22/2
2007

Crisi di lotta e di governo

Vicenza scivolosa ha fatto cadere il governo? La gatta ha pelato Prodi? Può essere. Può essere che qualcuno non se la sia sentita di cedere alla realpolitik dalemiana, può essere che qualcuno semplicemente non abbia saputo fare i conti giusti, con tutti quei senatori che hanno fatto il classico ai tempi di Benedetto Croce e l’annoso problema dell’analfabetismo di ritorno. Purtroppo, stante il permanente ricatto di Ali Berlù ed i suoi Quaranta Lestofanti pronti a rientrare al potere, ci tocca sperare che con un breve mercanteggiare riescano a rimettere le cose a posto e a far passare anche questo guado al governo, senza cambi di maggioranze o rimpasti o, il mostro di spaghetti volante ce ne scampi, nuove elezioni. Perché è meglio un governo di arroganti imbecilli guidato da un equilibrista democristiano che un governo di arroganti farabutti guidato da un megalomane psicopatico.
La differenza tra (il governo) Prodi ed (il governo) Berlusconi è quanto mai labile, in politica estera quasi inesistente, ma di una cosa rimango convinto: tutti gli errori che il centrosinistro commette, la destra li saprebbe elevare al rango di catastrofi. Proviamo ad immaginare i pacs che potrebbe progettare Berlusconi. Cerchiamo di ricordare il suo rapporto con il governo statunitense, la sua politica energetica, la politica fiscale, la politica sociale. Questo governo è andato in crisi quando si è toccato il suo punto più debole, la politica estera, ma non possiamo permetterci di rimandare al potere uno che ha fatto Calderoli senatore, come Caligola.
Seriamente, oggi come oggi non abbiamo alternative al governo Prodi. Possiamo sperare che la lezione gli sia servita, che in futuro presti più attenzione alla base, che magari migliori il governo, che sposti la sua politica a sinistra?
Sì, possiamo sperarlo, così come possiamo sperare che esca "Chinese democracy" e che sia il disco del secolo. Ma speranze tradite o meno, in questo momento ci dobbiamo tenere ’sta gentaglia, che è il meglio che passi il convento. Come dicevano i latini: il lesso è duro, ma è pur sempre lesso.

A margine, non posso non osservare con stupore come tutti ieri si siano agitati per la caduta del governo. Un fatto nuovo, sorprendente, in Italia c’è il governo in crisi! Pare che abbiamo la memoria delle formiche. E tutti i brutti ceffi del centrodestra a chiedere che Prodi vada a rassegnare le dimissioni, quando al posto suo Berlusconi si sarebbe limitato a scaricare il barile di merda sull’apposito ministro e ad assumere la carica ad interim per qualche mese. Prodi invece c’era già andato, senza bisogno di suggerimenti, perché è ormai innegabile che ’sta maggioranza ha il fiato cortissimo. Potrebbe salvarlo Follini, che chiede una fase due? Potrebbe salvarlo Casini, che propone un armistizio? Viene da vomitare solo all’idea di cosa ne può venir fuori, se il limite del "male minore" diventa così elastico da comprendere pure gli agenti vaticani. All’estremo opposto Maroni addirittura chiede...
...no, io le parole di uno con quei occhiali ridicoli non le commento nemmeno.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




18/2
2007

W Icenza (also know as Governo Luamaro)

O mare nero mare nero mare né... tu eri chiaro e trasparente come me!


Non è arrivata la pioggia a fermarci, non sono arrivati i brigatisti, non si è vista la celere, non ci ha fermato nessuno. Questo almeno bisogna dire di Prodino: non ci ha fatto bastonare come avrebbe fatto il Lestofante, e non è poco. No Dal Molin No TAV No Mose No Ponte No War No Bush. Non particolarmente propositivi, magari, ma almeno una cosa la sappiamo; quello che non siamo, non vogliamo. E siamo andati a gridarlo forte a Icenza, questo che non.

(Grazie alle donne ed agli uomini del Sud, che sono venuti a volerci bene).

Non ho idea di quanti fossimo realmente e non mi interessa saperlo. Settanta ottanta cento duecentomila. In fondo avrà sempre ragione Fassino: oltre cinquantasette milioni di italiani Sabato non hanno manifestato. Ma abbiamo attraversato mezzo corteo e abbiamo visto scorci di tutta Italia. E non finivamo mai.

(Grazie alle donne ed agli uomini dell’Ovest, che sono venuti a volerci bene).

Tutti gli altri ci hanno invidiato perché non c’erano facce torve, nonostante fossimo incazzati, non c’erano i cioccoblocchi, non c’era servizio d’ordine e non c’era nemmeno tanto ordine. Avevamo ballerini, pagliacci e trampolieri, punk, redskin e fricchettoni, sindacalisti e operai e impiegati e casalinghe e giovani e vecchi. Ed eravamo bellissimi.

(Grazie alle donne ed agli uomini dell’Est, che sono venuti a volerci bene).

Inutile sperare che chi ci vuole governare dopo averci preso il voto con il ricatto e con l’inganno ora ci ripensi e torni indietro. Così si comportano le persone, non i governi, e forse non ci credeva nessuno. Speriamo almeno che gl’icentini sappiano riconoscere ed apprezzare tutto il bene che hanno ricevuto e l’affetto che non si meritavano, che si ricordino dell’abbraccio che li ha stretti e siano generosi nel ricambiare. Che si cambino abitudini e mentalità, che si cominci da qui, che non si molli, che non si usi quello che si è avuto gratis per poi buttarlo quando non servirà più.

(Grazie alle donne ed agli uomini del Nord, che sono venuti a volerci bene).

Tra le varie organizzazioni che io e la Digos vogliamo ricordare, ci sono: i Buongustai Uniti Contro MacDonald, le Brigate Martiri dello Skiosko, le Brigate Orfani di Antonello ("Auriah Akbar"), il Battaglione Valsusino "Pasa la Bïra", le Brigate Andrea Pazienza. Tutte composte da Pornorambo, Pornoramba e me. E abbiamo cantato, quasi, benissimo.

(Grazie ai quatro magnagati, che sono venuti a volersi bene).



Ma cos’avranno da cantare questi italianen?
Vakkapish.




15/2
2007

Sabato sarà un bel Sabato

Dicono al telegiornale che Sabato a Vicenza ci saranno millemila poliziotti e tutto l’esercito americano, che sfileranno i plotoni di AlCaida e le nuove Brigate Rosse ed una piccola rappresentanza di unni e saraceni con la scimitarre tra i denti, che si riuniranno tutti i malvagi della terra tranne Ruini che c’ha da fare coi pacs.
Noi, nella sala mensa del luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo, ce la ridiamo di fronte a tanto terrorismo e cattivo gusto.
- Tu ci sarai?
- Sì.
- Sì.
- Sì. Anch’io.
- Da dove si parte? A che ora?
- All’una dalla stazione. Credo.
- Non servirà un cazzo, hanno già deciso tutto.
- Lo sappiamo.
- Ci saranno gruppi di provocatori, vedrai. Gente pagata per andare lì a creare problemi, così da poter poi dire che eravamo violenti.
- Come a Genova. Lo sappiamo.
- E allora cosa fate?
- Andiamo lo stesso. Perché ci saranno donne e bambini e vecchi e ci sarà tutta Vicenza.
- Ci hanno sempre detto che siamo meschini e pensiamo solo ai fatti nostri e non ci occupiamo dei problemi sociali. Ora diranno che siamo violenti e ci occupiamo troppo dei problemi sociali.
- E allora!
- Allora andiamo, andiamo.

Forse ci sarà qualcosa di più di tutta Vicenza. Sarà un bel Sabato.




13/2
2007

Lettere e note

Gent.le sig. Mesic, di professione Presidente della Croazia,

Le scrivo in merito all’equivoco in cui Lei, ma non per Sua colpa, è caduto in seguito alle parole del Presidente della Repubblica Italiana riguardo le foibe. Parlo di equivoco perché evidentemente il nostro Presidente non intendeva accusare genericamente di misfatti gli jugoslavi o i croati, ma i comunisti; cosa che in Italia, per tutti gli schieramenti politici, è diventata prassi comune e sport salutare. Giorgio Pinco Napolitano, il nostro Presidente, ha parlato dei fiumani e dei dalmati come di "vittime di un odio e di una furia sanguinaria", ha parlato di "disegno annessionistico slavo", ha parlato di pulizia etnica; Lei ha replicato accusandolo di razzismo, di revisionismo storico e di revanscismo politico. E’ comprensibile. Lo sappiamo tutti (io, Lei, Napolitano) che intorno alla fine della guerra gli jugoslavi hanno ammazzato italiani all’ingrosso, mica solo fascisti, così come gli italiani avevano fatto prima, nel tentativo di italianizzare e fascistizzare quelle regioni combattendo il "terrorismo" slavo che vi si opponeva*. Non si può parlare di pulizia etnica, almeno in senso lato, in un caso e nell’altro? Si può, Lei lo sa, e forse si deve. E sappiamo anche che i crimini precedenti non giustificano i crimini successivi, o almeno non si può dire, altrimenti ci tocca di ricominciare tutto daccapo dai tempi di Assiri vs. Babilonesi.
Il fatto è, Gentile Presidente, che alcuni popoli possono anche vincere la guerra, come il suo, ma poi perdono la pace. E ben si sa che la storia non è clemente con chi perde. Il Suo popolo** siede ancora dalla parte degli sconfitti mentre il mio, quello di Napolitano, siede tra i vincitori. Molti politici italiani hanno cercato di farglieLo capire, in questi giorni: se volete passare dalla nostra parte, nella strafica Europa dei ricchi, vi conviene dare un taglio alle stronzate (mi conceda il termine) ed accettare la storia così come noi abbiamo voluto che fosse scritta. Se noi abbiamo deciso che ora si può parlare delle foibe ma non dei crimini fascisti, Lei abbozzi e faccia di sì con la testa; se e quando L’accoglieremo nel nostro club, potrà forse, con estrema pazienza e cautela, chiedere una Sua personale giornata del ricordo per i crimini che avete subìto voi. Nel frattempo, continuate a far finta di cercare i vostri criminali di guerra e noi continueremo a far finta che ci interessi, mentre vi ricattiamo con la domanda di assunzione in Europa.
A questo, credo, si riferiva l’on. Casini quando Le suggeriva di andare a ripetizione dal Presidente Napolitano.

Sperando di esserle stato d’aiuto,

Lusky


* A proposito, ricorda qualcosa?
** Che a me non sta neanche particolarmente simpatico, con quella sua fissa per la bandiera a scacchi, ma non si sta discutendo dei miei gusti personali.


Quest’anno la primavera è arrivata presto. Prima dell’inverno, per dire. Domenica io ed Amoremio, complice la giornata di sole e la decisione di Pornorambo di stare male***, siamo andati sull’Altipiano a caccia di cimbri. Ne abbiamo seguito le tracce in mezzo ai boschi di abeti per decine di minuti, fino ad incontrare una parete rocciosa dove i cavernicoli avevano scarabocchiato dei segni incomprensibili. Per dire, gli antichi cimbri erano dei gran maleducati, abbiamo fatto bene a sterminarli. Se li abbiamo sterminati. Altrimenti avremmo dovuto, comunque. A meno che non sia di origine cimbra anch’io, che cazzo ne so, fate voi. Comunque è stata una giornata meravigliosa, e poi siamo andati a salutare la neve.

Ieri invece pioveva, e la gente del Borgo guidava come se non avesse mai pensato di rivedere una cosa del genere.

*** Ti penso, cucciolo. Guarisci.


Gent.le sig. Ratzinger, di professione Papa,

come mai Lei e le sue Signore in gonnella rossa mostrate tanta attenzione a quella faccenduola dei pacs, mi perdoni, ma che dico, Dico? La faccenda mi incuriosisce, per la determinazione e l’acredine che ci staTe investendo. Mi dicono che vogliaTe difendere i valori fondanti della famiglia, che sarebbe la cellula fondamentale di questa nostra fantastica società, e guai a noi se cambi. Non voglio entrare nel merito, ognuno fa il suo lavoro, siamo tutti operai nella vigna del signore e via dicendo. E non vi chiederò neanche, come pure verrebbe spontaneo, perché non Vi siate sbattuti tanto per difendere altri supposti valori del cattolicesimo, tipo la pace o l’amore fraterno o la cura per i poveri. Mai sentito il suo sottoposto Ruini strepitare affinché il parlamento italiano si schieri contro la guerra, per esempio. O, per restare in argomento, mai ma proprio mai sentita una presa di posizione delle gerarchie vaticane contro i costi esorbitanti delle cerimonie nuziali con fiori e vestiti e pranzi annessi, che pure dovrebbero essere sentiti come uno schiaffo a san francesco ed uno sputacchio nell’occhio di dio. Ma transeat, non sono un teologo.
Mi chiedo tuttavia, e Le chiedo, ma non La disgusta l’ipocrisia dell’on. Casini che afferma di agire non secondo la volontà del Vaticano, ma secondo la sua propria sensibilità di cattolico che coincide casualmente con quella del Vaticano? Non La fa orripilare la più schietta, ma pur sempre allucinante, dichiarazione del senatore Calderoli di voler "obbedire al Papa"? Che venendo da Calderoli, poi, pare una battuta di "Fantozzi alle Crociate".
E soprattutto, dove lo trovaTe tutto questo tempo per seguire la politica italiana ed interferirne con la claudicante democrazia?
AveTe finito i chierichetti?

Risentiti saluti,

Lusky




9/2
2007

Equilibrato e ragionevole (ma Dico, dico io)

L’impressione, sentendoli commentare e complimentarsi e lamentarsi al telegiornale, è che i nostri politici vivano in quella condizione di torpore che spesso accompagna le lunghe malattie, i sensi ottusi e le percezioni alterate che non consentono più di una visione offuscata della realtà. Mi piacerebbe poter fare qualcosa per loro, entrare in parlamento urlando con i capelli da folle e gli occhi di fuori, saltare sui banchi ed afferrarli uno ad uno per la gicca, scuoterli, gridargli in faccia sputacchiando saliva,
In che senso sono un attacco al valore fondante della famiglia? Che cazzo vuol dire? Cos’è un valore fondante, spiegami! E tu, troglodita, cosa intendi quando parli di "cavallo di troia per i matrimoni gay"?
e correre da una parte all’altra agitando le braccia e pigliarne un altro e
Ma che cazzo ridi? Ti pare che sia il caso di essere tanto orgogliosi? "DICO", li avete chiamati. Ma siamo all’asilo? Di cosa avete paura? Dei vescovi? Di offendere la sensibilità cattolica?
Ma quando mai i cattolici si sono curati di non offendere la sensibilità laica?
griderei fortissimo, in ginocchio e con le mani al cielo e la testa rovesciata all’indietro, e proseguirei
Bravi, bravissimi
e applaudirei teatralmente
Con questa legge, pardon, questo disegno di legge che dovrà essere ulteriormente mutilato prima di poter diventare legge dello stato, avete fatto un primo cortissimo passo verso il riconoscimento di diritti fondamentali dei cittadini. E non ne siete neanche del tutto convinti. E può darsi che mandiate tutto all’aria, nonostante la sciarpina fucsia che sfoggiava ieri Mastella possa forse considerarsi un gesto di apertura.
e gettando fogli di carta per aria, forse articoli di giornale, forse disegni di legge,
Ma lo volete vedere che il Paese vuole andare avanti, vuole altro, vuole di più? Van bene i pacs, troppo poco e troppo tardi, ma adesso muovetevi, cazzo! Una politica energetica! Misure di tutela ambientale! Il conflitto di interessi, prima che il nano balordo ci riprovi! Quel casino che avete impiantato a Vincenza! La scuola, l’università, la ricerca! Il lavoro, il lavoro, il lavoro, cazzo! Ma siete ciechi e sordi, non lo vedete come siamo, come stiamo? E state qui a gongolare e a difendervi dagli insulti dei vescovi e dei loro servi e a perdere tempo in dichiarazioni compiaciute perché forse siete riusciti a fare una risibile parte di quello che la gente si aspetta da voi,e pure male?
E mi godrei, spero, prima dell’irrompere dei carabinieri, almeno quei tre secondi di silenzio agghiacciante, rotto solo dal russare della democrazia.




5/2
2007

Non è che non c’ero, è che stavo facendo altro

La toccante vicenda della lettera di Veronica Lario al marito, così bella e piena di dignità, e della risposta di lui, che apparentemente chiede l’assoluzione per infermità mentale, mi ha scosso a tal punto che me ne sono dovuto rimanere a letto quattro giorni, colpito da quella che gli esperti chiamano virosi intestinale. I profani, potete immaginarlo.

A causa di questo, potrei anche aver trascurato alcuni fatti di cronaca, non aver capito bene gli ultimi sviluppi della scena politica nazionale ed essermi perso decine di aggiornamenti dei miei blogghi preferiti, ma ieri mi sono fatto aggiornare dai PornoRambi su tutto quanto è successo nell’universo mondo e mi sono quindi rimesso quasi in pari. Nel frattempo, il prode Nello è tornato a colonizzare la barbara Bosgnia, ed i Liquid Laughter Lounge Quartet si apprestano a suonare al CSC.




30/1
2007

Paura e delirio a Montecitorio

Costretto a barcamenarmi imbarazzato tra lo schietto populismo di un Di Pietro, il vergognoso opportunismo di Mastella, la Rosa nel Pugno desaparecida, le ambiguità della cosiddetta sinistra radicale ed il bizantino digirismo dei diessini, io, che questa gente l’ho votata in buona fede, o almeno come male minore, comincio a sentirmi sempre più ricattato.
I primi mesi, vabbé, c’è stato un certo mercato delle vacche, si spartivano le cariche giocandosele ai dadi, ma era necessario un po’ di terraforming. Poi è arrivato il decreto Bersani che sembrava una buona iniziativa, subito smussata su alcuni punti importanti dalla pressione dei tassisti fascisti. E questa finanziaria, che inizialmente non pareva malaccio ma si è andata come decomponendo prima dell’approvazione ed ancora non si capisce chi ci rimetta e chi, ammesso che esista, ci guadagni qualcosa. Questi ministri che appaiono a qualche trasmissione televisiva, fanno la loro sparata e scappano. Questa faccenda della base americana a Vincenza, poi, è scandalosa. Ora iniziano finalmente a discutere sui pacs e già partono mirando basso, chissà se mai arriveranno da qualche parte; propongono un disegno di legge sulle televisioni ed anche su questo cominciano a sbandare. Per non parlare di tutta la storia del TFR*, che ormai ha assunto toni tra il ridicolo ed il grottesco.
Devo ammetterlo: nonostante tutto l’ottimismo e la buona volontà (miei), questo governo trova sempre nuovi modi per irritarmi e mi sempre più schifo. E non necessariamente per colpa di Prodino, che è stato assunto come capo del governo proprio perché sa sempre trovare una soluzione politica ai problemi, un compromesso con tutti. Compreso l’esercito americano, vabbé, questo non l’avevamo calcolato, ma è un vecchio democristiano e fa quel che può per mandare avanti la baracca. Il problema è proprio la baracca ed i fenomeni da baracchetta che ci convivono a forza, mercanteggiando come ambulanti ina una kasbah, girando come banderuole secondo la direzione del vento.
Sarebbe già quasi, quasi ora di mandarli a casa tutti, e che si vadano a divertire alle riunioni di condominio, non fosse costantemente presente la minaccia di
****** ATTENZIONE: DRAMMATIZZAZIONE IN ATTO ******
Colui Che Non Deve Essere Nominato
l’Avversario
Papé Satan Papé Satan Aleppe
insomma, Berluscao Meravigliao.
Come si fa a far cadere il governo, o anche solo ad auspicarne la caduta, quando è pronto a tornare al potere il Lestofante Capo? Ai vecchi tempi, far cadere un governo era un’operazione abbastanza indolore; mal che vada, avrebbero fatto un altro governo, uguale al precedente, scambiandosi i posti. Oggi la caduta del governo sarebbe un evento catastrofico, un’era glaciale, l’avvento dell’anticristo. Chi se la sentirebbe di restituire il governo all’anticristo?

E quindi, tocca portare ancora pazienza e continuare a masticare amaro, sperando che nel frattempo il Lestofante si ritiri a crimini privati.


* Lo zio Lusky ha scelto al riguardo il fondo Tirana, comparto Las Vegas: ogni anno passa a trovarmi un impiegato e mi fa il gioco delle tre carte. Se trovo l’asso di cuori raddoppio il capitale, altrimenti perdo tutto.




25/1
2007

Ancora in ritardo sulla notizia: morto Kapuscinski, ma non è mai troppo tardi

"Ci si mette in viaggio a causa di una tragedia, o perché travolti da un’insana passione. Ma andare altrove serve a scoprire gli altri. E se stessi. Ci si mette in cammino per fuggire dalla fame, dalla peste, dalla guerra, per cercare la sicurezza altrove."
(Autoritratto di un reporter)

Potrei scriverne una mezza pagina di agiografia, millantare una lunga amicizia e collocarlo tra i miei scrittori preferiti, tra i cronisti del secolo, tra i migliori di sempre. Difficilmente sbaglierei, magari farei pure bella figura e potrei così dimenticarmi di lui per sempre.
Ma un giorno, vagando sperduto da qualche parte lungo la via della seta, mi potrei pentire di essere l’unico somaro a non aver mai letto nulla di Kapuscinski. Meglio ammettere la vergognosa ignoranza e, rammaricato, rimediare.




23/1
2007

Il titolo, però, legittima il dubbio

Sabato pomeriggio, io solo in casa con il malditesta, il difmetré e la discutibilmente fedele felina Annunziata, ho visto Children of Men di Alfonso Cuarón. Non sapendone nulla, ero convinto che si trattasse di un film ambientato in un futuro dove gli uomini rimanevano incinti mentre le donne andavano a lavorare, o erano morte tutte, o facevano altro; insomma, una via di mezzo tra A.I. e Mrs. Doubtfire. Dio solo sa come mi fosse venuta questa idea, ma non esistendo non può saperlo neanche lui.
Invece il film parlava di (quasi) tutt’altro ed io ci sono rimasto malissimo tutto il pomeriggio perché è cupo, angosciante, desaturato e, per quello che può valere, uno dei più bei film che ho visto negli ultimi mesi. Nonché l’unico, ma vabbé, la stagione cinematografica 2006 l’ho vissuta un po’ distrattamente e la sto recuperando on demand dallo scaffale, per così dire.

Non vi racconto altro, anche perché internet mi paga un tot per ogni divx che scaricate illegamente. Guardatelo e, se siete emotivamente fragili come me, rimaneteci malissimo anche voi. Perché "mal comune mezzo gaudio" è una cosa in cui credere.

Per rimanere in ambito cinematografico, finalmente piove e si stanno per abbassare le temperature. E’ finita la campagna promozionale per il documentario di Al Gore.




22/1
2007

Yankee go home

Un sacco di gente in giro per l’italia ha dei preconcetti nei confronti dei vicentini. Dicono che siamo di mentalità chiusa, avidi, larghi nel bere e stretti nei sentimenti, razzisti, vigliacchi, ignoranti e sfruttatori. Tutte cose vere, per carità, ma a noi non piace vantarcene e proviamo in genere a far ricadere la colpa di tutto sui rovigotti*.
Una cosa però c’è da dire sui vicentini: non vogliono la stramaledetta base americana in mezzo alle balle. Non vogliono la base più grande d’italia, d’europa, del mondo. Non vorrebbero neanche quella che hanno già, figuriamoci l’ampliamento, figuriamoci quelli di Apocalipsi Nau. Parlo della maggioranza dei vicentini che si esprimono sulla questione, ovviamente, perché anche nella città dei divoratori di gatti la componente silenziosa si deve considerare maggioranza; magari se si facesse un referendum** vincerebbe questa maggioranza, ma al momento ho sentito esprimere a favore dell’ampliamento della base soltanto questi due pareri:

1. "Eh ma cazzo voi respingete sempre qualsiasi opportunità che possa portare lavoro ed io intanto sono disoccupata da tre mesi cercatemelo voi un lavoro allora io so anche l’inglese perché non potrei andare a lavorare alla base americana ho una laurea in sociologia voi fate tanto i fighetti ma bisogna anche sporcarsi le mani io per esempio alla base americana a lavorare ci andrei senza problemi perché io so guardare alle cose non come voi."

2. "Eh ma diocan allora lasciamogli costruire quattro o cinque moschee così la bomba ce la mettono loro, no, diocan."

E sia chiaro che considero entrambi i ragionamenti allo stesso livello, se di ragionamenti vogliamo parlare.

Peace and loveTutti gli altri pareri che ho sentito, e dico tutti, sono contrari. Perché farebbe di vicenza, città famosa in tutto il vicentino, un appetibile bersaglio terroristico. Perché i soldati americani di stanza a vicenza, reduci di guerra e psicopatici vari, quando escono ad ubriacarsi la sera diventano estremamente pericolosi per le persone e per le cose. Ed escono ad ubriacarsi tutte le sere, dato che a vicenza non c’è nient’altro da fare. Perché tutto ’sto lavoro portato dalle basi americane non è che si veda molto, in giro***. Perché nessuno vuole vivere in una città militarizzata o in un piccolo feudo americano all’interno di quel più grande feudo americano che è l’italia tutta. Soprattutto perché, nonostante i grassi deliri leghisti, la guerra ci sta in culo ed il modo in cui la fanno gli americani ci sta doppiamente in culo, lì dove sta a (quasi) tutto il resto del mondo.

Lo so che non ci credete, perché i vicentini hanno sempre fatto del loro peggio nelle pubbliche relazioni, ma è così. Lasciate perdere le interviste farlocche che trasmettono in televisione, non lasciatevi sopraffare dall’odio per il nostro fastidioso accento. Fosse anche solo per istintiva tendenza alla mediocrità, l’homus vicentinus vuole solo starsene tranquillo nella sua casetta a mangiare il baccalà, evadere le tasse e bestemmiare in dialetto, di soldati americani non ne vuole sentir parlare. E’ per questo che Prodino ha fatto una gran vaccata a concedere il nullaosta per l’ampliamento della base, deludendo tutti quelli che da queste parti contavano su di lui; certo non eravamo la maggioranza, ma cazzo, c’eravamo e come nel resto d’italia abbiamo portato pazienza sulle tante cazzate piccole e grandi che ha fatto finora. Ma questa è enorme, e difficile da mandar giù. Non mi auguro che gli cada addosso il governo, ma solo che dall’altra parte c’è sempre il gran furfante in agguato. E lo so che se andassi a farmi un giro tra i blogghi troverei un sacco di fighettini anche di sinistra a riconoscere che, comunque, meglio la democrazia americana che il terrorismo islamico, e chi se ne frega di vicenza che è una città di merda, polentoni maledetti, e comunque è tutta colpa di berlusconi, ma vien da chiedersi cos’abbia fatto di buono Prodi finora a parte ammazzare la Fallaci e Pinochet.

Quello che sfugge al compagno prodi è che non è di un segno di continuità con il governo precedente che avevamo bisogno.

Proprio no.



* Per chi non ne fosse ancora al corrente, Rovigo non è una città realmente esistente, è un’entità giuridica creata a tavolino per attribuirle la colpa di tutte le malefatte delle altre provincie venete, disegnata sulle mappe là dove in realtà c’è solo steppa paludosa. Prova ne è il fatto che nessuno sia mai stato a Rovigo.

** Ma non si farà, tranquilli, perché va bene chiamarci a votare per ogni vaccata ma non per questioni irrilevanti come una base militare.

*** Su quanto in realtà le basi militari americane costino ai contribuenti italiani, si possono leggere per esempio questi articoli.