SputaIlVeleno
red pill

16/1/2004 21.9.17

Celarent


La mia visione (purtroppo ingenua) delle cose e’ la seguente: mettiamo che un autore A realizza un’ opera B e la sottopone al giudizio dei critici C e questi sentenziano "Opera politica, critica acuta e spietata alla societa’ moderna", poi a sorpresa A li smentisce dicendo "Non era mia intenzione attaccare o criticare alcunche’", bensi’ (caso 1) "ho semplicemente voluto descrivere un mio stato d’ animo personale, ambientandolo nell’ unica societa’ che conosco", o (caso 2) "ho semplicemente voluto descrivere quella che credo sia la condizione universale e ineludibile del genere umano, usando questa societa’ solo come esempio" o (caso 3) "non ho la piu’ pallida idea di cosa significhi B. Io scrivevo guidato dall’ ispirazione e qundo rileggevo non capivo un cazzo del senso globale".
Ora questa "rivelazione" diminuisce forse il valore della testimonianza resa da B? Secondo me no, anzi il fatto che A non sia stato spinto dall’ intento di sostenere una sua teoria di cui e’ convinto fermamente, ma solo da quello di raccontare qualcosa che crede di aver visto, rende B piu’ sincera.
Forse che tu invece inconsciamente ritieni per forza in cattiva fede chi non agisce mosso dai tuoi stessi intenti? (o forse consciamente °_°)



(caso 4) "no, il mio intento era solo quello di attirare il pubblico ricorrendo all’ estetica del degrado e della sofferenza, che ho cercato di copiare da altre opere, visto che non la capisco perche’ lontanissima dalla mia esperienza. No, quello che scrivo non rispecchia in nessun modo il mio stato d’ animo: appoggio chon convinzione le scelte dei politici, vivo nel migliore dei mondi possibili, credo che ogni cosa sia bellissima, la mia vita e’ un’ eterna girandola di gioia giustizia e divertimento spensierato."

red pill

16/1/2004 15.25.27

L.

Riguardo le origini etniche di Enki Bilal, di cui si è discusso ieri sera (al bar), suo padre veniva dall’Erzegovina, sua madre dalla Cecoslovacchia, lui è nato a Belgrado nel 1951 e lì ha vissuto fino al 1960, anno in cui la sua famiglia si è trasferita a Parigi.

Naturalmente, sui siti francesi scrivono "un francese nato a Belgrado", probabilmente in Serbia scrivono "un serbo trasferitosi in Francia".

green pill

15/1/2004 19.47.58

Disse l’entropia

Ma non è il caso di preoccuparsene.

white pill

15/1/2004 17.43.0

mentadent

Doh, ho appena dato un’ esame di meccanica quantistica relativistica (e’ quantistica! E’ relativistica! Tutto in uno!) e sono un po’ fuso, quindi la mia demolizione inconfutabile del pensiero nelliano e’ rimandata a domani_______

red pill

15/1/2004 15.51.58

...sporca

Cmq hai ragione, se Endo scrivesse una cosa del genere (smentendo tutte le premesse date finora) sarebbe veramente da sbeffeggiare.

Cioè tu lo prendi a calci e intanto io lo sbeffeggio... pover’uomo.

green pill

15/1/2004 15.48.44

La tua coscienza

Al di là del fatto che Endo tende a muovere, al di fuori del fumetto, delle accuse politiche ben precise nei confronti delle "fonti di ispirazione" del suo fumetto;

Al di là del fatto che negli ultimi due giorni hai detto di Alita che, a parte la postfazione che distrugge tutto, è un fumetto buono/non buono/quasi ottimo;

Al di là del fatto che non mi stupisce che i genitori portino via i bambini quando ti vedono al cinema, e neppure che le bambine ti dicano che sei surreale;

Al di là del fatto che stando alle tue parole un fumetto deve essere feroce e bislacco (ma ’sta parola l’hai trovata nella soffitta della nonna?) ma allo stesso tempo non eccessivamente sadico, violento e sensazionalistico... mah?

Al di là di tutto questo, arrivo alla quart’ultima riga e leggo "Però mi si permetta di dire che...", la qual frase dopo 182 righe di testo mi leva questa riflessione:

AH NELLOOOO! MAGARI RIUSCISSIMO A NON PERMETTERTI DI DIRE QUALCOSA!

red pill

15/1/2004 14.24.5

Antonello

Ma "Alita" è ben diverso da "Sen to chihiro"! Nell’ottica che ho proposto, il divario che separa un’opera ottima da una pessima è molto labile. Una scelta sbagliata, come un’indecorosa postfazione, può fare la differenza. Mi chiedi di Miyazaki? Sai già del mio parziale sconforto passato nei confronti di un autore troppo totemico per risultare veramente mordace; e ti stupisci del mio apprezzamento all’ultimo cartone? Miyazaki è un "grande vecchio", e come molti "grandi vecchi" anche in Italia ha utilizzato la forma che più gli è consona, nel suo caso (come di molti) una particolare forma di "prosa poetica", per dimostrare la sua incazzatura: "Alita" parte da una società deleritta, povera, piena di tizi criminosi, cyberpunk, ribelle e oppressa per ristabilire la normalità (di intenti e di storia, nonchè di visione sociopolitica, infine) mentre "Spirited away" fa il contrario, partendo dal pretesto fiabesco per parlare di un mondo che non è altro che società rivelata, dove i genitori consumisti diventano maiali, il bambino sociofobico è un enorme bebè ipocondriaco, che non sa stare in piedi ed è sommerso di giocattoli, dove una strega vestita da maitresse domina tutto l’impianto, e così via... (notato che i passeggeri del treno sono ombre di lavoratori pendolari vestiti alla vecchia maniera, in specifico del periodo della seconda guerra mondiale? - e chi ha visto "Una tomba per ll lucciole" dovrebbe cogliere immediatamente il rimando). Quella di Miyazaki altro non è che una fiaba filosofica (non quindi la solita fiaba gotica e nera, che ultimamente è l’unico modo in cui una fiaba deve essere se vuole essere considerata da una certa fetta del pubblico giovanile), in cui tutto è letto a seconda di un punto di vista preciso, e in cui il tradizionalismo di fondo è questa volta una risposta seria per quanto opinabile. L’interesse del vecchio regista per i gentili problemi della crescita finalmente fa i conti con quello che seriamente, politicamente, ostacola quella crescita. Questa metafora filosofica del divenire adulti (e che nel titolo originale giapponese acquista giustamente un alone mistico-esistenziale) non sarebbe stata possibile in tempi diversi dai nostri, è il segno che i nostri tempi stanno cambiando. "Spirited away" è un’opera politica - nata cioè alla congiunzione fra personale e collettivo del regista, e frutto di una lettura del mondo calata nelle proprie caratteristiche - mentre "Alita" non fa altro che sfruttare qualche abito narrativo e figurativo a scopo espressivo e mimetico. Non stupisce allora che uno dei migliori momenti del fumetto sia l’incontro con lo smemorato Ido (si chiamava così?), senza speranze per Alita di poter essere riconosciuta da lui. Un momento soltanto drammatico e lieve, senza pretese pseudosociali e cha sarebbe potuto essere posto a prescindere dei molti miti iconografici della serie.
E se la cosa ti stupisce, quando vidi al cinema "Spirited away" un genitore portò via il bambino e una bambina di non più di dodici anni esclamò: << Questo cartone è bellissimo! E’ così surreale >>!

"Eden". Interessante fumetto di Endo, figlioccio divertito della massmediologia apocalittica come molti giapponesi (vedi introduzioni). Sempre a rischio di ripiegarsi su se stesso e su un eccesso di sadismo e violenza compiaciuti, di sensazionalismo diciamo, ma ancora abbastanza feroce e bislacco. Intriga abbastanza l’interesse per i bassifondi (forse a volte troppo tirati a lucido nella merda) e dice poco bene della recente svolta volitiva del giovane protagonista. Ma è troppo presto per sapere se tale angolo narrativo verrà adeguatamente pensato e riproposto o se verrà intavolata una facile risposta catartica. Però mi si permetta di dire che se alla fine del fumetto Endo scrivesse che non ha voluto attaccare nessuna realtà in particolare o accusare nessuno, sarebbe da prendere a calci.

white pill

15/1/2004 13.55.22

Amg

Si le fa Giuà ma solo perchè lui ha la fotocamera digitale, un pc decente e qualche programmino di grafica. Le idee sono mie però! :)
Pensa che ogni volta lo costringo a far ste cagate (questo fotomontaggio l’abbiamo fatto alle 00:30 di ieri.....). Però vengono bene, nevvero?

red pill

15/1/2004 13.2.37

pornorambo

Arbe cerca di dar battaglia nel concorso di foto proponendo ancora foto modificate...
anche se terrei ad escluderlo dal concorso in quanto dubito che le foto siano modificate da lui, e sarei piu propenso a pensare che il lavoro sia stato svolto da Givà...
Poi in quanto queste foto continuano a essere proposte dal MIO spazio uèb, le rivendico come mie e rimango ancora il favorito del concorso
Sta foto si chiama "Incredibbile Tunnamento"...
http://utenti.lycos.it/pornorambo/hpbimg/incredibiletunnamento.jpg
bella là

Special cherry pill

15/1/2004 7.56.10

Lusky

Dal dizionario Lusky-Resto Del Mondo:
Tintonare: 1) stuzzicare ripetutamente in modo fastidioso o frustrante con brevi frasi o allusioni; 2) prendere in giro.
Nel mio post vale la prima accezione, anche se ho usato il verbo in senso figurato.

Dici che c’entrano (ancora?!) gli alieni? Pensavo di essere stato abbastanza chiaro con loro l’ultima volta. Vabbè, se c’è da invadere ’sta terra la si invada, anche se a vedere il telegiornale mi sembra sia già successo.

P.S.: In generale, credo che Nello detesti Miyazaki in quanto lo interpreta come una nemesi di Hideaki Anno. Gli ha perdonato Spirited Away, ma alla fine della visione è effettivamente andato a bruciare un bancomat (quello di PornoRambo, ché lui non ne aveva) come rituale escatologico.

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