14/6
2006

2006: Fuga da Villa Gelida

Sto leggendo un libro, Supervita, di tale Marco Bacci. Spesso i libri di fantascienza italiani non mi sono piaciuti ma questo ha alcuni indiscutibili pregi: è scritto bene e senza complessi fantatecnicismi, mi diverte con paradossi spazio-temporali e multidimensionali, ha una gran bella copertina bianco aipòd (che è così tremendamente fico anche per noi che non ce l’abbiamo, l’aipòd). Inoltre, è composto da racconti brevi e interconnessi, quindi riesco a non perdere troppo il filo anche se l’unico tempo che ho a disposizione per leggere è quello impiegato per il tragitto casa-bunker. Non al volante, non ancora, ma nelle pause ai semafori e nei pochi minuti residui tra il mio arrivo al bunker e l’ultimo momento utile per varcarne la soglia.
Perché il resto della mia vita, escluse otto trascurabili ore presso il suddetto luogo di quotidiano sfruttamento lavorativo, viene ogni giorno immolato alla più crudele delle divinità pre-babilonesi: il Trasloco.

Il Trasloco è il motivo per cui il genere umano si è dedicato alla costruzione di società stanziali. Il Trasloco è il motivo per cui le comunità stanziali provano rancorosa avversione per le comunità nomadi. Il Trasloco è l’attività fisica e mentale che assorbe il 95% della mie energia da sveglio, lasciandomene solo un 4% per scaccolarmi ed un misero 1% per mangiare senza sbrodolarmi la maglietta. Io, con la calma e la serenità spirituale che mi contraddistinguono e mi fanno levitare una spanna sopra la massa, sto cercando naturalmente di gestire il tutto senza troppi affanni, ciononostante devo ammettere che alcune questioni mi lasciano ansiosamente perplesso. Per esempio: com’è arrivata in bagno la lavatrice, visto che apparentemente pesa una tonnellata? E sarà possibile farle fare il percorso inverso giù per le scale? E il frigorifero? E il divano? E dove mai nell’universo troverò tanto cartone da poterci imballare la cucina che peraltro devo ancora cominciare a smontare? E quando devo disdire l’adsl? E il bindoncino blu per l’umido a chi lo devo restituire? E dove metterò tutti questi maledetti mobili? E quando ridarò la tinta alle pareti? E dove cazzo sono le mie fottutissime gocce di tiglio e biancospino?

Ehm.
Stavo dicendo.
Naturalmente sono tutti falsi problemi che si risolveranno quasi da sé, con naturalezza, e infatti non mi sto mica preoccupando davvero. Eppoi non sono mica solo. Eppoi è divertente spostare le cose e sistemarle in un Posto Nuovo. Eppoi ogni tanto mi posso fermare e cenare con una deliziosa panzanella all’abruzzese. Eppoi a furia di spostare scatoloni mi sta venendo fuori un fisico così:

Lusky riflette stanco e pensoso su come spostare il divano
(Nella foto, Lusky riflette stanco e pensoso su come spostare il divano)

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




9/6
2006

Contakarma

Sono seduto su una panchina del lungomare di Jesolo. Guardo il paese reale scorrere dinanzi a me in fouseaux neri, nike argentate, chiappe troppo molli che traboccano da pantaloni troppo stretti, occhiali da sole progettati alla NASA e microtelefonini, guardo la famiglia tipo in vacanza tipo addestrare il bambino tipo ad odiare odiato i genitori tipo crescendo ansioso, paranoico, protetto e sicuro come un omogeneizzato COOP e penso

Il pianeta Terra ha una circonferenza di 40.000 chilometri. Siamo così abituati a cifre stratosferiche - due milioni di morti, sei milioni e mezzo di montepremi, sette miliardi di manovra finanziaria - che quarantamila chilometri sembrano pochini. E sono pochi. Guarda il contachilometri della tua auto. 50.000 chilometri. Avresti potuto fare il giro del mondo e un quarto, bere un caffè turco a Beo, bere un té caldo a Istanbul, fumare una sigaretta amara a Samarqand, camminare per le spiagge dell’India, visitare un monastero cinese, inerpicarti lungo la spina dorsale del mondo in Nepal, immergerti nella colorata follia di Tokyo, tentare la traversata coast to coast degli Stati Uniti per sentirti un po’ protagonista di un film di culto degli anni ’70, scoprire che sapore hanno le banane colte mature dall’albero, guardare l’oceano, sbarcare a Lisbona, accarezzare la sabbia del deserto, conoscere persone, luoghi di cui ignori persino il nome, qualche parola in venti lingue, invece sei solo andato duemila volte da casa al lavoro, dal lavoro a casa, quattrocento volte da casa al supermercato, dal supermercato a casa, centocinquanta volte alle poste a pagare una bolletta, quaranta volte in comune per una pratica, quattro volte ad un centro Ikea ed una volta a Jesolo. Guarda il contachilometri della tua auto. 100.000 chilometri. Due volte il té ad Istanbul, due volte una discussione animata con uno studente di Berkeley sul futuro dell’economia mondiale in un assolato pomeriggio al parco, due volte a guardare le stelle sdraiato a pancia all’aria nel Sahara. 250.000 chilometri. Machu Pichu. La Terra del Fuoco. Surf sulle onde della costa australiana non lo potrai mai fare, perché ormai l’auto è vecchia ed è da buttare, devi cambiare auto, i soldi che spendi per cambiare l’auto ti costringono a lavorare e ti impediscono di partire, di muoverti. Se tu fossi partito per tempo, ora potresti essere in un café alla moda di Seattle, nella foresta Amazzonica, in un tempio indonesiano, a mangiare pesce appena pescato in Islanda o ad Hong Kong. Avresti consumato gli stessi litri di benzina, lo stesso spessore di pastiglie dei freni e di copertoni, avresti perso meno capelli ed avresti messo su meno chili superflui. La tua auto non sarebbe diversa. Tu saresti diverso.

Non aspettatevi delle conclusioni coerenti da pensieri tanto profondi: si sa che il genio cresce nella sofferenza.

P.S.: l’uso del presente storico nel primo paragrafo non vi autorizzi a credere che io sia in ferie. In realtà sto traslocando anima, corpo e soprattutto mobili e soprammobili.




29/5
2006

Lo zio Lusky

Alle tre e un quarto di questa notte, mentre io mi beavo inconsapevole nei miei sogni di trasloco e vita nuova, la piccola Irene ne approfittava quatta quatta per venire al mondo e ritagliarsi pure lei un po’ spazio. Neanche tanto, per il momento, ma siamo sicuri che crescerà e ci darà soddisfazioni.

Alle cinque e mezza si lamentava perché tutte le sue amiche avevano il cellulare e lei no.




26/5
2006

Raccolta firme

Non bastava non essere ancora riuscito a trovare la mia casetta in canadà. Non bastava non aver ancora deciso definitivamente se cercare una casetta in canadà o no. Non bastava aver passato una settimana a cercare di capire se il governo Brancaleone e la lista dei ministri mi disgustasse poco, tanto o enormemente. Non bastava la sorpresa di scoprire che forse la bindi non è male come me la ricordavo. Non bastavano le farneticazioni teatrali di berlusconi, tra le quali spicca l’imbarazzante lettera a "Josè Louis" Zapatero*. Non bastava essere sospeso tra l’ansia, la tensione e la totale mancanza di interesse per il Mondialen.
No.
Ora va anche a fuoco la mia libreria preferita.

Allora forse è il caso di togliere ufficialmente questa settimana dal calendario. Iniziamo una raccolta firme.

1) Lusky


* Pregasi notare il neologismo "globabilmente".




15/5
2006

Whoz da boss?

Così tante cose da fare, e così poco tempo per ricevere i meritati applausi.

Dopo una settimana passata all’insegna del "la cosa migliore che potresti fare per la tua vita sarebbe andare da un falegname e commissionargli una bara", io & Amormio decidiamo di prendere casa assieme. Affittarla, più che prenderla. Una casa in mezzo al verde, lontano dalle principali aree di transito dell’inquinamento del Triste Borgo Natio, lontana da vicini scassacazzi che chiamano a gran voce il piccolo Ettore da una parte all’altra del cortile per tutta la domenica pomeriggio, lontana da altri vicini che suonano (male) la chitarra elettrica alle tre del mattino con la finestra aperta, lontana dal logorio della decadenza occidentale ma dotata di orto e giardino e tutto il resto. La decisione è stata presa al termine di una discussione che si è articolata nel seguente modo (sintetizzando):

A.: Ho avuto un’idea.
L.: Ed io te la boccio.
A.: Sei uno stronzo bastardo. Sparati.
L.: Parliamone.
A.: Voglio una casa in mezzo al verde con l’orto e il giardino.
L.: Non mi piacciono i fiori. E a te neanche.
A.: Ci metteremo quelli di plastica.
L.: Uhm. OK.
A.: E voglio il Catechista come vicino di casa.
L.: Discutiamone.
A.: Ecco, sei uno stronzo bastar...
L.: OK, vada per il Catechista.
A.: E voglio un cane.
L.: Per il cane sono d’accordo.
A.: Allora non lo voglio più.

[Sì, a leggerlo così sembra che siamo due psicopatici. E lo siamo senz’altro, ma siccome il bloggo è mio ho volutamente dato risalto alla sua malvagità per farla sembrare più psicopatica di me, il che non è necessariamente vero.]

[Tra l’altro, se non scriverò mai più è molto probabile che lei mi abbia ucciso.]

So che l’aver deciso di prendere una casa in mezzo al verde con orto e giardino (e cane) lontana da fabbriche, inquinamento, bar, civiltà umana ecc. vi farà pensare che io sia diventato un vecchio o peggio ancora una persona matura. Per smentirvi, vi informo che ho riappeso il mio poster di Samantha Fox in camera, come ogni adolescente.

Dopo questo importante passo in avanti nella nostra vita, per la realizzazione del quale manca a questo punto soltanto di iniziare a cercare la casa, trovarla, traslocarci i mobili e la robba e andarci a vivere, decidiamo di andare al compleanno di Arianna ad ubriacarci un po’. E’ sempre bello andare alle feste di compleanno di Arianna, innanzi tutto perché ci sono Arianna e le sue care amichette che non cambiano mai e poi perché c’è un sacco di roba da bere gratis. Non necessariamente in quest’ordine, a pensarci bene. E poi ci sono PornoRanocchioRambo e la sua rannocchietta, e il Manzo che con aria afflitta ci racconta "Ho avuto una storia con una tipa, ma purtroppo è durata solo cinque giorni", laddove il fratello Bulus avrebbe raccontato raggiante "Ho avuto una storia con una tipa, ed è durata ben cinque giorni!" o più probabilmente "Ehi, ho avuto cinque storie con una tipa, l’ho tradita cinque volte con altre cinque tipe ognuna delle quali era fidanzata con cinque tipi, e tutto questo in soli cinque giorni. Sono staaaaaancaaaaa...."

No, Bulus non c’era al compleanno di Arianna. E’ che mi fa ridere quindi lo tiro in mezzo anche nelle storie che non c’entrano.

Questo, Venerdì. Sabato sera, decidiamo di passare una serata tranquilla e diversa dal solito coninvolgendo anche i PornoRambi. Ricordate quand’eravate piccoli e passavate la serata a Scarabeo e vi divertivate un casino?
Beh.
Temo che sia un classico esempio di come le cose migliorino nel ricordo.
Non che io abbia giocato a Scarabeo sabato sera, mettendo in questo modo a repentaglio la mia amicizia con il Ranocchio e cadendo prigioniero di una spirale di noia che stava soffocando tutti al punto tale che chiunque avrebbe imbrogliato pur di far vincere l’altro e terminare la partita. Sarebbe folle da parte mia ammettere una cosa del genere, perché significherebbe davvero che sono invecchiato a tal punto che neppure ascoltare i duran duran a tutto volume mi permetterebbe di essere riammesso nel magico mondo dei ggiovani (voi ggiovani). Ed in ogni caso, la colpa non sarebbe mia ma di PornoRambo che non si è opposto con forza sufficiente alla mia proposta, e peggio ancora della sua futura sposa che si è lasciata convincere.
Comunque, ci siamo distratti portando il nuovo cane di Porno a fare i bisogni in giardino e discorrendo di perette intestinali. Ogni tanto StefaniaRambo rideva ed i vicini hanno chiamato i carabinieri pensando che qualcuno stesse torturando un coyote.


P.S.: 189 persone sono arrivate a questa pagina cercando "Porno+cane+perette%20intestinali"




2/5
2006

Laurea non c’è

In questo cambio di stagione, oltre alla nomina di zio Berty alla presidenza della Camera e di Franceschini al Senato, avviene un altro curioso fenomeno meteorologico: i miei amizi cominciano a laurearsi. Alcuni potrebbero farmi notare che PierBulus si era già laureato l’anno scorso, ma lui non è veramente mio amico e la sua non è una vera laurea, quindi non conta. Altri potrebbero farmi notare che la laurea di PornoRambo è ancora così lontana da non apparire neppure al lontanissimo orizzonte delle estreme periferie della galassia più lontana dell’universo più lontano della dimensione più lontana, così lontana che persino il concetto stesso di lontananza si allontana fino a sfumare in tinte sempre più lontane dallo spettro della luce visibile, tanto lontana che il pensiero e le facoltà intellettive delle più grandi mente umane riunite a congresso verrebbero a mancare se cercassero di concepire una tale unità di misura temporale, ma trovo inutile infierire e quindi non insisterò su questo punto.
Sulla laurea di Nello ho già scritto tutto quello che valeva la pena di scrivere, qui. Sabato scorso tuttavia ha voluto festeggiare la propria laurea anche l’amico Julio Maria Gangster.

IMPORTANTE DISCLAIMER: la prossima volta che organizzate una festa e desiderate la mia presenza (e come potreste non desiderarla?) non situatela, pliz, in occasione di uno dei pochi fine settimana lunghi dell’anno, perché io durante i fine settimana lunghi ho voglia di andarmi a fare lunghi viaggi lontano a bordo di camper mercedes degli anni ’70. Per stavolta passi (cioè, è passato) ma sgrunt.

(Sì, vengo invitato alle feste e rompo pure il cazzo sulle date. Embè?)

La laurea di Julio, in effetti, non si è mai vista. Egli afferma di aver ricevuto la laurea per posta e noi abbiamo fatto finta di credergli perché si sa che di solito queste cose finiscono con lo studente che stermina parenti ed amici per non dover confessare di non essere mai andato all’università. In effetti è andata meglio così, almeno ci siamo risparmiati l’inutile farsa della discussione e della proclamazione e Julio è potuto uscire di casa direttamente in tuta da ginnastica. Com’è che Julio possieda una tuta da ginnastica, non praticando sport dal ’95 (finalista al torneo di briscola dell’arci), è un altro dei misteri di questa festa.

[Flashback: laurea di Nello. Nello disserta da mezz’ora sulle sue teorie riguardanti i telefilm tedeschi. Il relatore lo interrompe stremato e cerca di ravvivare l’interesse generale chiedendogli la funzione simbolica dello specchio in Heimat. Nello sorride, abbozza, inizia una frase con "Ma certo, la funzione dello speck in Heimat." e poi riprende a parlare delle sue teorie psichedeliche senza più badare ai professori. Il relatore si iscriverà al Fronte per la Liberazione dell’Alce Svedese tre giorni dopo.]

Julio si presta malvolentieri a tutti i gradevoli riti di passaggio che segnano il conseguimento di una laurea. Per motivi inspiegabili, brontola e sbuffa per tutta la prima parte della festa, che prevede: la spoliazione rituale del condannato, del quale vengono esposte le ridicole pudenda in pubblico; il suo passaggio sotto un arco gioviale di amici che lo picchiano a calci e pugni sulla testa, sulla schiena e sulla panza pelosa; la lettura di un papiro nel quale vengono rese note tutte le disgrazie che hanno costellato la sua vita e nel quale ci si prende gioco di lui con cordiale impertinenza; la sua impanatura con uova, farina, marmellata, ketchup, olio da friggere ed altre cose che non sono riuscito a riconoscere; la depilazione delle sue gambe e della sua schiena tramite striscie adesive; altri calci e pugni.

[Flashback: laurea di Nello. Oltre a quanto descritto sopra, Nello aveva anche delle acciughe infilate sotto le ascelle e nelle mutande, ma a differenza di Julio non si è lamentato e non si sono notate differenze igieniche rispetto alla situazione precedente. Nello ha anche preso molto sportivamente le osservazione relative ai suoi denti, nei confronti dei quali ha un atteggiamento serenamente distaccato (non che i denti di Nello abbiamo qualcosa di particolare, ma lui ne soffre assai e noi amiamo ricordarglielo).]

Io bevevo vino da una bottiglia di plastica, in un angolino tranquillo, ed ogni tanto mi alzavo per dare un calcio a Julio. Non sempre riuscivo a colpirlo. I più attivi nel fargli del male sono stati ancora una volta PornoRambo e PornoRamba, che sapendo di non doversi mai laureare non temono ritorsioni. PierBulus come sempre girava lì attorno con l’aria di uno che non capisce bene cosa stia succedendo, o il cui cervello sia stato invitato ad un’altra festa tre calli più in là. Alberto Maria Conte di Cavour si sfoga contro il fratellone con un certo accanimento, ma senza i suoi stivali da Brokeback Mountain la sua capacità di attirare l’attenzione torna ad essere bassina. L’amico Ciccio sembra sempre di più Edward Norton in Fight Club.

[Flashback: laurea di Nello. Io bevevo vino da una bottiglia di plastica, in un angolino tranquillo, ed ogni tanto mi alzavo per dare un calcio a Nello. Non sempre riuscivo a colpirlo. I più attivi nel fargli del male sono stati ancora una volta PornoRambo e PornoRamba, che sapendo di non doversi mai laureare non temono ritorsioni. PierBulus come sempre girava lì attorno con l’aria di uno che non capisce bene cosa stia succedendo, o il cui cervello sia stato invitato ad un’altra festa tre strade più in là. Alberto Maria Conte di Cavour si sfoga contro l’amicone con un certo accanimento, ma sono i suoi stivali da Brokeback Mountain ad attirare maggiormente l’attenzione. L’amico Ciccio probabilmente sembrava comunque Edward Norton in Fight Club, ma non essendo stato invitato a questa festa non ha molto senso citarlo nel flashback.]

Terminato questo piacevole momento di riscoperta dei valori dell’amicizia, ci si trasferisce tutti in una casa abbandonata guidati da un giapponese, mentre Julio va a farsi una doccia e a riattaccare con la colla i peli strappati. A questo punto della festa io sono dovuto tornare al Triste Borgo Natio, per cui sarebbe il caso che continuasse qualcun altro, ma invece proseguo inventandomi teorizzando che dopo la mia partenza inevitabilmente tutti si sono intristiti e si sono messi a raccontare vecchi aneddoti su di me, per poi sfogliare con malinconia un album di mie foto che PornoRambo porta sempre con sé e maledicendo il fatto di non aver provato a fermarmi, impedendomi di andare anche con la forza se necessario. All’arrivo di Julio presso la casa abbandonata, li ha trovati tutti in lacrime e disperati, che sbocconcellavano pigramente voul-e-vants alla sardina tocciati nell’aceto per acuire la propria sofferenza. Poi Julio ha battuto le mani, sono entrate dodici spogliarelliste cubane e si sono dedicati ad un’orgia sfrenata fino alle cinque del mattino, ora in cui sono stati tutti rapiti dagli alieni e portati nello spazio, tranne il cervello di PierBulus che era ancora a quell’altra festa, tre calli più in là.

[Flashback: laurea di Nello. Dopo aver torturato il festeggiato, ci rechiamo in un locale di Padua dove ci attendono abbondanti libagioni e bevagioni. Mentre io mi astengo virtuosamente, la PornoRamba si ubriaca al terzo spritz e si chiude in bagno a vomitare, per poi abbattersi sul tavolo biascicando "Voi non potete capire. Voi non avete mai shofferto come me! Voi non vi shiete mai ubriacati come mi shono ubriacata io... Lusky shtronzo!" ]


P.S.: Mancano le foto, che arriveranno tra breve. Se nel frattempo qualcuno volesse contribuire alla stesura di questo post, apra un blog. Oppure boh, mi scriva, o si inventi qualcosa, mica posso fare tutto io.




28/4
2006

Le magnifiche avventure di Lusky e Amormio alle terme di Acquapuzzonia

L’altro giorno (eravamo nel 2004, credo) stavo raccontando ad un mio collega cinquantenne sportivissimo e ciclista che ero andato in campagna a raccogliere ortiche per la minestra, quando lui tentò di freddarmi con un’osservazione acida e antipatica:

Collega idiota: "A raccogliere ortiche? Mio nonno rincoglionito va a raccogliere ortiche di domenica pomeriggio."

al che io ribattei

Lusky: "Ma và, i tempi sono cambiati. Ora i giovani vanno a raccogliere ortiche, i vecchi fanno ciclismo."

Questo per prevenire ogni vostra considerazione su quanto vi racconterò di seguito, ovvero:

LE MAGNIFICHE AVVENTURE DI LUSKY E AMORMIO ALLE TERME

Correva il giorno Sabato scorso. Lusky ed Amormio* si svegliarono, si guardarono negli occhi e decisero di approfittare dei giorni di ponte per andarsene in vacanza da qualche parte. La meta venne decisa da un torneo di briscola tra le terme di Acquapuzzonia, in Toscana, e le spiagge del Conero, da qualche altra parte che non è importante sapere perché tanto hanno perso all’ultima mano buttando giù il tre di briscola contro l’asso. Stupido Conero. Stabilirono quindi i nostri eroi di preparare i bagagli "senza fretta, con estrema rilassatezza" e di partire appena possibile.

Verso le quattro del pomeriggio erano in auto. Ed avevano dimenticato di portare con sé: sale, torcia elettrica, bicchieri, un qualsiasi contenitore per la preparazione della cena, coltelli ed altre posate. In compenso avevano nel portabagagli: una tenda, un materassino gonfiabile nuovo di zecca, una trapunta matrimoniale, vettovaglie per due settimane. Dopo alcune ore di viaggio, una notte di tappa a Siena ed un cd di Max Gazzè ascoltato decine volte i nostri intrepidi vacanzieri arrivarono dalle parti di Fonteblanda, grazioso nulla dalle parti di Talamone. Talamone veniva descritto dalla loro "Guida del Touring al Regno d’Italia", Torino 1875, come un caratteristico borgo di pescatori a picco sul mare; ora è un ritrovo di vips e di barconi bianchi dai fianchi sottili come zoccole anoressiche, pieno di stupidi sensi unici e di strade strette in forte pendenza. Questo per dire che Talamone sembra molto bella, ma Lusky non ha gradito il fatto che non ci fosse alcun parcheggio e quindi l’ha vista solo dal finestrino dell’auto, guidando, e Lusky non ama guidare, e pure il fatto di parlare di se stesso in terza persona non è che lo convinca tanto.
Appena fuori da Fonteblanda c’è un campeggio, ed è lì che Lusky ed Amormio* piantarono la loro tenda, gonfiarono il loro materassino, costruirono un tavolo con dei relitti trovati in spiaggia ed insediarono insomma la loro tana cuzzolosa prima di dedicarsi all’esplorazione dei Caratteristici Borghi dei Dintorni®.
E di andare a vedere il mare, ovviamente, perché voi sapete che Lusky ha con il mare la stessa relazione che Andreotti ha con la mafia ("una autentica, stabile ed amichevole disponibilità", secondo la sentenza della Corte d’Appello di Palermo, presidente Salvatore Scaduti, a carico di Andreotti Giulio, 2 maggio 2003, poi resa definitiva dalla Corte di Cassazione il 15 ottobre 2004).

Il giorno dopo, finalmente, riuscirono a raggiungere le agognate Terme di Acquapuzzonia distanti qualche chilometro. Nel raggio di tre chilometri dalle terme c’erano auto parcheggiate in ogni luogo possibile ed in alcuni luoghi impossibili, lungo la strada, nei campi, nei fossi, sotto il cartello di divieto di sosta & di fermata, sopra un vigile urbano, ovunque. Amormio riuscì a trovare posto in un parcheggio di fronte all’ingresso delle terme. Quando parlo di terme non mi riferisco, naturalmente, a qualche complesso termale di lusso pieno di vecchi rincoglioniti con le panze cadenti in ammollo, bensì a delle terme all’aperto gratuite, con una cascata di acqua calda che scaturisce con irruenza dalle rocce e poi scende per un sistema di terrazze fino a raggiungere il fiume sottostante e da lì andare nuncefregapiùdove, un posto multimediale ed hypercool pieno di gente interessante e alternativa ed arguta, che ama rilassarsi e stare in bei posti con delle belle persone a fare belle cose. Insomma, la Lusky Generation.
Lusky alle termeL’unico inconveniente di questo luogo meraviglioso è quest’acqua calda che sgorga premurosa a massaggiare il corpo provato del turista puzza di uovo marcio. Zolfo, secondo alcuni. E la puzza ti rimane attaccata addosso specialmente ai capelli anche per giorni e giorni, dopo i quali ti viene il dubbio che forse si potrebbe anche tentare di fare una doccia, ma la puzza rimane ugualmente. Ad ogni modo, fu in quelle vasche odorose che i nostri turisti consapevoli rimasero a galleggiare per il resto della loro vacanza, prima di tornare a Fonteblanda, smontare la tenda ed intraprendere a malincuore il viaggio di ritorno.

(Il viaggio di ritorno meriterebbe un lungo capitolo a parte. Basti tuttavia sapere che per evitare le code in autostrada, Lusky ed Amormio decisero di compiere un percorso alternativo passando per Cefalù e Basilea, perdendosi dalle parti di Comacchio fino a sbucare in un campo nomadi di pescatori sperduto nella laguna, oltre il ponte di ferro a destra.)

P.S.: Si è pure scoperto che in toscana i campeggi sono frequentati da misteriosi uccelli notturni che allietano i campeggiatori con i loro richiami. Tra questi, l’Uccello Sonar ("Beeeep! Beeeep!") e l’Uccello dell’Orgasmo Simulato ("Aaargh! Aaaargh! Aaaaaah... Ah... Ah... Ah... Aaaaargh! Aaaaah!") Inoltre, in toscana vendono pile stilo alcaline solo alla coop di Albinia, negli altri posti se le chiedono ti strabuzzano gli occhi e sostengono di non averne mai sentito parlare.

* Amorsuo per chi legge.




27/4
2006

Tutti gli italiani meno uno

L’arma dei carabinieri e l’esercito italiano non hanno la mia solidarietà. Non sono i "miei" carabinieri, non è il "mio" esercito, non stanno tutelando i "miei" interessi in Iraq, stanno esprimendo il sostegno dello stato italiano al terrorismo internazionale. Non mi fa piacere che dei carabinieri o dei militari muoiano, ma non hanno la mia solidarietà. Non ce l’hanno i kamikaze, non ce l’hanno gli americani e non ce l’hanno i picciotti della mafia. Mi dispiace che delle persone muoiano, ma non pretendete la mia solidarietà per tutti i morti. Non so cosa cercassero nella vita e laggiù, queste persone. Soldi, onore, emozioni, compiere il proprio presunto dovere nei confronti della cosiddetta terra patria, combattere, aiutare la popolazione civile, sconfiggere il terrorismo, rendere il mondo un posto più sicuro, dare il proprio contributo alla pacificazione? Non lo so, e non sapendolo non posso esprimere solidarietà. La solidarietà, cieca, di maniera, il cordoglio, le condoglianze non fanno per me. Sono partiti volontari per una guerra che ritengo ingiusta e non avrebbero dovuto essere lì, a difendere la nostra benzina e le nostre alleanze internazionali. La retorica sulla missione di pace, il profondo dolore, lo stringersi alle famiglie, l’Italia intera, il piano di ritiro e gli Alti Valori la lascio a chi ne ha fatto una professione. E’ scontata, com’è scontato che ci sia, ma questa solidarietà collettiva ed accordata in blocco, con pochi barlumi di lucidità critica, non comprende la mia. E’ da ipocriti piangere sui cadaveri caldi. Voi che avete difeso con parole vibranti l’embrione ed il feto, la croce e la finanziaria, richiamate i soldati a casa se davvero non volete che muoiano, non ci sono altri modi, non ce ne sono mai stati, ve l’ho detto dal giorno prima del primo giorno, continuerò a ripeterverlo perché sono vostro complice controvoglia, rabbiosamente, per nascita e versamento di tasse e di benzina, ma non piango i vostri caduti assieme a voi, non mi unisco alla calca che si affolla attorno a questi cadaveri come un branco di iene, mi dissocio dal vostro abbraccio.




13/4
2006

Cronache di Weimar vol. 1: il sardo, lo scatolone, il contatore ed il re d’Inghilterra

Un mio collega sardo, dipendente, ha votato per lega nord perchè non sapeva cosa votare... la spiegazione è stata: "Siccome bossi stava male, e non sapevo chi votare..."
[AM "Conte di Cavour" G, tra i commenti al post di ieri]

Lusky: Hanno trovato uno scatolone fuori da Palazzo Chigi. Dentro c’era Berlusconi.
[Gag nr.1. Utile per scoprire se c’è qualche elettore di centrodestra nelle vicinanze (è quello che non ride)]

Collega: Ho visto al telegiornale le immagini del casolare dove hanno catturato Provenzano. Oh, aveva pure il contatore dell’enel nuovo!
Lusky: Facile che fosse anche una famiglia auditel.
[Gag nr.2, della quale non si è ancora scoperta una funzione]

Collega: Ho visto che l’Ulivo, il partito di Prodi, ha preso pochissimi voti, lo zero virgola qualcosa.
Lusky: L’Ulivo non è il partito di Prodi, e comunque ha preso qualcosa come il 30%, se non ricordo male. Quello che dici tu è il partitino di appoggio a Prodi al Senato, ma era più che altro una formalità.
Collega: Come non è il partito di Prodi? Ma non l’aveva fondato lui nel ’96...?
Lusky: Era una coalizione con dentro i DS, la Margherita e qualcun altro, che sta dentro una coalizione più grossa che si chiama Unione, solo che al Senato si sono presentati separati.
Collega: ...
Lusky: ...
Collega: Ma allora il partito di Prodi qual è?
Lusky: Non ha un suo partito vero e proprio, è il capo della coalizione.
Collega: Ma come fa a governare senza un partito! Senza partito alla prima crisi lo mollano tutti, per governare bisogna avere delle persone da mettere nelle posizioni chiave, in modo da salvarsi il culo!
Lusky: Guarda che il culo lo dovrebbe salvare a noi, mica a lui.
Collega: Ma supponiamo che anche in Italia ci fosse il re...
Lusky: Guarda che c’era fino alla settimana scorsa.
Collega: ...come in Inghilterra. Supponiamo che in Italia ci fosse il re d’Inghilterra...
Lusky (pedante): Ma neanche in Inghilterra c’è il re d’Inghilterra...
Collega: OK, ma se in Italia ci fosse il re d’Inghilterra... allora effettivamente governerebbe la regina, no?
Lusky: Ehm. No, credo che più che altro la regina sia una figura rappresentativa. Credo che abbia meno poteri di Ciappi.
Collega: Ah. Allora chi comanda, Blair?
Lusky: Già.
Collega: Però Blair ha il suo partito, no... i cosi...
Lusky: I laburisti.
Collega: Vedi che ce l’ha un partito! Ci vuole, un partito!
[Dialogo realmente avvenuto oggi presso la mensa del bunker tra me ed un elettore di alleanza nazionale.]

[Lo specifico ovviamente per screditare il partito.]




12/4
2006

Essi vivono

Sono due giorni che sento e leggo e ripeto in continuazione il commento "Che paese di merda". Oh, sì, era un paese di merda anche prima, almeno dal 13 Giugno, almeno dal 2001, almeno dal ’94, almeno dal ’22, ma che strano scoprire che metà del paese la pensa così diversamente da me, su cose così fondamentali, da farmi sentire spaesato, estraniato, straniero. Vivono dove vivo io, lavorano in posti e condizioni simili alle mie, parlano la mia stessa lingua, eppure io non lo so chi sia questa gente. Mi par di essere Leopardi che sorprende Silvia impegnata in una gara di bondage. So di non essere il solo ad aver battuto forte il culo cadendo dal pero. Mi pare di essere il protagonista di "Essi vivono" di Carpenter. Fumo la solita sigaretta con i colleghi guardandomi attorno sospettoso. Quante tra queste persone impertinenti e cordiali avranno votato ancora per il Lestofante, mi chiedo. Lo so, non sono il solo a canticchiare "Life on Mars", camminando per strada e spiando le facce che incrocio. A cosa pensano? Sono davvero contenti degli ultimi cinque anni di governo? Sono le stesse facce che incontro ogni giorno, e non mi sono mai sembrati contenti. Credono davvero che il figlio del professionista ed il figlio dell’operaio debbano avere diritti diversi? Che il taglio dell’ICI sia più importante dei diritti civili, di un lavoro sicuro, della scuola pubblica? Cazzo, abbiamo bevuto nello stesso bar decine di volte in questi anni, seduti allo stesso bancone, nella stessa fila alle poste e al supermercato, avrei dovuto accorgermene che eravate così in tanti, e invece. Voi siete stati zitti, io ho fatto finta di non vedervi. Pensavo che tutte quelle chiacchiere sul Grande Fratello e sulla Lecciso e sulla Chiampions League non fossero interessanti, invece era il più complesso discorso politico che il paese abbia fatto negli ultimi anni e c’era dentro tutto il programma della destra, la sintesi del berlusconismo in segnale morse. Sono deluso, triste e incazzato. Certo, poteva andare peggio, peggio di una maggioranza risicata e di una coalizione fragile e della nazione spaccata a metà, ma siamo ancora più vicini alla repubblica di Weimar che alla primavera del ’45. Non c’è nessuna vittoria per la quale gioire, nessun sospiro di sollievo da tirare, c’è solo da continuare a resistere.