SputaIlVeleno
red pill

23/1/2004 0.39.32

Amg

Azz speravo mi rispondessi affermativamente...

red pill

23/1/2004 0.31.8

Antonello

Alberto, no, non copio da nessuna parte, mi spiace. PRRRR...

Va bene Lusky, non sei d’accordo, pure mi pare difficile vedere qualcosa di vivo in senso sociale. Cioè, di cose vive ce ne sono un sacco, e l’amore della morte (sociale, della società) è una reazione di sopravvivenza, quindi vitale. E’ come se la vita degli uomini fosse male impiegata, se foraggia un sistema tanto oppressore (in senso interno e esterno, come da articolo su Lain). Chiunque ora voglia vivere in senso pieno la società di colpo diventa un eremita anarchico individualista alla meglio uno che spreca le sue forze, anche se per rattoppare i buchi del sistema in cui è nato. L’adesione alla vita non mi incanta più, è necessario capire in cosa consiste oggi un’adesione alla vita: e allora bisogna lottare per fare in modo che quel che c’è di genuino (e non certo buono) non venga rubato dalla commercializzazione e dall’inquadramento progressivo. Una volta hai scritto giustamente che siamo noi ad armare i soldati; però lo facciamo non solo per mediazione statale ma anche tramite gli acquisti che ci permettono di vivere. E armare i soldati forse è il meno. Nella vita sociale io vedo un rapporto inversamente proporzionale fra qualità della propria vita e giustezza della propria vita. Ma - attenzione - non parlo della vita epidermica (la vita immediata), che non solo non è mia competenza, ma bisogna difendere dal progressivo attacco della concorrenza sul mercato.
Io quindi dico che riconoscere il nichilismo (o come lo si voglia chiamare) è utile adesso per evitare ad altri il peso di doverlo fare in futuro.
Non so se si è capito, ma il mio pensiero è rivolto alla speranza (da costruire) della positività dell’atteggiamento sociale. Da qui la necessità per me di inquadrare (e forse più...) la "morte sociale".

Ciao belli.

green pill

22/1/2004 20.56.26

Amg

Nello non mi hai risposto....

red pill

22/1/2004 14.43.36

Laschi

Quindi tu definisci il nichilismo come una sorta di rassegnazione sociale e anomica, un "fatalismo laico". Io mi attengo alla definizione più classica di "tendenza all’autodistruzione passiva provocata dall’assenza o non condivisione dei valori fondanti la società" (sempre dal dizionario Lusky-Resto del mondo, lettera "N").

Quindi, per giocare a capirci ed usando per comodità il tuo dizionario che non condivido, se uno è nichilista (cioè fatalista) quando le cose gli vanno bene, è uno degli sfruttatori - perchè è comodo dire che le cose vanno così e non ci si può far niente quando tu sei uno di quelli che ci guadagnano, dallo status quo. Se invece è nichilista quando le cose vanno male a lui personalmente, tenderà all’autodistruzione - perchè se le cose ti vanno male e tu dici che comunque non le puoi cambiare, stai cadendo probabilmente in una spirale sfiga-fatalismo-sfiga.

Per te, se ho ben capito, la morte sociale non è tipo quella cosa per cui "nel bagno delle ragazze a scuola viene appesa una foto del tuo pisellino scattata negli spogliatoi e questa è la morte sociale" (sempre dal Lusky-RDM) ma più una cosa come "morte della socialità" o morte di quanto rende una società tale?

SE, e dico SE, ho interpretato correttamente il Nellopensiero non posso che concludere che (indovina un po’...) non sono d’accordo con te. O mejo: sono d’accordo che il nichilismo come lo chiami tu o il fatalismo come continuerò a chiamarlo io siano una caratteristica estremamente sgradevole ed irritante della società in cui viviamo. Forse il termine più adatto è determinismo.

Non sono d’accordo con il fatto che la nostra società ami la morte, non penso che tu possa considerare l’anomia come una forma spuria di nichilismo e rimango della mia storica opinione che un certo grado di fatalismo, in misura altalmente variabile, abbia permeato di fondo tutte le epoche storiche e le società. Prima anche tramite la religione (come hai osservato anche tu) ed ora con sistemi più sofisticati.

Riconoscere il nichilismo come un male sociale, quindi, non ci aiuterà a migliorare la società. Mi dispiace, ma purtroppo le cose vanno così, non te la prendere, in fondo meglio loro che noi, non c’è niente da fare... ;-)

E io digito e già sento le bestemmie che fioccano.

P.S.: Il film sembra interessante.

green pill

22/1/2004 14.5.42

Antonello

Pour moi, nichilismo come autodistruzione si ha solo quando il primo emerge alla coscienza, o si fa in qualche modo sentire; mentre nella vita della maggior parte delle persone è implicito, una costante quotidiana che si esemplifica in frasi del tipo: << E’ sempre andata così >> o << Non c’è nulla da fare >>. Un nichilismo di sopravvivenza, che una volta si chiamava fatalismo, quando le risorse culturali e sociali non permettevano altro discorso - e quando la religione offriva uno scambio oltre la soglia. Adesso che il laicismo è imperante, anzi direi un ateismo effettivo, e non ci si può mascherare dietro la mancanza di qualcosa se non della propria buona fede, accettare le stato di cose presenti è di per sè un atteggiamento nichilista. Ne deriva naturalmente che se un evento storico o sociale intacca lo stato di cose presenti di un solo individuo, potrà allora ingenerarsi il sentimento di autodistruzione. Che in effetti, a pensarci bene, può colpire, come anomia, chi si informa ma non trova il modo di agire sul piano esterno. Sia il nichilismo come atteggiamento corrente che l’autodistruzione come evoluzione di quell’atteggiamento io li chiamo "morte sociale".

Il discorso patologia è più complesso, anche se qualche indizio l’ho disseminato senza accorgermene in quanto scritto. Ne parliamo più avanti.

P.S: "Su su per due volte vergine": una ragazza viene violentata su un terrazzo di un condominio. Rimane lì priva della voglia di vivere finchè la trova un ragazzo, il figlio del guardiano del palazzo. I due parlano e parlano in una strana confessione reciproca, senza un filo preciso; fino a che non si scoprirà quale simmetria nasconde il loro rapporto e il segreto che il ragazzo nasconde. L’insoddisfazione alla fine travolgerà tutto, coinvolgendo anche un gruppo di giovinastri trovatisi a ciondolare e a farsi, di droga e a vicenda, proprio sul tetto di quel palazzo.

green pill

22/1/2004 12.34.27

Hacker2

Strano, anch’io ho versato acqua sul mio dissipatore (del resto è ben noto che il raffreddamento a liquido è il migliore) però non mi ha dato nessun problema. Boh si vede che ha beccato la bottiglia d’acqua con la varichina dentro.

red pill

22/1/2004 11.51.52

rambo

ragazzi girando ho trovato un link che farà il giro del mondo, che verrà tradotto (il suo contenuto) in tutte le lingue del mondo per farlo conoscere a tutti...
è nato un dio...
leggere per credere
http://www.dinoxpc.com/forum/viewtopic.php?t=11080&postdays=0&postorder=asc&start=0&sid=68ef69d8eaacda1837fc795a357e5bbc

white pill

22/1/2004 11.40.48

Amg

? Perchè mi ha postato il mess di ieri? Boh....
Nello ma dove l’hai presa questa frase:"riconoscere il nichilismo e la patologia come un male della nostra società comparabile o superiore alla disoccupazione e all’erosione del risparmio è un passo avanti per capire l’Occidente economicamente e politicamente inteso"? Hai cambiato tu il corsivo o hai fatto copia ed incolla da qualche altra parte? Sembra una frase di conclusione di un saggio o di un libro sull’argomento. Anche lo stile che hai usato sopra questa frase è diverso......che ce stai a cojonà? Ce propini roba non tua?

green pill

22/1/2004 11.33.12

Amg

Nooo non chiedere a Nello di parlare del film che sennò scrive un tomo di duemila pagine in linguaggio arcano-magico (tanto per citare Uòr Emmèr la cui traduzione in italiano e Guerr’ e’ merd’)

Special cherry pill

22/1/2004 8.0.4

Lusky

Hai scritto abbastanza semplice da essere confutabile.

1) Cosa marenga vuol dire "paghiamo la morte fisica dei nostri vicini con la morte sociale"? Voglio dire, a meno che non li abbia ammazzati tu è una tragedia superabile, anche tenendo conto, per esempio, che io i miei vicini li ho conosciuti solo quando mi è esplosa mezza casa, prima non sapevo neanche come si chiamassero e dubito che una loro -ahimé!- dipartita avrebbe causato la mia morte sociale.

2) Frase seguente: cosa intendi per "uscire dalle gabbie e fare i conti con la morte effettiva"? In particolare mi interessa il significato che dai in questo caso ai termini "gabbie", "fare i conti" e "morte effettiva".

3) Secondo te il nichilismo è pensare che non si possa "vivere pienamente"? Vivere bene quando gli altri vivono male? Credo che il nichilismo abbia più a che fare con l’autodistruzione.

4) Posso anche capire che tu denunci il nichilismo come uno dei mali della nostra società -per quanto ovviamente non sia d’accordo, vista la mia ben nota posizione sugli argomenti "nichilismo" e "nostra società" ma la patologia che c’azzecca? La definizione del Garzanti non mi aiuta (a meno che tu non intendessi dire che le malattie sono un problema più grave della disoccupazione, e qui ti darei ragione).

P.S.: Ma il film era bello o no?
P.P.S.: Se mi rispondi, il linguaggio usato nel post va benissimo, come puoi vedere ho letto fino in fondo. ;-)

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