mezzo ai boschi di abeti per decine di minuti, fino ad incontrare una parete rocciosa dove i cavernicoli avevano scarabocchiato dei segni incomprensibili. Per dire, gli antichi cimbri erano dei gran maleducati, abbiamo fatto bene a sterminarli. Se li abbiamo sterminati. Altrimenti avremmo dovuto, comunque. A meno che non sia di origine cimbra anch’io, che cazzo ne so, fate voi. Comunque è stata una giornata meravigliosa, e poi siamo andati a salutare la neve.

Ieri invece pioveva, e la gente del Borgo guidava come se non avesse mai pensato di rivedere una cosa del genere.

*** Ti penso, cucciolo. Guarisci.


Gent.le sig. Ratzinger, di professione Papa,

come mai Lei e le sue Signore in gonnella rossa mostrate tanta attenzione a quella faccenduola dei pacs, mi perdoni, ma che dico, Dico? La faccenda mi incuriosisce, per la determinazione e l’acredine che ci staTe investendo. Mi dicono che vogliaTe difendere i valori fondanti della famiglia, che sarebbe la cellula fondamentale di questa nostra fantastica società, e guai a noi se cambi. Non voglio entrare nel merito, ognuno fa il suo lavoro, siamo tutti operai nella vigna del signore e via dicendo. E non vi chiederò neanche, come pure verrebbe spontaneo, perché non Vi siate sbattuti tanto per difendere altri supposti valori del cattolicesimo, tipo la pace o l’amore fraterno o la cura per i poveri. Mai sentito il suo sottoposto Ruini strepitare affinché il parlamento italiano si schieri contro la guerra, per esempio. O, per restare in argomento, mai ma proprio mai sentita una presa di posizione delle gerarchie vaticane contro i costi esorbitanti delle cerimonie nuziali con fiori e vestiti e pranzi annessi, che pure dovrebbero essere sentiti come uno schiaffo a san francesco ed uno sputacchio nell’occhio di dio. Ma transeat, non sono un teologo.
Mi chiedo tuttavia, e Le chiedo, ma non La disgusta l’ipocrisia dell’on. Casini che afferma di agire non secondo la volontà del Vaticano, ma secondo la sua propria sensibilità di cattolico che coincide casualmente con quella del Vaticano? Non La fa orripilare la più schietta, ma pur sempre allucinante, dichiarazione del senatore Calderoli di voler "obbedire al Papa"? Che venendo da Calderoli, poi, pare una battuta di "Fantozzi alle Crociate".
E soprattutto, dove lo trovaTe tutto questo tempo per seguire la politica italiana ed interferirne con la claudicante democrazia?
AveTe finito i chierichetti?

Risentiti saluti,

Lusky